Practica geometriae

Practica geometriae
Altri titoliPratica Geometrie
AutoreLeonardo Fibonacci
1ª ed. originale1220 - 1221
Generetrattato
Sottogenerematematica
Lingua originalelatino

La Practica Geometriae di Leonardo Fibonacci è un importante trattato sulla pratica della geometria in lingua latina.

L'opera, che fu pubblicata tra il 1220 e il 1221, si apre con un'epistola di dedica a Domenico Ispano, importante personaggio della corte di Federico II, del quale tuttavia si hanno scarse notizie.

All'epistola segue un'introduzione in cui sono elencate alcune definizioni tratte dagli Elementi di Euclide e in cui sono illustrate le unità di misura in vigore nella Pisa dell'epoca.

Il fulcro dell'opera è infine ripartito in otto distinctiones concernenti il calcolo delle aree delle figure piane, l’estrazione delle radici quadrate e cubiche, la divisione delle superfici regolari, la determinazione del volume di diversi solidi, alcuni problemi di determinazione di altezze e distanze e, infine, alcune questioni di natura teorica.

Storia editoriale

La prima edizione a stampa della Practica Geometriae è stata curata da Baldassarre Boncompagni Ludovisi, che nel 1862 ne pubblicò il testo secondo la lezione del manoscritto Urb. Lat. 292 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Fondandosi su questa edizione ottocentesca, di recente Barnabas Hughes ha pubblicato la prima traduzione integrale dell'opera in lingua inglese.


Note

  1. ↑ Dei manoscritti che tramandano la Practica geometriae, alcuni riportano il 1220 come anno di composizione dell'opera, mentre altri riportano il 1221.
  2. ↑ Domenico Ispano fu traduttore alla scuola di Toledo, retore e grammatico. G. Arrighi, La fortuna di Leonardo Pisano alla corte di Federico II, in Dante e la cultura sveva. Atti del Convegno di studi, Melfi, 2-5 novembre 1969, Firenze 1970, pp. 17-31: 20-21: «Debbo subito avvertire che di questo maestro Domenico, personaggio della corte imperiale e da Leonardo invocato amico ed onorato di elogio, non so dare altre notizie che quelle contenute nella epistola, poche altre verranno fuori nel proseguire questa rassegna delle opere leonardiane: forse esso potrebbe identificarsi col Dominicus Hispanus che, assieme a Michael Scotus, è ricordato da Guido Bonatti, astronomo ed astrologo del tredicesimo secolo, in un elenco di suoi contemporanei contenuto nel De astronomia tractatus [X universum quod ad iudiciarum rationem Nativitatum etc., Basileae anno M.D.L. col 335]»
  3. ↑ Per una descrizione dettagliata del contenuto delle otto sezioni della Practica Geometriae, cfr. A. Simi, L’eredità della Practica Geometriae di Leonardo Pisano nella geometria del Basso Medioevo e del primo Rinascimento, in «Bollettino di Storia delle Scienze Matematiche» 24/1, 2004, pp. 9-41.
  4. ↑ Baldassarre Boncompagni Ludovisi, La Practica Geometriae di Leonardo Pisano secondo la lezione del codice Urbinate n° 292 della Biblioteca Vaticana, in B. Boncompagni Ludovisi, Scritti di Leonardo Pisano matematico del secolo decimoterzo, vol. II, Roma 1862, pp. 1-224.
  5. ↑ Barnabas Hughes, Fibonacci’s De Practica Geometrie, New York 2008. In essa lo studioso ha anche fornito un elenco di quattordici esemplari manoscritti: cfr. pp. 399-400. Più di recente, è stata pubblicata un'edizione critica e una traduzione italiana dell'espitola di dedica e della sezione introduttiva dell'opera: N. Rozza, L'epistola di dedica e la sezione introduttiva della Pratica geometrie di Leonardo Pisano, detto il Fibonacci, in «Spolia. Journal of Medieval Studies» V, 2019, pp. 222-255.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni