| Tavernerio comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Mirko Paulon (lista civica Progetto in comune) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021) |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°48′N 9°09′E |
| Altitudine | 460 m s.l.m. |
| Superficie | 11,91 km² |
| Abitanti | 5 582 (31-5-2026) |
| Densità | 468,68 ab./km² |
| Frazioni | Ponzate, Rovascio, Solzago, Urago |
| Comuni confinanti | Albese con Cassano, Como, Faggeto Lario, Lipomo, Montorfano, Torno |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 22038 |
| Prefisso | 031 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 013222 |
| Cod. catastale | L071 |
| Targa | CO |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 723 GG |
| Nome abitanti | taverneriesi taverneresi o taberniensi |
| Patrono | san Martino di Tours |
| Giorno festivo | 11 novembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Tavernerio (Tavarnee in dialetto comasco, AFI: /tavarˈneː/) è un comune italiano di 5 582 abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Il toponimo "Tavernerio", che affonda le sue radici nel sostantivo latino taberna, si riferisce con alta probabilità alla presenza, sul territorio, di un'osteria per i viandanti che percorrevano la strada romana che da Bergamo giungeva a Como attraverso Pontirolo. Un'ulteriore ipotesi identificherebbe nel toponimo la radice celtica Taw-, identificativa di un posto situato in alto.
Documenti medievali come gli Statuti di Como del 1335 fanno riferimento al toponimo "Tabernario", mentre documenti risalenti al 1652 riportano l'indicazione "Tavernè".
Da un punto di vista archeologico, le più antiche tracce dell'esistenza umana sul territorio di Tavernerio risalgono al neolitico. A questo periodo risalgono infatti sia un'ascia ritrovata sul finire dell'Ottocento nel letto del Torrente Cosia (e ora conservata nel museo civico di Como) sia un blocco di serizzo che, incuneato in un muro sulla strada provinciale nei pressi dell'oratorio di San Fermo, riporta sulla sua superficie un'incisione di quattro coppelle.
All'età del ferro risalirebbe invece un castelliere rinvenuto non lontano da Solzago.
Di epoca romana sono invece due tombe venute alla luce negli anni sessanta e comprensive di un ricco corredo funerario depositato al museo di Erba.
Facendo parte del contado di Como attraverso la Pieve di Zezio, la storia medievale di Tavernerio è strettamente legata alle numerose guerre che, a partire dal X secolo, videro contrapposti i comuni di Como e Milano. In questo contesto, tra il 1193 e il 1194 Tavernerio fu fortificato per mezzo di un castello costituito da una torre alta trenta braccia ed una muraglia, situato laddove oggi sorgono la chiesa di San Martino e la Villa Santa Maria. Secondo quanto riportato dallo storico comasco Giuseppe Rovelli, il castello di Tavernerio, che durante l'epoca delle Signorie fu coinvolto nelle contese per la città di Como fra le famiglie Rusconi e Torriani, andò distrutto durante una delle numerose scorribande che i soldati di Francesco Sforza, condotti dal marchese di Cutrone, avevano attuato nel contado comasco dopo esser stati sconfitti a Como nel 1449. A seguito degli ingenti danni, i comaschi decisero di smantellare definitivamente la fortificazione.
Sotto il Ducato di Milano, Tavernerio costituiva un'unica entità comunale con Solzago. Nel 1751, Tavernerio con Solzago comprendeva anche i cassinaggi di Cassina Sirtolo, Roncasio, Mirisetto, Costantina, Rovasio, Ghielmo e Pienzarotto. Cinque anni più tardi, il comune di Tavernerio con Urago venne inserito, nel Territorio civile della città di Como, nella istituenda pieve di Zezio inferiore.

