Operazione Inherent Resolve

Operazione Inherent Resolve
parte della guerra civile siriana e del suo sconfinamento in Iraq; e della guerra al terrorismo
Due F/A-18 Super Hornet del VFA-22 decollano dalla portaerei USS Carl Vinson nell'ottobre 2014
Data15 giugno 2014 - 30 settembre 2026
LuogoIraq e Siria
CausaTerrorismo jihadista dell'ISIS e del Fronte al-Nusra
Esito
  • Oltre 8 100 attacchi aerei lanciati sulle postazioni dell'ISIS in Iraq e Siria
  • Sforzi umanitari internazionali
  • Rifornimenti di armi e supporto per le forze di terra locali
  • L'ISIS perde decine di migliaia di combattenti, migliaia di veicoli e il 25-30% del suo territorio in Iraq
Schieramenti
Comandanti
Stati Uniti (bandiera) Joe Biden (2021-2025)
Stati Uniti (bandiera)Donald Trump (2017-2021/2025-2026)
Stati Uniti (bandiera) Barack Obama (2014-2017)
Stati Uniti (bandiera) James Mattis (2017-oggi)
Stati Uniti (bandiera) Ashton Carter (2015-2017)
Stati Uniti (bandiera) Chuck Hagel (2014-2015)
Stati Uniti (bandiera) Sean MacFarland (2015-oggi)
Stati Uniti (bandiera) Lloyd Austin (2014-2016)
Stati Uniti (bandiera) Paul E. Funk (2014-oggi)
Stati Uniti (bandiera) John R. Allen (2014-2015)
Stati Uniti (bandiera) Brett H. McGurk (2014-oggi)
Abu Bakr al-Baghdadi† (Califfo dello Stato Islamico)
Abu Ali al-Anbari† (Vice-leader dello Stato Islamico)
Abu Muhammad al-'Adnani† (Portavoce dello Stato Islamico)
Abu Ayman al-'Iraqi† (Leader della Shura)
Abu Muslim al-Turkmani† (Vice-leader dello Stato Islamico in Iraq)
Abu Omar al-Shishani† (Comandante militare dello Stato Islamico)
Abu Muhammad al-Jawlani (Leader del Fronte al-Nusra)
Abu Humam al-Shami† (Comandante militare del Fronte al-Nusra)
Abu Muhammed al Ansari† (Emiro del Fronte al-Nusra nel governatorato di Idlib)
Effettivi
Tra 9 000 a 18 000 combattenti in Iraq e in Siria (stima da parte dello spionaggio degli Stati Uniti del gennaio 2015)
Tra 20 000 a 31 500 combattenti in Iraq e in Siria (stima da parte della CIA del settembre 2014)
200 000 combattenti (stima da parte del capo di stato maggiore del Kurdistan iracheno)
3 caccia MiG-21 o MiG-23
Almeno 600 carri armati
Almeno 5 droni
Perdite
25 militari uccisi in combattimento
99 militari morti in incidenti non legati ai combattimenti
499 militari feriti
18 civili uccisi
(5 giustiziati e 1 ignoto)
1 F-16 precipitato
1 F-15 danneggiato
4 droni Predator abbattuti dall'Aeronautica Militare Siriana
2 elicotteri (CH-53 Sea Stallion) abbattuti
Oltre 80 000 combattenti ISIS uccisi dai raid aerei americani e alleati
Oltre 32 000 obiettivi distrutti o danneggiati (al 30 settembre 2016)
164 carri armati, 388 Humvees e oltre 2 000 pick-up o altri veicoli danneggiati o distrutti
Decine di migliaia di civili uccisi dall'ISIS
Tra 8 220 e 13 299 civili uccisi dagli attacchi aerei della coalizione in Siria e Iraq
Oltre 970 000 civili siriani e iracheni sfollati o fuggiti in Turchia e in altri paesi
Voci di operazioni militari presenti su Wikipedia

L'operazione Inherent Resolve è stata un'operazione militare internazionale sotto egida ONU durante l'intervento militare contro lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, entrata in atto il 15 giugno 2014 a seguito di una richiesta formale di assistenza da parte del legittimo governo iracheno.

Lo scopo è stato quello di reprimere la minaccia terroristica dello Stato Islamico del gruppo ISIS (o Dàesh) in Iraq e nei paesi limitrofi; è terminata in seguito a un accordo del 2024 tra i governi statunitense e iracheno. Le forze della NATO hanno completato il ritiro il 30 Settembre 2026.

Note

  1. ↑ Esercito italiano, su esercito.difesa.it.
  2. ↑ Le truppe Usa lasciano definitivamente l'Iraq dopo 23 anni, su amp.tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 30 settembre 2026.
  3. ↑ (EN) U.S. Military Casualties - Operation Inherent Resolve (OIR) Casualty Summary by Casualty Category (As of October 21, 2026), su dcas.dmdc.osd.mil, 21 ottobre 2026. URL consultato il 22 ottobre 2026.

Voci correlate

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