Pimen di Novgorod

Pimen di Novgorod
Consacrazione di Pimen come vescovo di Novgorod in una cronaca coeva

Vescovo di Novgorod
Elezione1552
Fine patriarcato1570 (deposto)
PredecessoreSerapione II di Novgorod
SuccessoreLeonida di Novgorod
 
Consacrazione episcopale1552 da Macario di Mosca
 
MorteTula
22 settembre 1571
Pimen di Novgorod
Pimen mentre amministra la metropolia di Novgorod in una cronaca coeva
 

Vescovo

 
MorteTula, 22 settembre 1571
Venerato daChiesa ortodossa russa
Ricorrenza22 settembre

Pimen il Nero (in russo Пимен Черный?, Pimen Černyj; ... – Tula, 22 settembre 1571) è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1552 e il 1570.

Inizialmente fu un sostenitore di Ivan il Terribile, appoggiando varie sue iniziative, soprattutto riguardo alla nomina e alla deposizione dei metropoliti di Mosca. La sua deposizione nel 1570 da parte dello stesso Ivan diede il via al massacro di Novgorod, che vide la città devastata dal paranoico zar che temeva una ribellione fomentata dai suoi nemici. Pimen fu quindi irriso pubblicamente e rinchiuso in monastero fino alla morte. È considerato santo dalla chiesa ortodossa russa.

Biografia

Nulla è noto delle esatte origini di Pimen, se non che i genitori si chiamavano Feofilakt e Apollinarija, e che forse il suo nome di battesimo era Pëtr. Fattosi monaco a Kirillov, nel 1552 fu eletto vescovo di Novgorod per sostituire Serapione II di Novgorod, morto durante l'epidemia di peste che quell'anno stava devastando la città. Secondo alcuni, la sua nomina fu avallata grazie all'influenza del monaco Silvestro di Novgorod, confessore dello zar Ivan IV di Russia, detto "il Terribile". Pimen s'incaricò quindi di riorganizzare la metropolia di Novgorod dopo che era stata falcidiata dalla peste, nominando nuovi pope e facendo costruire e ristrutturare numerose chiese. Una delle opere più importanti sotto l'episcopato di Pimen fu la costruzione del monastero di Tichvin, iniziata nel 1560. Si occupò inoltre di rafforzare la fede nella chiesa ortodossa russa, promuovendo il culto delle icone sacre e dei suoi predecessori Nikita e Giona di Novgorod, dei quali fece esporre le reliquie.

Ritratto dello zar Ivan IV di Russia, detto "il Terribile" (Viktor Michajlovič Vasnecov, 1897); Pimen di Novgorod fu inizialmente un suo sostenitore, per poi essere sospettato di tradimento, deposto e umiliato fino alla morte

Durante il regno di Ivan IV fu inizialmente un suo sostenitore, appoggiando l'istituzione della sua Opričnina (ovvero il territorio governato direttamente dallo zar come autocrate) e il ritorno al potere di Ivan dopo il suo temporaneo ritiro negli anni 1560. Pimen giustificò le sue azioni via via sempre più sanguinarie, tanto che all'epoca il vescovo di Novgorod era una delle personalità più temute e odiate del Granducato di Mosca. Era inoltre un oppositore del potere della chiesa moscovita, e sostenne quindi in pochi anni le molteplici rimozioni operate dallo zar dei metropoliti Atanasio, Germano e Filippo II di Mosca, invisi allo zar e alle cui deposizioni partecipò di persona come testimone. Fu quindi probabilmente Pimen a consacrare il successivo metropolita Cirillo di Mosca, nominato subito dopo Filippo II, anche se ne manca l'assoluta certezza.

