| Ceccano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Andrea Querqui (PD) dal 26-5-2025 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°34′N 13°20′E |
| Altitudine | 200 m s.l.m. |
| Superficie | 61,06 km² |
| Abitanti | 21 908 (31-5-2026) |
| Densità | 358,79 ab./km² |
| Comuni confinanti | Arnara, Castro dei Volsci, Frosinone, Giuliano di Roma, Patrica, Pofi, Villa Santo Stefano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 03023 |
| Prefisso | 0775 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 060024 |
| Cod. catastale | C413 |
| Targa | FR |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 775 GG |
| Nome abitanti | ceccanesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Ceccano è un comune italiano di 21 908 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Città nella Media Valle Latina, nel territorio comunale scorrono i fiumi Sacco e Cosa.
Classificazione climatica: zona D, 1775 GR/G
Il clima di Ceccano è quello tipico delle quote più basse della Valle del Sacco: precisamente di tipo mediterraneo con influenze continentali a causa della sua distanza dal mare rispetto alle zone che godono di un classico clima mediterraneo. Le caratteristiche continentali si riscontrano maggiormente nei valori minimi invernali e nei valori massimi estivi. L'estate è calda con temperature massime medie tra i 31 e i 33 °C e minime intorno ai 19-20 °C mentre l'inverno è abbastanza freddo con valori minimi che in dicembre e gennaio scendono spesso sottozero in condizioni di soleggiamento e anticicloniche mentre le massime si attestano tra i 9 e i 12 °C mediamente nei mesi più freddi. Le precipitazioni si concentrano nelle mezze stagioni ma sono generalmente sparse in tutto il corso dell'anno con minimi in Estate. Il mese più piovoso è novembre, quello meno piovoso è luglio (dove le precipitazioni sono spesso temporalesche). Generalmente si registrano accumuli pluviometrici annui compresi tra i 900 ed i 1200 mm. Anche l'umidità è un fattore protagonista nella zona: sono diffuse le nebbie o le foschie nelle notti invernali e autunnali. La neve non è un fenomeno abituale, la località registra mediamente 0,5 cm di accumulo nevoso all'anno ma non sono rari inverni senza nevicate o con fioccate senza accumulo al suolo. Tra gli eventi nevosi di rilievo si sottolinea la grande nevicata del febbraio 2012 quando caddero oltre 50 cm di coltre nevosa che causarono disagi in città con località rimaste senza energia elettrica. Ceccano come altre zone della Media Valle Latina gode dell'effetto del cuscinetto freddo in inverno: si tratta della permanenza prolungata nei bassi strati dell'atmosfera di aria fredda (in seguito a ondate di freddo o gelo) che mantiene le temperature costantemente basse a valle anche se nei piani alti c'è un rialzo termico, questo accade grazie all'orografia "a conca" che ha la zona: la presenza dei Monti Lepini a sud e sud-ovest e dei Monti Ernici verso l'Appennino[senza fonte].
Ceccano è considerata l'antica Fabrateria Vetus, città volsca, già esistente nel 330 a.C., situata lungo le rive del fiume Sacco denominato dai Romani Trerus o Tolerus. Il collegamento tra Ceccano e l'antica Fabrateria si fonda su antiche iscrizioni rinvenute tra il Settecento e l'Ottocento nel territorio comunale. Il mutamento del nome, secondo lo storico locale Michelangelo Sindici avvenne nel VII secolo in onore di Petronio Ceccano Console di Campania, discendente di Tito Flavio e padre di papa Onorio I.
Nel Martirologio Romano del 2001 Fabrateria Vetus è menzionata in relazione a san Magno, patrono di Anagni, tradizionalmente ritenuto martirizzato a Fondi. La notizia ha riaperto il dibattito sull’ambientazione del martirio e si collega alle ipotesi formulate sulla base di antichi martirologi nei quali san Magno era associato a Ceccano.
