Operazione Solstizio

Operazione Solstizio
parte del fronte orientale della seconda guerra mondiale
Squadra anticarro di soldati Waffen-SS armati di Panzerschreck durante l'operazione Sonnenwende
Data15 - 18 febbraio 1945
LuogoStargard, Germania
EsitoVittoria sovietica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Dati non disponibiliDati non disponibili
Perdite
Dati non disponibiliDati non disponibili
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L'operazione Solstizio (tedesco: Unternehmen Sonnenwende) fu una breve controffensiva sferrata dalla Wehrmacht tedesca contro l'Armata Rossa sovietica, nel febbraio 1945 durante la battaglia in Pomerania orientale nell'ultima fase della seconda guerra mondiale sul Fronte orientale.

L'obiettivo di questa disperata controffensiva, organizzata concentrando truppe trasferite da altri fronti e impiegando molte unità Waffen-SS, era quello di frenare l'avanzata sovietica oltre il fiume Oder in direzione di Berlino e stabilizzare la situazione del Fronte orientale dopo il crollo provocato dalla grande avanzata dell'Armata Rossa a partire dal 12 gennaio 1945.

La battaglia, nota anche come la battaglia di carri di Stargard, diede luogo a combattimenti accaniti; i sovietici furono messi inizialmente in difficoltà e i tedeschi guadagnarono localmente terreno, ma entro pochi giorni l'avanzata fu fermata e i sovietici passarono al contrattacco e ripresero l'offensiva generale in Pomerania orientale. L'operazione Sonnenwende si concluse con un fallimento per i tedeschi.

Situazione strategica

Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione Vistola-Oder.

A partire dal 12 gennaio 1945 la potente operazione Vistola-Oder aveva provocato in pochi giorni il crollo delle difese tedesche sulla linea dell Vistola; le armate corazzate del 1º Fronte Ucraino del maresciallo Ivan Konev avevano quindi potuto avanzare rapidamente nella Piccola Polonia in direzione della Slesia e dell'alto corso dell'Oder, mentre soprattutto le armate corazzate del 1º Fronte Bielorusso al comando del maresciallo Georgij Žukov, avevano progredito a grande velocità verso ovest sulla direttrice Varsavia-Łódź-Posen, in direzione del medio corso dell'Oder. Contemporaneamente le armate del 2º Fronte Bielorusso del maresciallo Konstantin Rokossovskij avevano attaccato a partire dalla linea del Narew e dopo duri combattimenti avevano raggiunto il 27 gennaio 1945 il Mar Baltico, isolando le forze tedesche schierate in difesa della Prussia orientale.

All'inizio del mese di febbraio 1945, mentre erano in corso i lavori della cruciale conferenza di Jalta, l'Armata Rossa sembrava aver ottenuto successi decisivi ed era ormai entrata in Germania. Il 1° Fronte bielorusso del maresciallo Žukov il 1 febbraio aveva raggiunto su largo fronte la linea del Oder a ottanta chilometri da Berlino, aveva conquistato le piazzeforti sulla riva destra e aveva costituito teste di ponte a nord e a sud di Küstrin; nei giorni precedenti le armate principali del 1° Fronte ucraino del maresciallo Konev erano arrivate all'alto corso dell'Oder, nel settore compreso tra Ratibor e Steinau, avevano costituito a loro volta teste di ponte e conquistato, dopo violenti combattimenti, alcune piazzeforti sulla riva sinistra del fiume.

Colonna di cannoni semoventi sovietici ISU-122 entra a Łódź nel corso dell'offensiva Vistola-Oder.

La situazione della Wehrmacht sul Fronte orientale era quindi nettamente peggiorata e il cuore del territorio tedesco era già invaso o immediatamente minacciato di invasione; le perdite subite dai tedeschi erano state molto ingenti: oltre trenta divisioni erano state distrutte e il Gruppo d'armate A che difendeva la linea della Vistola, si era completamente disgregato e solo i resti di pochi reparti avevano ripiegato verso ovest, in direzione dell'Oder, o verso sud-ovest. L'offensiva del maresciallo Rokossovskij aveva tagliato fuori in Prussia orientale il Gruppo d'armate Nord, mentre la 2ª Armata tedesca era stata respinta verso ovest e aveva ripiegato in Pomerania orientale. Nonostante la disfatta tuttavia la Wehrmacht continuava a combattere accanitamente sul Fronte orientale e schierava ancora all'est la maggior parte delle sue forze: trenta divisioni erano ancora bloccate nella testa di ponte in Curlandia, mentre altre trentatré divisioni erano raggruppate in Prussia orientale e si battevano con grande tenacia per difendere quel territorio tedesco; a sud, era ancora in corso la terribile battaglia di Budapest e la Wehrmacht, secondo gli ordini di Adolf Hitler, continuava ad ammassare forze corazzate e a contrattaccare nel settore ungherese.

Il Führer era assolutamente determinato a combattere su tutti i fronti; egli aveva manifestato le sue considerazioni strategiche fin dal 23 gennaio 1945 in una colloquio con l'ammiraglio Karl Dönitz; secondo Hitler, era essenziale difendere soprattutto l'Ungheria dove si trovavano gli ultimi pozzi di petrolio disponibili per le forze armate tedesche; egli inoltre riteneva fondamentale difendere la baia di Danzica in Pomerania orientale dove avevano la loro base e si addestravano i nuovi U-Boot con cui egli sperava di riprendere con successo la battaglia dell'Atlantico; infine era necessario difendere la Slesia che era l'ultima base industriale ancora intatta della Germania. Il generale Heinz Guderian, capo di stato maggiore dell'OKH era impegnato soprattutto a chiudere l'enorme varco aperto al centro nel fronte tedesco e costituire uno sbarramento sull'Oder in grado di fermare l'avanzata nemica verso Berlino; il 26 gennaio 1945 venne quindi costituito il nuovo Gruppo d'armate Vistola schierato a difesa della Pomerania orientale e della linea dell'Oder, raggruppando i resti delle truppe sconfitte, reparti d'emergenza, unità di retrovia, reparti del personale di terra della Luftwaffe, formazioni raccogliticce del Volkssturm. Inoltre l'OKH procedette al trasferimento di numerosi reparti da altri fronti per ricostituire una linea difensiva solida sul fronte dell'est; il 1 febbraio il Gruppo d'armate Vistola, assegnato al comando dell'inesperto Heinrich Himmler, disponeva già di 20 divisioni, tra cui tre Panzer-Division e tre brigate.

La controffensiva tedesca

Pianificazione e preparativi

La situazione venutasi a creare dopo l'attacco sovietico era realmente critica per i tedeschi e imponeva loro in qualche modo di agire; in particolare il balcone baltico rappresentava un invitante obiettivo per le forze sovietiche e una posizione troppo ostica da difendere per la II Armata tedesca. Da qui nacque la convinzione dell'Alto comando dell'Esercito tedesco (OKH) che fosse necessario provare una manovra di alleggerimento attaccando a sud dalla Pomerania contro il fianco destro del 1FB di Zhukov.

Il colonnello generale Heinz Guderian, capo di stato maggiore dell'Esercito, progettò nella prima settimana di febbraio di riprendere l'offensiva, allo scopo di mettere in difficoltà i sovietici e riconquistare parte della Prussia orientale. Il piano originale messo a punto da Guderian prevedeva un'ampia manovra a tenaglia che i reparti del Gruppo d'armate Vistola avrebbero dovuto effettuare attaccando da nord nella zona di Stargard in Pomerania e da sud presso la testa di ponte di Glogau in Slesia oltre le rive dell'Oder: ciò avrebbe permesso di tagliare fuori le punte avanzate del 1FB e di alleggerire la pressione sulle linee tedesche.

Affinché quest'operazione avesse successo, il piano di Guderian prevedeva alcune precondizioni:

Hitler condivise la decisione di Guderian di lanciare una nuova offensiva, ma non convenne su nessuna delle precondizioni suggerite dal Capo di Stato Maggiore, opponendosi con decisione sia all'evacuazione della sacca in Curlandia, sia a sospendere l'offensiva in Ungheria. Nonostante le vibranti proteste e un'accesa discussione, non ci fu modo di convincere il Führer a cambiare idea. Si decise pertanto di optare per un'azione più limitata rispetto a quella immaginata inizialmente.

Il generale Walther Wenck, capo di stato maggiore del Gruppo d'armate Vistola
Il generale-SS Felix Steiner, comandante della 11. Armee.

L'operazione Solstizio fu così limitata a un contrattacco della XI Armata corazzata SS (al comando del generale Felix Steiner) contro le avanguardie del 1FB in Pomerania. Le forze tedesche avrebbero dovuto attaccare inizialmente un tratto di fronte lungo di non più di quindici chilometri presso Stargard; una volta effettuato lo sfondamento, gli attaccanti sarebbero dovuti convergere verso Küstrin, dove avrebbero chiuso in una piccola sacca parte delle truppe sovietiche.

L'effetto sorpresa e la rapidità delle operazioni avrebbero costituito l'elemento decisivo per la realizzazione di quest'offensiva; tuttavia l'intelligence sovietica aveva avvertito Georgy Zhukov del pericolo di un nuovo attacco tedesco contro le sue avanguardie, preparando così i sovietici all'attacco tedesco.

Le forze impegnate nell'area dello scontro appartenevano tutte al Gruppo d'armate Vistola, il cui comando era stato assegnato dal Führer, contro il parere di Guderian, al Reichsführer delle SS Heinrich Himmler.