Mappa dei territori reclamati da Ivan il Terribile per la sua Opričnina; in arancione le zone annesse dopo la devastazione di Novgorod, alla quale lo zar sottrasse numerosi territori per amministrarli personalmente

Tuttavia anche Pimen ben presto perse il favore dello zar, ormai sempre più preda della follia e delle proprie paranoie. Ivan si era infatti convinto che l'intera città di Velikij Novgorod stesse complottando contro di lui, e nel dicembre 1569 decise di punirla severamente, essendosi convinto che Pimen in particolare volesse consegnare la città alla Confederazione polacco-lituana. Mosse quindi con un esercito contro Novgorod, che non oppose resistenza, circondandola ai primi di gennaio del 1570 e saccheggiandone i dintorni. L'8 gennaio 1570, in segno di buona volontà, il vescovo Pimen uscì in processione dalla città e raggiunse lo zar, volendogli impartire la benedizione com'era tradizione che facessero i vescovi di Novgorod ai sovrani in visita. Ivan tuttavia rifiutò sdegnosamente e pretese di essere fatto entrare in città per sentire messa alla cattedrale di Santa Sofia; al successivo tradizionale banchetto di benvenuto, organizzato in un clima tutt'altro che sereno, Ivan all'improvviso accusò Pimen di alto tradimento e di star complottando contro di lui, facendolo subito arrestare e spogliare dei suoi paramenti vescovili.

L'arresto di Pimen fu il segnale per le truppe zariste affinché irrompessero in città e iniziassero il massacro di Novgorod: per settimane i moscoviti misero a ferro e fuoco Velikij Novgorod, uccidendo decine di migliaia di cittadini e compiendo crimini indicibili contro chiunque incontrassero, non facendo distinzione tra nobili, monaci e popolani. La metropolia di Novgorod fu depredata per intero: la cattedrale di Santa Sofia brutalmente saccheggiata, le icone sacre profanate e i monaci di Novgorod picchiati e uccisi, soprattutto se erano di origine aristocratica. Mentre avvenivano le stragi, Pimen veniva portato in parata per la città vestito da buffone e legato su una giumenta bianca. Dopo la fine del massacro, Pimen fu esiliato in un monastero vicino a Tula, dove rimase in condizioni di prigionia estrema fino alla morte l'anno successivo. Alcune cronache dicono che Ivan lo fece annegare nel fiume Volchov subito dopo la fine del sacco di Novgorod, ma la notizia è falsa.

Il tragico destino di Pimen e l'insensata crudeltà di Ivan contribuirono a riabilitare la sua figura, tanto da farlo considerare come santo dalla chiesa ortodossa russa e far addolcire il giudizio della storiografia su di lui. Pimen non fu mai ufficialmente canonizzato, ma il suo culto era già attestato a Novgorod, Tula e San Pietroburgo nel XIX secolo. Il primo riconoscimento ufficiale da parte della chiesa ortodossa russa giunse nel 1981, quando il nome di Pimen fu incluso tra quelli recitati nella sinassi di Novgorod. Scrittore di epistole, sono sopravvissute alcune delle lettere che inviò durante il suo episcopato, in particolare: una lettera del 20 agosto 1556 indirizzata al clero di Pskov, dove spiegava come amministrare correttamente le funzioni religiose; un'altra del 24 gennaio 1563 diretta allo zar Ivan il Terribile, dove lo proclamava campione dell'Ortodossia incoraggiandolo a combattere e sconfiggere i propri nemici. Il vescovo Pimen è inoltre ritenuto l'amanuense responsabile della ricopiatura di un prezioso Vangelo conservato nella cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino, databile a quando era un semplice monaco a Kirillov.

Il ruolo di Pimen nella politica russa del XVI secolo l'ha fatto comparire in numerose opere storiche. Il vescovo compare quindi come personaggio nel film Ivan il Terribile di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1944), interpretato dall'attore Aleksandr Avel'evič Mgebrov. Nel film Car' di Pavel Lungin (2009) è invece interpretato da Aleksandr Leonidovič Dvorkin.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 (RU) ПИМЕН, su pravenc.ru, 30 maggio 2024.
  2. 1 2 3 4 5 6 (RU) D. M. Bulanin, Пимен (по прозвищу Черный), su lib.pushkinskijdom.ru.
  3. 1 2 3 4 (RU) Пимен Черный, in ЭСБЕ, XXIIIa, 1908, p. 609.