Praomys derooi

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Praomys derooi
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Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenerePraomys
SpecieP.derooi
Nomenclatura binomiale
Praomys derooi
van der Straeten & Verheyen, 1978

Praomys derooi (van der Straeten & Verheyen, 1978) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso nell'Africa occidentale.

Descrizione

Dimensioni

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra  mm, la lunghezza della coda tra 84 e 136 mm, la lunghezza del piede tra 19 e 23 mm, la lunghezza delle orecchie tra 12 e 18 mm e un peso fino a 45 g.

Aspetto

Le parti dorsali variano dal marrone chiaro al bruno-grigiastro scuro con la base dei peli grigia, mentre le parti ventrali sono grigie. Talvolta è presente una macchia biancastra sul petto. La coda è più lunga della testa e del corpo, uniformemente scura e con dei peli lunghi sulla metà e in punta. Le femmine hanno tre paia di mammelle pettorali e due paia inguinali. Il numero cromosomico è 2n=36 .

Biologia

Comportamento

È una specie notturna e parzialmente arboricola. Costruisce nidi in alberi cavi.

Riproduzione

Si riproduce probabilmente durante tutto l'anno. Le femmine danno alla luce 2-5 piccoli alla volta.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nella Guinea centrale, Ghana orientale, Togo, Benin e Nigeria sud-occidentale.

Vive nelle savane fino a 500 metri di altitudine. Si trova frequentemente negli insediamenti umani.

Conservazione

La IUCN Red List, considerato che questa specie è molto comune e commensale dell'uomo, classifica P.derooi come specie a rischio minimo (Least Concern).

Note

  1. 1 2 3 (EN) van der Straeten, E. & Decher, J. 2008, Praomys derooi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Praomys derooi, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Happold, 2013.

Bibliografia

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