Al momento di fare partire l'operazione Solstizio, poteva sembrare scontato che a guidare le operazioni fosse lo stesso Himmler, in qualità di Comandante del Gruppo d'armate Vistola. Guderian, invece, spinse affinché il Comando fosse affidato a Walther Wenck, suo vice all'OKH e abile generale, sostenendo che «il Reichsfuhrer delle SS non ha né l'esperienza necessaria, né uno stato maggiore abbastanza competente per dirigere da solo l'attacco'». Anche in questo caso sorsero forti contrasti tra Hitler, che invece spingeva per Himmler e Guderian; dopo un'accesa discussione, il comando dell'operazione fu comunque affidato al generale Wenck.

La battaglia

Carri armati distrutti e sodati sovietici morti, durante la controffensiva tedesca.

L'operazione Sonnenwende ebbe inizio il 16 febbraio 1945; la 11. Armee del generale Felix Steiner aveva organizzato tre raggruppamenti tattici: un gruppo "West" con il XXXIX Panzerkorps del generale Karl Decker, costituito dalla SS "Frundsberg", la SS "Polizei", la SS "Wallonien" e la Panzer-Division "Holstein; un gruppo "Mitte" con il III SS-Panzerkorps del generale Martin Unrein con la SS "Nordland", la SS "Nederland", la SS "Langemark" e la "Fuhrer Begleit Brigade"; infine un gruppo "Ost" al comando del generale Oskar Munzel, con la 281ª Divisione fanteria, la 163ª Divisione fanteria, una brigata di cacciacarri e la "Fuhrer Grenadier Brigade". L'offensiva venne preceduta il giorno precedente da un primo attacco della SS "Nordland" che riuscì a costituire una posizione di partenza sul fiume Ina; i panzer raggiunsero il villaggio di Reichenbach sulla strada per Arnswalde dove resisteva ancora accerchiata una guarnigione tedesca.

L'offensiva del 16 febbraio incontrò subito difficoltà; a ovest, la SS "Frundsberg" venne colpita dal fuoco sovietico sul fianco e non fece grandi progressi; il generale Heinz Harmel richiese il supporto della SS "Wallonien" e una compagnia di valloni raggiunse con successo il villaggio di Lindenberg, vicino Stargard, dove si trincerò.

Inizialmente l'offensiva ottenne qualche limitato successo locale: le unità della LXI Armata sovietica furono sorprese e sconfitte dall'attacco della 11ª SS-Freiwilligen-Panzergrenadierdivision "Nordland" nei pressi di Arnswalde. Il 16 febbraio i continui attacchi dell'XI Armata corazzata SS riuscirono ad allargare la falla attraverso le linee sovietiche, mettendo in qualche difficoltà le unità della LXI Armata sovietica grazie all'efficace azione delle forze corazzate di ultima generazione. La resistenza dell'Armata rossa, comunque, fu molto accanita ed efficace, riuscendo così ad evitare il crollo delle proprie posizioni e a rallentare significativamente l'avanzata tedesca. Quando poi il disgelo trasformò il campo di battaglia in un enorme pantano, le difficoltà per gli attaccanti aumentarono notevolmente.

Il 17 febbraio il generale Wenck fu ferito in un incidente d'auto e sostituito dal generale Hans Krebs. Già in quel giorno, però, la spinta offensiva tedesca si era esaurita; Zhukov aveva infatti lanciato all'attacco per una controffensiva la III Armata d'urto sovietica, i cui attacchi avevano definitivamente arrestato gli esigui progressi tedeschi.

Fallimento e ripresa dell'offensiva sovietica

L'operazione Solstizio fu arrestata il 18 febbraio. Il fattore tempo, decisivo per le sorti dell'attacco, aveva iniziato a giocare a svantaggio dei tedeschi ormai privi di riserve e rifornimenti adeguati per affrontare un prolungato sforzo offensivo. Le difese sovietiche, oltretutto, avevano retto egregiamente all'impatto ed erano pronte a respingere i tedeschi anche oltre le posizioni di partenza. Già il 19 febbraio, infatti, Zhukov programmò una nuova controffensiva mirante alla conquista di Stettino e al definitivo isolamento del balcone baltico.

Bilancio e conclusione

Lo stesso argomento in dettaglio: Offensiva della Pomerania orientale.

A dispetto dei successi iniziali, l'operazione Solstizio fu, in termini tattici, un completo fallimento. Le forze tedesche non riuscirono a isolare i sovietici nell'area di Küstrin e sprecarono una gran quantità di uomini. Ciononostante, quest'attacco consentì ai tedeschi di ottenere un po' di respiro: convinse infatti il Cremlino e lo stesso Zhukov che una rapida puntata verso Berlino era fuori discussione.

Note

  1. ↑ E. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 99-101.
  2. ↑ E. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 105-107.
  3. 1 2 3 4 AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, p. 1852.
  4. ↑ E. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 7, pp. 105-106.
  5. ↑ AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 5, p. 1853.
  6. ↑ J. Erickson, The road to Berlin, p. 517.
  7. ↑ M. Afiero, Storia militare delle SS, pp. 728-729.
  8. ↑ M. Afiero, Storia militare delle SS, pp. 729-730.

Bibliografia

Voci correlate

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