| Pontecorvo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Anselmo Rotondo (lista civica Noi tra voi) dal 31-5-2015 (3º mandato dal 25-05-2026) |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°27′45.36″N 13°40′03.36″E |
| Altitudine | 97 m s.l.m. |
| Superficie | 88,8 km² |
| Abitanti | 12 086 (31-5-2026) |
| Densità | 136,1 ab./km² |
| Frazioni | Sant'Oliva |
| Comuni confinanti | Aquino, Campodimele (LT), Castrocielo, Esperia, Pico, Pignataro Interamna, Roccasecca, San Giovanni Incarico |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 03037 |
| Prefisso | 0776 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 060056 |
| Cod. catastale | G838 |
| Targa | FR |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 1 200 GG |
| Nome abitanti | pontecorvesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 29 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pontecorvo è un comune italiano di 12 086 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio.
Il territorio comunale è attraversato dal Liri.
Le estati sono calde e afose, talvolta può capitare che il paese venga interessato da fenomeni temporaleschi pomeridiani provenienti dall'Appennino o dal massiccio del Monte Cairo, che si formano dall’attività termoconvettiva che solitamente risulta intensa in primavera inoltrata ed estate, ogni qual volta il territorio venga interessato da masse d'aria instabili provenienti dai quadranti settentrionali. In autunno il clima si presenta mite e piovoso, specialmente nei mesi di ottobre e novembre. In inverno è probabile che la temperatura scenda sotto lo zero durante le prime ore del mattino e che il paese venga interessato dalla nebbia che tende però in genere a dissolversi entro la tarda mattinata.
Le nevicate sono poco frequenti, ma non impossibili. Quando capitano, sono solitamente meno abbondanti rispetto alla gran parte del territorio della provincia di Frosinone. Ciò è dovuto all'influenza dei richiami caldi meridionali che interessano la vicina area del cassinate a causa della scarsa protezione che offrono le basse propaggini meridionali dei Monti Aurunci dai miti venti Mediterranei. Pontecorvo è comunque più nevosa della vicina Cassino. Da menzionare la nevicata del 3 febbraio 2012 con più di 20 cm di neve caduti, laddove Cassino registrò solamente 3 cm di accumulo, ma già sensibilmente meno della confinante Roccasecca con circa 40 cm accumulati. Casi simili in tempi recenti sono accaduti nel febbraio 2010 e nel febbraio 2013.
Il toponimo Pontecorvo sarebbe legato al Pons curvus che si trova sul fiume Liri al centro della città. Per un'altra interpretazione, con corvus ci si riferisce ad un simbolo dei Benedettini, ovvero l'abbazia di Montecassino che controllava il territorio.[senza fonte]
Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Pontecorvo risalgono al Paleolitico inferiore. Nella campagna a nord dell'abitato, in località Vetrine, è stato individuato un antico sito di frequentazione preistorica nel quale sono venuti alla luce amigdale, utensili in osso e resti faunistici appartenenti, tra gli altri, all’Elephas antiquus, al rinoceronte, al cervo, al bue primigenio e al cavallo selvatico, riferibili ai gruppi umani che frequentavano il medio bacino del Liri.
Frequentazioni del Neolitico sono documentate anche nel centro storico: durante lavori di scavo presso il Liri, al di sotto dell'attuale piazza Belvedere, sono emersi reperti che attestano l'utilizzo delle cavità naturali presenti lungo il versante della collina come luoghi di abitazione.
La continuità di frequentazione del territorio è attestata anche per l'età del bronzo, rappresentata dal rinvenimento di un'ascia di rame ad alette in località Sant'Oliva, e per l'età del Ferro, alla quale sono attribuiti un ripostiglio di armi e oggetti in bronzo rinvenuto sulle pendici di Monte Leuci.
L'insieme dei rinvenimenti documenta una presenza umana stabile nella media valle del Liri per un lungo arco cronologico, molto precedente alla fondazione della colonia latina di Fregellae.
Il territorio di Pontecorvo è tradizionalmente legato all'antica colonia latina di Fregellae, fondata da Roma nel 328 a.C. lungo la Via Latina e distrutta dai Romani nel 125 a.C. in seguito alla rivolta guidata da Marco Fulvio Flacco.
