| Ronald Eustace (Rupert) Psmith | |
|---|---|
| Saga | Psmith |
| Lingua orig. | Inglese |
| Autore | P. G. Wodehouse |
| 1ª app. in | Mike (romanzo) (1909) |
| Ultima app. in | Lasciate fare a Psmith (1923) |
| Interpretato da |
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| Caratteristiche immaginarie | |
| Sesso | Maschio |
| Etnia | Britannica |
| Professione | Studente, bancario, giornalista, commerciante ittico, segretario di Lord Emsworth |

Rupert Psmith (o Ronald Eustace Psmith) è un personaggio immaginario ricorrente che appare in alcune opere dello scrittore in lingua inglese P. G. Wodehouse fra il 1908 (anno in cui fu pubblicata la school story a puntate intitolata "The Lost Lambs", seconda parte del romanzo "Mike") e il 1923 (anno di pubblicazione del romanzo "Lasciate fare a Psmith").
Psmith è il primo eroe adulto di Wodehouse e il primo personaggio con grandi possibilità economiche. Nella sua prima apparizione è uno studente diciottenne nella grammar school di Sedleigh, facondo, individualista, pigro e flemmatico, che si presenta ai suoi coetanei compagni di scuola come uno "knut", che è ricercato nel vestire, che indossa un monocolo, che ha aggiunto una "P" al suo cognome di origine "Smith", che è sedicente socialista o quanto meno si rivolge agli altri chiamandoli "compagno". Nelle prime opere Psmith è di solito un contestatore, che prende spesso di mira un avversario e riesce a sconfiggerlo anche grazie alla disponibilità finanziaria familiare; nell'ultima storia, il romanzo "Lasciate fare a Psmith", rimasto senza mezzi di sostentamento dopo la morte del padre, Psmith ha necessità di un impiego ma si attiva per aiutare il suo amico Mike e per corteggiare la donna che ama.
Il personaggio di Psmith appare per la prima volta in "The Lost Lambs", seconda parte del romanzo "Mike" — una school story di cui è protagonista Mike Jackson, uno studente appassionato di cricket. Psmith appare successivamente in tre romanzi — "Psmith in banca", "Psmith giornalista" e "Lasciate fare a Psmith" — nei quali compare sempre insieme all'amico Mike Jackson, ma da protagonista. Tutti questi romanzi sono stati pubblicati in precedenza a puntate in periodici.
"The Lost Lambs" fu pubblicata dapprima a puntate sul mensile britannico per ragazzi The Captain dall'aprile al settembre 1908; il testo di questa serie fu unito al testo della serie intitolata "Jackson Junior", apparsa in precedenza sullo stesso The Captain dall'aprile al settembre 1907, e il testo risultante, rielaborato, fu pubblicato infine nel settembre 1909 in un volume intitolato "Mike". Le vicende di "The Lost Lambs" si svolgono nella grammar school immaginaria di Sedleigh dove il giovane Rupert Psmith, proveniente dalla prestigiosa public school di Eton incontra il diciottenne Mike Jackson, proveniente dalla prestigiosa public school immaginaria di Wrykyn. Poiché il volume del 1909 era giudicato troppo lungo, nel 1953 "Mike" fu diviso e pubblicato dalla casa editrice Jenkins in due volumi separati del costo di sei scellini ciascuno; il testo dei due volumi fu anche "modernizzato". La prima parte di Mike — ossia l'ex serie "Jackson Junior" di The Captain, nella quale non compariva Psmith — fu pubblicata in un volume a sé con il titolo Mike at Wrykyn; la seconda parte, nella quale compariva Psmith, fu pubblicata nel volume intitolato "Mike and Psmith". La seconda parte di "Mike" fu pubblicata inoltre nel 1935 dalla Macmillan in volume a sé intitolato "Enter Psmith".
