Il ritrovamento, all'inizio del XX secolo, di alcuni massi scavati da coppelle lasciano supporre una presenza umana sul territorio già in epoca preistorica.
Negli annessi agli Statuti di Como del 1335 Montemezzo viene citato con la dicitura "comune de Medio montis Surici", località appartenente alla Pieve di Olonio e incaricata della manutenzione del tratto di via Regina compreso tra un "predicto tramitte" e un certo "puteum de Mirigio".
In seguito allo spostamento della sede plebana da Olonio a Sorico del 1456, Montemezzo seguì in un primo momento le sole sorti della pieve suricense. Quando poi questa fu unita a quelle di Gravedona e di Dongo per formare le Tre Pievi superiori del lago, la storia di Montemezzo seguì di pari passo quella della nuova unione, dapprima concessa in feudo a Lucrezia Crivelli (1497), poi al Medeghino (1545) e infine alla famiglia Gallio (dal 1580 fin'oltre la metà del XVIII secolo).
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì lo spostamento di Montemezzo all'interno del comune di Gera, decisione revocata poi con la Restaurazione.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 aprile 2007.
«Di azzurro, alle tre montagne di verde, la centrale con i declivi visibili e fondata in punta, le laterali fondate in punta e uscenti dai fianchi, parzialmente celate dalla montagna centrale, esse montagne sormontate dalla lettera maiuscola M, d'oro, posta nel punto d'onore, accompagnata da quattro stelle, di otto raggi, d'argento, due a destra, due a sinistra, ordinate in palo. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.
Eretta nella prima metà del Quattrocento, fino al XIX secolo la parrocchiale di San Martino di Tours fu via via abbellita grazie ai donati dei montemezzini emigrati ad Ancona e in Sicilia. Tra le numerose opere pittoriche conservate all'interno della chiesa, opere di Giovanni Mauro della Rovere e del pittore morazzoniano Cristoforo Caresana.
Chiesa di San Lorenzo
La località di Montalto ospita l'oratorio di San Lorenzo (1900-1901), collocato in posizione panoramica sull'alto Lario. L'edificio nacque probabilmente come ex voto.
Architetture civili
La località Dalco ospitò l'omonimo rifugio.
Società
Evoluzione demografica
Demografia pre-unitaria
1751: 195 abitanti
1771: 263 abitanti
1805: 309 abitanti
1809: 291 abitanti (prima dell'aggregazione a Gera)
1853: 395 abitanti
Demografia post-unitaria
Abitanti censiti
Etnie e minoranze straniere
Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 7, pari al 3,45% della popolazione.
Amministrazione
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Note
Annotazioni
↑Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Il Rinascimento lombardo (visto da Rancate), in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
Franco Bartolini, I segreti del Lago di Como e del suo territorio, Cermenate, New Press Edizioni, 2016 [2006].