Peter Hünermann (Berlino, 8 marzo 1929 – Erligheim, 22 dicembre 2025) è stato un teologo e presbitero tedesco.
Hünermann intraprese gli studi di filosofia e teologia nel 1949 alla Pontificia Università Gregoriana e al Collegio Germanico-Ungarico di Roma, dove venne ordinato sacerdote nel 1955 e dove conseguì il dottorato in teologia nel 1958. Tornato in Germania, dal 1958 al 1962 lavorò come cappellano e insegnante di religione a Mönchengladbach e Aquisgrana. Tra il 1961 e il 1967 completò i suoi studi a Monaco e Friburgo. Nell'autunno del 1962, all'inizio del Concilio Vaticano II, Hünermann lavorò presso la Facoltà teologica di Friburgo e preparò la sua tesi di abilitazione all'insegnamento universitario. Tra il 1971 e il 1982 fu professore di teologia dogmatica a Münster, poi fino al suo pensionamento a Tubinga.
Nel 1983 fu nominato professore onorario presso l'Università Cattolica Boliviana a Cochabamba, che nel 1997 gli conferì la laurea honoris causa. Hünermann ricevette ulteriori lauree honoris causa nel 2005 dalla Pontificia Universidad Católica Argentina di Buenos Aires, dall'Università di Friburgo e nel 2008 dall'Università di Erfurt. Nel 2001 fu insignito dell'Ordine al Merito del Land Baden-Württemberg.
Dal 1985 al 2003 Hünermann ricoprì la carica di presidente del Katholischer Akademischer Ausländerdienst (KAAD) di cui successivamente fu presidente onorario. Dal 1989 al 1995 fu presidente fondatore della Società Europea di Teologia Cattolica.
Hünermann visse a Rottenburg am Neckar.
Tra i suoi allievi figurano Claudia Lücking-Michel e Thomas Schärtl-Trendel. Peter Hünermann fu membro della "KDStV Teutonia zu Fribourg im Üechtland" (Svizzera) all'interno del "Cartellverband der katholischen deutschen Studentenverbindungen" (CV).
Zio di Peter Hünermann fu il vescovo ausiliare di Aquisgrana Friedrich Hünermann (1886-1969).
È noto per aver curato per 30 anni il Denzinger, dal nome del suo ideatore Heinrich Denzinger (1819-1883), il più importante compendio di testi dottrinali e documenti del Magistero della Chiesa.
Secondo Hünermann, le decisioni del Concilio, come la riforma liturgica, furono una liberazione, ma dopo tre decenni, l'elaborazione teologica del Vaticano II era ancora molto poco avanzata.
A partire dal 2004, quarant'anni dopo il Concilio, Hünermann pubblicò insieme a Bernd Jochen Hilberath un nuovo commentario teologico in cinque volumi sui documenti dottrinali del Concilio Vaticano II, che fu consegnato a papa Benedetto XVI, anch'egli in passato professore di dogmatica a Tubinga, nel febbraio 2006 a margine di un'udienza generale.
In relazione alla revoca della scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel 2009, parlò di un «abuso di potere» da parte del Papa.
In un'ottica ecumenica, Hünermann sostenne processi decentralizzati e sinodali.
Collaborò e coordinò oltre 100 teologi per i dodici volumi della collana editoriale «Ereignis und Auftrag» (evento e compito), prima storia a livello intercontinentale del Concilio Vaticano II e della Chiesa del XX secolo.
Contrario al centralismo di papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, rivolse una lettera pubblica a papa Francesco, che conosceva personalmente fin dai tempi dell'America latina, perché compisse passi più decisi nella direzione di una maggiore sinodalità.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 268490864 · ISNI (EN) 0000 0001 0903 7799 · SBN CFIV118784 · BAV 495/364649 · LCCN (EN) n86137723 · GND (DE) 118857851 · BNE (ES) XX1175720 (data) · BNF (FR) cb12141793f (data) · J9U (EN, HE) 987007271298905171 · NSK (HR) 981005675855809366 · CONOR.SI (SL) 12449635 |
|---|