Ovalipes catharus

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Ovalipes catharus
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
ClasseMalacostraca
OrdineDecapoda
SottordinePleocyemata
InfraordineBrachyura
SuperfamigliaPortunoidea
FamigliaOvalipidae
GenereOvalipes
Rathbun, 1898
SpecieO. catharus
Nomenclatura binomiale
Ovalipes catharus
White in White e Doubleday, 1843
Sinonimi
  • Portunus catharus White, 1843
Nomi comuni
  • Paddle crab
  • Pāpaka
  • Swimming crab

Ovalipes catharus, comunemente noto come paddle crab (letteralmente "granchio pagaiatore"), è una specie di granchio appartenente alla famiglia Ovalipidae. Si trova in acque poco profonde e dai fondali sabbiosi lungo le coste della Nuova Zelanda, delle isole Chatham e, più raramente, dell'Australia Meridionale. O. catharus è un animale opportunista, aggressivo e versatile nell'alimentazione, attivo soprattutto di notte e predatore prevalentemente di molluschi e crostacei. È inoltre particolarmente incline al cannibalismo, che in alcune località rappresenta oltre un quarto della sua dieta. Le zampe posteriori a forma di pagaia e il carapace affusolato consentono a questo granchio di catturare le prede nuotando rapidamente e di sfuggire ai predatori seppellendosi nella sabbia. La stagione degli accoppiamenti si svolge in inverno e in primavera: il maschio trasporta la femmina fino a quando questa effettua la muta, dopodiché i due si accoppiano. È frequente che la femmina si sposti poi in acque più profonde per incubare e disperdere le proprie larve.

La pesca commerciale dell'Ovalipes catharus è praticata dagli anni Settanta, ma le catture sono diminuite considerevolmente dopo aver raggiunto un picco alla fine degli anni Novanta. Si prevede che la sua popolazione sia in aumento, sebbene alcuni ecologi abbiano espresso preoccupazione per il fatto che Charybdis japonica, una specie invasiva di granchio dalle dimensioni, dalla dieta e dall'habitat simili, possa entrare in competizione con l'Ovalipes catharus e prevalere su di esso. Questo granchio è presente anche nella cultura māori, sia come motivo artistico sia come tradizionale fonte di cibo.

Nomenclatura

Ovalipes catharus non ha un nome comune italiano documentato.

Nei paesi anglosassoni viene chiamato anche granchio nuotatore (swimming crab), tuttavia in italiano tale nomenclatura si riferisce ai granchi membri del genere Callinectes o alla specie C. sapidus, meglio nota come granchio blu.

In lingua māori è conosciuto con il nome pāpaka.

Aspetto e anatomia

Parte anteriore di O. catharus
Parte anteriore di O. catharus

Il carapace ha una forma ovale, aerodinamica e leggermente granulosa. Presenta cinque denti appuntiti su ciascun lato degli occhi e quattro più piccoli nella parte anteriore. La colorazione è prevalentemente grigio-sabbia, con sfumature rosso-arancioni, piccole macchie marroni e due grandi macchie color bordeaux nella parte posteriore del carapace. Il ventre è bianco, mentre le zampe posteriori possono avere tonalità violacee. Il granchio possiede occhi grandi e ben sviluppati, antenne e numerose setole sottili intorno alla bocca e sotto i margini del carapace. Le chele anteriori sono di dimensioni differenti: la destra è generalmente più grande della sinistra. La chela minore serve soprattutto a tagliare, mentre quella maggiore è utilizzata anche per frantumare il cibo. Possiede tre paia di zampe ambulacrali e un paio di zampe posteriori appiattite, rivestite di setole e specializzate nel nuoto.

Dimensioni e ciclo vitale

I maschi adulti possono raggiungere una larghezza del carapace di circa 150 mm e un peso di 600–700 g. Le femmine sessualmente mature superano generalmente i 70 mm di larghezza e possono raggiungere circa 115 mm. Il carapace è mediamente 1,35 volte più largo che lungo. La specie vive circa 3–5 anni e raggiunge le dimensioni massime intorno ai 3–4 anni.

Lo sviluppo larvale dura circa due mesi e comprende otto stadi larvali, seguiti dalla fase di megalopa e da 13 stadi di crescita, detti instar. Le uova, inizialmente gialle, diventano progressivamente nere prima della schiusa. Le popolazioni delle isole Chatham tendono a essere più grandi e a maturare più lentamente rispetto a quelle della Nuova Zelanda continentale.

