| Pholas dactylus | |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Protostomia |
| Phylum | Mollusca |
| Subphylum | Conchifera |
| Classe | Bivalvia |
| Sottoclasse | Heterodonta |
| Infraclasse | Euheterodonta |
| Ordine | Myida |
| Famiglia | Pholadidae |
| Genere | Pholas |
| Specie | P. dactylus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Pholas dactylus Linnaeus, 1758 | |
| Sinonimi | |
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Hypogaea verrucosa Poli, 1795 | |
Il Pholas dactylus Linnaeus, 1758 è un mollusco bivalve marino appartenente alla famiglia Pholadidae.
Noto in Italia con i nomi comuni di dattero bianco o ali d'angelo, per la forma slanciata della conchiglia simile nel primo caso all'omonimo frutto della palma Phoenix dactylifera e nel secondo all'iconografia delle candide ali di un angelo, o anche Folade, è caratterizzato anche dalla limitata capacità di bioluminescenza e dal ricavare il suo habitat all'interno dei substrati compatti dove cresce, scavandovi delle gallerie, dai più teneri fanghi, al legno fino alla roccia calcarea.

Il P. dactylus è un mollusco bivalve, dalla forma ellittica allungata e dalle dimensioni rilevanti, dove le fonti non concordi tra loro attestano la lunghezza della conchiglia dai 40 ai 122 mm, arrivando anche ai 150 mm. Il guscio, rigonfio e fortemente asimmetrico, manca di cerniera e di legamento tra le due valve che lasciano al margine uno spazio tra loro (valve beanti) caratterizzate dall'ampia apertura antero-ventrale e con le vertebre posizionate chiaramente davanti alla linea mediana. L'estremità anteriore si assottiglia a forma di dito o becco, mentre quella posteriore è uniformemente arrotondata.
Il guscio è permanentemente aperto ad entrambe le estremità. Il bordo ventrale dall'estremità posteriore fino all'altezza della vertebra è quasi rettilineo. Il bordo superiore è ripiegato verso l'esterno e verso l'alto in due strati. Mentre il ripiegamento dello strato inferiore della valvola poggia direttamente, il secondo strato è libero. Lo spazio intermedio è suddiviso da 9-14 setti verticali. Sopra il margine dorsale, tra le due valve, sono presenti delle ulteriori placche accessorie: protoplax, mesoplax e metaplax.
Sopra in margine dorsale sono presenti delle placche accessorie. Dotata di apofisi (un dente spatoliforme sporgente all'interno della valva, nella cavità umbonale).
Il legamento si trova all'interno su un condroforo sporgente. Il bordo interno è liscio. L'ampia baia del mantello si estende fino alla linea mediana del guscio. Il muscolo chiusore anteriore si inserisce sul lembo del guscio. I muscoli del piede si trovano in ogni valvola su una piccola protuberanza.
La conchiglia biancastra è fragile e moderatamente solida. La decorazione è costituita da costole concentriche e, nella parte anteriore, da circa 40 costole radiali aggiuntive. I punti di intersezione delle costole concentriche e radiali sono protesi in robuste spine. Il bordo intorno all'apertura del piede è quindi fortemente dentellato. Il periostraco è di colore da giallastro a marrone chiaro.
La specie può essere confusa con Barnea candida, che possiede fra l'altro un'apertura antero-ventrale meno ampia.
Vive nelle acque costiere del nord dell'oceano Atlantico e nel mar Mediterraneo. Nel Mediterraneo non è molto comune, è molto più diffuso lungo le coste atlantiche, ed a volte si possono trovare alcuni gusci presso la battigia delle spiagge.
È un litodomo ovvero organismo perforatore e predilige habitat rocciosi ma anche lignei e fangosi duri. Per questo motivo la sua raccolta è vietata così come la specie più conosciuta Lithophaga lithophaga, dattero di mare, che è molto più diffuso e pressoché presente in tutte le coste del Mediterraneo. Le sue carni sono molto pregiate e per poter offrire il prodotto come specie commerciale in alcune regioni costiere del mare Adriatico, Marche e Puglia, sono stati portati avanti progetti di allevamento mettendo a dimora le larve in blocchi artificiali composti da cemento misto a sabbia e cenere di carbone.