Patria di san Silverio I Papa (come scritto da papa Gregorio XVI nella Bolla in cui elevava a collegiata la chiesa di S. Giovanni Battista in Ceccano) che nacque nella contrada di Campo Troiano, odierna Cantinella, la città fu per ordine del Pontefice cinta di mura difensive, in minima parte ancora visibili.
Conquistata dai Longobardi al tempo di Astolfo intorno al 750, la rocca di Ceccano ebbe, nel Medioevo, una grande importanza strategica in quanto posta ai margini dei possedimenti della Chiesa.
Tra il 900 e il 1450 Ceccano fu dominata da una potente famiglia detta dei Conti de Ceccano di probabile provenienza germanica, imparentata con le più importanti famiglie della nobiltà romana.
La contea ceccanese comprendeva i territori di Amaseno, Giuliano di Roma, Prossedi, Pisterzo, Villa Santo Stefano, Carpineto, Patrica, Morolo, Supino, Maenza, Ninfa, Monte Cacume, Monteacuto, fino a raggiungere, per un periodo, Terracina. I Conti de Ceccano vantavano possedimenti parziali anche in Frosinone, Ceprano e Alatri.
Nel 915 i ceccanesi ebbero un importantissimo ruolo nella battaglia del Garigliano, quando le truppe alleate del Papa sconfissero i saraceni che minacciavano Roma.[senza fonte]
I Conti de Ceccano furono tra i protagonisti delle vicende storiche dell'area meridionale dello Stato pontificio fino alla seconda metà del XV secolo, quando la famiglia si estinse e i possedimenti della vecchia contea furono assegnati da papa Alessandro VI al piccolo Rodrigo Borgia e, in seguito, furono feudo della famiglia Colonna[senza fonte].
Già nel X secolo la contea ceccanese era tenuta in gran conto nella curia. Il conte Amato è citato come potente benefattore dell'abbazia di Montecassino e, in seguito, (1099) Gregorio de Ceccano fu uno dei più potenti cardinali della Chiesa del tempo, mentre il conte Gregorio, omonimo del primo, influente personaggio, scortò con i suoi uomini, nel 1104, papa Pasquale II nel suo viaggio nel Sorano.
Nel 1168 i ceccanesi inflissero una dura sconfitta alle truppe papali guidate dall'arcivescovo di Magonza, Corrado, schieratosi con Papa Alessandro III dopo che l'Imperatore Federigo Barbarossa lo aveva sostituito con Cristiano.
Tra gli uomini illustri dei de Ceccano, che nella loro storia vantano importanti personaggi nell'Ordine dei Cavalieri di Malta, oltre a sei cardinali va citato il cardinale Annibaldo, potentissimo personaggio della Chiesa del XIV secolo, che durante la cattività avignonese fu inviato dal papa a Roma per aprire il Giubileo del 1350.
Già arcivescovo di Napoli, ottimo diplomatico, spesso il Papa lo inviò in missione per dirimere importanti controversie tra i sovrani d'Europa. Fu protagonista di un tentativo di mediazione tra Inghilterra e Francia durante la guerra dei cent'anni, in un conflitto che sarebbe stato decisivo per la storia dell'umanità. Nonostante le difficoltà, Annibaldo riuscì a ottenere una, seppur breve, tregua. Inviato in Ungheria fu mediatore di un accordo tra il sovrano di quel paese e la regina di Napoli. Gli fu inoltre affidato l'incarico di risolvere "il problema" Cola di Rienzo.
Prima di Annibaldo, che ebbe contatti con Francesco Petrarca e con Giotto, al quale commissionò lavori per la chiesa di S. Maria a Fiume, Ceccano aveva dato i natali ad altri illustri personaggi.
Non si può non ricordare il cardinale Stefano, già abate presso l'abbazia di Fossanova, camerlengo di papa Innocenzo III, amico di san Domenico di Guzmán il quale operò un miracolo in favore di Napoleone de Ceccano, nipote dello stesso cardinale Stefano. Così descrive l'avvenimento il padre Pierantonio da Trevi:
Tutti gli storici di san Domenico di Guzmán citano questo miracolo. Fatto cardinale da papa Innocenzo III nel 1206, Stefano de Ceccano fu tra i fondatori dell'abbazia di San Galgano, nonché benefattore di quelle di San Domenico a Sora e Terracina ed ebbe importanti riconoscimenti dal Re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra.
