Raphanus raphanistrum

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Ravanello selvatico
Raphanus raphanistrum
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superrosidi
(clade)Rosidi
(clade)Eurosidi
(clade)Eurosidi II
OrdineBrassicales
FamigliaBrassicaceae
GenereRaphanus
L., 1753
SpecieR. raphanistrum
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseDilleniidae
OrdineCapparales
FamigliaBrassicaceae
GenereRaphanus
SpecieR. raphanistrum
Nomenclatura binomiale
Raphanus raphanistrum
L., 1753
Nomi comuni

Rapastrello

Il ravanello selvatico (Raphanus raphanistrum L., 1753) o rafano è una pianta erbacea appartenente alla famiglia Brassicaceae. È l'unica specie nel genere Raphanus L., 1753.

Etimologia

Il nome generico (Raphanus) deriva dalla voce greca raphanos (e successivamente dal latino raphanus) che a sua volta è collegata alla radice greca raphys (= rapa) e al persiano antico rafe; il cui significato approssimativo è "rapida apparizione" alludendo alla rapida germinazione dei semi di queste piante. Ma la parola raphanos potrebbe anche avere un collegamento ad un'altra radice greca: raphis; il cui significato è “rafide” o “ago”, alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di alcune radici di queste piante.

Da queste brevi note si intuisce che la conoscenza di queste piante va molto indietro nel tempo. Infatti erano conosciute, sotto varie forme culturali, già da diversi millenni come attestano dei ritrovamenti fatti nelle varie civiltà antiche della Grecia, della Cina e dell'Egitto.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Raphanus raphanistrum) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.

In lingua tedesca questa pianta si chiama Gewöhnlicher Acker-Rettich oppure Hederich; in francese si chiama Radis ravenelle; in inglese si chiama Wild Radish.

Descrizione

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

L'altezza della pianta è di 20–80 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo a ciclo biologico annuale, superano la stagione avversa sotto forma di seme. Sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie.

Radici

La radice è del tipo a fittone, ma non è carnosa.

Fusto

Foglie

La foglia

Anche le foglie sono peloso-ispide. La forma delle foglie è pennato-lirate con 5 o più segmenti e sono picciolate. Il segmento terminale è lanceolato. Quelli laterali hanno dimensioni minori. I margini sono tutti dentati. Le foglie cauline sono progressivamente ridotte e sub-sessili con margine intero ma dentato. Dimensione delle foglie: 8–15 cm. Lunghezza del picciolo 1–6 cm. Dimensione del segmento apicale: larghezza 2–3 cm; lunghezza 4–6 cm. Dimensione dei lobi laterali: larghezza 2 cm; lunghezza 4 cm.

Infiorescenza

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da un racemo terminale e aperto composto da diversi fiori (nessuno dei quali in posizione apicale) con brevi pedicelli.

Fiore

Il fiore

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (in realtà sono fiori dissimmetrici – a due piani di simmetria), tetrameri (calice e corolla composti da 4 parti) e dialipetali. Il colore dei fiori è bianco-giallo. Diametro del fiore : 15–22 mm.

* K 2+2, C 4, A 2+4, G 2 (supero)

Frutti

Il frutto è una siliqua appuntita all'apice, erette e più o meno arcuata. È inoltre peduncolata. Da un punto di vista anatomico la siliqua è formata da due segmenti: una parte inferiore senza semi e una parte superiore semi-infera terminante con un becco. Non è deiscente lungo le due valve come le altre silique (delle specie di altri generi della stessa famiglia). Il frutto contiene diversi semi (3–11) disposti nella direzione longitudinale e sono separati uno dall'altro da setti spugnosi trasversali. Tra un seme e l'altro è presente una evidente strozzatura (larga la metà del frutto). Alcune serie di semi sono aderenti alla placenta che è molto fine. Lunghezza dei peduncoli: 15–25 mm. Il diametro dei frutti è di 2–8 mm, mentre la lunghezza è di 3–6 cm (metà di questa lunghezza è del becco). Dimensione dei semi: larghezza 1,8–2,5 mm; lunghezza 2,5–3,5 mm.