Anche il romanzo "Psmith in banca" (Psmith in the City) fu pubblicato dapprima a puntate su The Captain in sei puntate — dall'ottobre 1908 al marzo 1909 — col titolo "The New Fold", e successivamente, il 23 settembre 1910, in volume dall'editore Adam & Charles Black di Londra (A & C Black) col titolo Psmith in the City.
Parimenti, il successivo romanzo "Psmith giornalista" (Psmith, Journalist) apparve a puntate su The Captain tra l'ottobre 1909 e il febbraio 1910 e fu quindi pubblicato in volume dalla A & C Black il 20 settembre 1915 . Tuttavia nel 1912, tre anni prima la pubblicazione del volume dalla A & C Black, fu pubblicato un volume intitolato "The Prince and Betty" (Il principe e Betty sia nel Regno Unito (da Mills & Boon di Londra) che negli Stati Uniti (dalla W. J. Watt & Co. di New York). Il principe e Betty è lungo trenta capitoli e dal dodicesimo capitolo in poi contiene il testo di Psmith giornalista, ma con alcune varianti: il protagonista, pur possedendo tutte le caratteristiche del nostro Psmith (il monocolo, l'eloquio, l'abitudine di rivolgersi agli altri con l'allocutivo "compagno", ecc.) si chiama in realtà "Rupert Smith", senza la "P" iniziale.
L'ultima apparizione di Psmith ebbe luogo nel romanzo "Lasciate fare a Psmith" (Leave it to Psmith) pubblicato una dozzina d'anni dopo il precedente. Anche quest'ultimo romanzo fu pubblicato dapprima a puntate su due periodici: nel quindicinale statunitense The Saturday Evening Post tra il 3 febbraio e il 24 marzo 1923 e nel mensile The Grand Magazine periodo giugno-dicembre 1923; fu infine pubblicato in volume il 30 novembre 1923 dall'editore Herbert Jenkins.
Tutti i romanzi in cui appariva il personaggio di Psmith furono infine inseriti anche nella raccolta di romanzi The World of Psmith, pubblicata da Barrie & Jenkins di Londra nel 1974.

Nella "Prefazione" al romanzo "Mike and Psmith", Wodehouse afferma che Psmith era l'unico personaggio che gli era arrivato già bell'e pronto, essendo basato su qualcuno che era stato compagno di scuola di un suo cugino a Eton, che vestiva in modo ricercato, portava un monocolo ed forbito nell'eloquio: il figlio di Richard D'Oyly Carte, l'impresario teatrale delle operette di Gilbert e Sullivan, ossia Rupert D'Oyly Carte, che divenne a sua volta un importante impresario teatrale. Tuttavia, la figlia di Rupert D'Oyly Carte suggerì che la descrizione di Wodehouse si adattava meglio a Lucas D'Oyly Carte, il fratello maggiore di Rupert.
Non vi è certezza sul nome di battesimo di Psmith: Wodehouse lo chiama sia "Rupert" che "Ronald Eustace". Psmith viene chiamato sempre col solo cognome dagli altri personaggi. Si presenta come "Rupert Psmith" al suo compagno di collegio Mike nel XXII capitolo del romanzo "Mike" ed è chiamato "Rupert" due volte in "Psmith in banca"; si firma poi "Ronald Eustace Psmith" in un annuncio economico in "Lasciate fare a Psmith". Wodehouse spiegò che aveva cambiato il nome di battesimo di Psmith nell'ultimo romanzo, ambientato nel Castello di Blandings, dove è presente anche Rupert Baxter, l'efficiente segretario di Lord Emsworth. Per Wodehouse, il cambiamento del nome proprio di Psmith era giustificato dal desiderio di evitare di avere due personaggi con lo stesso nome. Roderick Easdale si chiede tuttavia perché mai due personaggi che vengono sempre chiamati con il loro cognome non possano avere lo stesso nome di battesimo.
