| Schignano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Ferruccio Rigola (lista civica Uniti per fare di più, uniti per fare meglio) dal 25-5-2014 (3º mandato dal 9-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°55′34.48″N 9°05′11.13″E |
| Altitudine | 650 m s.l.m. |
| Superficie | 10,12 km² |
| Abitanti | 865 (31-5-2026) |
| Densità | 85,47 ab./km² |
| Frazioni | Almanno, Auvrascio, Molobbio, Occagno, Perla, Retegno, Vesbio |
| Comuni confinanti | Argegno, Brienno, Breggia (CH-TI), Carate Urio, Centro Valle Intelvi, Cerano d'Intelvi, Dizzasco, Moltrasio |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 22020 |
| Prefisso | 031 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 013211 |
| Cod. catastale | I529 |
| Targa | CO |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 922 GG |
| Nome abitanti | schignanesi |
| Patrono | Maria SS Assunta |
| Giorno festivo | 15 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Schignano (Schignàn in dialetto comasco, AFI: /ʃkiˈɲaŋ/) è un comune italiano sparso di 865 abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Schignano è posizionato nella Val d'Intelvi e il suo punto più alto si trova in corrispondenza della cima del monte Sasso Gordona, a 1410 m s.l.m. L'abitato nelle sue varie frazioni è posto in una conca chiusa dai seguenti monti: il Monte Gringo, il Monte Comana, il Monte di Binate, il Sasso Gordona ed il Monte San Zeno.
È stata rinvenuta nell'attuale territorio una tomba con corredo funebre e una spada in ferro con fodero, databile circa al 120 a.C., oggi visibile al Museo archeologico Paolo Giovio di Como.
Le prime notizie relative a Schignano risalgono al XIII secolo; anticamente, il paese era situato più in basso dell'attuale livello del centro di Occagno, e lì rimase fino alla peste nera del Quattrocento quando l'epidemia decimó gran parte della popolazione. Il paese fu raso al suolo e ricoperto completamente di calce (l'antico disinfettante, utilizzato per eliminare la malattia). La tradizione narra che, i sopravvissuti, in ricordo dei morti di peste e per scongiurare una futura pestilenza, abbiano ricostruito il paese più a monte - dove ora sorge la frazione Occagno, facendo voto alla Madonna Addolorata di festeggiarla con onore, ogni anno, a ricordo e memoria della salvezza. Cosí effettivamente avviene dal 1476 e una statua lignea della Madonna Addolorata - detta appunto la "Madonna del Voto" viene portata in processione ogni anno, da allora il 27 dicembre. Nell luogo ove sorgeva l'antico paese, detto "Schignarót", ora si trova una cappellina a ricordo, detta la "Capèla del Calcéta".
Negli Statuti di Como del 1335 comunia locorum de Schegniano, Uratio, Morobio et Castello appartenevano alla Pieve d'Intelvi che la ripartizione territoriale del 1240 attribuiva al quartiere di Porta San Lorenzo e Coloniola della città di Como. Schignano risulta facente parte della Pieve d'intelvi anche dal Liber consulum civitatis Novocomi dove sono inseriti i giuramenti dei consoli del comune dal 1510 al 1517.
Agli inizi del quattrocento Como e le terre di Lugano erano contese tra la famiglia Visconti e la famiglia Rusca, nel 1416 Lotario Rusca vendette Como ai Visconti ma la Pieve d'Intelvi, tutta la Valle e le terre di Lugano rimasero sotto il suo controllo.
Nel 1474 nacque ufficialmente la parrocchia di Schignano, data attestata da un'iscrizione sulla facciata della chiesa di Santa Maria Assunta. La parrocchia era attestata nel vicariato e pieve Vallis Intelvi nel 1651, ma solo dal 1730 il prevosto di Schignano riceve le insegne prepositurali; nel 1788 la parrocchia era di patronato della comunità e all'interno dei confini esistevano anche le chiese di San Giovanni Battista ad Occagno e di San Giuseppe in Auvrascio, tuttora visitabili e utilizzate per le funzioni.
Nel 1521, quando Milano e Como caddero sotto il dominio degli spagnoli, l'intera Valle Intelvi - che faceva parte del contado comasco - rimase alla famiglia Rusca fino al 1583, fatta eccezione per il breve periodo della dominazione di Gian Giacomo Medici detto il Medeghino. Come per tutto il territorio della provincia comasca, anche a Schignano si possono trovare tracce profonde dei domini stranieri che si sono susseguiti nei secoli. Dagli atti delle visite pastorali del vescovo Feliciano Ninguarda risulta che nel 1589 la comunità era composta da 65 fuochi per un totale di 300 abitanti circa.
Nel 1644 il comune non era più inserito nella Pieve d'Intelvi bensì nel territorio dei "Cinque comuni della Mezzena" nel contado di Como, di cui facevano parte anche Casasco, Cerano, Mezzena e Pigra.
Dopo esser stato un feudo dei Rusca e dei Marliani, nel 1713 Schignano passò ai Riva Andreotti.
Secondo il "Compartimento territoriale specificante le cassine" del 1751, Schignano era sempre inserito nei "Cinque comuni della Mezzena", ma il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di Retegno, Aurasco, Cassina Bedole, Cassine di Perla, Cassina di Vesbio, Manno e Cassina del Manno. Dal censimento del 1751 emerge che il comune era composto inoltre dalle tre terre di Occagno, Rettegno e Aurascio; comprendeva circa 697 abitanti e non era infeudato, quindi pagava per la redenzione la "mezz'annata" pari a una certa somma di lire ogni quindici anni. L'organo deliberativo della comunità era il convocato, composto da tutti i "vicini", che si riunivano in un luogo per deliberare, eleggevano un sindaco, un console e un cancelliere; spesso quest'ultimo non veniva eletto, per risparmiare il denaro di un salario ed il sindaco ne assumeva le funzioni, tra cui la cura delle pubbliche scritture conservate in una cassa presso la "chiesa figliale". Il console era eletto tra tutti gli uomini di età superiore ai diciotto. Per l'esazione dei tributi veniva eletto ogni tre anni un esattore. Schignano era sottoposto alla giurisdizione del podestà di Como al quale il console prestava giuramento.
Schignano compare nell'indice delle pievi e comunità dello stato di Milano del 1753 ancora appartenente ai cinque comuni della Mezzena. In seguito alla "Riforma al governo della città e contado di Como", il comune venne inserito nel nuovo compartimento territoriale dello Stato di Milano con l'editto del 10 giugno 1757, come comunità appartenente alla Pieve d'Isola nel contado comasco e, nel 1771, contava 708 abitanti circa, in seguito alla statistica delle anime del medesimo anno.
In seguito alla suddivisione della Lombardia austriaca in province, con l'editto del 26 settembre 1786, Schignano venne confermato all'interno della Pieve d'Isola e inserito nella provincia di Como.
Con il nuovo compartimento territoriale per l'anno 1791, Schignano rimase all'interno della Pieve d'Isola ma inserito nel V distretto censuario dell'allora Provincia di Como.
In seguito al passaggio di dominio dagli austriaci ai francesi guidati da Napoleone Bonaparte, il territorio fu suddiviso in dipartimenti come previsto dalla costituzione della Repubblica Cisalpina dell'8 luglio 1797; con la legge del 27 marzo 1798, il Comune di Schignano venne inserito nel Dipartimento del Lario, Distretto di Tremezzo. Con la successiva legge del 26 settembre 1798, venne trasferito nel Dipartimento d'Olona, Distretto XXIII di Argegno, poiché per un breve periodo era stato occupato dalle truppe russo-tedesche. Nel gennaio del 1799 contava 1 015 abitanti. Secondo quanto disposto dalla legge 13 marzo 1801, il comune inserito nel Distretto I di Como tornò a far parte del ricostituito Dipartimento del Lario.
Con la riorganizzazione del dipartimento, avviata a seguito della legge di riordino delle autorità amministrative del 1802 e resa definitivamente esecutiva durante il Regno d'Italia, Schignano venne inserito inizialmente nel Distretto V ex comansco di San Fedele Vall'Intelvi, classificato comune di III classe (21) e successivamente collocato nel Distretto I di Como, Cantone III di San Fedele. Prima dell'aggregazione contava 1 042 abitanti, dal 1807 fu disposta una concentrazione per i paesi di II e III classe così Schignano venne aggregato ad Argegno tale scelta venne confermata nel 1812.

Dopo il Congresso di Vienna, la regione tornò di nuovo all'Impero Asburgico dominio che durò fino ai moti del 1848 che portarono alla liberazione; anche Schignano diede il proprio contributo in queste vicende, con il valoroso patriota Domenico Ceresa detto "Tardèt" che si unì con altri ribelli intelvesi, come l'eroe sanfedelino Andrea Brenta, ai moti di rivolta al dominio degli austriaci. Da notare che il territorio di Schignano ospitava il cosiddetto "Casino dei Signori", quartier generale degli insorti.
Con l'attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del Regno Lombardo-Veneto, il ricostituito comune venne inserito nel Distretto V di San Fedele e confermato dal dispaccio governativo del 2 settembre 1826, in seguito del successivo compartimento delle province lombarde.
In seguito, con il compartimento territoriale della Lombardia, il Comune di Schignano fu inserito nel Distretto IX di San Fedele ed era composto da 1 984 abitanti. Con l'unione della Lombardia al Regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale previsto dal Decreto Rattazzi, Schignano fu incluso nel Mandamento VI di Castiglione e Circondario I di Como, Provincia di Como composto da 2 063 abitanti. Il Comune era retto da un consiglio di quindici membri con una giunta di due membri. Alla costituzione del Regno d'Italia, il Comune aveva una popolazione di 2 015 abitanti; esso entrò ufficialmente a fare parte del Regno, amministrato da un sindaco, una giunta e un consiglio.
Il 27 luglio 2021 il paese di Schignano fu colpito da un'alluvione che devastò alcune strade del centro storico di Occagno..
Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 30 ottobre 2008.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Tra le vie del paese si trovano una serie di manufatti in pietra,(portali, fontane, vasche) realizzati dai cosiddetti picapreda (letteralmente: picchia pietra), scalpellini per secoli attivi non solo a Schignano ma anche nel resto della Valle Intelvi.
Una targa posta all'ingresso del locale cimitero ricorda la figura di Giuseppe Peduzzi schignanese che nel 1900 appena dodicenne si trasferì in Inghilterra, nel 1912 si imbarcò sull'RMS Titanic diretto negli Stati Uniti in cerca di fortuna e fu una delle 1518 persone che persero la vita la notte del 14 aprile quando la nave affondò a seguito dello schianto contro un iceberg.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 52, pari al 5,92% della popolazione.
A Schignano si tiene un caratteristico carnevale dalle origini molto antiche: in assenza di informazioni scritte, viene tramandata come tradizione orale ed è molto sentita dalla popolazione. Caratteristica peculiare è che si tratti di una tradizione ancora quasi interamente spontanea. Le tradizionali figure mascherate del carnevale schignanese sono: i Béi (Bej o Mascarun), i Brüt, la Ciocia, i Sapeur (o Sapör), la Sigurtà e il Carlisèp. Belli e Brutti indossano costumi tipici e portano in viso una maschera lignea abilmente intagliata a mano da artisti locali. La preparazione dei costumi del Carnevale richiede parecchi mesi, soprattutto per i Mascarun. Il cantautore comasco Davide Van de Sfroos ha cantato questa tradizione nel suo brano "El Carnevaal de Schignan", contenuta nell'album Yanez del 2011. Una recente pubblicazione "Il Carnevale degli Schignanesi - Emozioni sotto la Maschera" (Ed Bellavite, 2012) è stata pubblicata a cura di Stefania Pedrazzani e Pierluigi Gatti in cui - per la prima volta - gli stessi schignanesi hanno narrato la loro tradizione, svelando storie, retroscena ed origini, oltre a qualche curiositá su quello che viene definito, a ragione, il Carnevale più bello del Lario.
A Schignano il "Vicolo Poldo" é un caratteristico vicolo della frazione Retegno, dove, dal 1975 si tiene l'omonima mostra-concorso di pittura, scultura e poesia. Le opere (in concorso e fuori concorso) vengono esposte il 12 agosto (un tempo anche il 13 agosto) nel vicolo che dá il nome alla manifestazione e nelle stradine circostanti in un suggestivo meandro di viuzze, che regala un'atmosfera unica all'evento. In alcune recenti edizioni, il Trofeo si era svolto in altre frazioni, denominandosi "Trofeo dei Vicoli".
L'evento da sempre riscuote successo con grande partecipazione di artisti locali e internazionali.
La Mangialonga delle frazioni è una camminata gastronomica che si snoda su diverse tappe, lungo sentieri e mulattiere del paese per un tracciato di oltre otto chilometri, che tocca tutte le sette frazioni schignanesi. Nata nel 1999, è ormai entrata a pieno titolo fra le manifestazioni "classiche" di fine estate: si tiene, infatti, l'ultima domenica di agosto. Lungo il percorso, tappa dopo tappa, i partecipanti possono degustare i prodotti tipici della zona o e le pietanze antiche tipiche di Schignano. Anche se ogni anno il menú cambia, spesso, tra i piatti protagonisti si ritrovano la tipica "torta di pane", gli gnocchi al cucchiaio e la Balocia, una sorta di "calzone" di polenta imbottito con formaggi fusi. Nel corso della manifestazione si possono gustare anche i salumi e i formaggi locali.
Boscultura è l'evento ideato dalla Associazione "La M.a.sch.e.r.a." che raduna a Schignano i maestri intagliatori del legno, che realizzano "sculture lignee" prevalentemente dislocate lungo i sentieri montani del paese, ma non solo; le varie edizioni hanno lasciato nel territorio boschivo schignanese - e in due frazioni - diversi percorsi arricchiti da sculture lignee di pregio, a tema; l'inisieme di queste sculture ha dato vita ad un percorso che si arricchisce anno per anno, noto come il "Sentiero delle Espressioni". La prima edizione di Boscultura risale al 2014; nel corso dell'evento diversi scultori e i locali mascherai hanno realizzato vere e proprie opere d'arte lignee, intagliandole nei tronchi degli alberi. Ogni edizione ha seguito un tema diverso. Ad oggi (2025) le sculture realizzate sono più di cinquanta.

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1864 | 1864 | Giuseppe Peduzzi | Sindaco | ||
| 1865 | 1865 | Domenico Giobbi | Sindaco | ||
| 1867 | 1868 | Francesco Peduzzi | Sindaco | ||
| 1869 | 1872 | Antonio Peduzzi | Sindaco | ||
| 1877 | 1881 | Domenico Peduzzi | Sindaco | ||
| 1882 | 1885 | Lorenzo Maglia | Sindaco | ||
| 1886 | 1890 | Domenico Peduzzi | Sindaco | ||
| 1891 | 1902 | Domenico Giobbi | Sindaco | ||
| 1902 | 1906 | Francesco Peduzzi | Sindaco | ||
| 1906 | 1911 | Domenico Peduzzi | Sindaco | ||
| 1911 | 1914 | Battista Ceresa "Furbet" | Sindaco | ||
| 1915 | 1920 | Giacomo Peduzzi "Furbet" | Sindaco | ||
| 1920 | 1923 | Carlo Ceresa "Pedina" | Sindaco | ||
| 1923 | 1925 | Giuliano Fontana | Commissario Prefettizio | ||
| 1925 | 1926 | Ezio Peduzzi | Sindaco | ||
| 1926 | 1935 | Dante Rosati | Podestà del Fascismo | ||
| 1935 | 1940 | Bartolomeo Berini | Podestà del Fascismo | ||
| 1941 | 1943 | Rodolfo Civelli | Podestà del Fascismo | ||
| 1943 | 1944 | Carlo Berini | Commissario Prefettizio | ||
| 1944 | 1945 | Rodolfo Civelli | Commissario Prefettizio | ||
| 1945 | 1950 | Giovanni Rigola | Sindaco | ||
| 1951 | 1955 | Cesare Panizza | Sindaco | ||
| 1956 | 1960 | Ferdinando Ceresa | Sindaco | ||
| 1961 | 1965 | Aurelio Gelpi | Sindaco | ||
| 1965 | 1970 | Lelio Peduzzi | Sindaco | ||
| 1970 | 1995 | Evaristo Gaggetta | Sindaco | ||
| 1995 | 2004 | Ferruccio Rigola | Lista Civica | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Gabriella Bordoli | Lista Civica | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Carla Cerutti | Lista Civica | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Ferruccio Rigola | Lista Civica | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Ferruccio Rigola | Lista Civica | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Ferruccio Rigola | Lista Civica | Sindaco | |
Saint-Amé, dipartimento dei Vosgi, regione della Lorena; luogo dove sono emigrati molti cittadini schignanesi nella prima parte del XX secolo.
Cermenate, anch'esso situato in Provincia di Como.
Il paese è costituito da un insieme di sette frazioni: la più grande e popolosa è quella di Occagno, ove si trovano anche il Municipio, la Posta e i principali servizi; Occagno è la prima frazione che si incontra all'entrata del territorio comunale provenendo da Argegno sul Lago di Como.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 146781588 · LCCN (EN) n2003100737 · J9U (EN, HE) 987007484750805171 |
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