Il nome del genere deriva deriva da due parole: "pseudo" dal greco (= somigliante ma non uguale); l'altra parola è stata data in onore di Asael Clapp, dottore e botanico a New Albany (Indiana, USA).
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Per Axel Rydberg (1860-1931) nella pubblicazione "Journal of the Washington Academy of Sciences. Baltimore, MD" (J. Wash. Acad. Sci. 13(13): 288) del 1923.
Portamento. Il genere di questa voce comprende prevalentemente basse erbaceearbustive. Queste piante sono ricche di sostanze volatili aromatiche (monoterpeni) che producono un caratteristico odore.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa alla base. Altezza media: 5–40cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato e sono sessili; la forma delle lamine varia da lineare a lineare o affusolata; la consistenza è succulenta. Sulla superficie, in genere glabra, possono essere presenti delle ghiandole traslucide.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da singoli capolini terminali di tipo radiato. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a elicoidali, composto da 12-16 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, persistenti, subuguali oppure scalate in altezza, con forme da lanceolate a lineari, da succulente a membranose, sono disposte in modo più o meno embricato su 2-3 serie. Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse, è usualmente privo di brattee ("epaleato"); raramente ha delle squame sparse e sottili. Diametro degli involucri: 4–6mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): (da 2 a 11) sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa)
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 20 a 40) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba di colore giallo.
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno una forma lanceolata. Le celle dell'endotecio hanno in genere 1 - 2 (raramente 2 - 4) ispessimenti polari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi con forme da acute ad affusolate. Le superfici stigmatiche sono ampie e parallele e usualmente confluiscono all'apice. Le appendici degli stigmi, corte, sono papillose.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma è grossolanamente cilindrica; hanno delle 10-12 evidenti coste o sono striati; il colore è nero con superficie pubescente. Il pappo ha circa 50 setole barbate. A volte il pappo è formato da squame setiformi in 3–4 serie tutte più o meno connate alla base. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite su 1535generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il gruppo di questa voce è descritto nella tribù Tageteae caratterizzata da steli biancastri e fragili, da foglie e brattee con ghiandole traslucide aromatiche, da stili dei fiori del disco divisi con bracci troncati e da acheni con delle evidenti coste.
All'interno della tribù il genere Pseudoclappia non ha ancora una posizione tassonomica ben definita in quanto dovrebbe appartenere ad una delle sottotribù delle Tageteae; con il genere "Oxypappusforma ungruppo fratello" ed entrambi sono vicini alle sottotribù Clappiinae e Pectidinae.
Il cladogramma, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica dell'intera tribù evidenziano la posizione del genere in oggetto (in base al tipo di DNA analizzato sono possibili altre strutture filogenetiche più o meno simili).
sottotribù Flaveriinae
"core"Tageteae
Pseudoclappia arenaria
Oxypappus scaber
sottotribù Clappiinae
Jamesianthus alabamensis
Arnicastrum guerrerense
sottotribù Pectidinae
sottotribù Jaumeinae
sottotribù Varillinae
sottotribù Coulterellinae
I caratteri distintivi del genere sono:
le foglie sono disposte in modo alterno, sono filiformi e succulente
↑(EN) Pseudoclappia Rydb., su The International Compositae Alliance (TICA), 1923. URL consultato il 30 settembre 2026 (archiviato il 30 settembre 2026).
↑(EN) A.K. Pandey e M.R. Dhakal, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940. URL consultato il 27 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2022).
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.