Quanto al cognome, il padre di Psmith viene indicato come "Mr. Smith" in "Mike" e in "Psmith in banca"; nel romanzo "Mike" il nostro personaggio chiede al suo compagno di collegio Mike che sia premessa una "P" al suo troppo comune cognome di famiglia («Ci sono troppi Smith, e non mi piace Smythe. Mio padre si accontenta di continuare a sgobbare alla vecchia maniera, ma io ho deciso di imboccare una nuova strada. Darò inizio a una nuova dinastia»). Psmith precisa inoltre all'ex insegnante di inglese Ada Clarkson che «la "p" non si pronuncia, come in "pshrimp"». Lo "pshrimp" è una specie di gamberetto.
Psmith ha frequentato la prestigiosa public school di Eton da cui è stato espulso e inviato da suo padre nella grammar school immaginaria di Sedleigh, un istituto scolastico meno prestigioso di Eton, ma nel quale si impartiva un'ottima istruzione. Dopo Sedleigh frequentò l'Università di Cambridge.
Psmith ha svolto molte attività: impiegato di banca nella sede centrale londinese della "New Asiatic Bank", giornalista e direttore del periodico "Dolci momenti" a New York, commerciante ittico nell'impresa di uno zio, quindi segretario di Lord Emsworth. Nella citata "Prefazione" al romanzo "Mike and Psmith", Wodehouse afferma che Psmith sarebbe diventato inevitabilmente un avvocato difensore famoso come Perry Mason. Infine, nell'introduzione alla raccolta di romanzi The World of Psmith (1974), Wodehouse afferma che alla fine Psmith sarebbe diventato un giudice
Psmith è uno dei personaggi più amati dallo stesso Woodehouse. Appare nella seconda parte del romanzo "Mike" ed è il primo eroe adulto di Wodehouse. Fino ad allora, infatti, Woodehouse aveva scritto delle school story, di cui peraltro "Mike" fu l'esempio migliore. Già nella grammar school di Sedleigh, Psmith, pur essendo anch'egli adolescente, si presenta come un vecchio Etoniano, un adulto tra i ragazzi, un individuo raffinato e navigato tra giovani inesperti; Psmith parla e si comporta come qualcuno che ha acquistato esperienza della vita, del mondo, degli uomini, dell’animo umano, e che non si sorprenderà mai più di nulla; le sue palpebre sono un po' stanche e indossa un monocolo; Psmith è un uomo pigro a cui piacciono le sue comodità; è assolutamente contrario a perdere il sonno e cita la teoria di un colto medico tedesco secondo cui alzarsi presto porta alla pazzia. Psmith è innamorato di se stesso e cerca di mettere ordine nella sua vita per divertimento personale. Quando si prende gioco di sé stesso, come gli piace fare, non è tanto la modestia a motivarlo, quanto la sensazione di essere qualcuno abbastanza importante da essere preso in giro. Psmith è uno "knut". Psmith è il più antiautoritario dei personaggi di Wodehouse, è un contestatore che ama prendeva di mira un avversario e riesce a sconfiggerlo anche grazie alla disponibilità finanziaria familiare (per esempio, è contrario al sistema scolastico in Mike, avversa il direttore di banca e aspirante politico Bickersdyke in Psmith in banca, avversa il politico Stewart Waring in Psmith giornalista). Sebbene conduca le sue battaglie con grande coraggio e determinazione, dà tuttavia l'impressione che si impegni per passare il tempo, più che per risorvere veramente i problemi. Psmith afferma più volte di essere socialista: si rivolge agli altri chiamandoli "compagno"; il socialismo di Psmith non è tuttavia credibile, somiglia a un vago paternalismo. Nell'ultimo romanzo della serie, Lasciate fare a Psmith, le azioni di Psmith doiventano positive: sceglie di aiutare il suo amico Mike e corteggia la donna che ama. Il successo in quest'ultima impresa determina il pensionamento del personaggio: nelle storie di Wodehouse infatti gli uomini sposati hanno poca sostanza narrativa, l'unica loro caratteristica è l'essere intimiditi dalla moglie, che spesso è quella che tiene i cordoni della borsa.