Una consolidata tradizione storiografica, sviluppatasi tra il XVI e il XIX secolo, identificò Pontecorvo con la città sorta dalle rovine dell'antica Fregellae o con la sua diretta erede storica. Da tale tradizione deriva anche l'acronimo S.P.Q.F. (Senatus PopulusQue Fregellanus), tuttora presente nello stemma e nei simboli civici della città quale richiamo ideale all'eredità fregellana.
Secondo questa interpretazione, dopo la distruzione della colonia romana una parte della popolazione si sarebbe trasferita più a sud, dando origine al nucleo abitato dal quale si sviluppò la futura Pons Curvus. La tradizione ricorda inoltre che il territorio dell'antica Fregellae fosse più ampio degli attuali confini comunali e comprendesse parte dell'odierno comprensorio tra Pontecorvo, Ceprano, Arce e San Giovanni Incarico.
Le ricerche archeologiche condotte dalla seconda metà del XX secolo hanno tuttavia individuato il sito dell'antica colonia romana nella località Le Cese, tra i territori comunali di Arce, Ceprano e San Giovanni Incarico, dove sono stati riportati alla luce il foro, edifici pubblici, quartieri residenziali e altri importanti resti della città romana.
La tradizione che identifica Pontecorvo con Fregellae rimane comunque ampiamente attestata nella storiografia erudita. Tra gli autori che sostennero tale identificazione figurano Raffaele Maffei (Volterrano), Carlo Sigonio, Antonio de Nebrija, Pietro Nores, Giulio Ferrario, Giuseppe Amati e altri studiosi di età moderna e contemporanea, le cui opere contribuirono a consolidare il legame storico e simbolico tra Pontecorvo e l'antica colonia latina.
Anche nei documenti ufficiali dello Stato Pontificio, del quale Pontecorvo costituì per secoli un'exclave, la città era frequentemente indicata come l'antica Fregellae o come centro sorto dalle sue rovine. La bolla con cui Benedetto XIII istituì nel 1725 la Diocesi di Pontecorvo ricorda infatti la città quale centro «ex ruinis veterum Fregellarum, clarae olim in Latio urbis».
Le prime attestazioni documentarie del toponimo Pons Curvus risalgono invece all'alto Medioevo. Il nome, probabilmente riferito al caratteristico ponte sul Liri, compare stabilmente nella documentazione cassinese a partire dall'XI secolo e sostituì progressivamente il richiamo diretto a Fregellae, pur conservandone la memoria nella tradizione civica della città.
Le prime attestazioni documentarie di Pontecorvo risalgono all'XI secolo. Nel 1105 il principe di Capua Riccardo II di Capua confermò all'Abbazia di Montecassino il possesso del castello di Pontecorvo, già donato dai suoi predecessori nel corso della seconda metà dell'XI secolo.
Nei secoli successivi il centro fu più volte conteso tra l'abbazia cassinese, il Principato di Capua, il Regno di Sicilia e il papato. Per alcuni anni passò sotto il controllo di Ruggero II di Sicilia, mentre nel XIII secolo fu coinvolto nelle lotte tra il papato e gli Svevi e subì il saccheggio da parte delle truppe di Carlo I d'Angiò. Durante lo Scisma d'Occidente Pontecorvo aderì alla causa dell'antipapa Clemente VII, contrapponendosi al potere dell'abbazia di Montecassino.
Nel 1190 Pontecorvo fu tra le prime comunità dell'Italia centro-meridionale a dotarsi di uno statuto comunale, testimonianza del progressivo sviluppo delle autonomie cittadine e della definizione dei rapporti tra la comunità locale e il potere signorile.
Tra il 1422 e il 1463 la città attraversò una fase di frequenti mutamenti politici, alternando periodi di amministrazione pontificia, angioina e aragonese.
Dal 1463 al 1860 Pontecorvo costituì un'exclave dello Stato Pontificio interamente circondata dal Regno di Napoli e, successivamente, dal Regno delle Due Sicilie. Questa peculiare condizione politico-amministrativa influenzò profondamente la storia cittadina, favorendo lo sviluppo di proprie istituzioni civili e giudiziarie pur mantenendo stretti rapporti economici e sociali con i territori circostanti.
Nel 1725 papa Benedetto XIII elevò Pontecorvo al rango di città e istituì la Diocesi di Pontecorvo, unendola aeque principaliter alla Diocesi di Aquino, riconoscendone il crescente rilievo religioso e amministrativo all'interno dello Stato Pontificio.
