Rhinopithecus avunculus

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Rinopiteco del Tonchino
Due rinopitechi del Tonchino fotografati nel Vietnam nord-orientale
Stato di conservazione
Critico
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaColobinae
TribùPresbytini
GenereRhinopithecus
SpecieR. avunculus
Nomenclatura binomiale
Rhinopithecus avunculus
(Dollman, 1912)
Sinonimi

Pygathrix avunculus

Areale

Il rinopiteco del Tonchino (Rhinopithecus avunculus Dollman, 1912) è un primate della famiglia dei Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia dei Colobinae. È una delle cinque specie viventi del genere Rhinopithecus ed è endemico delle foreste montane del Vietnam settentrionale. Caratterizzato da un naso corto rivolto verso l'alto, una faccia chiara con zone di pelle azzurra e un mantello prevalentemente nero e bianco, è considerato uno dei primati più minacciati del mondo.

La specie occupa un areale estremamente ristretto e frammentato, costituito da pochi nuclei forestali situati soprattutto nelle regioni carsiche del Vietnam nord-orientale. La popolazione principale si trova nella foresta di Khau Ca, dove un censimento condotto alla fine del 2025 ha stimato circa 160 individui, compresi diversi piccoli. Questo nucleo rappresenta il principale risultato dei programmi di conservazione avviati nella regione dopo la riscoperta della popolazione nel 2002.

Il rinopiteco del Tonchino è classificato come in pericolo critico (CR) nella Lista rossa IUCN. Le principali minacce comprendono la perdita e la degradazione delle foreste, la caccia e l'isolamento delle popolazioni residue. Nonostante l'incremento osservato a Khau Ca, la sopravvivenza complessiva della specie rimane precaria.

Descrizione

Dimensioni

Il rinopiteco del Tonchino è un primate di dimensioni medio-grandi, caratterizzato da un marcato dimorfismo sessuale. I maschi adulti raggiungono generalmente una lunghezza testa-corpo di circa 65 cm, con una coda lunga approssimativamente 83 cm. Le femmine sono più piccole e misurano mediamente 54 cm di lunghezza testa-corpo, ai quali si aggiunge una coda di circa 68 cm. Anche il peso corporeo presenta differenze tra i sessi: i maschi possono raggiungere approssimativamente 14 kg, mentre le femmine pesano generalmente intorno agli 8-9 kg. La coda è lunga e non prensile e viene utilizzata principalmente per mantenere l'equilibrio durante gli spostamenti tra i rami. Gli arti sono adattati alla locomozione quadrupede arboricola, pur consentendo agli animali di arrampicarsi e compiere salti tra le chiome.

Aspetto

Il mantello presenta una colorazione fortemente contrastante, con il dorso, gli arti esterni e gran parte della coda prevalentemente neri, mentre la regione ventrale, le superfici interne degli arti e alcune porzioni della testa sono biancastre. La testa è relativamente arrotondata e presenta una folta corona di peli chiari che circonda il volto. La caratteristica più evidente è rappresentata dal naso fortemente ridotto, con narici rivolte verso l'alto, tipico delle scimmie del genere Rhinopithecus. La regione facciale presenta una combinazione di pelle azzurrastra intorno agli occhi e al naso e tonalità più scure intorno alla bocca. Le labbra sono relativamente carnose e possono presentare una colorazione rosata. Sulla gola e nella parte superiore del petto è presente una regione di colore giallastro o arancione, particolarmente evidente in alcuni adulti. La folta pelliccia e la particolare conformazione della faccia conferiscono alla specie un aspetto facilmente distinguibile da quello degli altri colobini del Vietnam.

Differenze rispetto agli altri rinopitechi

Il rinopiteco del Tonchino si distingue dalle altre specie del genere soprattutto per la distribuzione geografica, la colorazione del mantello e le caratteristiche facciali. Rispetto al rinopiteco dorato (Rhinopithecus roxellana), presenta una colorazione molto meno vivace, con una netta predominanza di nero e bianco. Il rinopiteco bruno (Rhinopithecus bieti) possiede anch'esso un mantello bicolore, ma presenta peli generalmente più lunghi e adattamenti alla vita nelle foreste montane d'alta quota. Il rinopiteco del Tonchino occupa invece foreste tropicali e subtropicali relativamente meno elevate. Le differenze morfologiche e genetiche confermano la sua distinzione specifica all'interno del genere.