Morfologia delle sottospecie

Sono evidenziate soprattutto le differenze rispetto al "tipo base".

Subsp. landra

Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe: Stellarietea mediae

Subsp. raphanistrum

Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe: Stellarietea mediae

Subsp. sativus

Lo stesso argomento in dettaglio: Raphanus raphanistrum sativus.
Fiore di Raphanus raphanistrum L. subsp. sativus
Formazione : delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe : Stellarietea mediae

Tassonomia

La famiglia Brassicaceae è una delle più numerose delle Angiosperme, diffusa principalmente nella fascia temperata e fredda del nostro globo. Il Sistema Cronquist la assegnava all'ordine Capparales, mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Brassicales. Il genere Raphanus è monospecifico, contenendo solo la specie Raphanus raphanistrum, di cui sono riconosciute diverse forme sub-specifiche come Raphanus raphanistrum subsp. landra e Raphanus raphanistrum subsp. sativus.

La collocazione di questa specie nell'ambito del genere non ha però sempre messo d'accordo tutti i botanici: alcuni riconoscono nel genere due specie, Raphanus raphanistrum e Raphanus sativus, mentre altri ne riconoscono una decina, suddivise in due sezioni:

Variabilità

Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):

Sinonimi

La specie Raphanus raphanistrum ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Distribuzione e habitat

La distribuzione di questa pianta è molto ampia: Europa, Asia occidentale, Africa boreale e l'India, il Giappone e l'America (queste ultime tre aree probabilmente per naturalizzazione).

Le sottospecie spontanee della flora italiana vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione di queste specie nella specifica zona alpina.

SpecieComunità
vegetali
Piani
vegetazionali
SubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpina
R. raphanistrum subsp. sativus2collinare
montano
Ca SineutroaltomedioB1 B2 B9BG BZ BL
R. raphanistrum
subsp. landra
2collinareCa SineutroaltoseccoB1 B2VC BS UD
R. raphanistrum
subsp. raphanistrum
2collinare
montano
Ca/Si SiacidoaltomedioB1 B2tutto l'arco alpino
(escl. CN VC BG)

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali:
2 = comunità terofiche pioniere nitrofile
Ambienti:
B1 = campi, colture e incolti
B2 = ambienti ruderali, scarpate
B9 = zone coltivate

Specie simili

Una certa confusione, specialmente durante la fioritura, è possibile con la specie Eruca sativa Miller – Rucola comune. Le due specie hanno lo stesso colore (biancastro con venature violette) dei fiori. Eventualmente si distingue per l'infiorescenza molto allungata e per il segmento apicale delle foglie più lanceolato.

Usi

Farmacia

La medicina popolare considera questa pianta stimolante della funzione gastrica e antireumatica.

Cucina

Le giovani foglie possono essere mangiate in insalata insieme ad altre verdure crude (ma è bene prima tagliuzzarle finemente). Il gusto è molto pungente e spesso si usa fare una salsa in sostituzione della senape. I boccioli dei fiori possono essere usati come i broccoli. Dai semi inoltre si può ottenere un olio commestibile. Le radici della sottospecie R. raphanistrum subsp. sativus trovano impiego come antipasto o condimento in particolari piatti e anche come decorazione.

Note

  1. ↑ Rafano, su antropocene.it. URL consultato il 10 novembre 2021.
  2. 1 2 (EN) Raphanus raphanistrum L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 7 aprile 2021.
  3. ↑ (EN) Raphanus L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 7 aprile 2021.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  5. 1 2 3 Motta, vol. 3, pag. 517.
  6. ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 15 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2009).
  7. 1 2 3 4 Flora Alpina, vol. 1, pag. 612.
  8. 1 2 Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato il 16 ottobre 2009.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni