
Il pentalfa è un diverso termine per indicare il pentagramma geometrico, originariamente teorizzato dal filosofo Pitagora di Samo come simbolo dai profondi significati mistici, filosofici e matematici nonché esoterici.
Dalla metà dell'Ottocento, Éliphas Lévi lo inserì nel suo Dogma e Rituale dell'Alta Magia all'interno dell'iconografia del Baphomet (una sfinge alchemica), come simbolo di armonia e dello spirito che governa i quattro elementi della materia. Teorizzando però che una sua inversione con la punta verso il basso ne avrebbe ribaltato il significato, questa figura divenne successivamente oggetto di interpretazioni distorte in senso satanico.
Nell'ambito invece delle tradizioni esoteriche resta un simbolo sacro in molte tradizioni massoniche regolari, ispirate alle scuole pitagoriche, impegnate da sempre nel riscoprire il sapere perso di Pitagora e della sua scuola, con l'unico scopo di poterlo riconsegnare all’umanità.

Il vocabolo "pentalfa" fu coniato da Pitagora, per il quale il simbolo era composto da cinque lettere alfa maiuscole (Α) intersecate fra loro.
Con la lettera Α il filosofo indicava il principio universale, di cui il pentalfa era simbolo assoluto.
Pitagora capì ben presto che nel pentalfa si celava qualcosa di perfetto, ovvero la sezione aurea. Il rettangolo, avente i lati che rispettano la proporzione aurea, è detto rettangolo aureo ed esso si può originare tantissime volte nel pentalfa (infinita generazione del numero 5).
Il pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici, e veniva tracciato con una linea continua, ottenuta senza mai staccare lo penna dal foglio (o lo strumento di scrittura dal supporto cartaceo), a formare visivamente tre triangoli intrecciati che non mostravano né un inizio né una fine. Per il suo senso di armonia veniva utilizzato anche come espressione di salute e benessere.
Per i suoi svariati significati esoterici, tale simbolo divenne ben presto l'emblema della sua scuola di pensiero e di tutte quelle che le succedettero, per giungere alle moderne logge massoniche. Nella cabala è considerato l'equivalente della stella di David.
Il termine "decalfa" comparve nella demonologia di Plutarco, mentre in tempi moderni il pentalfa fu oggetto del De occulta philosophia di Agrippa di Nettesheim, o dell'Aritmetica di Athanasius Kircher.
Il pentalfa è spesso utilizzato anche in araldica. Talvolta è rappresentato senza l'intreccio dei filetti.