| PU-Sarruma | |
|---|---|
| Sovrano Antico Impero ittita | |
| In carica | 1710 a.C. - 1680 a.C. |
| Predecessore | Kantuzzili 0 o Tudhaliya di Kussara |
| Successore | Labarna I |
| Nascita | Kuššara |
| Morte | Kuššara, 1680 a.C. |
| Luogo di sepoltura | Kuššara |
| Padre | Tudhaliya biologico, Kantuzzili 0 adottivo. |
| Figli | Papahdilmah; Hakkarpili; figlia ignota, moglie di Peruwa di Zalpa; Tawananna, moglie di Labarna I; Labarna I, adottivo. |
PU-Sarruma, (PU-LUGAL-ma, mPU-Šàr-(rù)-ma, che potrebbe leggersi Hišmi-Šarruma) (Kuššara, ... – Kuššara, 1680 a.C.), è stato un re ittita.
PU-Sarruma, forse originario della città di Kuššara nonostante il nome hurrita lasci aperto il campo delle ipotesi, potrebbe essere stato un sovrano ittita che regnò dal 1710 a.C. al 1680 a.C. circa, prima della nascita dell'Antico Regno. La "lista delle offerte C", con l'elenco dei defunti membri della famiglia reale, lascerebbe pochi dubbi sulla sua esistenza e sulla sua condizione regale, recitando: "PU-Sarruma, figlio dì Tudhaliya, padre di Papahdilmah (e/il) padre di Labarna".
Poco si sa della vita di PU-Šarruma, e ciò che forse lo riguarda viene dal Testo di Zalpa e dagli Annali di Ḫattušili I. In entrambi i testi tuttavia il nome di questo re non è espressamente indicato ma si fa genericamente riferimento al "Nonno del Re", visto dalla prospettiva del regnante in carica alla stesura del testo, ovverosia Ḫattušili I.
Alcuni studiosi, basandosi sulla "Lista delle offerte C", una tavoletta votiva nella quale si innalzavano orazioni agli dei per i membri defunti della casata reale, suppongono che PU-Sarruma fosse il nonno di Hattušili indicato in tali testi; argomento a sfavore della sua identificazione come re e nonno di Hattusili, per una parte degli storici, l'assenza del suo nome dal sigillo cruciforme.
Nonostante la scarsità di notizie dirette, comunque, la storia dinastica della monarchia ittita, potrebbe cominciare proprio con PU-Sarruma.
Secondo un'ipotesi, sviluppata da Beal dopo un'intuizione di Forlanini e avvalorata da una buona parte di studiosi, Pu-Šarruma potrebbe essere stato non un ittita ma un nesita, figlio naturale di un nobile della stirpe regale di Kanesh, tale Tudhaliya di Kussara, a cui sarebbe stata data in sposa una principessa ittita, figlia di uno dei primi sovrani, forse Kantuzzili 0, che compare nella Lista "C" alla riga precedente a PU-Sarruma, o forse Huzziya 0, che apre la lista stessa.
Una conferma ipotetica delle origini nesite di PU-Sarruma (e quindi di suo padre Tudhaliya) ci giungerebbe da alcuni testi immediatamente posteriori. Dal "Testamento" di Hattušili I (il presunto nipote di PU-Sarruma) sappiamo che questi (che si definiva "l'uomo del seme di Kussara") morì proprio nel palazzo di Kuššara, patria ancestrale e sede regale nesita, città evidentemente in quel periodo in mano ittita, a sottolineare una avvenuta commistione tra i due regni, che spiegherebbe meglio perché un nobile nesita, PU-Šarruma, sedesse sul trono di Hatti.
Dal "Testo di Zalpa ", inoltre, apprendiamo che il cosiddetto "Nonno del Re" (alias secondo tale teoria PU-Sarruma, nonno di Hattusili I) nominò nuovi governatori nelle città di Zalpa e di Hurma.
Tre circostanze vanno sottolineate: tali città (Kuššara, Hurma e Zalpa), che troviamo passate in mano ittita solo alcuni decenni dopo la loro conquista da parte del re nesita Anitta; la caduta della capitale nesita Kanesh, avvenuta proprio in quegli anni (1.710 a.C. circa) con destino ignoto per la sua casa reale; l'etimologia del nome PU-Sarruma, forse hurrita/nesita. Questi tre fattori farebbero ritenere che, caduto il regno nesita, i suoi territori fossero passati in mano degli Ittiti in quanto forse governati da un ramo collaterale della famiglia reale di Kanesh.
Il punto di contatto tra le famiglie reali dei due stati potrebbe essere stato tale Tudhaliya; e quindi il Tudhaliya citato nella lista delle offerte "C" degli ittiti sarebbe lo stesso citato nei testi nesiti come Capo Coppiere del re Zuzu di Kanesh e prima ancora del re Pithana, il che fa ritenere che fosse suo coetaneo o più probabilmente coetaneo di suo figlio Anitta.
Se l'identificazione fosse corretta, probabilmente Tudhaliya non sarebbe mai stato re degli Ittiti, ma solo padre biologico di PU-Šarruma, il quale sarebbe entrato per matrimonio o adozione nella linea reale ittita.
Tuttavia non si può escludere che Tudhaliya potesse essere stato già nominato "Re di Hatti" dal re di Kanesh e che poi, dopo la distruzione della città-madre, avesse avviato una propria dinastia "Ittita", essendo magari il figlio di quell'Huzziya 0 riportato all'inizio della Lista, con la possibilità che il suo nome fosse magari indicato tra i riceventi offerte nelle cinque linee illeggibili tra il primo sovrano e il nome Kantuzzili.
Altri studiosi ritengono improbabile che Tudhaliya potesse regnare su Hatti, vista appunto la presenza del probabilmente coevo Huzziya 0 nelle liste delle offerte e l'assenza dalle stesse di Tudhaliya, citato solo come padre di PU-Šarruma. L'ipotesi alternativa è pertanto che Tudhaliya, o direttamente suo figlio Pu-Šarruma, potessero essere governatori per conto del re di Kanesh, ma non di Hatti, bensì di un'altra città vassalla nesita: la maggiore candidata parrebbe Sanahuitta, luogo dove poi proprio Pu-Šarruma investirà come erede Labarna, e che poi sposando la figlia del sovrano di Hattuša, Pu-Šarruma ne sia divenuto l'erede.
Al di là delle sfumature, la lettura degli eventi è piuttosto semplice: conquistate Zalpa e Hatti (1730 ca.), il re Anitta di Kanesh ne azzero' le rispettive casate, installando suo fratello Peruwa sul trono della prima e probabilmente Huzziya 0, la relazione col quale non ci è nota, su quello della seconda, cosi da creare una vera e propria rete imperiale. Pu-Šarruma si inserisce in qualche fase dinastica immediatamente successiva, divenendo re di Hatti (1710 ca.) proprio nel periodo in cui la città egemone, Kanesh, cade inopinatamente. Nel vuoto di potere che ne segue, è proprio Pu-Šarruma a prendere il posto del sovrano di Kanesh, ponendosi alla testa di una rete di alleanze tra città-stato che porterà in breve alla nascita ed al consolidamento del grande regno Ittita.
Alcuni storici ritengono fosse costume nel regno ittita antico che il re, in mancanza di un erede maschio, adottasse il proprio successore dandogli in sposa la figlia principale per garantire la consanguineità; i pareri sono discordi sulle modalità di trasmissione del potere, pur riconoscendo unanimemente nel mondo accademico una certa autonomia di scelta al sovrano, peraltro spesso non accettata pacificamente dal clan regale.
Comunque fosse, PU-Sarruma si sarebbe insediato sul trono di Hatti. Non è chiaro dove il sovrano potesse avere la propria corte: l'idea tradizionale che la sede regale non fosse a Hattuš si fonda sul presupposto che la città, dopo la distruzione di Anitta (1730 ca.), sia stata ricostruita dal nipote di PU-Sarruma; desunzione derivante dal nome proprio del nuovo re, Hattusili, che significa appunto uomo di Ḫattuša.
Oggi tuttavia il pensiero accademico si è orientato al contrario, che cioè Hattušili fosse il nome proprio di questo re già alla nascita, a cui egli avrebbe poi aggiunto l'altro proprio nome, Labarna, mutuato dal suo predecessore (e padre adottivo) come appellativo regale. E che la sua sede regale fosse appunto gia a Hattuša.
Tra l'altro le prove archeologiche dimostrano continuità nel sito di Hattusa, ed immediata ricostruzione dopo la conquista di Anitta, e si fa riferimento ad Hattuša già nel "Testo di Zalpa", quale sede del trattato tra Zalpa ed il "Nonno del Re", il che fa supporre che questa già potesse essere, all'epoca di PU-Sarruma, la capitale.
Alcuni propongono come alternativa Sanahuitta, la città dove abbiamo notizia egli avrebbe pubblicamente designato il proprio erede.
Ciò che è rimarchevole è che il nuovo re, se la deduzione degli storici è corretta, col matrimonio avrebbe fuso la dinastia regale Nesita di Kanesh con quella ittita del fondatore Huzziya 0, gettando le basi della futura dinastia imperiale ittita.
Per quanto oggi noto, PU-Sarruma ebbe quattro figli: due maschi, Papahdilmah e Hakkarpili, e due femmine: una fu regina di Zalpa, uccisa in una congiura di palazzo; l'altra, presumibilmente la maggiore, Tawananna, sposò Labarna I e divenne regina. Il nome Tawananna divenne negli anni a seguire sinonimo di appellativo regale e titolo politico-religioso.
L'impresa militare di PU-Sarruma giunta a noi è la conquista dei territori di Zalpuwa/Zalpa, nel Nord anatolico, sul mar Nero, avvenuta attorno al 1705-1700.