Nel quadro della riorganizzazione politica dell'Italia promossa da Napoleone Bonaparte, il 5 giugno 1806 Pontecorvo fu separata dallo Stato Pontificio ed eretta in Principato di Pontecorvo, uno Stato formalmente sovrano ma strettamente legato al Primo Impero francese.
Napoleone conferì il nuovo principato al maresciallo Jean-Baptiste Jules Bernadotte, uno dei suoi più illustri comandanti, quale ricompensa per i servigi militari resi durante le campagne napoleoniche. Bernadotte mantenne il titolo di principe di Pontecorvo dal 1806 al 1810, anno in cui vi rinunciò dopo essere stato designato principe ereditario di Svezia e adottato dal re Carlo XIII di Svezia.
Nel 1812 il titolo fu attribuito nominalmente a Napoleone Luciano Carlo Murat, figlio di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte. A causa della minore età del principe e delle vicende politiche e militari che interessarono il Regno di Napoli negli ultimi anni dell'Impero, il governo effettivo del principato ebbe tuttavia carattere prevalentemente formale.
Con la caduta dell'Impero napoleonico e le deliberazioni del Congresso di Vienna, nel 1815 il Principato di Pontecorvo fu soppresso e il territorio venne restituito a papa Pio VII, tornando a costituire l'enclave pontificia che avrebbe mantenuto fino al 1860.
Il periodo bernadottiano ha lasciato una significativa eredità araldica. Ancora oggi lo stemma maggiore del Regno di Svezia comprende infatti le insegne attribuite a Bernadotte come principe di Pontecorvo, costituite dal ponte a tre arcate sormontato dall'aquila napoleonica, memoria del titolo principesco ricevuto nel 1806.
Nel corso della spedizione dei Mille, approfittando dell'indebolimento del potere pontificio nell'Italia centrale e dell'avanzata delle truppe garibaldine verso Napoli, il 2 settembre 1860 i pontecorvesi insorsero contro il governo pontificio proclamando l'annessione della città al Regno di Sardegna.
Poche settimane dopo Pontecorvo fu temporaneamente occupata dalle truppe del Regno delle Due Sicilie, che tentarono di ristabilire il controllo sull'exclave pontificia. La situazione si risolse definitivamente il 7 dicembre 1860 con l'ingresso dell'esercito sabaudo guidato da Vittorio Emanuele II di Savoia, sancendo la cessazione del dominio pontificio sulla città.
Il 12 dicembre 1860 furono fucilati tre sostenitori della restaurazione borbonica, protagonisti di un tentativo di reazione armata contro il nuovo assetto politico.
Con la proclamazione del Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, Pontecorvo entrò definitivamente a far parte dello Stato unitario.

Durante la seconda guerra mondiale Pontecorvo fu coinvolta direttamente nelle operazioni della campagna d'Italia. A partire dall'autunno del 1943 il centro abitato fu sottoposto a ripetuti bombardamenti da parte delle forze alleate, che provocarono gravi distruzioni e numerose vittime civili. Il bombardamento del 1º novembre 1943 risultò tra i più devastanti, causando la distruzione di gran parte dell'abitato storico.
Il ponte sul Liri costituì uno dei principali obiettivi strategici dei bombardamenti, ma non subì danni irreparabili. Dopo lo sfondamento della linea Gustav nel maggio 1944, le truppe tedesche organizzarono una nuova linea difensiva, la linea Hitler, che attraversava anche il territorio comunale. Ancora oggi nelle campagne circostanti sono visibili resti di fortificazioni e postazioni difensive realizzate dalla Wehrmacht.
Nel maggio del 1944 anche Pontecorvo fu interessata dalle cosiddette marocchinate, le violenze perpetrate da alcuni reparti dei goumier marocchini appartenenti al Corpo di spedizione francese in Italia ai danni della popolazione civile. Il fenomeno, che coinvolse numerosi comuni della Valle del Liri e della Ciociaria, provocò un elevato numero di vittime e lasciò profonde conseguenze sociali nella comunità locale.
Al termine del conflitto Pontecorvo avviò un lungo processo di ricostruzione urbana ed economica, che interessò il patrimonio edilizio, le infrastrutture e le principali attività produttive cittadine.

Lo stemma, che si rifà ad un antico sigillo della città che raffigurava un ponte, munito alle estremità di torri merlate, con al centro un corvo e con l'iscrizione latina Pontis curvi candida signa, è stato concesso assieme al gonfalone con decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del 30 marzo 2004:
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
La bandiera è un drappo rettangolare partito di bianco e di rosso.

Abitanti censiti

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.
Pontecorvo è l'unico luogo in cui si celebra un'apparizione di San Giovanni Battista, precisamente la seconda domenica di maggio, in ricordo del miracoloso intervento di san Giovanni Battista in favore di un giovane contadino. Secondo la tradizione, il 14 aprile del 1137 Giovanni Mele, intento a lavorare il suo fondo sulla sponda sinistra del fiume Liri, fu tentato dal demonio. Seduto sulla sponda opposta, il diavolo, nelle sembianze di un nobile signore vestito elegantemente, offrì all'ingenuo villico una borsa (o, secondo altra versione, una coppa d'argento) piena di monete d'oro, invitandolo ad attraversare il fiume perché potesse prenderla. Il contadino, vinto dal desiderio di tanta ricchezza, che lo avrebbe affrancato per sempre dal duro lavoro dei campi, tentò di attraversare il fiume. Giunto però nel mezzo, dove l'acqua era più profonda, iniziò ad annegare. Sul punto di soccombere, si rivolse allora a san Giovanni Battista per essere salvato. Il santo ascoltò la supplica ed apparve al giovane, che fu preso per una mano e tratto in salvo dalle acque del Liri. Nella tradizione popolare pontecorvese, Giovanni Mele è diventato per contrazione Camele ed ancora oggi "camele" è epiteto vernacolare per indicare persona ingenua e credula.
Il territorio comunale comprende un'unica frazione, Sant'Oliva, e numerose contrade rurali, tra cui San Cosma, Tordoni, Vetrine, Vallario, Santa Lucia, Le Cese, Sant'Antonio Pietralate, Via Maggio, Fabbricata, Campo Vincenzo, Querce Santa Maria, Traversa, Farnete, Fontana Merola, Ponte Teano, Ravano di Sopra, Ravano di Sotto, Melfi di Sopra, Melfi di Sotto, Sant'Esdra, Corneto e Noci Giunte.
Sant'Oliva è l'unica frazione del comune. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di un'estesa area boscata, nota storicamente come la Foresta, di fenomeni carsici con cavità naturali, sorgenti e piccoli corsi d'acqua, tra cui il torrente Quesa. L'area conserva inoltre testimonianze di frequentazione in epoca romana e medievale, con resti di ville, insediamenti rurali, monasteri e luoghi di culto, alcuni dei quali presentano ancora tracce di decorazioni ad affresco. Tra gli antichi nuclei abitati sviluppatisi nella zona, Sant'Oliva è l'unico ad aver mantenuto continuità insediativa fino all'età contemporanea.
La contrada di San Cosma ospita il santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano, meta di pellegrinaggi e sede delle celebrazioni religiose in onore dei due santi. Nei dintorni della contrada, nel 1971, furono inoltre realizzate alcune riprese del film Per grazia ricevuta diretto e interpretato da Nino Manfredi.
La contrada di Tordoni è attraversata dalla strada provinciale 628 Leuciana, che collega Pico a Castrocielo. Nel suo territorio sorge il Monte Leuci, teatro di combattimenti durante la campagna d'Italia della seconda guerra mondiale, presso il quale è stato istituito il Museo delle battaglie di Monte Leuci.
Secondo i dati dell'Istat, nel 2015 nel comune erano presenti 702 unità locali d'impresa, pari al 2,09% del totale provinciale, nelle quali risultavano occupati 1.650 addetti, corrispondenti all'1,55% degli addetti della provincia di Frosinone. Nello stesso anno ogni impresa impiegava mediamente 2,35 addetti.
Di seguito, la tabella storica elaborata dall'Istat relativa alle unità locali, intese come numero di imprese attive, e agli addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).
| 2015 | 2014 | 2013 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | |
| Pontecorvo | 702 | 2,09% | 0,15% | 1.650 | 1,55% | 0,11% | 710 | 1.638 | 739 | 1.695 |
| Frosinone | 33.605 | 7,38% | 106.578 | 6,92% | 34.015 | 107.546 | 35.081 | 111.529 | ||
| Lazio | 455.591 | 1.539.359 | 457.686 | 1.510.459 | 464.094 | 1.525.471 |
L'artigianato tradizionale di Pontecorvo è stato storicamente legato soprattutto alla lavorazione della terracotta. Tra i manufatti più caratteristici figuravano stoviglie, recipienti e, in particolare, le cannate, anfore di varie dimensioni diffuse nel Basso Lazio e utilizzate per la conservazione e il trasporto dei liquidi. Tali manufatti, generalmente di forma panciuta e provvisti di ampi manici, erano decorati con semplici motivi realizzati con terra rossa.
Accanto alla produzione ceramica erano inoltre praticate altre attività artigianali, tra cui la lavorazione del cuoio, la fabbricazione di funi, la tessitura, la realizzazione di manufatti in fibre vegetali e la lavorazione del ferro. Tra gli oggetti tradizionali della produzione locale è ricordata anche la cannata, tipico recipiente in terracotta.[senza fonte]
L'agricoltura costituisce uno dei comparti tradizionali dell'economia locale. Tra le produzioni di maggiore rilievo figura il Peperone di Pontecorvo, insignito della Denominazione di origine protetta (DOP). La varietà, caratterizzata dalla tipica forma allungata "a cornetto" e dal colore rosso a maturazione, viene commercializzata sia come prodotto fresco sia trasformata in conserve e altri derivati.[senza fonte]
Pontecorvo è servita da una rete viaria che la collega ai principali centri della valle del Liri e del basso Lazio.
L'accesso autostradale è garantito dall'Autostrada A1, principale asse viario tra Milano e Napoli, raggiungibile attraverso i caselli situati nei comuni limitrofi.
Il territorio comunale è inoltre attraversato dalla Strada statale 630 Ausonia, che collega l'area di Cassino con il golfo di Formia e costituisce uno dei principali collegamenti tra il Lazio meridionale e la Campania. Attraverso la viabilità regionale è inoltre possibile raggiungere Sora e l'Abruzzo.
Di rilievo anche la strada provinciale 628 Leuciana, che collega Pico e Castrocielo, attraversando il territorio comunale e costituendo uno dei principali collegamenti della viabilità locale.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1994 | 24 maggio 1998 | Manfredo Coccarelli | Lista civica | Sindaco | |
| 24 maggio 1998 | 29 novembre 1998 | Manfredo Coccarelli | Lista civica | Sindaco | |
| 29 novembre 1998 | 13 maggio 2001 | Riccardo Roscia | Lista civica | Sindaco | |
| 13 maggio 2001 | 28 maggio 2006 | Riccardo Roscia | Lista civica | Sindaco | |
| 28 maggio 2006 | 28 marzo 2010 | Riccardo Roscia | Lista civica | Sindaco | |
| 28 marzo 2010 | 31 maggio 2015 | Michele Notaro Sirianni | Lista civica | Sindaco | |
| 31 maggio 2015 | 22 settembre 2020 | Anselmo Rotondo | Lista civica | Sindaco | |
| 22 settembre 2020 | in carica | Anselmo Rotondo | Lista civica | Sindaco | |
Fino al 1927, la città apparteneva alla provincia di Terra di Lavoro. In seguito al riordino delle circoscrizioni provinciali disposto con il regio decreto n. 1 del 2 gennaio dello stesso anno, nell'ambito della riorganizzazione amministrativa attuata durante il periodo fascista, la provincia venne soppressa e Pontecorvo fu aggregato alla Provincia di Frosinone. Oggi fa parte della Comunità montana XVI Monti Ausoni di Pico.
Le squadre di calcio di Pontecorvo sono due: Sporting Pontecorvo, militante in prima categoria e Pontecorvo Calcio, militante in seconda categoria.
Ha sede nel comune la società di atletica leggera ASD Polisportiva Studentesca Pontecorvo.
È presente un circolo affiliato alla Federazione Italiana Tennis: Tennis Club Pontecorvo ASD.
Nella frazione di Sant'Esdra è presente un circolo affiliato all'Unione Italiana Tiro a Segno: Tiro a Segno Nazionale Pontecorvo.
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