Altri cardinali della famiglia de Ceccano furono importanti nella storia della Chiesa: tra tutti Teobaldo, tra le cui braccia, in Fossanova, morì il grande Tommaso d'Aquino, parente dei conti ceccanesi in quanto la sua nipote, Francesca, sposò il conte Annibaldo de Ceccano.
È opportuno ricordare la figura del Conte Giovanni che, nominato cavaliere dall'imperatore Enrico, giurò fedeltà a papa Innocenzo III nel 1200.
Tra le imprese di questo conte, fondatore della chiesa di Santa Maria a Fiume consacrata da suo zio cardinale Giordano, nonché ispiratore della celebre Cronaca di Fossanova, scritta dal suo "notaio" Benedetto, c'è la lotta contro Ruggero dell'Aquila, conte di Fondi, il quale, il 23 maggio del 1216, invase la Contea ceccanese. Inseguito e raggiunto nei pressi di Castro-Vallecorsa dalle truppe ceccanesi, Dell'Aquila fu sconfitto e dovette rinunciare ai suoi propositi di espansione.
Il 18 settembre dello stesso anno il Conte Giovanni guidò l'assalto alla fortezza di Morolo. L'azione fu decisa per i contrasti esistenti con la famiglia Colonna che aveva appoggiato il Conte Ruggiero. Morolo fu conquistata e bruciata, i membri della famiglia Colonna fatti prigionieri e ben 424 morolensi furono giustiziati.
Una situazione così cruenta si ebbe soltanto nel 1324 quando il Conte Francesco De Ceccano, in piena cattività avignonese, conquistò Alatri occupandola per ben 35 anni e creando, di fatto, uno stato di guerra contro la Chiesa.
L'ultimo dei De Ceccano può essere considerato il cavaliere dell'Ordine di Malta, Stefano, negli archivi vaticani ricordato come frater S. Ioannis de Hierusalem individuato recentemente come Gran Priore di Roma nei primi anni del XV secolo.
Passata per eredità femminile durante il XV secolo alla famiglia Caetani, nel 1501 da Alessandro VI fu concessa a Rodrigo Borgia dal quale a seguito della decadenza della sua famiglia nel 1504 passò, insieme alla contea di Fondi a Prospero Colonna che la trasmise alla sua famiglia. Risale ai primi anni del XVII secolo il primo Statuto Comunale concesso da Marcantonio Colonna, discendente dell'eroe di Lepanto, Conte di Ceccano.
Nell'ottocento il marchese Filippo Berardi acquistò i beni dei Colonna e divenne in poco tempo il vero "padrone" del paese. Nominato senatore del Regno, fu l'artefice del passaggio della ferrovia nonché promotore di stanziamenti di tipo industriale nel territorio.
Nel XIX secolo Ceccano conferma i suoi stretti legami con la Chiesa grazie al cardinale Giuseppe Berardi, fratello del marchese, e al cardinale Tommaso Pasquale Gizzi, altro grande ceccanese, segretario di Stato di papa Pio IX, protagonista della diplomazia vaticana negli anni del Risorgimento.
Nel corso del XX secolo Ceccano fu interessata dal processo di industrializzazione della Valle del Sacco, favorito dalla presenza di collegamenti infrastrutturali, dalla vicinanza con altri poli produttivi del Lazio meridionale e dagli interventi pubblici per lo sviluppo del Mezzogiorno. Un primo impulso derivò dall’espansione della Bombrini Parodi Delfino di Colleferro, che nel 1939 acquistò un vasto patrimonio boschivo nel territorio ceccanese per avviare un nuovo insediamento industriale.
Nel corso della seconda guerra mondiale Ceccano fu pesantemente bombardata dagli angloamericani. Dal 3 novembre 1943 al 31 maggio 1944 il paese subì 38 incursioni aeree che ebbero come obiettivo, tra l'altro, la chiesa di Santa Maria a Fiume, monumento nazionale, e la chiesa di San Pietro, entrambe rase al suolo. Anche la medievale chiesa di San Nicola subì danneggiamenti. I bombardamenti risultarono particolarmente feroci.
