Bafometto

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Baphomet, figura pubblicata da Eliphas Lévi in Dogma e rituale dell'alta magia (1856): sulle braccia appaiono le parole latine SOLVE (sciogli) e COAGULA (unisci), motto dell'alchimia.

Bafometto è un idolo pagano, della cui venerazione furono accusati i cavalieri templari.

Ricorrente nella letteratura occultista del XIX secolo, ne esistono varie descrizioni ed iconografie: un idolo con un teschio di caprone e una testa barbuta. Il nome fu poi ripreso, nello stesso secolo, dai sostenitori dell'occultismo. L'etimologia del nome, controversa, è ancora oggi incerta.

Una figura moderna del Baphomet appare in un'illustrazione di Eliphas Lévi, che la definì «sfinge delle scienze occulte», con la quale intendeva richiamarsi ai significati filosofici delle divinità caprine non come un simbolo malvagio in sé, ma in quanto rappresentanti degli istinti vitali della terra da trasformare e sublimare.

Col tempo è stato tuttavia associato alla figura di Satana e, da alcuni satanisti, a quella del Dio buono sumero-babilonese Enki, secondo le loro credenze, protettore dell'umanità e il cui simbolo era una capra, rivale del Dio ebraico Yahweh considerato il crudele demiurgo gnostico. Le corna sarebbero mascheramenti dei raggi del volto di Enki, disegnati per celarlo alla Chiesa.

Origine del termine

Il termine ricorre per la prima volta nei verbali del processo contro i Cavalieri templari; durante la soppressione dell'ordine fu sostenuto dall'Inquisizione che i cavalieri usassero un Bafometto come parte delle loro cerimonie di iniziazione. Questo fatto, oltre ad altre asserzioni, fece sì che il loro Ordine religioso fosse accusato di eresia e idolatria e i suoi membri perseguitati.

Essendo un nome estorto sotto tortura durante gli interrogatori dei Templari, non si può escludere che possa essere stato originato semplicemente come un'onomatopea o un errore di trascrizione dei verbali, nei quali in effetti il termine ricorre per la prima volta; la presenza del baphomet fu utilizzata dagli inquisitori (istigati dal re di Francia Filippo IV il Bello) per aggiungere l'idolatria alle altre infamanti accuse nei confronti dell'Ordine, allo scopo di smantellarlo.

Sull'origine del misterioso termine sono state elaborate numerose teorie, nessuna delle quali provata:

Interpretazioni

Una più recente e conosciuta descrizione raffigura il Bafometto nella forma di un capro umanoide alato con seno e una torcia sulla testa tra le corna. Questa immagine proviene dall'opera di Eliphas Lévi Dogme et rituel de la haute magie (Dogma e rituale dell'alta magia) del 1855-56, in cui egli sosteneva che non fosse la rappresentazione del diavolo, da lui ritenuto solo una forza cieca mal diretta dall'ignoranza umana, bensì espressione dell'anelito all'armonia tra gli opposti.

Eliphas Lévi intendeva richiamarsi al capro espiatorio come simbolo della materia grezza e dell'istinto animale da sublimare, per restituirgli il suo significato filosofico originario dopo essere stato a lungo demonizzato, quello di divinità pagana della natura e della fertilità, come il greco Pan o il capro di Mendes egizio, non perché malvagio in sé, ma in quanto rappresentante della forza vitale della terra.

Egli intendeva così riabilitare anche i cavalieri Templari, dalle accuse rivolte loro dagli inquisitori che avrebbero ignorato i reali segreti filosofici nascosti dietro quella figura.

«Il pentagramma con due punte in alto rappresenta Satana come il capro del Sabba; quando una punta è in alto, è il segno del Salvatore.»

Nella testa del Bafometto di Lévi era inscritto inoltre in un pentalfa, o pentacolo, che è un simbolo in seguito adottato dai fedeli della Wicca e da altri seguaci dell'occultismo. La testa, le corna e la torcia insieme prendono la forma di un fiore di giglio.

Il Bafometto è stato invece in seguito occasionalmente interpretato come sinonimo di Satana, come un demone, o un membro della gerarchia dell'Inferno. Nel 1897, infatti, l'occultista Stanislas de Guaita prese il volto del capro di Lévi e lo inserì per la prima volta in un pentagramma capovolto, con la punta in giù. Fu quel disegno specifico che nel 1966 ispirò Anton LaVey a fondare la Chiesa di Satana, trasformando il caprone in un simbolo del satanismo moderno.

Influenza culturale

Opere letterarie

  • Baphomet è il titolo della novella finale (1965) di Pierre Klossowski (1905-2001). La sua figura aleggia costantemente nel romanzo Il pendolo di Foucault di Umberto Eco pubblicato nel 1988.
  • Un capitolo de La Bibbia di Satana di Anton LaVey è dedicato al simbolo del Bafometto. Inoltre in copertina è impresso il Sigillo di Baphomet, rappresentante la testa di Baphomet inscritta in un pentacolo rovesciato, simbolo della Chiesa di Satana.
  • Baphomet è presente nel romanzo Mater munnezza di Massimo Siviero descrittovi con la testa di un vecchio con barba e baffi come raffigurato un bassorilievo sulla facciata di un antico casale esistente sulla collina partenopea dei Camaldoli.
  • Una statua raffigurante il Bafometto compare anche nel manga Berserk, in una scena in cui la moglie del Conte (uno degli antagonisti minori del manga) viene sorpresa dal marito nel mezzo di un rituale orgiastico dedicato a tale figura (nel manga descritta come un dio venerato dagli eretici). Nello stesso manga, il capo di una setta satanica che usa adornarsi con una maschera caprina, viene trasformato dall'Apostolo Bejelit in un'orrenda creatura dall'aspetto simile a quello del Bafometto.

Musica

  • Baphomet è il titolo di una canzone degli Angel Witch inserita nella compilation "Metal for Muthas".
  • Baphomet è il titolo di una traccia strumentale dei Quicksand presente nell'album Slip del 1993.
  • Baphomet è il titolo di un album e dell'unica traccia dello stesso di John Zorn.
  • Nella canzone di XXXTentacion intitolata I Spoke to the Devil in Miami, He Said Everything Would Be Fine il testo recita: I spoke to a Baphomet, he said he would save me if I gave him one thing he needed "What is this thing?", I pleaded; boy, it's the key to heaven, yeah.
  • Una canzone dei Grave Digger (dall'album Knights of the Cross del 1998), di una canzone dei Death SS (dall'album Heavy Demons del 1991) e di una canzone di Foetus (il progetto di James Thirlwell), dall'album Sink.
  • Day of The Baphomets è il titolo di una canzone dei The Mars Volta nell'album Amputechture del 2006. Horns Ov Baphomet (una delle più famose del gruppo) è anche il primo pezzo dell'album Zos Kia Cultus (Here and Beyond) dei Behemoth del 2002.
  • Un riferimento (il verso "Mi nomine Baphomet") è contenuto nel pezzo Bad Omen dei Megadeth, presente nell'album Peace Sells... But Who's Buying? del 1986.
  • Ricordiamo inoltre Baphomet's Throne della band metal svizzera Samael.
  • È anche titolo della canzone dell'album Unio Mystica Maxima (2007) della band italiana Malfeitor, di una canzone dall'omonimo titolo presente nell'album "Hellstorm" dei Besatt e di una canzone dell´album Eidolon della band tedesca Dark Fortress.
  • Il Bafometto inoltre è uno dei simboli dei Dimmu Borgir.
  • Baphomet's Blood è anche il nome di un gruppo speed thrash metal italiano, dai testi spesso riguardanti Satana e l'Anticristianesimo.
  • Baphomet è spesso ricorrente nei testi dei brani del gruppo black metal Belphegor.
  • Baphomet è anche il nome di un gruppo Death Metal americano, che poi per motivi di copyright ha dovuto cambiare nome in Banished.
  • Il Sigillo di Baphomet è anche il simbolo dei Venom, gruppo fondatore del Black metal, appare nella copertina del loro primo album, Welcome to Hell, e viene ripreso in varie forme in diversi dischi successivi.
  • Baphomet è anche il titolo della canzone di The Enigma TNG, uscito nell'11 aprile del 2019, il genere è Deathstep .
  • Baphomet è anche il titolo della prima canzone dell’album Totenritual del gruppo death metal Belphegor uscito nel 2017

Architettura

Cinema

  • Nel film horror Cabal (Nightbreed, 1990), diretto da Clive Barker, Baphomet è il nome di colui che creò Midian, il mondo sotterraneo dove vivono i figli delle tenebre, i quali adorano una sua statua posizionata nel tabernacolo del loro rifugio. A giudicare dalle fattezze di questa, le sembianze di Baphomet del film non riprendono però quelle classiche comunemente attribuite alla creatura.
  • In Drag Me to Hell, film horror del 2009 diretto da Sam Raimi il personaggio del demone Lamia presenta numerose analogie con la figura del Bafometto, a partire dall'aspetto caprino e dal soprannome con il quale viene chiamato (il Capro Nero).
  • Nel documentario Hail Satan? (2019) diretto da Penny Lane e incentrato sul Tempio Satanico (The Satanic Temple) compare una statua di Bafometto. Il primo tempio statunitense della TSt è stato aperto a Detroit nel 2015.

Videogiochi

Baphomet è un personaggio giocabile ricorrente nella serie Shin Megami Tensei, nella serie di videogiochi Broken Sword e viene citato nel primo capitolo di Silent Hill. Nell'avventura grafica Post Mortem si ha a che fare con una sorta di setta satanica il cui oggetto mistico è rappresentato dalla Testa di Bafometto. Baphomet è anche un boss del MMORPG Ragnarok Online. Liberamente ispirato è l'X Rare del Capricorno: Steilborg, Malvagio Capricorno da Battle Spirits e anche in rock of ages come il livello prima del boss finale. In Assassin's Creed: Unity, ci sono una serie di missioni riguardanti il culto di Bafometto. Ancora, nel gioco La-Mulana, Bafometto compare come boss, introdotto da alcune streghe che lo evocano formando un pentacolo. Infine nell'arcade Metamorphic Force il primo boss è ispirato a Bafometto.

Nel videogioco Max Payne viene citato dal mafioso Jack Lupino durante uno dei suoi sproloqui mistici. Viene citato anche nella fiaba interattiva per PC Il tesoro di Venezia della De Agostini.

Altro

Una delle Porsche 911 realizzate dalla celebre casa di riparazioni Rauh-Welt Begriff, in Giappone, porta il nome di Baphomet.

Nel dialetto piemontese-torinese, il mulinello di polvere che si viene a formare in certe condizioni di vento, si chiama "bafumet", o "bafimat" in piemontese-langarolo.

La figura di Bafometto è presente nel gioco di carte Templaria di Dal Negro Edizioni.

Il Bafometto appare nel fumetto Martin Mystere, edito da Sergio Bonelli Editore, nell'avventura intitolata La setta degli assassini, pubblicata sui numeri 88, 89 e 90 del 1989. Lo stesso appare nel fumetto Zagor, speciale n. 10 del 1998 della medesima casa editrice, intitolato I cavalieri del Graal.

Note

  1. 1 2 3 4 (FR) Eliphas Lévi, Dogme et rituel de la haute magie (PDF), su arbredor.com, 1854.
  2. ↑ Adam Kadmon, Esiste davvero il diavolo? Video non disponibile
  3. ↑ Martin Bauer, Il mistero dei Templari, traduzione di Mariagrazia Piana, Newton Compton, 1997, ISBN 88-541-0403-5.
  4. ↑ S. v. «Baphomet», in: Lessico Universale Italiano, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 1969 (vol II, p. 634a).
  5. ↑ Christoph Friedrich Nicolai, Versuch über die Beschuldigungen welche dem Tempelherrenorden gemacht worden, und über dessen Geheimniß, 2 voll., Berlino–Stettino, 1782, vol. 1, pp. 136 e segg.
  6. 1 2 C.W. King
  7. ↑ Sebastiano B. Brocchi, "Il Baphomet - Tintura di Saggezza"
  8. ↑ Hugh J. Schonfield, The Essene Odyssey. Longmead, Shaftesbury, Dorset SP7 8BP, England: Element Books Ltd., 1984; riedizione 1998, p. 164.
  9. ↑ Significato di Baphomet: dal processo templare al sigillo moderno, su bikerringshop.com, 2026.
  10. ↑ (EN) Baphomet and the Inverted Pentagram, su alchemyengland.com, 2020.
  11. ↑ Giovanni Masini, Sorgerà a Detroit il primo tempio dedicato a Satana, su ilgiornale.it, 7 settembre 2014.
  12. ↑ Mifune, Max Payne CH1-PT9-Uno spietato vendicatore solitario, 28 agosto 2011. URL consultato l'11 maggio 2018.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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