Tuekakas, o Capo Giuseppe il Vecchio, in inglese Joseph the Elder, (area del fiume Snake, 1785 – Contea di Wallowa, 20 gennaio 1871), è stato un capo e condottiero della banda Wallowa della tribù dei Nasi Forati. Il suo nome in lingua niimiipuutímt, Tuekakas, è traducibile come "guerriero anziano". Fu uno dei primi membri del suo popolo a convertirsi al cristianesimo e si distinse come un fermo sostenitore della convivenza pacifica tra i nativi e i coloni bianchi. Fu il padre di Hinmaton Yalaktit, passato alla storia come il celebre Capo Giuseppe ("Giuseppe il Giovane").
Nato intorno al 1785 nell'area del fiume Snake, Tuekakas divenne con il tempo il leader principale della banda Wallowa, stanziata nella fertile e omonima valle dell'Oregon. Nel corso della sua vita accolse pacificamente i primi esploratori e missionari bianchi nella regione, decidendo di convertirsi al cristianesimo e venendo battezzato con il nome di "Joseph" (Giuseppe) dal ministro presbiteriano Henry Spalding nel 1838.
Nel 1855, nel tentativo di garantire un futuro sicuro alla sua gente, Tuekakas collaborò attivamente con Isaac Stevens, l'allora governatore territoriale dello Stato di Washington. In tale occasione contribuì a negoziare e a istituire una vasta riserva per i Nasi Forati, il cui territorio si estendeva dall'Oregon fino all'Idaho. Con questo primo accordo (il Trattato di Walla Walla), i Nasi Forati accettarono di cedere una parte delle proprie terre ancestrali in cambio della formale e solenne garanzia, da parte del governo statunitense, che i coloni bianchi non avrebbero mai violato o occupato la sacra e considerata inviolabile Wallowa Valley.
La situazione mutò radicalmente nel 1863 quando, in seguito alla scoperta di giacimenti d'oro all'interno dei territori dei Nasi Forati, si scatenò una massiccia corsa all'oro che spinse migliaia di coloni e cercatori a invadere l'area. Per assecondare le pressioni dei coloni, il governo federale degli Stati Uniti propose un secondo trattato che revocava unilateralmente i precedenti accordi, espropriando alla tribù circa 6 milioni di acri di terra. Il nuovo documento confinava i Nasi Forati in una riserva situata nell'Idaho grande appena un decimo della riserva originaria. Tuekakas si oppose fermamente al nuovo accordo, sostenendo che questo "trattato-truffa" fosse stato siglato solo da alcune bande minoritarie e che non fosse mai stato approvato né sottoscritto dalla totalità del suo popolo. Ritenendosi profondamente ingannato e tradito dalle autorità statunitensi, in segno di aperta protesta Giuseppe il Vecchio condannò pubblicamente l'operato degli Stati Uniti, squarciò la bandiera americana in suo possesso e distrusse la propria Bibbia. Rifiutò categoricamente di firmare il documento che avrebbe legittimato i nuovi confini della riserva e si oppose strenuamente all'ordine di trasferire la propria banda al di fuori della Wallowa Valley.
Tuekakas si spense nella Wallowa Valley all'inizio del 1871. La sua pietra tombale riportò erroneamente come anno di morte il 1872. Sul letto di morte, passò la leadership al figlio Giuseppe il Giovane, raccomandandogli solennemente di non vendere mai la terra in cui riposavano i loro antenati. La profonda frattura politica e territoriale causata dal trattato del 1863 che Tuekakas aveva contestato per anni rimase insanabile e pose le basi per le tensioni che, pochi anni dopo la sua scomparsa, sfociarono definitivamente nella Guerra dei Nasi Forati del 1877.
La figura di Tuekakas compare in alcune opere ci cinema e televisione dedicate alla guerra del 1877, dove la sua intransigenza pacifica ma ferma contro i trattati governativi funge da antefatto morale per le azioni dei figli Giuseppe e Ollokot, per esempio in I Will Fight No More Forever (1975), regia di Richard T. Heffron, come pure nell'episodio Chief Joseph (1966) nella nota serie Gunsmoke. Le parole di Tuekakas che ispirarono i suoi due figli sono rinvenibili nel discorso di Capo Giuseppe del 1879. Nei pressi del lago Wallowa si trova l'Old Chief Joseph Gravesite, il cimitero dove riposano le spoglie di Tuekakas, dopo che i suoi resti vi furono solennemente trasferiti e riseppelliti nel 1926 per proteggerli dalle profanazioni agricole. Il sito fa oggi parte del Parco storico nazionale dei Nasi Forati ed è classificato come National Historic Landmark (Luogo storico di interesse nazionale) degli Stati Uniti.