| Pisterzo frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Prossedi |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°29′27″N 13°16′12″E |
| Altitudine | 466 m s.l.m. |
| Abitanti | 80 (circa) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 04010 |
| Prefisso | 0773 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | H076 |
| Patrono | san Michele Arcangelo |
| Giorno festivo | Penultima domenica di Agosto,29 settembre |
| Cartografia | |
Pisterzo è una frazione del comune italiano di Prossedi, nella provincia di Latina, nel Lazio.
Classico esempio di città medioevale, Pisterzo è un piccolo paese in provincia di Latina, situato nella zona montuosa degli Ausoni e sovrastante la vallata dell'Amaseno, da cui si ergono i Monti Lepini, a 466 metri s.l.m. Conta circa un'ottantina di abitanti, ma l'estate si riempie di turisti (anche stranieri, in particolare canadesi), che amano stare in tranquillità e in luoghi freschi. Visto dall'alto, il centro abitato ha una perfetta forma a ferro di cavallo.
Il significato del nome Pisterzo è piuttosto controverso, dal fascino antico, scritto in alcuni documenti "Bisterzo", in altri "Pistercio" o "Pistezzo", ma nel documento più antico è riportato come "Prius Tertium", che tradotto significa il "Primo dei Tre". Esso dovrebbe intendersi come il primo dei tre castelli fondato nella Vallata dell'Amaseno.
I primi cenni storici di Pisterzo risalgono al 1125, come testimonia il "Chronicon Fossae Novae", dove con il nome di Terno o Terzo ne viene ricordata la distruzione ad opera delle truppe papali di Onorio II; in quell'anno ricorre anche per la prima volta il nome di Tertium. Tra il 1028 al 1125 venne a formarsi gradualmente il piccolo agglomerato urbano, collocandosi a fianco di Prossedi, definita Castrum nel 1027 e di Santa Croce, divenuta successivamente Rocca Secca.
L'ubicazione dell'allora Terzo era presso la Valle dell'Amaseno, in posizione del tutto diversa dell'attuale e, a testimonianza di ciò, è tuttora presente la “Torre de Pineis”, presso cui si ritiene esistesse Terzo (o Terno). Negli anni a seguire la Valle dell'Amaseno continuò a registrare il passaggio di eserciti imperiali, papali e normanni, rispetto ai quali emerse la presenza dei vassalli dei signori di Ceccano, i quali strinsero alleanze con i vari contendenti del momento. Furono loro a sottomettere diversi centri della zona, tra cui Terzo. Sotto la dinastia dei Ceccano, precisamente di Landolfo figlio di Giovanni, il nome Terzo venne cambiato in Pisterzo e la sua nuova collocazione urbana divenne quella attuale. Ma, con il decadimento dei conti di Ceccano, iniziò anche per Pisterzo un periodo buio. Nel 1425, con l'elezione di Papa Martino V, Ildebrandino dei Conti di Valmontone ne divenne nuovo feudatario. Nel 1478 Pisterzo pervenne a Federico, abate di San Gregorio dell'Urbe, che nel 1534 lo trasferì alla famiglia Chigi di Siena, la quale dieci anni dopo, esattamente il 9 aprile del 1544, cedette il feudo a Luca Massimo, sotto cui il paese conobbe un periodo di rinascita. Nel 1600 Camillo Massimo fece costruire in Pisterzo la nuova chiesa di San Michele Arcangelo, che fu restaurata nel periodo 1720-1724 e riedificata nel 1924 in seguito all'incendio del 1921. Il 28 aprile del 1762 Francesco Camillo Massimo vendette il feudo di Pisterzo al marchese Angelo Gabrielli, il quale ottenne nello stesso anno dal Papa Clemente XIII l'erezione del feudo a principato, di cui fecero parte anche Prossedi e Rocca Secca. Terminata l'epopea feudale, Pisterzo divenne appodiato dapprima a San Lorenzo (Amaseno) e poi a Prossedi, sino all'applicazione del regio decreto 5928/1870 e della legge del 18 agosto 1870, in cui cessò di esistere la figura degli appodiati. A Pisterzo non restò altro che essere assorbito dal comune di Prossedi, di cui diventò frazione. Nel 1925 venne installata l'energia elettrica. Nel 1934, con la creazione della provincia di Littoria (dal 1946 Latina), Pisterzo insieme a Prossedi entrarono a far parte della 93ª provincia italiana. Nel 1954 il piccolo centro fu collegato con la vallata attraverso la costruzione della strada. Nel 1964 fu realizzata un'altra importante opera pubblica: l'acquedotto. La posizione collinare, che in precedenza tanto giovò a Pisterzo, isolandolo da tutte le guerre della vallata sottostante, in seguito ne bloccò gravemente la crescita e lo sviluppo. La difficoltà di ricavare aree edificabili, la quasi totale impossibilità di erodere territorio alla collina da destinare all'agricoltura, la mancanza di collegamenti stradali sufficientemente agibili contribuirono a un'emigrazione oltreoceano, che raggiunse il culmine negli anni 1950-60. Negli anni '60 l'emigrazione proseguì verso città italiane come Latina e Roma, conducendo il paese allo spopolamento.
