Plinio Clabassi

Plinio Clabassi (foto con dedica del 1950)

Plinio Clabassi (Gradisca, 21 marzo 1920 – San Vito al Tagliamento, 22 ottobre 1984) è stato un basso italiano.

Biografia

Plinio Clabassi in Mefistofele (foto con dedica del 1950)

Si avvicinò alla musica e al canto in giovane età entrando a far parte della Cantoria Santo Stefano, formazione corale di Gradisca di Sedegliano, suo paese natale.

La carriera iniziò nel 1946 presso la RAI di Roma e lo portò per oltre un trentennio ad esibirsi in una moltitudine di teatri e sale da concerto in Italia e in tutto il mondo. Si esibì al fianco delle più grandi star del momento e con i maggiori direttori, sia in ruoli da protagonista che di fianco.

Il repertorio affrontato in oltre trent'anni di carriera fu estremamente vasto, spaziando dal primo '700 (Caldara, Paisiello) al '900 inoltrato (Pizzetti e Alfano), con più assidue frequentazioni per l'800 romantico italiano, come Bellini (Norma e La sonnambula), Donizetti (Anna Bolena, Lucia di Lammermoor, Maria Stuarda), Verdi (Aida, Un ballo in maschera, Il trovatore, Don Carlo, La forza del destino, Otello) e Puccini (Gianni Schicchi, La bohème, Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot). .

Sposò il soprano Rina Gigli, la figlia il tenore Beniamino Gigli.

Discografia

Filmografia

Note

  1. ↑ 100 anni dalla nascita del basso Plinio Clabassi, su ilpontecodroipo.it. URL consultato il 2 giugno 2021.
  2. ↑ Comune di Sedegliano, su comune.sedegliano.ud.it.
  3. ↑ Il polifunzionale dedicato a Plinio Clabassi, su ilpontecodroipo.it. URL consultato il 28 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  4. ↑ friulinelmondo.com (PDF) (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  5. ↑ Плинио Клабасси (Plinio Clabassi) - I Romani sulla scena di Leningrado - Фотоальбомы - Персональный сайт, su nataliamalkova61.narod.ru. URL consultato il 13 marzo 2023.
  6. ↑ (EN) Римляне на ленинградской сцене.I Romani sulla scena di Leningrado. pdf, su Yandex.Disk. URL consultato il 13 marzo 2023.
  7. ↑ arsace.pagesperso-orange.fr, http://arsace.pagesperso-orange.fr/opera/opera.html.
  8. ↑ almanacco di Amadeusonline, su amadeusonline.net. URL consultato il 1º luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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