| Reteplase | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C1736 H2671N499O522S22 |
| Massa molecolare (u) | 39589.6 g/mol |
| Numero CAS | |
| Codice ATC | B01 |
| PubChem | BTD00013 |
| DrugBank | DBDB00015 |
| Indicazioni di sicurezza | |
Reteplase è un principio attivo trombolitico, usato per trattare gli infarti del miocardio rompendo i coaguli che li causano.
È stato approvato per l'uso clinico in Europa e Stati Uniti nel 1996. Il principale nome commerciale con cui è venduto è Rapilysin.
Reteplase è un attivatore ricombinante del plasminogeno che catalizza la scissione del plasminogeno endogeno per generare plasmina. Tale plasminogenolisi si attua in presenza di fibrina. La plasmina degrada a sua volta la fibrina, che è il principale componente della matrice del trombo, esercitando così la sua azione trombolitica.
Indicato nel trattamento di infarto miocardico acuto, per eliminare occlusioni delle coronarie, in alternativa ad interventi chirurgici.
Controindicata in caso di emorragie, traumi, anamnesi positiva per ictus o recenti interventi chirurgici. Da evitare in caso di patologia polmonare, pericardite, epatopatia, ipertensione portale.
Analisi retrospettive effettuate in studi clinici non hanno evidenziato interazioni rilevanti con i medicinali usati in concomitanza con reteplase in pazienti con IMA. L’eparina, gli antagonisti della vitamina K e i medicinali che modificano la funzione piastrinica (ad es. acido acetilsalicilico) possono incrementare il rischio di emorragie se somministrati prima, durante o dopo la terapia con reteplase.
Si deve prestare attenzione a questo effetto specialmente durante i periodi in cui siano presenti bassi livelli plasmatici di fibrinogeno (fino a 2 giorni circa dopo la terapia fibrinolitica dell’IMA).
Fra gli effetti collaterali si riscontrano nausea, vomito, comparsa di aritmie, febbre, più raramente convulsioni, ipertensione.