| Ponzate frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°48′23″N 9°07′29″E |
| Altitudine | 504 m s.l.m. |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | G876 |
| Cartografia | |
Ponzate (Ponzaa in dialetto brianzolo, AFI: [punˈtsɑː]) è una frazione del comune di Tavernerio, in provincia di Como, posta in altura a ovest del capoluogo comunale.
Antico comune rurale della pieve di Zezio, fu aggregato a Como in età napoleonica, ricostituito nel 1816 e unito definitivamente a Tavernerio nel 1928.
Secondo Clemente Tajana l'abitato ebbe origine dallo stanziamento di alcuni cacciatori che in epoca protostorica si spostavano tra il monte Uccellera e il monte Bolettone.
Nella ripartizione territoriale del 1240 il comune di Ponzate fu assegnato al quartiere di Porta Sala della città di Como; apparteneva alla pieve di Zezio, come attestano gli statuti di Como del 1335 e i giuramenti dei suoi consoli registrati tra il 1510 e il 1538. Nel 1652 contava 22 fuochi. Secondo le risposte ai quesiti della giunta del censimento del 1751, il comune, che comprendeva anche i cassinaggi di Cassina e Chiasso, aveva 260 abitanti, non era infeudato ed era sottoposto alla giurisdizione del podestà di Como; era retto da un consiglio che si riuniva nella pubblica piazza al suono della campana e da un console scelto a turno ogni mese tra i residenti.
Secondo gli atti della visita pastorale compiuta dal vescovo Feliciano Ninguarda alla pieve di Zezio tra il 1589 e il 1593, la parrocchia di Ponzate contava 230 fedeli. Nel 1768, durante la visita del vescovo Giambattista Mugiasca, i parrocchiani erano 245; nel 1781 se ne contavano 270 e nel 1788 erano 275.

Ai tempi di Giovanni Battista Giovio a Ponzate era attiva una cava di marmo bianco che, secondo lo stesso Giovio, veniva chiamato «maiolica» per la sua lucentezza e morbidezza.
Con la Repubblica Cisalpina il comune fu inserito nel 1798 nel dipartimento del Lario e poi in quello dell'Olona, per tornare nel 1801 nel ricostituito dipartimento del Lario; nel 1799 contava 280 abitanti. Durante il Regno d'Italia napoleonico, con il decreto del 27 febbraio 1808, Ponzate fu aggregato al comune di Como. Il comune fu ricostituito nel 1816 con la compartimentazione territoriale del Regno Lombardo-Veneto e inserito nel distretto II di Como; nel 1853 contava 376 abitanti.
Dopo l'unità d'Italia il paese non conobbe una crescita demografica: tra il censimento del 1861 e quello del 1921 la popolazione oscillò tra 321 e 368 abitanti. Nel 1902, anno della visita pastorale del vescovo Teodoro Valfrè di Bonzo alla pieve di Zezio, la parrocchia contava 328 fedeli, compresi gli abitanti delle frazioni di Casina e Chiasso. Nel 1928, durante il fascismo, il comune fu soppresso e aggregato a Tavernerio con il regio decreto 10 agosto 1928, n. 1969.

La chiesa parrocchiale, dedicata a santa Brigida d'Irlanda, è citata dalla fine del XIII secolo tra le dipendenze del capitolo della cattedrale di Como e fu eretta in parrocchia nel 1585. L'edificio attuale, a navata unica, è documentato dal 1630 e fu consacrato nel 1779; sostituì una chiesa più piccola e orientata perpendicolarmente, di cui resta testimonianza in un affresco con la Madonna del latte con san Rocco, della fine del XV o dell'inizio del XVI secolo, attribuito a Giovanni Andrea De Magistris. All'interno si trovano affreschi del 1930, l'organo costruito nel 1858 da Francesco Carnisi di Luino e una pala d'altare seicentesca con la Madonna con il Bambino tra i santi Brigida, Maddalena, Carlo e Fermo.
Lungo la strada provinciale per Civiglio si trova l'oratorio della Beata Vergine Addolorata, noto anche come cappella alla Sbarra. Fu costruito alla fine del Settecento in sostituzione di una cappella che nel 1640 il monastero di San Lorenzo di Como aveva rilevato dalla parrocchia di Santa Brigida; vi è conservata una pala d'altare del 1793 legata alla dedicazione dell'oratorio. L'oratorio era annesso a una piccola struttura che nel 1883 fu adibita a lazzaretto comunale ed era ancora di patronato comunale all'inizio del Novecento. L'edificio è stato restaurato più volte nel corso del tempo; l'ultimo intervento, eseguito da volontari, è stato inaugurato nel maggio 2023. All'interno si trovano due bassorilievi, un'Addolorata di Elio Ponti e un'Annunciazione di Pietro Tavani.[senza fonte]
Nella località Chiassino sorge l'oratorio della Sacra Famiglia di Nazareth, eretto nel 1855 dalla famiglia Trombetta, cui apparteneva ancora all'inizio del Novecento. Nel territorio parrocchiale si trova anche l'oratorio di Sant'Ippolito in località Casina, documentato nel 1768, oggi in rovina: nel Settecento era di giuspatronato dei conti Turconi e nel 1902 apparteneva ai nobili Crivelli Visconti. Nel complesso circostante è ancora visibile un affresco con la Madonna con il Bambino.[senza fonte]
Dipinti devozionali con lo stesso soggetto si trovano sulle facciate della casa già Pavesi, costruita dopo il 1798, e della casa Ostinelli, mentre presso la cosiddetta corte del Bundi si trova un affresco con la Madonna Addolorata. Alla devozione mariana è legata anche la cappella della Madonna alla Fontana (1898), che conserva una statua di Elio Ponti.[senza fonte]