| Polzunkov | |
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| Titolo originale | Ползунков |
| Autore | Fëdor Dostoevskij |
| 1ª ed. originale | 1847 |
| Genere | racconto |
| Lingua originale | russo |
| Protagonisti | Osip Michajlovič Polzunkov |
Polzunkov (in russo Ползунков?, Polzunkov) è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto tra il 1846 e il 1847 e pubblicato per la prima volta solo nel 1883 all'interno del primo volume dell'edizione postuma delle Opere complete curata da Nikolaj Strachov.
Il racconto fu consegnato alla rivista «Sovremennik» nel dicembre 1847 e destinato all'«Almanacco illustrato» (Illjustrirovannyj al’manach), periodico ideato da Ivan Panaev e Nikolaj Nekrasov. Sebbene l'opera avesse ottenuto l'autorizzazione della censura e fosse stata annunciata dalla rivista (n. 2, 1848) con il titolo provvisorio di Rasskaz Plismyl’kova (Il racconto di Plismyl’kov), ne fu stampato un numero irrisorio di copie a causa di problemi tipografici. Quando la redazione chiese il permesso per una nuova tiratura, la censura lo negò a causa della stretta repressiva seguita alla rivoluzione francese del 1848, impedendo di fatto la diffusione del testo.
L'opera narra la vicenda di Osip Michajlovič Polzunkov, un umile impiegato che, desideroso di piacere e integrarsi, si riduce a fare il "buffone" in società. La sua storia si incentra su un tragico scherzo del pesce d'aprile che gli costerà il posto di lavoro e la prospettiva di un matrimonio agiato, rivelando la natura ipocrita e spietata dei suoi "benefattori".
Durante una festa a San Pietroburgo, l'attenzione degli ospiti è catturata da un uomo piccolo e nervoso, Osip Michajlovič Polzunkov. Vestito in modo curato ma con un atteggiamento supplichevole e comico, sale su una sedia per raccontare la sua storia. Polzunkov spiega di aver servito sotto il funzionario Fedosej Nikolaič e di essersi innamorato della figlia di lui, Maria Fedoseevna.
Inizialmente scartato in favore di un ricco ufficiale in partenza, Polzunkov si era vendicato scrivendo una denuncia contro il suo capo per corruzione. Fedosej Nikolaič, per evitare scandali, lo aveva "comprato" offrendogli 1500 rubli e aveva riaperto le porte di casa sua, permettendogli di corteggiare nuovamente la figlia. I preparativi per il matrimonio erano iniziati e Polzunkov lavorava duramente per sistemare i conti dell'ufficio in vista di un'ispezione.
Tuttavia, nel desiderio di fare uno scherzo "in famiglia" in occasione del primo d'aprile, Polzunkov decise di consegnare ufficialmente una lettera di dimissioni per spaventare il futuro suocero e dimostrargli il suo affetto scherzoso. Fedosej Nikolaic, con astuzia, finse di accettare lo scherzo ma approfittò della situazione: prima, con un pretesto, convinse Polzunkov a restituirgli i 1500 rubli (che il funzionario disse di aver bisogno urgentemente per coprire un disavanzo di cassa di un collega), e in seguito fece valere la lettera di dimissioni come vera e propria, licenziando Polzunkov in tronco e cacciandolo di casa. Polzunkov si ritrovò così senza lavoro, senza soldi e senza moglie, vittima della sua stessa ingenuità e della malafede del suo capo, che gli riservò come ultimo saluto un biglietto con scritto solo "Pesce d'aprile".
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