Distribuzione e habitat

Distribuzione geografica

Carta dell'areale storico e delle principali aree di presenza del rinopiteco del Tonchino nel Vietnam settentrionale.

Il rinopiteco del Tonchino è endemico del Vietnam nord-orientale, dove occupa foreste distribuite soprattutto nei territori storicamente appartenenti alle province di Hà Giang e Tuyên Quang. In passato la specie era presente in una regione più estesa, a est del Fiume Rosso, ma durante il XX secolo ha subito una notevole contrazione dell'areale. La distribuzione attuale è caratterizzata da nuclei isolati, separati da aree agricole, insediamenti umani e territori forestali degradati. La popolazione principale occupa la foresta di Khau Ca, una regione montuosa caratterizzata da affioramenti calcarei e foreste sempreverdi. Altri nuclei sono stati segnalati nella regione di Quản Bạ e nei territori di Tuyên Quang. La persistenza di alcune popolazioni storicamente conosciute rimane tuttavia incerta, poiché le osservazioni recenti sono limitate e la presenza della specie non è stata confermata in tutti i siti precedentemente occupati.

Habitat

La specie frequenta prevalentemente foreste tropicali e subtropicali sempreverdi, spesso associate a rilievi carsici costituiti da rocce calcaree. Le popolazioni conosciute sono state segnalate a quote comprese approssimativamente tra 200 e 1.400 metri sul livello del mare. Le foreste occupate comprendono alberi di grandi dimensioni, sottoboschi relativamente sviluppati e una notevole varietà di piante che forniscono risorse alimentari durante le differenti stagioni. La struttura arborea è particolarmente importante poiché questi primati trascorrono gran parte del tempo sulle chiome e utilizzano i rami per spostarsi, alimentarsi e riposare. La distribuzione delle risorse alimentari, la continuità della copertura forestale e la disponibilità di grandi alberi contribuiscono a determinare l'idoneità degli habitat.

La foresta di Khau Ca

La foresta di Khau Ca, nell'area storicamente appartenente alla provincia di Hà Giang, costituisce il principale rifugio della specie. Il territorio comprende circa 1.000 ettari di foresta subtropicale relativamente ben conservata, sviluppata su rilievi calcarei. La vegetazione è caratterizzata da numerose specie arboree e da una struttura forestale complessa, importante per gli spostamenti e l'alimentazione dei rinopitechi. Nel 2002 i ricercatori confermarono la presenza di una popolazione precedentemente sconosciuta di circa 50-60 individui. La scoperta rivestì particolare importanza perché gran parte delle altre popolazioni conosciute aveva subito un forte declino. Nel 2009 la foresta di Khau Ca ottenne una specifica forma di protezione come area di conservazione delle specie e degli habitat, con l'obiettivo principale di tutelare il rinopiteco del Tonchino. Le attività di ricerca e protezione condotte negli anni successivi hanno permesso di documentare un incremento graduale della popolazione locale.

Le foreste di Quản Bạ

Un'altra regione di interesse conservazionistico si trova nel distretto storico di Quản Bạ, dove la specie è stata segnalata in foreste montane sempreverdi e su rilievi calcarei. Uno studio condotto tra il 2019 e il 2022 ha analizzato circa 4.213 ettari di foresta naturale, distinguendo formazioni di latifoglie montane e foreste sempreverdi associate ai substrati calcarei. Gli autori hanno riconosciuto differenti condizioni di conservazione della vegetazione, comprendenti foreste relativamente integre e formazioni degradate. Le comunità arboree più sviluppate costituiscono gli habitat potenzialmente più favorevoli alla presenza della specie. Lo studio ha documentato 647 specie vegetali e identificato 19 specie utilizzate come risorse alimentari dai rinopitechi. I risultati evidenziano l'importanza della qualità strutturale delle foreste, oltre che della loro semplice estensione geografica.

