Pink Flamingos

Pink Flamingos
Divine in una scena del film
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1972
Durata93 min
Generecommedia, grottesco
RegiaJohn Waters
SoggettoJohn Waters
SceneggiaturaJohn Waters
ProduttoreJohn Waters
Casa di produzioneDreamland
Distribuzione in italianoGiangi Film
FotografiaJohn Waters
MontaggioJohn Waters
Interpreti e personaggi
Logo ufficiale del film

Pink Flamingos è un film del 1972 fotografato, montato, prodotto, scritto e diretto da John Waters.

Nel 2021 è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".

Trama

La criminale Divine, che vive sotto lo pseudonimo di Babs Johnson, abita con la madre Edie, il figlio delinquente Crackers e l'amica Cotton in una roulotte alla periferia di Phoenix, nel Maryland. La loro abitazione è circondata da una sfera ornamentale da giardino e da due fenicotteri rosa di plastica. Quando un tabloid proclama Divine «la persona più sudicia del mondo», una coppia di rivali, Connie e Raymond Marble, decide di sottrarle il primato.

I Marble gestiscono un traffico illegale di neonati: rapiscono giovani donne, le fanno mettere incinte dal loro domestico Channing e poi vendono i bambini a coppie lesbiche. Con i proventi finanziano negozi di pornografia e una rete di spacciatori che distribuisce eroina nelle scuole elementari dei quartieri poveri. Raymond arrotonda inoltre i propri guadagni esibendosi davanti a donne sconosciute, alle quali mostra i genitali dopo avervi legato una grossa salsiccia o il collo di un tacchino, per poi derubarle delle borsette quando fuggono. In un'occasione, tuttavia, una donna transgender lo mette in fuga mostrandogli prima un seno, che suscita il suo interesse, e poi i genitali maschili.

Per raccogliere informazioni su Divine, i Marble assoldano Cookie, incaricandola di avvicinare Crackers e ottenere notizie sulla sua famiglia. La donna viene violentata dal giovane mentre questi tortura e schiaccia una gallina viva tra i due, sotto lo sguardo di Cotton, che assiste alla scena da una finestra. In seguito Cookie riferisce ai Marble la vera identità di Babs, il luogo in cui vive e i dettagli della sua famiglia, oltre alla data della festa organizzata per il suo compleanno.

I Marble le inviano allora una scatola contenente escrementi umani, accompagnata da un biglietto indirizzato a «Fatso», nel quale si proclamano le persone più sudicie del mondo. Furiosa per il tentativo di sottrarle il titolo, Divine dichiara che chiunque abbia spedito il pacco dovrà morire. Nel frattempo, durante l'assenza dei padroni, Channing indossa gli abiti di Connie e ne imita i comportamenti, riproducendo le conversazioni che ha ascoltato di nascosto. Al loro ritorno, i Marble si infuriano per la sua condotta, lo licenziano e lo rinchiudono nel suo alloggio, che consiste in un ripostiglio, prima di uscire nuovamente per dedicarsi ai propri loschi affari.

Nel frattempo, l'uomo che consegna quotidianamente le uova a Edie, soprannominato Egg Man, le dichiara il proprio amore e le chiede di sposarlo. Edie accetta. I Marble si recano quindi alla roulotte per spiare la festa di compleanno di Divine. Tra i regali ricevuti figurano popper, vomito finto, shampoo antipidocchi, una testa di maiale e una mannaia. L'intrattenimento comprende l'esibizione di una donna a seno nudo con un serpente e quella di una contorsionista che contrae il proprio ano prolassato a ritmo della canzone Surfin' Bird. Inorriditi dallo spettacolo, i Marble avvisano anonimamente la polizia. Divine e i suoi ospiti, tuttavia, tendono un'imboscata agli agenti, ne fanno a pezzi i corpi con la mannaia e ne mangiano i resti. Al termine della festa, Edie sposa Egg Man, che la porta via su una carriola.

Divine e Crackers si recano quindi nella casa dei Marble, dove leccano e strofinano i mobili, provocando in sé una crescente eccitazione. Divine arriva a praticare sesso orale a Crackers. I due trovano Channing, che li supplica di liberarlo, ma non mostrano alcuna comprensione nei suoi confronti e lo costringono a indicare due donne incinte tenute prigioniere nella cantina. Divine e Crackers liberano le donne e consegnano loro un grosso coltello, lasciando intendere che possono usarlo per uccidere Channing e che, in caso contrario, sarà la stessa Divine a occuparsene. Le due donne lo evirano. Nel frattempo, i Marble incendiano la roulotte di Divine. Quando tornano a casa, scoprono che i mobili, dopo essere stati leccati da Divine e Crackers, sembrano ribellarsi alla loro presenza: i cuscini si sollevano e li scaraventano a terra ogni volta che tentano di sedersi. I due trovano inoltre Channing morto dissanguato e scoprono che le donne prigioniere sono fuggite.

Dopo aver ritrovato i resti carbonizzati della propria abitazione, Divine, Crackers e Cotton raggiungono la casa dei Marble, li rapiscono sotto la minaccia delle armi e li conducono sul luogo dell'incendio. Divine contatta un giornale scandalistico locale per convocare la stampa e assistere al processo e all'esecuzione dei suoi rivali. Organizza quindi un tribunale sommario e dichiara i Marble colpevoli di «stupidità di primo grado» e di «stronzaggine». Su suggerimento di Cotton e Crackers, la sentenza è la pena di morte: i due vengono legati a un albero, ricoperti di catrame e piume e infine uccisi da Divine con un colpo di pistola alla testa. Dopo aver eliminato i rivali, Divine, Crackers e Cotton decidono entusiasticamente di trasferirsi a Boise, nell'Idaho. Lungo il cammino, Divine nota un cagnolino che defeca sul marciapiede, raccoglie gli escrementi con una mano e li porta alla bocca. La voce narrante del regista John Waters conclude così che Divine non è soltanto la persona più sudicia del mondo, ma anche l'attrice più sudicia del mondo.

Produzione

Girato con un budget quasi inesistente di 10.000$ e inizialmente stroncato da critica e pubblico, nel corso degli anni divenne un vero e proprio film di culto, citato come manifesto del cinema trash.

Nella scena finale la protagonista mangia realmente gli escrementi appena depositati da un barboncino.

Distribuzione

In Italia il film è stato distribuito solo nel 1983 dalla Giangi Film in versione originale con sottotitoli in italiano, ed è stato presentato alla Mostra del Cinema Indipendente USA 1979-1983 in città selezionate, all'interno di una personale rassegna dedicata al regista. Una copia in 35mm di questa edizione è conservata presso la Cineteca Nazionale. Tuttavia la pellicola non ha mai ricevuto un'ampia distribuzione nelle sale italiane, in quanto la commissione di censura ha espresso per due volte parere contrario alla concessione del nulla osta per la proiezione in pubblico, riscontrando nel film "offesa al buon costume".

Nel 1997 è uscita un'edizione speciale per festeggiare il 25º anniversario in cui, finito il film, entra in scena lo stesso John Waters a illustrare agli spettatori varie fasi delle riprese del film, nonché scene nuove ed esplicative riguardo alla comprensione della trama. In quest'occasione il film è stato presentato al Torino Film Festival.

Sequel

Durante i primi anni ottanta, Waters tenta di produrre Flamingos Forever, ambientato quindici anni dopo Pink Flamingos; ma la morte di Edith Massey e l'impossibilità di trovare finanziatori fanno cadere il progetto.

Remake

Nel 2015 John Waters ha realizzato una sorta di reboot di Pink Flamingos dal titolo Kiddie Flamingos, in cui un gruppo di bambini legge un copione tratto dalla sceneggiatura del film, ma purgata delle oscenità dell'originale.

Note

  1. ↑ National Film Registry, su loc.gov.
  2. ↑ (EN) JamesMichael Nichols, Divine's Poop-Eating 'Pink Flamingos' Scene Discussed By Lady Bunny And Michael Musto, in Huffington Post, 25 ottobre 2013. URL consultato il 15 settembre 2018.
  3. ↑ Roberto Curti e Alessio Di Rocco, Visioni proibite: I film vietati dalla censura italiana (dal 1969 a oggi), Lindau, 1º settembre 2015, ISBN 9788867083800. URL consultato il 6 marzo 2019.
  4. ↑ Mostra del cinema indipendente USA di Milano 1979-1983 (PDF), p. 79.
  5. ↑ Mario Serenellini, Carmen, regina del cinema gay, su Archivio - la Repubblica.it, 18 aprile 1997. URL consultato il 6 marzo 2019.
  6. ↑ (EN) Joe Blevins, Obscene and Unheard: The Unmade Films of John Waters, su vulture.com, 20 novembre 2015. URL consultato il 3 marzo 2019.
  7. ↑ (EN) Sean Fitz-Gerald, John Waters Made a Pink Flamingos for Kids, su vulture.com. URL consultato il 6 marzo 2019.

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