Persicaria mitis

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Poligono mite
Persicaria mitis
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
OrdineCaryophyllales
FamigliaPolygonaceae
SottofamigliaPolygonoideae
TribùPersicarieae
GenerePersicaria
SpecieP. mitis
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseCaryophyllidae
OrdinePolygonales
FamigliaPolygonaceae
GenerePersicaria
SpecieP. mitis
Nomenclatura binomiale
Persicaria mitis
(Schrank) Assenov, 1966
Sinonimi

Polygonum mite
Schrank, 1789

Il poligono mite (Persicaria mitis (Schrank) Assenov, 1966) è una pianta di tipo arbustivo della famiglia delle Poligonacee con piccoli fiori bianchi raccolti a spiga.

Etimologia

Il nome del genere (Persicaria) deriva semplicemente dal fatto che le foglie sono molto simili a quelle del pesco. L'epiteto specifico (mitis) può indicare una specie di dimensioni più piccole rispetto ad altre dello stesso genere.
Il binomio scientifico originale Polygonum mite è stato definito dal botanico ed entomologo tedesco Franz Paula von Schrank (1747 –1835) nella sua opera "Bayerische Flora" (München, 1789).
Gli inglesi chiamano questa pianta Tasteless Water-pepper; i tedeschi la chiamano Miider Knöterich; i francesi Renouée douce.

Descrizione

La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia si tratta di una pianta a ciclo biologico annuo (raramente biennale) con fusto allungato e non molto foglioso. L'altezza media che raggiunge questa pianta è dai 30 cm ai 60 cm (in Pignatti è indicata una altezza massima di 120 cm misurata dall'Autore personalmente).

Radici

La radice è fittonante.

Fusto

Il fusto è sottile ma robusto, eretto, glabro e lievemente arrossato all'altezza degli internodi per la presenza di ocree pubescenti (sono delle stipole cilindriche, membranose, ciliate con lunghe setole irsute e strettamente guainanti il fusto); queste strutture sono tipiche di questa e altre specie del genere Persicaria. Il fusto può essere semplice o ramificato.[senza fonte] Dimensioni delle ocree: 1-1,5 cm di lunghezza.

Foglie

Le foglie. Località Canizzano (TV), quota 10 m s.l.m. 13/10/2008

Le foglie lungo il fusto sono a disposizione alterna. La forma è lanceolata o lanceolato-lineare; normalmente sono 6 volte più lunghe che larghe. Il margine è semplice ma lievemente revoluto; l'attacco al fusto è sub-sessile. Dimensione medie delle foglie: larghezza 0,3-2 cm; lunghezza 2-8 cm.

Infiorescenza

L'infiorescenza. Località Canizzano (TV), quota 10 m s.l.m. 13/10/2008

L'infiorescenza è composta da sottili e lunghe spighe peduncolate terminali disposte all'ascella delle foglie (nell'internodo inguainato dalle ocree). Le spighe si presentano discontinue (glomeruli di fiori poco addensati e intervallati sull'asse nudo portante la spiga stessa) e a volte arcuate verso il basso. I fiori sono o sub-sessili o appena pedicellati. Alla base dell'infiorescenza sono presenti delle piccole brattee. Dimensioni dell'infiorescenza: 1-5 cm di lunghezza (ma può arrivare anche fino a 20 cm); lunghezza dei pedicelli: 0,5-1 mm.

Fiori

La struttura dei fiori di questa specie è diversa dal "classico" fiore delle Angiorsperme in quanto il calice e la corolla non sono ben differenziati; abbiamo quindi un perigonio con diversi tepali (e non un perianzio con un calice e i suoi sepali e una corolla con i suoi petali). Questa "diversità" non sempre è chiara e ben definita, o accettata dai vari botanici, per cui in alcuni casi strutture di questo tipo si definiscono come "perianzio corollino con tepali" oppure "perianzio aciclico".
I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, pentameri, persistenti e molto regolari nelle dimensioni. Dimensioni dei fiori: 1,5-2,5 mm.

* P 5, A 8, G 3

Frutti

Il frutto è un achenio uniloculare (e quindi un seme solo) a forma ovale, appiattito e biconvesso; è di colore nero o marrone scuro, ma la superficie è lucida. La sezione a volte può essere triangolare. Dimensione del frutto 1,5-3 × 0,5-1,5 mm.

Distribuzione e habitat

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: comunità terofitiche pioniere nitrofile
Classe: Bidentetea tripartitae
Ordine: Bidentetalia tripartitae

Tassonomia

La famiglia di questo genere è mediamente numerosa (una cinquantina di generi per circa un migliaio di specie), mentre il genere Persicaria comprende una cinquantina di specie, di cui una dozzina circa sono spontanee della nostra flora.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Poligonacee all'ordine delle Polygonales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Caryophyllales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
Il genere di questa pianta è relativamente nuovo in quanto fino a qualche decennio fa questa pianta e altre specie simili facevano parte del genere Polygonum. Questa ristrutturazione tassonomica non è accettata unanimemente da tutti botanici, infatti tuttora ci sono ancora diverse classificazioni che non contemplano un'esistenza autonoma per il genere Persicaria.
All'inizio dell'altro secolo il botanico italiano Adriano Fiori (1865 – 1950) aveva sistemato questa pianta nella sezione “PERSICARIA” del genere Polygonum; sezione caratterizzata dall'avere foglie lanceolate, ocree ad angolo retto, fusti ramosi con infiorescenza a spiga e cotiledoni "accombenti", ossia nel seme le "radicicole" sono piegate sul margine dei cotiledoni, e si sviluppano sulla linea di fenditura di separazione degli stessi. Questa sezione ora è stata convertita in un genere autonomo.

Ibridi

Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi interspecifici:

Sinonimi

Specie simili

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (EN) Persicaria mitis, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 7 agosto 2023.
  2. 1 2 Pignatti 1982.
  3. ↑ Nicolini 1960, volume terzo, pag. 390.
  4. ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 24 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2009).
  5. ↑ Musmarra 1996.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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