| Pentium Central processing unit | |
|---|---|
| Prodotto | dal 1993 al 1999 |
| Produttore | Intel |
| Successore | Pentium MMX |
| Specifiche tecniche | |
| Frequenza CPU | 60 MHz / 300 MHz |
| Frequenza FSB | 50 MHz / 66 MHz |
| Processo (l. canale MOSFET) | 0,80 µm / 0,25 µm |
| Set di istruzioni | x86 |
| Nome core |
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| Socket | Socket 4, Socket 5, Socket 7 |
Il Pentium è un microprocessore prodotto da Intel Corporation dal 1993 al 1999. Era un prodotto con architettura x86 di quinta generazione, successore dell'Intel 80486.
Prima dell’introduzione del marchio Pentium nel 1993, Intel identificava i propri microprocessori mediante semplici sigle numeriche, quali 8086, 80286, 80386 e 80486. Nel 1992, una decisione di un tribunale statunitense stabilì che le denominazioni puramente numeriche non potevano essere tutelate come marchi registrati, consentendo così ai concorrenti — tra cui AMD e Cyrix — di adottare nomenclature analoghe per prodotti compatibili (ad esempio “Am486”). A seguito di tale pronuncia, Intel fu indotta a individuare una denominazione distintiva e registrabile per la nuova generazione di processori. Il nome “Pentium” deriva dal termine greco penta (“cinque”), in riferimento alla quinta generazione dell’architettura x86, mentre il suffisso “-ium” richiama la terminologia scientifica, conferendo al marchio un’aura di solidità e innovazione tecnologica. La scelta segnò un cambiamento strategico nella comunicazione del prodotto e si tradusse in un significativo successo commerciale e di marketing.
Il termine i586 comunque non è stato completamente dimenticato, anzi viene utilizzato per riferirsi nell'ambiente della programmazione a tutti i primi Pentium e processori compatibili prodotti da competitori di Intel, e il progetto era stato nominato in fase di sviluppo "P5". Il Pentium fu il primo microprocessore superscalare e l'ultimo prodotto da Intel a non supportare l'esecuzione fuori ordine.
Le prime versioni dei Pentium, immesse sul mercato a partire dal 29 marzo 1993, avevano una frequenza di clock a 60-100 MHz. Tuttavia, presentavano un problema nell'unità per il calcolo in virgola mobile che, in casi rari, riduceva la precisione delle operazioni di divisione. Questo bug, scoperto nel 1994, divenne noto come il "Pentium FDIV bug" e fu causa di grande imbarazzo per Intel, che iniziò una campagna di richiamo per sostituire i processori difettosi costata circa 450 milioni di dollari.
Inoltre, le versioni a 60 e 66 MHz a 0,8 µm dei Pentium erano note per la loro fragilità e la grande (per allora) produzione di calore.

I primi Pentium furono prodotti a velocità di 60 e 66 MHz, la stessa del bus di sistema. I processori a 60 MHz erano Pentium 66 che non reggevano la maggiore velocità a causa di difetti di fabbricazione. Più tardi divennero disponibili versioni con frequenza di clock maggiore: 75 MHz con BUS a 50 MHz e moltiplicatore a 1,5x, con prestazioni praticamente pari a quelle della versione a 66 MHz per via del rallentamento del BUS di sistema (tanti rivenditori per un periodo di tempo vendevano CPU da 75 MHz overcloccate a 90 MHz, cioè col BUS regolato a 60 MHz invece che a 50 MHz, per mancanza sul mercato di CPU a 90 MHz)[senza fonte], 90 (60×1,5), 100 (66×1,5), 120 (60×2), 133 (66×2), 150 (60×2,5), 166 (66×2,5), 200 (66×3) e 233 MHz (66×3,5).
I Pentium OverDrive furono prodotti, a velocità di 63 MHz (25×2,5) e 83 MHz (33×2,5), per poter aggiornare computer basati sui vecchi 486 senza stravolgimenti hardware.
Il Pentium originale era un microprocessore superscalare che eseguiva le istruzioni in ordine attraverso una pipeline dati. Inizialmente fu prodotto con la tecnologia a 0,8 µm (micrometri), ovvero 800 nm, integrando 3,1 milioni di transistor. In seguito cominciò la produzione del P54, un adattamento del P5 alla tecnologia a 0,6 µm, che era predisposto a lavorare in coppia ed aveva una velocità di clock superiore a quella del Front Side Bus (è molto più difficile aumentare la velocità di quest'ultimo). Il P54 fu sostituito a sua volta dal P54C, prodotto con tecnologia a 0,35 µm - una tecnologia CMOS, a differenza della tecnologia BiCMOS usata nei primi Pentium.
In seguito fu diffuso il P55C, o Pentium MMX, che riprendeva il core P5 e il processo di produzione a 0,35 µm, e che inoltre includeva l'instruction set MMX, costituito da 57 nuove istruzioni, che permettevano maggiori prestazioni nel trattamento dei dati multimediali. Il software doveva però essere ottimizzato per poter sfruttare queste istruzioni, e il miglioramento prestazionale del P55C fu dovuto in gran parte al raddoppiamento della memoria Cache, da 16 a 32 kB.
Il Pentium e il Pentium OverDrive sono vulnerabili al bug F00F, una falla che permette ad un programma di rendere inoperabile il sistema, richiedendo un riavvio forzato per farlo ripartire.
I Pentium, potendo eseguire più istruzioni per singolo ciclo di clock, offrivano prestazioni di poco inferiori al doppio a quelle di un 486 di pari frequenza. Gli ultimi Am486 di AMD, con frequenze di 133 MHz, raggiungevano nel calcolo sugli interi le prestazioni di un Pentium 75 MHz, risultando comunque più lenti nelle operazioni in virgola mobile.
Il Pentium originale, chiamato in codice P5, era un microprocessore superscalare che eseguiva le istruzioni in ordine attraverso una pipeline dati. Inizialmente era prodotto con la tecnologia a 0,8 µm (micrometri), ovvero 800 nm. Il P5 usava il socket 4 ed aveva frequenze operative di 60 o 66 MHz.
In seguito cominciò la produzione del P54, un adattamento del P5 alla tecnologia a 0,6 µm (600 nm), che era predisposto a lavorare in coppia e aveva una velocità di clock superiore a quella del Front Side Bus.
Il P54 fu sostituito a sua volta dal P54C, prodotto con tecnologia a 0,35 µm (350 nm) - una tecnologia CMOS, a differenza della tecnologia CMOS bipolare usata nei primi Pentium. Il P54CS è stato poi sostituito dal Pentium Pro
In seguito fu diffuso il P55C, o Pentium MMX, che riprende il core P5 e il processo di produzione a 0,35 µm, e che inoltre include l'instruction set MMX, costituito da 57 istruzioni, che permette maggiori prestazioni nel trattamento dei dati multimediali. Il software doveva però essere ottimizzato per poter sfruttare queste istruzioni, e il miglioramento prestazionale del P55C fu dovuto in gran parte al raddoppio della memoria cache a 32 KB.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh93005797 · BNF (FR) cb12319113z (data) · J9U (EN, HE) 987007534633905171 |
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