Rebuffone

Palazzo Bertolotti in viale Venezia a Brescia, situato oltre piazzale Arnaldo e poco prima della diramazione di viale Rebuffone.

Il Rebuffone è una località storica della città di Brescia, situata a est del centro storico, ai piedi dei Ronchi. Per secoli il toponimo ha identificato una vasta area suburbana, oggi corrispondente in parte all'omonimo viale e alle zone circostanti di porta Venezia.

Geografia

La località si trova a circa 140 m s.l.m., ai piedi dei Ronchi di Brescia. Storicamente comprendeva un'ampia porzione del settore orientale della città, estesa tra gli attuali viale Rebuffone, viale Venezia, via Guerrini, via Prati, via Guerzoni, via Ragazzoni, via Boifava e parte delle vie Lorenzini e Castellini.

Oggi il nome sopravvive principalmente in viale Rebuffone e nei giardini omonimi. La parte settentrionale della zona è caratterizzata dalla presenza di ville costruite tra gli anni venti e trenta del Novecento, affiancate da edifici ottocenteschi, tra i quali l'ex municipio del comune di Sant'Alessandro.

Toponomastica

L'origine del nome Rebuffone è controversa. Nel corso dei secoli sono state avanzate diverse interpretazioni: una derivazione da un'insegna d'osteria raffigurante un «re buffone» o dal cognome Rebuffoni, o un'origine collegata a un'antica porta cittadina situata nella località «Bufoni». Altre ipotesi sono una derivazione dal latino urbis fons, sostenuta da Luigi Fè d'Ostiani oppure, secondo Paolo Guerrini, dall'unione di re nel significato di rivo o torrente con buffone, termine che richiamerebbe l'impetuosità delle acque provenienti dai Ronchi. Quest'ultima interpretazione trova un riscontro nella presenza dell'antica fonte del Rebuffone, documentata presso l'attuale via Boifava con i nomi di Acquario di Reuffo o Reuffone.

Sono inoltre note alcune interpretazioni antiquarie, oggi prive di fondamento storico, che collegavano il nome a un leggendario «re Buffo» o a presunte epigrafi romane rinvenute nella zona.

Storia

Dalle origini al Medioevo

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che nei pressi della sorgente del Rebuffone sorgesse uno dei più antichi insediamenti dell'area bresciana, frequentato già in epoca preistorica e preromana.

In età romana la località era attraversata dalla principale direttrice viaria verso Verona e ospitava una vasta necropoli suburbana. Numerose campagne di scavo, condotte tra la fine dell'Ottocento e il Novecento, hanno restituito tombe, cippi funerari, iscrizioni e corredi archeologici, tra cui l'epigrafe dedicata a Coelia Paterna, patrona della sinagoga bresciana, e quella funeraria di Marcus Juventius Rhodon rivenuta in San Salvatore. Nelle immediate vicinanze sorsero inoltre alcuni dei più antichi edifici di culto della città, fra cui la chiesa di Sant'Apollonio e il monastero di Santa Giulia.

Tra l'XI e il XII secolo l'area tornò a popolarsi con la nascita del "Borgo Nuovo" o di Sant'Andrea, dalla chiesa omonima ivi presente. Durante l'ampliamento della cinta muraria cittadina del 1237 il borgo venne racchiuso entro una fortificazione triangolare delimitata dall'antica via del Rebuffone e dall'attuale via Boifava. Le fonti medievali ricordano inoltre una porta, una torre e un fossato indicati con i nomi di Arbuffoni o Arcubuffoni, denominazioni che alcuni studiosi ritengono all'origine dell'attuale toponimo.

Età moderna

Per la sua posizione lungo l'accesso orientale alla città il Rebuffone conservò un notevole valore strategico. Nel XV secolo fu interessato dalle operazioni militari delle guerre di Lombardia tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, subì gli effetti della peste del 1447 e venne saccheggiato dalle truppe francesi nei giorni che precedettero il sacco di Brescia del 1512.

Una trasformazione radicale avvenne nel 1517 con la realizzazione della spianata voluta dai veneziani, che comportò la demolizione del Borgo Nuovo allo scopo di creare una fascia di sicurezza attorno alle mura cittadine. L'area rimase così scarsamente edificata per lungo tempo e frequentemente soggetta alle piene dei torrenti provenienti dai Ronchi. Nel XVII e XVIII secolo la località era ancora poco abitata e le cronache ricordano la presenza di bande di briganti. Nello stesso periodo l'unica opera pubblica di rilievo fu la sistemazione della strada postale promossa dal rettore veneto Giambattista Albrizzi.

Dall'Ottocento all'età contemporanea

A partire dalla prima metà dell'Ottocento il Rebuffone conobbe una nuova fase di sviluppo urbano. Nell'edificio dell'attuale viale Rebuffone n. 17 trovò sede il municipio del comune di Sant'Alessandro, rimastovi fino all'aggregazione del comune a Brescia nel 1880. Durante il Risorgimento la località ebbe un ruolo strategico. Nel 1848 gli austriaci vi installarono un importante parco di artiglieria e durante le Dieci giornate di Brescia del 1849 il Rebuffone fu teatro di ripetuti combattimenti tra gli insorti e le truppe imperiali. Negli scontri si distinsero i volontari guidati da don Pietro Boifava e gli uomini di Tito Speri.

Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento la zona fu interessata da una profonda trasformazione urbanistica. La rettifica dell'antica strada postale diede origine all'attuale viale Venezia da piazzale Arnaldo, mentre il piano regolatore del 1897 previde la realizzazione di un grande giardino pubblico e di nuovi quartieri residenziali. Dal 1907 la Società Edilizia Freschi avviò la costruzione di una città giardino tra viale Venezia e via Boifava, cui seguirono la realizzazione dell'asilo, del nuovo edificio scolastico e di ulteriori opere di urbanizzazione.

La notorietà del Rebuffone aumentò ulteriormente nel Novecento grazie alle competizioni motoristiche organizzate lungo viale Venezia. Dopo il primo circuito motociclistico cittadino del 1913, dal 1927 la partenza della Mille Miglia contribuì a rendere celebre la località anche a livello internazionale. Tra il 1930 e il 1932 il parco del Rebuffone venne completamente sistemato con aiuole, vialetti e una fontana ornamentale, mentre tra il 1936 e il 1937 furono eseguiti nuovi interventi di ampliamento della viabilità e della rete fognaria.

La fonte del Rebuffone

Presso l'attuale via Boifava, allo sbocco della Valsorda, era presente una sorgente nota come fonte del Rebuffone, alimentata dalla stessa falda che riforniva anche Sant'Eufemia della Fonte. La tradizione le attribuiva proprietà miracolose. In epoca imprecisata le sue acque furono captate e convogliate entro la città mediante un acquedotto sotterraneo che raggiungeva l'area dell'attuale piazza Tebaldo Brusato, dove alimentava una fontana pubblica. Secondo le fonti la riscoperta della sorgente nel XVI secolo sarebbe dovuta a un non meglio conosciuto Francesco Brusato, promotore anche dell'utilizzo delle sue acque per alimentare il mulino di Canton Mombello.

Sul luogo della fonte del Rebuffone sarebbe stata fondata la chiesa di San Salvatore extra moenia, anch'essa demolita con la spianata del 1517.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 REBUFFONE, su Enciclopedia bresciana, La Voce del Popolo. URL consultato il 28 giugno 2026.
  2. ↑ BORGO Nuovo, su Enciclopedia bresciana, La Voce del Popolo. URL consultato il 28 giugno 2026.
  3. ↑ Blesio, p. 218
  4. ↑ Lonati, pp. 814-815.

Bibliografia

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