Sotto Napoleone, nel 1807 Tavernerio vide allargare i propri confini territoriali con l'aggregazione del comune di Solzago. In seguito all’unione, Tavernerio contava 834 abitanti. Sotto il Regno Lombardo-Veneto, nel 1816 vennero ricostituiti due comuni separati: Solzago e Tavernerio con Urago.
Tra luglio e settembre 1867, le comunità di Tavernerio, Solzago e Ponzate furono colpite da un'epidemia di colera che fece oltre quaranta vittime.
Nel 1928 i soppressi comuni di Ponzate e Solzago vennero incorporati dal comune di Tavernerio.
Nel 1951 Tavernerio fu colpito da una grave alluvione del torrente Cosia, evento in cui persero la vita sedici persone.
Nel 1971 il comune di Tavernerio aveva una superficie di 1197 ettari.
Dalla Seconda guerra mondiale in poi, il paese si sviluppò verso i territori pianeggianti, con la conversione di aree agricole in insediamenti residenziali, commerciali ed industriali. Da quel momento in poi, si è assistito a un costante aumento demografico.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 ottobre 1999.
La figura di un orso ricorda la sua presenza sul territorio durante la preistoria testimoniata da tracce trovate nel Triangolo Lariano; le tre stelle simboleggiano i nuclei originari del paese, Tavernerio, Solzago e Ponzate, unitisi nel 1928; la cornucopia è allegoria di abbondanza e buona fortuna.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di verde. La bandiera municipale è un drappo partito di rosso e di verde caricato al centro dello stemma del Comune.
Nei pressi della chiesa di San Martino si trova Villa Bossi (XVIII secolo), edificio che fino agli inizi del Novecento fu proprietà della famiglia Lambertenghi.
Al civico 26 di via IV Novembre 26 trova posto Villa Casartelli. Forse precedente al XVIII secolo, è presente nelle carte del Catasto Teresiano, con annessa filanda. Nel XIX secolo appartenne a Pietro Casartelli, parente dei Casartelli che fecero fortuna in Inghilterra producendo strumenti di precisione e che diedero i natali all'arcivescovo di Salford Joseph Casartelli.
La frazione Urago ospita il complesso di Villa dei pini, rielaborazione di un edificio Ottocentesco inserito in un grande parco popolato, tra l'altro, da cedri secolari. La villa, che nel 1921 risultava possedere ottantatré stanze distribuite su tre piani, fu residenza dapprima dei Raimondi, poi dei Sessa e infine dei Sessa-Somigli. Negli anni 1930 fu convertita in un sanatorio per malati di tubercolosi gestito da suore francescane. Nel 1963 divenne la sede di una comunità di missioni saveriani.
Testimonianza della vita rurale di un tempo sono alcuni edifici a corte lombarda (in dialetto locale: Cùurt). Tra queste si segnalano la Cùurt dal Cichìn, la Cùurt di Custantina, la Cùurt di Fabrizi, la Cùurt dal Ferari, la Cùurt di Sass, la Cùurt da sott, la Cùurt di Vinàt e la Cùurt dal Vitori.

Nella parte alta del centro storico si trova la chiesa di San Martino, che servì da parrocchiale di Tavernerio fino alla costruzione della Chiesa dell'Eucaristia (anni 1993-1996).
Costruita probabilmente laddove un tempo si trovava il castello di Tavernerio e attestata tra le dipendenze del capitolo della Cattedrale di Como già dalla fine del XIII secolo, la chiesa di San Martino fu ripetutamente rimaneggiata nel corso dei secoli. Internamente, spiccano una croce cesellata da Gasparo Mola e una pala seicentesca raffigurante i Santi Antonio abate e Martino.
All'esterno della chiesa di San Martino, un muretto riporta una serie di incisioni di antiche tavole da tris.
Il campanile, che funge da torre campanaria anche per l'attuale parrocchiale, ospita un concerto di campane risalente al 1948.

L'Oratorio di San Fereolo fu costruito nel XV secolo sopra all'alveo del torrente Tisone, nel luogo che gli abitanti delle comunità di Tavernerio e Solzago ritenevano avere straordinari effetti terapeutici contro colera e lebbra. Ad autorizzare la costruizione dell'edificio religioso fu il vescovo Branda Castiglioni, nel 1467. Fino al XVII secolo, l'aqua santi Feriolli alimentava una fontana con cisterna situata all'interno dell'edificio, in uno degli spazi attigui all'unico altare. Tra questi spazi trova posto anche una cameretta con affreschi originari del 1400.
Menzionato durante la visita pastorale di Feliciano Ninguarda (1592), l'oratorio venne rimaneggiato nel XIX secolo.
Durante l'epidemia di colera del 1867 fu adibito a lazzaretto.

La località Sirtolo ospita l'Oratorio dedicato a San Fermo, martire cristiano che all'interno dell'edificio è rappresentato da una piccola statua posizionata in una nicchia ricavata alle spalle dell'altare. La chiesetta fu edificata nel 1851, in osservanza a un lascito testamentario del 1834.
Secondo la Rivista archeologica di Como del 1901, nei pressi dell'oratorio si trovava un blocco di serizzo coppellato (attualmente presso il museo archeologico di Lecco) di età neolitica che tradizionalmente segnava il confine tra la Diocesi di Como e la diocesi di Milano. Tale confine, così come quello che separa Tavernerio dal vecchio comune di Cassano, è tutt'ora indicato dalle lettere M C, C, T che compaiono in rispettivi quadranti di una lastra di granito posizionata non lontano dalla chiesetta, lungo uno dei muretti che delimitano la prospiciente strada.
Dati relativi al solo comune di Tavernerio, prima dell'aggregazione di Solzago e Ponzate:
Il seguente grafico riporta invece i dati comprensivi degli abitati di Tavernerio, Solzago e Ponzate.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 465, pari all'8,26% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Ogni anno, in occasione della domenica successiva alla Pentecoste si tiene la festa dedicata al San Fereolo, che ha luogo presso l'omonimo oratorio.
Fra il 1912 e il 1955 la località era servita da una fermata posta lungo la Tranvia Como-Erba-Lecco.
Dal 5 giugno 2016 il sindaco è Mirko Paulon con la lista civica Progetto comune.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 235292788 · GND (DE) 7738828-8 |
|---|