Petrace

Petrace
StatoItalia (bandiera) Italia
Regioni  Calabria
Lunghezza27 km
Portata media8 m³/s
Bacino idrografico422,3 km²
NasceAspromonte
SfociaMar Tirreno

Il Petrace (anticamente denominato Metauros, in greco: Μεταυρος) è un fiume italiano della Calabria meridionale.

Descrizione


Alimentato da sette affluenti, ha origine dal versante tirrenico dell'Aspromonte. Il suo tratto finale segna il confine (non ufficiale) tra i comuni di Gioia Tauro e Palmi.

Al fiume Petrace sono legati il mito di Oreste e la vita di San Fantino.

Oreste - dopo aver consultato l'Oracolo di Delfi - ivi sarebbe giunto insieme ad Ifigenia e Pilade per purificarsi dopo l'omicidio della madre Clitemnestra. L'eroe avrebbe poi fondato un tempio ad Apollo e lasciato la propria spada presso un albero di alloro, i cui rami gli antichi Reggini portavano come offerta a Delfi quando avessero interpellato l'Oracolo.

Secondo un'antica agiografia locale, Fantino - in fuga dopo essere stato scoperto ad aiutare dei cristiani - avrebbe fermato le acque in piena del fiume per attraversarlo a piedi. Il santo avrebbe poi interrotto nuovamente i flutti per salvare anche il padrone pagano che lo stava inseguendo, ottenendone la conversione.

Lungo le sponde del Petrace si tennero sanguinosi scontri tra francesi e spagnoli nei secoli XVI e XVII. Durante la seconda guerra mondiale, per via dei due ponti ferroviari che lo attraversavano (e tutt'oggi lo attraversano), fu testimone di spaventosi bombardamenti.

Come tutti corsi d'acqua della regione è ricco d'acqua (spesso anche in piena) d'inverno e pesantemente in magra durante il periodo estivo, pur avendo una portata media di quasi 8 metri cubi al secondo.

Note

  1. 1 2 Il fiume Petrace sul sito del comune di Gioia Tauro URL consultato il 27-10-2010
  2. ↑ Servius Grammaticus, Servii Grammatici qui feruntur in Vergilii carmina commentarii, Appendix Serviana, a cura di Georg Thilo e Hermann Hagen, 1902, p. 326.
    «In eorum agro fluvii sunt sex, septimus finem Rheginum atque Taurinum dispescit: fluvii nomen est Pecoli. Eo Orestem cum Iphigenia atque Pylade dicunt maternam necem expiatum venisse et non longinqua memoria est, cum in arbore ensem viderint, quem Orestes abiens reliquisse dicitur.»
  3. ↑ Varrone, Antiquitates rerum humanarum, Liber X (De Italiae Regionibus).
    «Iuxta Rhegium fluvii sunt continui septem Latapadon, Migodes, Eugyon, Stacteros, Polme, Meleissa, Argeades. In his a matris nece dicitur purgatus Orestes, ibique diu fuisse ensem, et ab eo aedificatum Apollinis templum, cuius loco Rheginos, cum Delphos proficiscerentur, re divina facta, lauream decerpere solitos, quam ferrent secum.»
  4. ↑ Narrazione del vescovo Pietro, sulla vita e i miracoli di Fantino, glorioso servo di Cristo, su digilander.libero.it (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2004).

Bibliografia

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