Operazione Horev

L'operazione Horev, denominata anche operazione Ayin, fu un'offensiva delle Forze di difesa israeliane contro l'esercito egiziano, condotta dal 22 dicembre 1948 al 7 gennaio 1949 durante la fase conclusiva della guerra arabo-israeliana del 1948. Le operazioni interessarono il Negev occidentale e si estesero alla penisola del Sinai, in territorio egiziano.

Il comando fu affidato a Yigal Allon, comandante del fronte meridionale, mentre Yitzhak Rabin ricoprì l'incarico di ufficiale delle operazioni. L'offensiva mirava a sconfiggere le forze egiziane nel settore e a interromperne le comunicazioni.

Denominazione

Il nome «Horev» richiama Oreb, uno dei nomi biblici del monte Sinai. La denominazione alternativa «Ayin» derivava dalla lettera ebraica iniziale dei nomi di alcuni obiettivi dell'offensiva: al-Auja, Asluj, Abu Ageila ed Al-Arish.

Obiettivi e forze impegnate

L'operazione prevedeva un'azione diversiva lungo l'asse costiero tra Gaza e Rafah, accompagnata da un'offensiva principale contro le posizioni egiziane nell'interno, tra Bersabea e al-Auja, presso l'odierna Nitzana. L'avanzata avrebbe dovuto minacciare le comunicazioni e le retrovie delle forze egiziane.

Vi parteciparono le brigate Negev, Harel e Golani e l'8ª brigata corazzata, con il sostegno di artiglieria, genio, aviazione e marina.

Svolgimento

L'offensiva nel Negev

L'operazione iniziò nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 1948 con un attacco diversivo della brigata Golani nel settore costiero. Le condizioni meteorologiche e le difficoltà di movimento rallentarono la concentrazione delle forze destinate all'attacco principale.

Nei giorni successivi le unità israeliane attaccarono le posizioni egiziane nel settore di Asluj e al-Auja. La conquista di queste ultime consentì di riaprire la strada tra Bersabea e il confine egiziano.

L'avanzata nel Sinai

Il 28 dicembre reparti israeliani attraversarono il confine ed entrarono nel Sinai. L'avanzata raggiunse Abu Ageila e minacciò il settore di Al-Arish. Le pressioni internazionali portarono tuttavia all'ordine di ritirarsi dal territorio egiziano.

La documentazione diplomatica statunitense registra che il governo israeliano ordinò il ripiegamento alla fine di dicembre e comunicò di averlo completato nei primi giorni di gennaio.

Gli ultimi combattimenti

Dopo il ripiegamento dal Sinai, le forze israeliane concentrarono gli attacchi sul settore di Rafah, tentando di interrompere i collegamenti delle truppe egiziane schierate nell'area di Gaza.

Il 6 gennaio 1949 il governo egiziano annunciò la disponibilità ad avviare negoziati per un armistizio. Il cessate il fuoco entrò in vigore il 7 gennaio alle ore 14.

Conseguenze

L'operazione consolidò il controllo israeliano sul Negev occidentale e fu seguita dai negoziati israelo-egiziani di Rodi. L'accordo armistiziale venne firmato il 24 febbraio 1949.

L'accordo disciplinò il ritiro delle truppe egiziane accerchiate nella sacca di Faluja e stabilì una zona smilitarizzata nell'area di al-Auja. La Striscia di Gaza rimase sotto controllo egiziano.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (HE) מבצע חורב - מבצע "עין", su Archivio delle Forze di difesa israeliane e del Ministero della difesa, 5 gennaio 2015. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Operation "Horev", su Palmach Museum. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) The Acting Secretary of State to the Embassy in Egypt, su Office of the Historian – Foreign Relations of the United States, 1949, volume VI, documento 348, 3 gennaio 1949. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Egypt-Israel General Armistice Agreement – Cablegram from UN Acting Mediator, su United Nations – Question of Palestine, 24 febbraio 1949. URL consultato il 21 ottobre 2026.

Bibliografia

Voci correlate

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