La città, come detto, era stata alleata degli Hatti di Hattuš fino a pochi decenni prima, quando Anitta di Kanesh (1730) aveva sottomesso entrambe le città, deportando il re di Zalpa Huzziya ed azzerando la dinastia regale di Hattusa. Il sovrano nesita aveva posto sul trono di Zalpa il proprio "Rabi Simmiltim" Peruwa, suo fratello o forse figlio, mentre su Hattuša era iniziata una nuova dinastia, diversa da quella del vecchio sovrano Piyusti, probabilmente consanguinea della dinastia regale nesita.
Così sia Hattuša che Zalpa si erano trovate sotto il controllo, diretto o indiretto, di Kanesh, facenti parte come "vassalle" dell'impero di Anitta.
Ma attorno al 1710, inopinatamente e per ragioni ancora non chiare, Kanesh fu distrutta, lasciando un vuoto di potere al centro della rete delle città da essa controllate (oltre ad Hattuša e Zalpa, anche Kussara, Hurma, Purushanda e probabilmente Salatiwara); in quel momento probabilmente su Hatti già regnava PU-Sarruma.
Per rinsaldare i rapporti e confermare l'alleanza tra le due città, Peruwa e PU-Sarruma sottoscrissero un trattato di alleanza, suggellato da un matrimonio politico, con la figlia del re di Hatti che andò in sposa a Peruwa, divenendo regina di Zalpa.
Ma, in una congiura di palazzo, il cancelliere Alluwa sostenuto dai nobili, assassinò la coppia reale usurpandone il trono. PU-Sarruma marciò allora su Zalpuwa e la città fu riconquistata: Alluwa perì in battaglia, e sessanta casate ribelli furono deportate.
In questa azione militare si delinea con chiarezza come sia ormai Hatti e non più Kanesh la potenza di riferimento dell'area: sono gli Ittiti, infatti, ad intervenire direttamente ed autonomamente nelle dispute dinastiche di una città alleata; ed ancora loro a ristabilire l'ordine geo-politico che li vede sempre più al centro del micro-cosmo anatolico.
Nel susseguente trattato, Zalpuwa divenne formalmente tributaria ittita, ed i nobili della città chiesero al re un nuovo governatore di sangue reale; PU-Sarruma, che nell'occasione insediò anche un nuovo governatore sul vicino regno di Hurma, inviò a Zalpa uno dei propri figli, il principe Hakkarpili, stabilendo così un controllo diretto ittita sulla città e sancendo di fatto la nascita dell'impero.
La lealtà di Hakkarpili fu tuttavia di breve durata: questi presto reclamò la propria indipendenza dal potere centrale del padre, ribellandosi; PU-Sarruma sali' nuovamente a Nord e sconfisse definitivamente i rivoltosi.
Il territorio controllato dal presunto "Nonno di Hattusili I", PU-Sarruma, si sarebbe dunque assai esteso e avrebbe compreso larga parte della zona a Nord del fiume Marassantiya (odierno Kızılırmak): da Zalpa sul Mar Nero fino alle città di Sanahuitta, Hattuša, Tawiniya e Hurma; e alla fine del proprio regno PU-Sarruma avrebbe controllato anche Kuššara, probabile luogo d'origine della sua casata (il cui ramo principale, regnante a Kanesh, era scomparso con la distruzione della città).
Cone accadrà piu volte nella storia ittita, Pu-Sarruma adottò lo sposo della figlia che aveva scelto come erede, e cosi il marito di Tawananna , Labarna I, figlio del governatore di Hurma (posto a capo della città vassalla da PU-Sarruma stesso) divenne il suo successore designato.
Tuttavia il primogenito del re, il principe Papahdilmah, erede naturale, sostenuto da una parte della nobiltà della città di Sanahuitta, tentò di usurpare il trono, e si arrivò allo scontro armato, come narra Hattušili nei propri Annali:
È stato ipotizzato che alla base del conflitto per il potere vi fosse anche una differenza di tradizioni tra la componente di Kanesh/Kuššara della famiglia reale (abituata a tramandare il potere per via maschile ereditaria) e quella ittita, nella quale, come detto, sarebbe stata consuetudine che fosse il re a scegliere il proprio successore tramite il matrimonio tra una figlia e l'erede prescelto e successivamente adottato, tesi che tuttavia trova poco credito oggi negli ambienti accademici.
Nella guerra civile che seguì, Papahdilmah fu sconfitto e Labarna I ascese al trono, anche se probabilmente alcuni territori rimasero sotto controllo dell'erede naturale.
La genealogia dei re ittiti seguita in queste pagine è la seguente:
| Kantuzzili 0? Tudhaliya di Kussara ? | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PU-Sarruma | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Labarna I | Tawananna | Papahdilmah | Hakkarpili | Moglie di Peruwa di Zalpa | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Hattušili I | Ammuna | Pimpira | la serpe | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||