
Il pampino è la foglia della vite. Viene utilizzato come ingrediente culinario e in medicina.
I pampini sono foglie palmate, con lembo intero o suddiviso in genere in 3 o 5 lobi più o meno profondi; molto di rado possono esserci foglie incise in 7 o 9 lobi; il profilo varia secondo il vitigno, ma nella maggior parte è asimmetrico e irregolarmente orbicolare, in altri termini senza uno sviluppo prevalente in lunghezza o in larghezza. Vario è lo sviluppo, che dipende oltre che dal vitigno, dal portinnesto, dalle condizioni climatiche e dal rapporto Carbonio/Azoto del terreno.

Il margine è irregolarmente dentato; nel punto d'inserzione del picciolo forma un'insenatura più o meno marcata (seno peziolare) che può essere del tutto assente oppure conformato a U, a V o a lira, più o meno aperto e profondo. Le insenature tra i diversi lobi vengono chiamate semplicemente seni e anche questi possono essere di diversi tipi.
La superficie della pagina inferiore è glabra oppure rivestita da una peluria più o meno sviluppata definita tomentosità, la cui presenza è determinata dalle caratteristiche genetiche del vitigno; inoltre sono presenti la quasi totalità degli stomi. La pagina superiore è glabra oppure aracnoidea (peli radi e distribuiti come a formare una ragnatela) ed è ricoperta da uno strato ceroso che la protegge dall'acqua e dagli agenti esterni.

In autunno le foglie perdono la clorofilla assumendo, secondo il vitigno, una colorazione gialla o rosata o rossa; in genere nei vitigni a bacca bianca abbiamo una concentrazione di coloranti gialli nella foglia, al contrario nei vitigni a bacca rossa coloranti rosa o rossi. Con l'entrata in riposo vegetativo le foglie possono persistere per un tempo più o meno lungo sulla pianta per poi cadere per opera dell'acido abscissico.
I pampini possono essere utilizzati appena colti e venire conservati in vasetti o lattine. Vengono di norma arrotolati o farciti con miscele di carne e riso per preparare, ad esempio, i dolma, che vengono consumati in alcuni Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nei Balcani e in Medio Oriente. Vengono a volte anche triturati e usati per insaporire zuppe di cavoli e verdure.
Storicamente, le foglie di vite sono state utilizzate per scopi medicinali, come rimedio per i geloni, la diarrea e i problemi legati alle funzioni corporee, come il microcircolo. Il tè alle foglie di vite è usato per trattare malattie dell'apparato digerente, epatite e afta. Vengono anche preparate sotto forma di cataplasma (applicato direttamente sulla pelle) per combattere dolori al petto, mal di testa, reumatismi e febbre.
La foglia di vite rossa può essere utilizzata per curare l'insufficienza venosa, la fragilità capillare e i disturbi circolatori in generale.