Il nome del genere deriva dal greco "parthenos" (= vergine) in riferimento ai fertili fiori ligulati e ai fiori del disco sterili delle specie di questo genere o "parthenion" antico nome di una pianta oggi nota come Tanacetum parthenium.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Carl Linnaeus (1707-1778) nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. 2: 988) del 1753.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habituserbaceo con cicli biologici annuali o perenni, oppure arbustivo, raramente piccoli alberi.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Le radici possono essere sia tipo fittoni che secondarie da rizoma. Altezza media: 1–400cm.
Foglie. Sono presenti sia foglie basali che cauline. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato; sono picciolate. Le lamine sono semplici e intere oppure lobate anche due volte; la forma varia da ovale a sagittata. La superficie può essere innervata (tipicamente sono trinervate); glabra o pelosa anche per peli ghiandolari stipitati o punteggiati. I bordi sono interi o dentati.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini a forma radiata disposti in cime panicolate. Il capolino è formato da un involucro emisferico composto da 10 brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori (periferici del raggio e interni del disco). Le brattee, dimorfiche (erbacee e scariose), sono disposte in 1–2 serie in modo embricato. Le dimensioni delle brattee tra di loro sono sub-uguali o anche di varie lunghezze scalate. Il ricettacolo è variabile da piatto a convesso. Le pagliette (a protezione della base dei fiori) sono quasi sempre presenti. Diametro involucri: 3–8mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): sono 5 e sono femminili e sono disposti su una; la forma è ligulata (zigomorfa); a volte sono assenti;
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 12 a 60) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono funzionalmente maschili.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata terminante con 2 lobi o denti; sono colorati di bianco:
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i fiori sono pentameri (5 lobi) o tetrameri; i lobi, patenti o eretti, con forme deltate o più o meno lanceolate; il colore è bianco senza fasci vascolari incorporati.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono libere, sono gialle o ialine, raramente con strati connettivi scuri o marrone chiaro. Le cellule dell'endotecio sono quadrate con ispessimenti radiali (a raggio) o polari (concentrici). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovarioinfero uniloculare. Lo stilo è unico e bifido nella parte apicale (con due stigmi) con uno fascio vascolare. Le linee stigmatiche sono marginali e divise (quelle dei fiori fertili – mentre nei fiori sterili sono fuse).
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono obcompressi o concavi. Il pappo è assente oppure è formato da una minuta corona di scaglie o reste.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione prevalente per queste piante è ad opera del vento (impollinazione anemogama). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America. Altrove sono naturalizzate.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il genere fa parte della sottotribùAmbrosiinae caratterizzata da infiorescenze unisessuali (con fiori maschili e femminili separati), corolle dei fiori del disco sono prive di fibre e frutti (achenî) con spine o appendici e quindi adattamenti alla dispersione zoocoria (trasporto da parte di animali).
All'interno della tribù il genere Parthenium occupa una posizione filogenetica relativamente "basale" e distinta rispetto ad altri generi: è il primo genere che si è diversificato (è "fratello" del resto della sottotribù). La vicinanza di Parthenium alla base dell’albero, suggerisce che rappresenti una linea relativamente antica con caratteri quali i capolini solitari o raggruppati, spesso con fiori radiati e frutti (achenî) con particolari strutture del pappo ridotto o assente; quindi differenze marcate rispetto ai generi più "specializzati" come Ambrosia, che hanno capolini unisessuali e fortemente ridotti. In definitiva Parthenium conserva tratti morfologici che possono essere considerati più "plesiomorfici" (cioè primitivi) rispetto agli altri membri della sottotribù.
↑(EN) Hysterophorus Adans., su The International Compositae Alliance (TICA), 1763. URL consultato il 13 settembre 2026 (archiviato il 13 settembre 2026).
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).