Paramelomys naso

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Ratto dalla coda a mosaico dal naso lungo
Immagine di Paramelomys naso mancante
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenereParamelomys
SpecieP.naso
Nomenclatura binomiale
Paramelomys naso
Thomas, 1911

Il ratto dalla coda a mosaico dal naso lungo (Paramelomys naso Thomas, 1911) è un roditore della famiglia dei Muridi endemico della Nuova Guinea.

Descrizione

Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 168 e 188 mm, la lunghezza della coda tra 121 e 132 mm, la lunghezza del piede tra 32 e 36 mm e la lunghezza delle orecchie di 21 mm.
La pelliccia è corta, crespa, vellutata e compatta. Le parti superiori sono marroni, con dei riflessi rossastri sul fondoschiena. La testa è più grigia delle parti dorsali. Le parti ventrali sono bianco-grigiastre, con la base dei peli color ardesia. La linea di demarcazione lungo i fianchi è nettaIl dorso delle zampe è biancastro. La coda è più corta della testa e del corpo ed è uniformemente nera. Ogni scaglia è corredata da un singolo pelo.

Biologia

Comportamento

È una specie terricola.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nella parte sud e centro-occidentale della Nuova Guinea e sull'isola di Wokam, nelle Isole Aru.

Vive nelle foreste di pianura fino a 1.000 metri di altitudine.

Conservazione

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione numerosa, la mancanza di reali minacce e la tolleranza alle modifiche ambientali, classifica P.naso come specie a rischio minimo (Least Concern).

Note

  1. 1 2 3 (EN) Leary, T., Singadan, R., Menzies, J., Wright, D., Aplin, K. & Helgen, K. 2008, Paramelomys naso, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Paramelomys naso, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Flannery, 1995.

Bibliografia

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