Nelle ultimissime fasi della seconda guerra mondiale, gli abitanti del comune di Ceccano subirono diversi episodi riferibili alle marocchinate, stupri di massa compiuti dalle truppe marocchine all'interno del contingente alleato francese; in totale furono stupatre 20 donne e 1 uomo.
Tra gli anni sessanta e settanta l’area conobbe una forte crescita produttiva e occupazionale; accanto ad aziende già presenti o insediate nella zona, come Permaflex, Italbed e Snia Viscosa, si svilupparono numerosi stabilimenti legati alla meccanica, alla chimica, alla componentistica e alla produzione industriale, tra cui Mallory Timers Continental, APD - Accumulatori Piombo Derivati, Forgia Nuova, Hen Med e BPD-SIGME. Alla fine degli anni sessanta il nucleo industriale contava decine di imprese attive o in corso di realizzazione, con alcune migliaia di addetti, mentre il piano regolatore dell’area industriale, approvato nel 1970, ampliò in modo significativo le superfici destinate agli insediamenti produttivi.
Lo sviluppo industriale contribuì alla crescita economica locale, ma comportò anche rilevanti criticità ambientali, legate in particolare all’inquinamento delle acque, dell’aria e dei terreni; già dalla fine degli anni sessanta furono avviate indagini sullo stato ambientale dell’area, in seguito divenuta una delle zone più problematiche della Valle del Sacco. A partire dagli anni settanta, con il progressivo venir meno degli incentivi pubblici e con la crisi di diversi comparti produttivi, molte imprese ridussero o cessarono l’attività, portando quindi al declino della fine del secolo, lasciando sul territorio stabilimenti dismessi, aree riconvertite e resti di capannoni industriali.

Il gonfalone è un partito di rosso e di azzurro.

Lo stemma deriva dall'arma del cardinale Annibaldo de Ceccano (semipartito: il 1º di rosso all'aquila d'argento, che è dei de Ceccano; il 2º fasciato di rosso e d'argento, le fasce d'argento caricate di 6 crescenti montanti di rosso, disposti 3, 2 e 1, che è dei Stefaneschi).
Il comune è stato insignito della medaglia d'argento al merito civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale. A testimonianza di tali atti, nel 2003, in occasione del sessantesimo anniversario del primo bombardamento subito dalla città (3 novembre 1943), venne realizzato il documentario Ore dieci e quaranta, i testimoni raccontano, ideato e prodotto dall'Associazione culturale IndieGesta.
Abitanti censiti

La parrocchia di Ceccano fa parte dell'omonima vicaria della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Sono presenti scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, dalla infanzia alla scuola secondaria di secondo grado; nel territorio comunale al 2026 sono censite 24 scuole: 8 scuole dell’infanzia (asili), 8 scuole primarie (elementari), 2 scuole secondarie di primo grado (medie) e 3 scuole secondarie di secondo grado (licei e istituti). Per il secondo ciclo l’offerta comprende indirizzi liceali, tecnici e professionali: sono presenti percorsi di liceo scientifico, scientifico con opzione scienze applicate e linguistico, oltre a indirizzi tecnici e professionali, tra cui amministrazione, finanza e marketing, ed enogastronomia e ospitalità alberghiera.
La città è sede di importanti manifestazioni musicali durante tutto l'anno. Tra le rassegne più popolari e frequentate da un pubblico proveniente da tutta Italia ci sono state in passato: la prima rassegna di musica rock della provincia di Frosinone, Odori Sotterranei, svoltasi dal 1989 al 2000. In seguito la rassegna ha cambiato organizzatore e nome, chiamandosi nel 2001 IndieGesta Music Festival e dal 2003 L'Imboscata (festival in cui presero parte band locali come Torch, Angel Sixty-Nine, Sanitarium), raccogliendo consensi anche all'estero. Dal 2001 viene organizzata la manifestazione Woman & Blues Festival, dedicata al blues al femminile con artiste di livello internazionale, mentre dal 2004, nel periodo estivo, viene organizzata la rassegna jazzistica indipendente IndieJazz. Dal 2003 al 2009 la città è stata sede del raduno musicale Etnika Rock, manifestazione popolare che ha ospitato artisti come Misfits, OK Go, The Hormonauts, Linea 77, Bring Me The Horizon[senza fonte].
Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).
| 2015 | 2014 | 2013 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | |
| Ceccano | 1 278 | 3,8% | 0,28% | 3 474 | 3,26% | 0,23% | 1 286 | 3 476 | 1 330 | 3 799 |
| Frosinone | 33 605 | 7,38% | 106 578 | 6,92% | 34 015 | 107 546 | 35 081 | 111 529 | ||
| Lazio | 455 591 | 1 539 359 | 457 686 | 1 510 459 | 464 094 | 1 525 471 |
Nel 2015 le 1 278 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano il 3,8% del totale provinciale (33 605 imprese attive), hanno occupato 3 474 addetti, il 3,26% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di tre addetti (2,72).
Il territorio di Ceccano rientra nell'area di produzione della mozzarella di bufala campana DOP.
Nel Comune sono diffuse attività di sartoria, ebanisteria, delle calzature, dei mobili in stile e dell'arte del ferro.
L’economia di Ceccano, tradizionalmente legata al contesto agricolo e commerciale locale, ha assunto nel secondo Novecento una marcata componente industriale per effetto dello sviluppo del Nucleo di industrializzazione della Valle del Sacco; l’area produttiva ha ospitato stabilimenti attivi in diversi comparti, tra cui meccanica, chimica, componentistica, lavorazione dei metalli, accumulatori, produzioni alimentari e attività collegate all’indotto logistico e manifatturiero.
Nel periodo di maggiore espansione il sistema industriale locale contribuì in misura rilevante all’occupazione e alla crescita del reddito, anche grazie agli incentivi pubblici destinati agli insediamenti produttivi. La successiva crisi di numerose imprese, con chiusure, dismissioni e riconversioni di stabilimenti, ha ridimensionato il peso dell’industria nel tessuto economico cittadino, lasciando tuttavia sul territorio un’eredità produttiva ancora riconoscibile nella presenza di aree industriali, capannoni riconvertiti e spazi dismessi.
Il Comune è servito dalla stazione di Ceccano, posta sulla ferrovia Roma-Cassino-Napoli.
Nel 1927 il riordino delle circoscrizioni provinciali (R.D. n. 1 del 2 gennaio 1927) istituì la provincia di Frosinone e Ceccano passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.
Ogni anno a luglio si svolge una gara rallystica di importante interesse locale. Il rally di Ceccano nasce nel 1986 sulle orme del vicino rally di Pico. In pochi anni diventa un punto di riferimento fino ad acquisire validità per il Campionato Italiano 2 Litri. Ha rivestito nel 2011 il ruolo di Finale Unica di Coppa Italia vinta dal piemontese Luca Cantamessa. Nel 2012 viene inserito in calendario facente parte alla settima zona dei Challenge Nazionali a coefficiente maggiorato 1,5 e inoltre come riserva ufficiale del TRA (Trofeo Rally Asfalto). Attualmente fa parte del calendario Challenge Nazionali settima zona con coefficiente 1,5. Nell'albo d'oro spiccano nomi di esponenti importanti della scena rallystica nazionale come Renato Travaglia, Pierluigi Deila e Riccardo Errani.
Il 26 settembre 2006 nasce il Fabraternum Rugby Club che partecipa al campionato di serie C laziale e ha squadre juniores che partecipano ai campionati di categoria giovanili.
Presenti due circoli affiliati alla Federazione Italiana Tennis: ASD Oasi del Tennis e Club Tennis Collina Verde.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 151433686 · LCCN (EN) n95121089 · J9U (EN, HE) 987007535684105171 |
|---|