| Ramon frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°42′53″N 11°52′02″E |
| Altitudine | 63 m s.l.m. |
| Abitanti | 2 350 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 31037 |
| Prefisso | 0423 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | san Pancrazio |
| Cartografia | |
Ramon è una frazione del comune italiano di Loria in provincia di Treviso.
Il toponimo corrisponde a quello di un antico affluente del torrente Muson, del cui alveo, forse, sussistono le tracce in corrispondenza di alcune strade. Il corso d'acqua potrebbe aver condizionato la separazione di Ramon da Castione, prima di allora unite sotto l'unica chiesa di San Giorgio de Coste.
Le prime notizie sul villaggio risalgono al XII secolo, anche se si tratta di citazioni indirette poiché riguardano due individui originari del luogo: Bonino de Ramono (1177 o 1178) e Cerio de Ramo (1189). Esso poi compare nel novero dei possedimenti di Ezzelino II da Romano quando questi si ritirò in monastero (1221) e quando li divise tra i figli, assegnandolo a Ezzelino III (1223).
Tra i delegati che nel 1267 accolsero l'imperatore Corradino di Svevia a Padova figura anche il giudice Martinello di Ramon.

Il primo luogo di culto di Ramon fu la scomparsa chiesa di San Giorgio de Coste (l'intitolazione fa pensare a un'origine longobarda). Era localizzata a sud in posizione perifica, poiché veniva utilizzata anche dagli abitanti di Castione.
Successivamente si decise di costruire un edificio sacro per paese e Ramon ebbe l'odierna chiesa di San Pancrazio. Nata probabilmente in seno alla pieve di Godego, nel 1297 apparteneva nella giurisdizione della pieve di Loreggia, anche se nel 1330 risulta tornata sotto Godego. Dal canto suo, Castione rimase subordinata a Ramon fino al 1641, allorché fu concesso anche a questa un sacerdote stabile.
L'attuale edificio, iniziato nel 1764 e consacrato nel 1774, sostituì quello originale su progetto di Giuseppe Tacini, allievo di Francesco Maria Preti; l'architetto era forse un proprietario locale, infatti all'epoca un certo Tacin risultava intestatario di terreni attorno alla chiesa. La vecchia costruzione, che si cominciò a demolire con l'inaugurazione dei lavori, si doveva trovare nello spazio antistante, infatti l'attuale è molto arretrata rispetto alla strada, introdotta da un ampio sagrato. Come riportato da una lapide sopra l'ingresso principale, la facciata fu conclusa nel 1785.
La chiesa ha un aspetto neoclassico, con la facciata scandita da sei semicolonne di ordine corinzio. L'ingresso principale, timpanato, è inquadrato da un arco a tutto sesto, sopra il quale si sviluppa la trabeazione impostata sulle semicolonne. Il tutto è concluso da un timpano triangolare, con tre statue ai vertici.
Gli interni sono organizzati in un'unica navata rettangolare con tre cappelle per lato. Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, è a pianta quadrata. Delle opere qui conservate, si cita la pala dell'altare maggiore Gloria di Maria con i santi Pancrazio, Nereo ed Achilleo, opera secentesca del pittore Giovanni Battista Novello, proprietario di una villa in paese.

Palazzo settecentesco a due piani con una loggia ampia e quadrata.
Fu proprietà della famiglia Pasqualigo (fino al 1643), quindi dei Soranzo (fino al 1724), dei Piovene (fino al 1810) e dei Caruso (fino all'inizio del Novecento).
Edificio settecentesco costituito da una parte nobile con interni decorati e stuccati e da una parte ristrutturata completamente, denominata barchessa. Fu dei Colonna sino al 1642, poi dei Dolfin per tutto il Settecento e dei Chiminelli fino al 1991.

A Ramon ha sede l'Associazione Sportiva Dilettantistica Calcio Ramon 1980. La serie più alta disputata dalla società è stata la Prima Categoria.