A seguito del bombardamento, la popolazione che ancora non si era rifugiata in montagna, fu presa dal panico. Fu convinta però a rimanere in loco da un giovane di circa venticinque anni, il quale si affannava a ripetere che era meglio rimanere in paese e che l'episodio non si sarebbe più ripetuto. All'arrivo degli alleati in paese, lo stesso giovane vestito da ufficiale statunitense, salutò gli amici di Pisterzo e se andò con le truppe alleate rivelando la sua identità. Fino a quel momento era stato ospitato come sfollato in una casa all'ingresso del paese, ed invece era membro dei servizi di informazioni dell'esercito alleato inviato alle spalle della linea tedesca di Cassino per controllare e riferire i movimenti dei nemici. Evidentemente, tramite una trasmittente, era in contatto con l'esercito alleato ed è per questo motivo che si era affrettato a dire alla popolazione di Pisterzo che l'errore del bombardamento non si sarebbe ripetuto.
Uno dei momenti più tormentati e dolorosi della comunità di Pisterzo è stato quello dell'emigrazione. La mancanza di lavoro e le cattive condizioni economiche spinsero molte famiglie a lasciare il proprio paese, alla ricerca di un futuro migliore e più stabile. La prima emigrazione avvenne tra il 1908 e il 1914. Molti pisterzani, immigrati in Canada e stanziatisi nel nord dell'Ontario, nelle varie località come Sudbury, North Bay, Capreol, Timmins e Thunder Bay, iniziarono a svolgere lavori pesanti in posti come miniere e ferrovie, ma ciò permise loro di guadagnare abbastanza per vivere e per mantenere le proprie famiglie rimaste in Italia. Una seconda ondata migratoria dei capi famiglia avvenne nel 1948/49 e nel 1956/57; a differenza del fenomeno precedente, anche i nuclei familiari furono richiamati in Canada, determinando la diminuzione demografica, lo spopolamento del centro abitato e l'abbandono dei terreni. In quegli anni, una delle principali destinazioni degli emigrati fu la città di Toronto (tuttora vi è la più grande comunità italiana presente in Canada). I pisterzani si stabilirono maggiormente nelle zone della Contea di Dufferin, St. Clair, Jane-Sheppard e Woodbridge. Trovarono nuove occupazioni e progredirono sempre di più, lavorando nell'edilizia, nel commercio, nell'industria, raggiungendo una buona condizione di vita e ritagliandosi un piccolo spazio all'interno della vita canadese, contribuendo al miglioramento economico del Canada stesso. I giovani pisterzani erano brillantemente inseriti nella società canadese, frequentando l'università; tra loro si annoverano degli ottimi professionisti. Alfine di preservare le tradizioni e la cultura pisterzana, nel 1980 a Toronto fu fondato il “The Pisterzo Social and Cultural Club”. In Italia, nel frattempo, lo spazio vuoto lasciato dai pisterzani immigrati in Canada fu colmato da famiglie provenienti dai dintorni del paese, le quali acquistarono case e terreni degli emigrati. In seguito, molte di queste abitazioni divennero seconde case di gente proveniente da Latina, da Priverno e da Roma. In agosto ha luogo il Toronto Party, dedicato al ritorno nella terra natale dei cittadini pisterzani emigrati in Canada.

La festa patronale di San Michele Arcangelo viene celebrata la terza settimana di agosto, caratterizzata da una processione e all’insegna delle tradizioni culturali, religiose e culinarie.
Nel 1912 nacque in Pisterzo la Scuola Musicale ad opera del Maestro Paterniano Licati. Il 6 giugno del 1913 venne inaugurata ufficialmente la "Società Bandistica San Michele Arcangelo".
Agricoltura e pastorizia hanno rappresentato le attività economiche principali del paese fino all'ultimo dopoguerra.
Il 24 novembre del 1954, dopo due anni di lavori, venne inaugurata dai ministri Andreotti e Campilli la nuova strada, che collega il centro abitato di Pisterzo con le cittadine limitrofe, in direzione di Latina e Frosinone, sostituendo la vecchia strada mulattiera. L'opera pubblica costò 180 milioni di lire. La tarda realizzazione della rete di trasporto fu una delle cause che spinse i pisterzani a emigrare, per l'impossibilità di raggiungere i posti di lavoro che vennero a crearsi nell'immediato dopoguerra a seguito del boom economico.
Dal 2001 al 2012 si è svolta una gara podistica su strada denominata "Trofeo le 7 Minestre" (la manifestazione prendeva il nome dalla tradizionale sagra), organizzata dall'Associazione Pro Loco Prossedi-Pisterzo e dall'ASD Atletica Latina, con il Patrocinio del Comune di Prossedi e con la collaborazione della UISP (Unione Italiana Sport Per tutti).