Palazzo Cezza

Palazzo Cezza
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneVeneto
LocalitàRovigo
IndirizzoPiazza Vittorio Emanuele II
Coordinate45°04′16.68″N 11°47′41.64″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzionePrima metà XVI secolo
StileRinascimentale
Pianitre
Realizzazione
ProprietarioFondazione Cariparo
CommittenteFamiglia Cezza

Palazzo Cezza si trova nel centro storico di Rovigo, adiacente al prestigioso Palazzo Roverella, in piazza Vittorio Emanuele II, nelle immediate vicinanze della colonna di San Marco (1519), simbolo del dominio veneto.

Descrizione

Palazzo Cezza si distingue per la sua facciata elegante, che riflette gli stili architettonici del periodo di costruzione nel XVI secolo. La facciata, oggetto nel XIX secolo di un rifacimento progettato da Francesco Cezza e da suo fratello Lodovico (1843), si affaccia sulla piazza principale di Rovigo, contribuendo a definire il profilo urbano della città, anche con il suo portico a colonne al piano terra. La struttura presenta elementi tipici dell’architettura rinascimentale e barocca, con dettagli decorativi che testimoniano la ricchezza e il buon gusto della famiglia. Il palazzo appartenne alla famiglia Cezza, una delle famiglie nobiliari di Rovigo poi trasferitasi a Padova a metà Ottocento. La storia della famiglia Cezza risale al 1505 e documentata fino alla fine del XIX secolo.

Storia

Costruito presumibilmente tra il XVI e il XVII secolo, il palazzo fu proprietà della famiglia Cezza, una delle famiglie nobiliari di Rovigo. Lo stemma nobiliare in campo azzurro a due spade è ricordato nel Blasonario generale italiano di Pietramellara. La residenza si distinse per il suo ruolo di centro di vita sociale e culturale, oltre a essere simbolo del prestigio della famiglia nella comunità locale. Dei componenti della famiglia si apprende qualche informazione dalla laudatio funebre scritta da Alessandro e Angelo Schiavo per Francesco Cezza (Rovigo 19 giugno 1797-Padova, 12 novembre 1872). Dopo gli studi letterari a Venezia e una laurea in Legge all’Università di Padova nel 1817, egli fu dapprima assessore a Rovigo e poi ispettore scolastico provinciale nella stessa città. Deputato presso la Congregazione centrale di Venezia dal 1842 al 1848. Si era sposato nel 1836 con la nobile padovana Isabella Leali e si trasferì a Padova nel 1856. Appassionato linguista, apprese in anni di studio la lingua inglese, quella francese e quella tedesca. Insieme al fratello Lodovico egli fece realizzare un progetto di rifacimento della facciata del palazzo nella “piazza maggiore di Rovigo”.

Attualità

Attualmente il Palazzo Cezza è di proprietà di una fondazione bancaria. Tra le sale più emblematiche figura la cosiddetta Sala delle Colonne, oggi destinata a conferenze ed eventi culturali e con una capienza di circa 50 posti.

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Note

  1. ↑ "Questa famiglia ebbe i suoi maggiori ascritti al Consiglio nobile di Rovigo dal 1505 ininterrottamente fino alla cessazione di esso. Fu confermata nella nobiltà con S.R.A. 11 marzo 1820, nella persona di Girolamo di Bernardo. Sono iscritte nell'elenco ufficiale: Isabella n. Padova 4 maggio 1871, di Angelo, di Francesco e di Maria Selvatico Estense, in co. Giacomo Miari de Cumani, cugina: Giovanna, n. Padova 8 maggio 1882, di Cesare e di Teresa Fabris, in n. u. co. Matteo Persico", in: Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana : famiglie nobili e titolate viventi riconosciute dal R. Governo d'Italia, compresi: citta, comunità, mense vescovili, abazie, parrocchie ed enti nobili e titolati riconosciuti, Bologna, Forni, 1968, vol. 2, ad vocem.
  2. ↑ Giacomo Pietramellara, Blasonario generale italiano, ossia Descrizione degli stemmi delle famiglie nobili e titolate d'Italia, vol. 3: Venezia, Roma, Direzione, 1900, p. 20.
  3. ↑ Angelo Schiavo, Alessandro Schiavo, Cenni necrologici di Francesco Cezza offerti a' suoi figli Angelo, Luigia e Cesare dei cugini Alessandro e Angelo Schiavo, [S.l.], Burato, 1872.

Bibliografia

Voci correlate

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