| Perenniporia fraxinea | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Fungi |
| Divisione | Basidiomycota |
| Classe | Basidiomycetes |
| Ordine | Polyporales |
| Famiglia | Polyporaceae |
| Genere | Perenniporia |
| Specie | P.fraxinea |
| Nomenclatura binomiale | |
| Perenniporia fraxinea (Bull.) Ryvarden | |
| Sinonimi | |
| Perenniporia fraxinea Caratteristiche morfologiche | |
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| Imenio | |
| Lamelle | |
| Sporata | |
| Velo | |
| Carne | |
| Ecologia | |
| Commestibilità | |
Perenniporia fraxinea ((Bull.) Ryvarden) è un fungo lignicolo cosmopolita della famiglia delle Polyporaceae, classificato inizialmente nel 1790 da Jean Baptiste François Bulliard come Boletus fraxineus.
Il corpo fruttifero (basidioma) è pluriennale e si presenta fibroso e sessile. I diversi corpi fruttiferi possono crescere isolatamente oppure essere imbricati tra loro. Il diametro complessivo può arrivare fino a 70 cm, con cappelli dello spessore di 2–9 cm e che, presi singolarmente, hanno in genere un diametro di 10 – 20 cm. La parte superiore dei cappelli è sterile e presenta numerosi tubercoli. La zona attaccata al tronco della pianta ospite risulta crostosa e di colorazione nerastra, la parte intermedia è bruno-ocra, mentre la zona più giovane è in genere vivacemente colorata in giallo. I bordi sono lobati e arrotondati. La parte inferiore è la zona fertile del corpo fruttifero e si presenta bianco-grigiastra. Spesso sulla superficie del corpo fruttifero si possono notare essudati di color ambrato.
I tubuli sono bruni e della lunghezza di 2–7 mm.
I pori sono piccoli e rotondi; la colorazione è grigio-ocracea e a maturazione tende a sviluppare sfumature rosacee.
Le spore hanno una parete spessa e sono di forma sub-globosa, con dimensioni di 6-7 per 5-6 µm. Sono di color crema.



Il colore è grigio-biancastro, con una sottile linea scura che la separa dallo strato che ospita i tubuli. La consistenza del fungo è fibrosa, simile al sughero, e la sua carne risulta formata da strati sovrapposti. L'odore è intensamente aromatico. Se manipolata la carne tende a scurirsi.

Perenniporia fraxinea ha una distribuzione cosmopolita ed è diffusa nei due emisferi. Tra le piante ospiti, oltre al frassino, sono state segnalate anche altre latifoglie tra le quali il bagolaro, l'olmo, vari tipi di qercia, il tiglio e la robinia. Il fungo può causare gravi danni alle piante ospiti, secernendo enzimi in grado di compromettere seriamente la struttura legnosa dei fusti e che danno origine alla carie bianca del legno. Anche dopo la morte delle pianta ospite il fungo può continuare a vivere per vari anni come saprofita.
La specie non è commestibile.
Il nome del genere combina il termine latino perennis ("perenne") con il nome del genere Poria Edalat. L'epiteto specifico deriva dal latino fraxinus, per frassino.
Tra i sinonimi di Perenniporia fraxinea si possono citare: