| Poperato | |
|---|---|
| Origini | |
| Altri nomi | puprète |
| Luogo d'origine | |
| Regione | Puglia |
| Zona di produzione | Monte Sant'Angelo e San Nicandro Garganico |
| Dettagli | |
| Categoria | dolce |
| Settore | Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria |
I Poperati sono dolci tipici della tradizione gastronomica di Monte Sant'Angelo, di San Nicandro Garganico e di San Severo. Ad oggi, il Poperato, è divenuto uno dei prodotti tradizionali del Gargano.
L’area di origine non è ancora nota, sicuramente è il Gargano, ma pare abbia avuto origine in due Comuni garganici: Monte Sant'Angelo e San Nicandro Garganico. In tutti e due i casi, i Poperati, sono dolci tipici con la stessa forma e circa lo stesso colore ma a cambiare è qualche ingrediente. Infatti, nel caso della preparazione dei Poperati nella città del Gargano-Nord, si utilizza il “miele di fichi” anziché il “vin cotto”.
Oggi esistono vari tipi di forme di questo dolce, dal classico tarallo al tocchetto o mattonella e di forma tonda, di medie dimensioni con una consistenza a volte croccante esterna una pasta morbida e compatta internamente.
Di etimologia incerta, il suo nome potrebbe essere relazionato a termini dialettali in Lingua arbëreshe (pur non essendo Monte Sant'Angelo un comune arbëreshë) e la sua nascita risalirebbe al XVI secolo.
Il poperato, al giorno d'oggi, costituisce uno dei dolci della tradizione carnascialesca di Monte Sant'Angelo (essendo comunque reperibile durante tutto l'anno), invece, nel passato, era preparato principalmente in occasione di fidanzamenti e matrimoni. Si era soliti inoltre prepararlo durante le ore notturne.
Analogamente, a San Nicandro Garganico, questi dolci tipici vengono preparati in occasione dell’antico (e tradizionale) “Carnevale Sannicandrese”.
Tra gli ingredienti principali che formano l'impasto di questo dolce (tipico della suddetta città dove ha sede il santuario dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, ossia, il Santuario di San Michele Arcangelo) troviamo la farina di frumento, lo zucchero, il miele, il vin cotto, lo strutto, la cannella e la scorza di arancia. Con l'impasto poi si crea la forma di solito dello spessore di 3-4 centimetri, dopo ciò si procede alla cottura in forno (la tradizione prevede la cottura in forni a legna).
Peperato di San Severo: Farina di frumento tipo 00, Zucchero, Mandorle tostate, Uova, Latte, Saba (mosto di vino cotto), Olio di oliva, Cioccolato fondente, Cacao amaro in polvere, Lievito secco per dolci, scorza di arancia, Chiodi di Garofano, Cannella. "fonte"