Biologia

Attività e locomozione

Il rinopiteco del Tonchino è una specie prevalentemente diurna e arboricola. Durante il giorno gli individui si spostano attraverso le chiome degli alberi alla ricerca di risorse alimentari, alternando periodi di attività e riposo. La locomozione avviene principalmente mediante progressione quadrupede sui rami, arrampicata e salti tra alberi relativamente vicini. Il comportamento arboricolo contribuisce a ridurre l'esposizione ad alcuni predatori terrestri e permette di utilizzare risorse alimentari distribuite a diverse altezze. Gli animali possono occasionalmente scendere al suolo, ma trascorrono la maggior parte del tempo sugli alberi. Le aree utilizzate dai gruppi possono sovrapporsi e le interazioni tra gruppi differenti non sembrano essere caratterizzate da una difesa territoriale rigida.

Organizzazione sociale

Due rinopitechi del Tonchino nel loro ambiente naturale. La specie vive in unità sociali che possono associarsi in aggregazioni più grandi.

La struttura sociale del rinopiteco del Tonchino presenta caratteristiche simili a quelle osservate in altre scimmie del genere Rhinopithecus. Gli individui vivono generalmente in piccole unità sociali comprendenti un maschio adulto, più femmine adulte e i rispettivi piccoli. Queste unità sono comunemente indicate come unità con un solo maschio (one-male units, OMU). Sono stati osservati anche gruppi composti prevalentemente da maschi non riproduttori. Le unità sociali possono riunirsi temporaneamente in aggregazioni più grandi, condividendo una parte degli spostamenti e delle attività alimentari. Il sistema sociale presenta pertanto caratteristiche di aggregazione e separazione, con una composizione che può variare nel tempo. Le dimensioni delle unità sociali dipendono dalla disponibilità delle risorse e dalle dinamiche riproduttive. Alcuni gruppi comprendono una decina di individui, ma possono essere osservate aggregazioni più grandi. Il numero limitato delle popolazioni e le difficoltà di osservazione in ambiente naturale rendono tuttavia incompleta la conoscenza delle variazioni sociali tra i differenti nuclei residui.

Comportamento sociale

Le interazioni sociali comprendono contatti corporei, segnali visivi, richiami vocali e pulizia reciproca del mantello. Quest'ultima attività, conosciuta come grooming, contribuisce sia all'igiene sia al mantenimento dei rapporti sociali. I rapporti tra individui possono variare secondo il sesso, l'età e la composizione delle unità riproduttive. Le femmine svolgono un ruolo centrale nell'accudimento della prole, mentre le interazioni tra maschi sono influenzate dalla struttura sociale dei gruppi. La presenza di aggregazioni temporanee suggerisce una certa tolleranza tra differenti unità sociali.

Comunicazione

Il rinopiteco del Tonchino utilizza differenti segnali vocali e visivi. I richiami contribuiscono al mantenimento dei contatti tra individui, soprattutto quando la fitta vegetazione limita la visibilità. I segnali possono essere utilizzati durante gli spostamenti, in situazioni di allarme e nelle interazioni sociali. La comunicazione comprende inoltre posture e movimenti corporei, che possono svolgere un ruolo importante durante il corteggiamento e le interazioni tra adulti. Il repertorio vocale e le funzioni specifiche dei differenti richiami sono meno conosciuti rispetto a quelli di alcune specie cinesi di rinopitechi.

Alimentazione

Il rinopiteco del Tonchino è prevalentemente erbivoro e si nutre di una varietà di risorse vegetali, comprendenti foglie giovani e mature, frutti, semi, fiori e piccioli. Le osservazioni effettuate nelle foreste di Khau Ca hanno documentato l'utilizzazione di numerose specie arboree, con una composizione alimentare che cambia durante l'anno. Uno studio ecologico condotto a Khau Ca ha rilevato che le foglie rappresentavano una componente importante della dieta, soprattutto quelle giovani, che costituivano circa il 46% del tempo dedicato all'alimentazione. Lo stesso studio ha documentato il consumo di frutti maturi e immaturi, fiori e semi. Le proporzioni variano con la stagione e con la disponibilità delle differenti risorse vegetali. Durante alcuni periodi, quando frutti e fiori sono meno abbondanti, la dieta può comprendere una maggiore proporzione di foglie.

Selezione delle risorse alimentari

La specie non consuma indiscriminatamente tutte le piante disponibili nell'habitat. Uno studio pubblicato nel 2014 ha analizzato le caratteristiche nutrizionali delle piante selezionate dai rinopitechi di Khau Ca, confrontandole con quelle di specie vegetali non utilizzate. I risultati hanno indicato una preferenza per risorse vegetali caratterizzate da un contenuto relativamente elevato di acqua, proteine e carboidrati facilmente utilizzabili e da una minore concentrazione di fibre e di alcuni composti difensivi. Tra le sostanze potenzialmente influenti figurano i tannini e altri composti fenolici, che possono ridurre la digeribilità o l'appetibilità delle foglie. La selezione alimentare sembra quindi riflettere un equilibrio tra disponibilità, valore nutrizionale e presenza di composti vegetali secondari. Un ulteriore studio pubblicato nel 2025 ha analizzato i metaboliti secondari presenti in 26 campioni vegetali appartenenti a 23 piante consumate dalla specie.

Adattamenti digestivi

Come gli altri colobini, il rinopiteco del Tonchino possiede uno stomaco specializzato nella fermentazione microbica del materiale vegetale. L'apparato digerente comprende compartimenti nei quali i microrganismi simbionti contribuiscono alla degradazione delle componenti fibrose. La fermentazione permette di utilizzare risorse alimentari relativamente difficili da digerire per molti altri primati. La selezione di foglie relativamente nutrienti e povere di sostanze antinutrizionali rappresenta un ulteriore adattamento importante all'alimentazione folivora.

Riproduzione

Le conoscenze sulla riproduzione del rinopiteco del Tonchino rimangono relativamente limitate, soprattutto a causa della rarità della specie e delle difficoltà di osservazione. Le unità riproduttive comprendono generalmente un maschio adulto e più femmine. Il corteggiamento può includere segnali visivi e posture particolari, attraverso i quali le femmine manifestano la disponibilità all'accoppiamento. La durata della gestazione è stimata intorno ai 200 giorni. Generalmente nasce un solo piccolo, che trascorre le prime fasi della vita in stretto contatto con la madre. Le femmine raggiungono la maturità sessuale prima dei maschi, intorno ai quattro anni, mentre i maschi possono raggiungerla verso i sette anni. Le informazioni sulla durata dell'allattamento e sugli intervalli tra parti successivi sono ancora incomplete. La riproduzione relativamente lenta rende particolarmente vulnerabili le popolazioni sottoposte a caccia o ad altre forme di mortalità aggiuntiva.

Tassonomia

La specie fu descritta scientificamente nel 1912 dallo zoologo britannico Guy Dollman. In passato è stata classificata anche nel genere Pygathrix, con il nome Pygathrix avunculus. Le successive revisioni tassonomiche l'hanno collocata nel genere Rhinopithecus, insieme alle altre scimmie asiatiche dal naso camuso. Il genere appartiene alla sottofamiglia dei Colobinae, che comprende numerose scimmie del Vecchio Mondo specializzate nell'utilizzazione di risorse vegetali. Attualmente sono riconosciute cinque specie viventi del genere Rhinopithecus:

Il rinopiteco del Tonchino rappresenta una linea evolutiva distinta, adattata alle foreste subtropicali della parte settentrionale del Vietnam.

Conservazione

Stato di conservazione

Il rinopiteco del Tonchino è classificato come in pericolo critico (CR) dall'Unione internazionale per la conservazione della natura. La valutazione IUCN pubblicata nel 2020 si basa su dati valutati nel novembre 2015 e indica una popolazione stimata di 80-100 individui maturi, con una tendenza generale al declino. Questa cifra si riferisce esclusivamente agli individui sessualmente maturi e non deve essere confusa con il numero complessivo di animali di tutte le classi d'età. Il forte declino storico, l'estrema frammentazione delle popolazioni e la riduzione dell'estensione e della qualità degli habitat costituiscono i principali elementi alla base della classificazione IUCN.

Declino storico

Nel corso del XX secolo il rinopiteco del Tonchino ha subito una drastica diminuzione dell'areale e della popolazione. La specie era stata considerata probabilmente estinta fino alla sua riscoperta nel 1989. Le successive indagini confermarono la sopravvivenza di alcuni piccoli nuclei isolati nelle foreste del Vietnam settentrionale. Molte località storicamente occupate risultavano tuttavia prive di osservazioni recenti e le popolazioni residue apparivano estremamente vulnerabili. Il declino è stato determinato soprattutto dalla pressione venatoria e dalla progressiva trasformazione delle foreste. La perdita degli alberi di grandi dimensioni, utilizzati per alimentarsi e spostarsi, ha contribuito a ridurre la qualità degli habitat rimasti.

Recupero della popolazione di Khau Ca

La popolazione di Khau Ca costituisce il principale esempio di recupero documentato per la specie. Quando venne confermata nel 2002, comprendeva circa 50-60 individui. Le iniziative di conservazione sviluppate negli anni successivi hanno contribuito a ridurre la caccia illegale e a migliorare la protezione dell'habitat. Un ruolo centrale è stato svolto dalle attività promosse da Fauna & Flora, in collaborazione con autorità vietnamite, ricercatori e comunità locali. Il monitoraggio ha documentato un progressivo incremento della popolazione, fino alla stima di circa 160 individui alla fine del 2025, comprendente anche piccoli nati recentemente. Secondo l'organizzazione, la foresta di Khau Ca ospita oltre l'80% della popolazione mondiale conosciuta. Questa stima sottolinea tuttavia anche la vulnerabilità della specie: la maggior parte degli individui sopravvive infatti in un unico nucleo geografico relativamente ristretto.

Conservazione negli altri nuclei

La situazione delle popolazioni esterne a Khau Ca è più incerta. Nelle foreste della regione di Quản Bạ sono stati identificati habitat potenzialmente idonei, ma alcuni settori presentano livelli di degradazione superiori a quelli della foresta di Khau Ca. Nel territorio storicamente appartenente alla provincia di Tuyên Quang, la specie era stata segnalata in diverse località, ma le osservazioni sono divenute progressivamente più rare. Un'indagine condotta tra marzo e aprile 2025 ha raccolto informazioni presso le autorità forestali e le comunità locali per valutare la persistenza dei nuclei residui. I ricercatori hanno sottolineato la necessità di ulteriori verifiche, poiché la scarsità di osservazioni dirette e di fotografie recenti rende difficile valutare lo stato effettivo delle popolazioni. La conservazione della specie dipende pertanto non soltanto dal mantenimento della popolazione principale di Khau Ca, ma anche dalla protezione degli altri nuclei eventualmente sopravvissuti.

Diversità genetica

La riduzione delle dimensioni delle popolazioni rappresenta una minaccia anche per la diversità genetica. Uno studio pubblicato nel 2016 ha analizzato campioni fecali raccolti da rinopitechi della foresta di Khau Ca, utilizzando marcatori del DNA mitocondriale. I ricercatori hanno esaminato 201 sequenze di una regione ipervariabile del DNA mitocondriale e ricostruito cinque genomi mitocondriali completi. Tutte le sequenze analizzate risultarono identiche e non venne rilevata variabilità nei genomi mitocondriali esaminati. Il risultato suggerisce una diversità estremamente ridotta delle linee genetiche materne nella popolazione studiata. Gli autori hanno tuttavia sottolineato la necessità di ulteriori indagini basate anche su marcatori nucleari, poiché l'assenza di variabilità mitocondriale non equivale necessariamente all'assenza di tutta la diversità genetica. La protezione della diversità genetica costituisce quindi una delle principali sfide per la conservazione a lungo termine.

Caccia e perdita dell'habitat

La caccia rappresenta una delle principali cause storiche del declino della specie. Le popolazioni residue sono particolarmente vulnerabili alla mortalità di individui adulti, poiché la capacità riproduttiva relativamente limitata rende difficile compensare perdite elevate. La trasformazione delle foreste costituisce un'altra minaccia importante. Il taglio degli alberi di grandi dimensioni riduce la disponibilità delle risorse alimentari e interrompe i percorsi arboricoli utilizzati dagli animali. L'espansione delle coltivazioni agricole e lo sfruttamento delle risorse forestali possono inoltre accentuare l'isolamento tra le popolazioni. La conservazione richiede quindi la protezione degli alberi maturi, il controllo delle attività illegali e il mantenimento della continuità delle foreste.

Partecipazione delle comunità locali

I programmi di conservazione sviluppati nella regione di Khau Ca comprendono attività di collaborazione con le comunità residenti. Queste iniziative prevedono il coinvolgimento degli abitanti nelle attività di sorveglianza forestale, nel monitoraggio degli animali e nella protezione degli habitat. Sono stati inoltre promossi interventi finalizzati a ridurre la dipendenza economica dallo sfruttamento diretto delle risorse forestali. La partecipazione delle comunità locali è considerata un elemento fondamentale per garantire la continuità delle attività di protezione.

Recupero forestale

La protezione delle popolazioni residue è accompagnata da interventi di miglioramento della qualità degli habitat. Nel 2026 Fauna & Flora ha documentato la messa a dimora di circa 1.500 alberi appartenenti a specie utilizzate dai rinopitechi come risorsa alimentare. Questi interventi mirano ad aumentare la disponibilità di cibo, favorire il ripristino della struttura forestale e migliorare le prospettive di conservazione della popolazione di Khau Ca. Il recupero dell'habitat costituisce tuttavia un processo di lunga durata, poiché gli alberi necessari alla specie richiedono molti anni per raggiungere dimensioni ecologicamente significative.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Quyet, L. K.; Rawson, B. M.; Duc, H.; Nadler, T.; Covert, H.; Ang, A., Rhinopithecus avunculus, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2020, DOI:10.2305/IUCN.UK.2020-2.RLTS.T19594A17944213.en.
  2. 1 2 3 4 (EN) Conserving the critically endangered Tonkin snub-nosed monkey in Vietnam, su Fauna & Flora. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) Rhinopithecus avunculus, su Animal Diversity Web. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Field Notes on the Status of the Tonkin Snub-nosed Monkey Population in Tuyen Quang, su PanNature, 30 maggio 2025. URL consultato il 24 ottobre 2026.
  5. 1 2 (EN) Conservation of the Tonkin snub-nosed monkey at Khau Ca: a community-based approach (PDF), in Vietnamese Journal of Primatology, vol. 3, n. 4, 2023.
  6. 1 2 3 (EN) Nguyen Xuan Dang; Nguyen Tien Dat; Nguyen Xuan Nghia; Pham Van The; Trinh Ngoc Bon, Characteristics of habitat of Tonkin snub-nosed monkey in Quan Ba watershed forest, Ha Giang province, in Vietnam Journal of Agriculture and Environment, DOI:10.71254/7yz3ya12.
  7. 1 2 (EN) Dong Thanh Hai, Ecology, behavior and conservation of the Tonkin snub-nosed monkey (Rhinopithecus avunculus) in Vietnam (Tesi di dottorato), Australian National University, 2010, DOI:10.25911/5d7785aadd737.
  8. ↑ (EN) Nguyen Thi Lan Anh; Nguyen Xuan Dang; Nguyen Xuan Huan; Nguyen Anh Duc, Food choice of the Tonkin snub-nosed monkey Rhinopithecus avunculus (Dollman, 1912) in Khau Ca species and habitat conservation, Ha Giang province, in Academia Journal of Biology, vol. 36, n. 2, 2014, pp. 179–188, DOI:10.15625/0866-7160/v36n2.5116.
  9. ↑ (EN) Nguyen Thi Lan Anh; Do Hoang Giang; Truong Thi Lien, Survey of secondary compounds in the diet of the Tonkin snub-nosed monkey (Rhinopithecus avunculus) in Khau Ca area, Ha Giang province, in TNU Journal of Science and Technology, vol. 230, n. 5, 2025, pp. 404–412.
  10. 1 2 (EN) Ang, A.; Srivathsan, A.; Meier, R.; Luu, T. B.; Le, Q. K.; Covert, H., No evidence for mitochondrial genetic variability in the largest population of critically endangered Tonkin snub-nosed monkeys in Vietnam, in Primates, vol. 57, n. 4, 2016, pp. 449–453, DOI:10.1007/s10329-016-0571-x.

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