Fisiologia e anatomia interna

L'Ovalipes catharus è molto sensibile alle variazioni di temperatura. In estate, a circa 20 °C, il cuore batte approssimativamente 50 volte al minuto. A 25 °C la frequenza cardiaca può superare i 125 battiti al minuto, mentre temperature vicine ai 30 °C possono risultare letali. Alle basse temperature, intorno ai 10 °C, il granchio mangia meno e impiega oltre tre volte il tempo necessario a digerire il cibo rispetto a quando si trova a 20 °C. Il cuore è costituito da un unico ventricolo che pompa l'emolinfa attraverso sette arterie. La specie può inoltre invertire la direzione del flusso ventilatorio nelle camere branchiali, probabilmente per evitare l'accumulo di particelle e sedimenti, soprattutto quando è sepolta o a riposo.

La percezione dei suoni è affidato a uno statocisto situato sotto la prima antenna, contenente particelle di sabbia che svolgono una funzione simile a quella degli otoliti dei vertebrati. Il granchio percepisce suoni tra almeno 40 e 2000 Hz, con particolare sensibilità tra 100 e 200 Hz. È stato ipotizzato che produca suoni per comunicare la disponibilità di cibo e che i maschi emettano suoni a bassissima frequenza durante il corteggiamento.

Tassonomia

La specie fu descritta nel 1843 dallo zoologo Adam White, inizialmente assegnata al genere Portunus. Nel 1968 venne riclassificata nel genere Ovalipes dai biologi William Stephenson e May Rees, sulla base dei suoi caratteri cromatici. La specie si distingue dagli altri membri del genere soprattutto per tre caratteristiche:

Il seguente cladogramma basato sulla morfologia mostra la relazione tra O. catharus e le altre specie esistenti di Ovalipes:

Ovalipes
     
     

Ovalipes georgei

 
     
     
     
     
     

Ovalipes australiensis

 
     

Ovalipes punctatus

 
 
     

Ovalipes elongatus

 
 
     

Ovalipes trimaculatus

 
 
     

Ovalipes catharus

 
 
 
     
     
     
     
     

Ovalipes ocellatus

 
     

Ovalipes stephensoni

 
 
     

Ovalipes floridanus

 
 
     
     

Ovalipes iridescens

 
     

Ovalipes molleri

 
 
 
 
 

Distribuzione e habitat

Mappa di distribuzione di Ovalipes catharus
Mappa di distribuzione di Ovalipes catharus

L'Ovalipes catharus è originario della Nuova Zelanda, dove è diffuso dall'isola Stewart fino al Northland e nelle isole Chatham. È presente, seppure raramente, anche lungo la costa meridionale dell'Australia. Vive principalmente in acque costiere con fondali sabbiosi, negli estuari e nella zona subtidale, generalmente a profondità inferiori ai 10 m. Durante il giorno si nasconde sotto la sabbia, mentre la sera e la notte si sposta verso la zona intertidale per alimentarsi.

I giovani si trovano soprattutto in acque molto basse, a circa 10–50 cm di profondità. Gli adulti più grandi vivono spesso a profondità comprese tra 5 e 15 m. La specie può raggiungere profondità di 100 m, mentre le larve sono state rinvenute fino ad almeno 700 m. Durante l'inverno e la primavera, maschi e femmine si concentrano nelle baie riparate per riprodursi. Successivamente, i maschi si spostano verso spiagge più aperte, mentre le femmine migrano in genere verso fondali più profondi per la deposizione delle uova.

Alimentazione e comportamento predatorio

La dieta è varia e comprende soprattutto molluschi, crostacei, pesci, vermi marini e alghe. I molluschi del genere Paphies costituiscono una parte importante dell'alimentazione. Gli individui più piccoli si nutrono frequentemente di piccoli crostacei, mentre quelli più grandi consumano prede di maggiori dimensioni, come altri decapodi e pesci. La specie pratica anche il cannibalismo, predando individui più piccoli e granchi che hanno appena effettuato la muta. L'attività alimentare è generalmente maggiore in estate rispetto all'inverno. Il corpo aerodinamico e le zampe posteriori appiattite permettono al granchio di nuotare fino a circa 1 m/s. Le chele, di forma diversa, sono specializzate nel tagliare e frantumare il cibo. Le zampe posteriori contribuiscono anche a mantenere l'equilibrio quando il granchio scava nella sabbia per estrarre molluschi bivalvi.

Predatori e interazioni con altre specie

Charybdis japonica
Charybdis japonica

Tra i principali predatori dell'Ovalipes catharus figurano squali come il Mustelus lenticulatus, pesci come il Pagrus auratus e il Polyprion oxygeneios, Cephalorhynchus hectori, Thalassarche bulleri e Phocarctos hookeri. Anche il granchio invasivo asiatico Charybdis japonica può rappresentare una minaccia. Per sfuggire ai predatori, l'Ovalipes catharus si seppellisce rapidamente nella sabbia, utilizzando le zampe posteriori per spostare il sedimento e arretrare fino a scomparire. Solitamente rimane nascosto sotto uno strato di sabbia di circa 1–2 cm, lasciando talvolta sporgere soltanto gli occhi.

Gli ecologi temono che Charybdis japonica possa competere con la specie autoctona per il cibo e l'habitat. Il granchio invasivo presenta infatti un comportamento aggressivo e una maggiore tolleranza alle temperature elevate, un vantaggio potenzialmente importante in un contesto di riscaldamento degli oceani. L'O. catharus ospita inoltre frequentemente il briozoo Triticella capsularis, che dopo l'ultima muta può formare uno strato filamentoso spesso quasi 10 mm sulla superficie ventrale del granchio. Si ipotizza che questa associazione sia una forma di simbiosi obbligata.

Accoppiamento e riproduzione

Vista ventrale di Ovalipes catharus in una pozzanghera poco profonda su sabbia scura
Vista ventrale di Ovalipes catharus in una pozzanghera poco profonda su sabbia scura

Il granchio raggiunge la maturità sessuale generalmente entro il primo anno di vita bentonica, dopo una muta puberale che avviene quando il carapace misura circa 50–60 mm. La riproduzione si svolge prevalentemente tra maggio e novembre, durante la muta delle femmine. Temperature più elevate possono prolungare la stagione riproduttiva, accelerare la crescita e anticipare la maturità sessuale. I maschi comunicano attraverso suoni e vibrazioni e possono diventare aggressivi nei confronti dei rivali. Prima dell'accoppiamento, il maschio trasporta e protegge una femmina prossima alla muta per un massimo di circa dieci giorni.

L'accoppiamento può avvenire soltanto quando la femmina ha il corpo ancora molle, entro un periodo di circa quattro giorni dalla muta. Durante questo periodo, il maschio la protegge anche dal rischio di cannibalismo. L'accoppiamento dura generalmente da 12 a 36 h, ma può prolungarsi fino a quattro giorni. Dopo l'accoppiamento, la femmina si sposta in genere verso fondali più profondi per deporre le uova. Una singola deposizione può contenere da 80000 a 850000 uova; una femmina grande, con un carapace di circa 100 mm, ne produce tipicamente circa 500000. Le larve vengono rilasciate generalmente di notte, attraverso energici movimenti dell'addome e del corpo. La stagione di deposizione si estende indicativamente da settembre a marzo. Nel corso della vita, una femmina può produrre fino a circa dieci deposizioni distribuite su quattro stagioni riproduttive.

Rapporto con l'uomo

In Nuova Zelanda, l'Ovalipes catharus è noto per il suo comportamento aggressivo sulle spiagge e può pizzicare i bagnanti. I suoi resti e carapaci si trovano frequentemente lungo la costa. La specie riveste anche un'importanza culturale per il popolo māori, presso il quale compare in motivi artistici, tessiture, tatuaggi tradizionali (tā moko) e decorazioni degli edifici comunitari. È inoltre una fonte alimentare tradizionale.

La pesca commerciale è iniziata verso la fine degli anni Settanta, soprattutto lungo la costa orientale dell'Isola del Nord e quella settentrionale dell'Isola del Sud. La carne è apprezzata per il sapore e la consistenza e viene venduta sia sul mercato neozelandese sia all'estero, in particolare in Giappone. Le catture hanno raggiunto un picco di circa 519 t nel 1998–1999, per poi diminuire progressivamente. Nel periodo 2017–2022, la media annua è scesa a circa 16,6 t. Dopo quel periodo, le catture si sono concentrate soprattutto lungo la costa orientale dell'Isola del Sud. Le cause di questo declino non sono ancora del tutto chiare.

Note

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  25. ↑ Pierre, Johanna P.; How, Jason R.; Dunn, Alistair (22 agosto 2022). Whale entanglements with New Zealand pot fisheries: characterisation and opportunities for management (Report). New Zealand Department of Conservation. pp. 34–35.
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Bibliografia

Collegamenti esterni

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