| Rosa canina | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi I |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Rosaceae |
| Sottofamiglia | Rosoideae |
| Tribù | Roseae |
| Genere | Rosa |
| Specie | R. canina |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Rosaceae |
| Genere | Rosa |
| Specie | R. canina |
| Nomenclatura binomiale | |
| Rosa canina L., 1753 | |
| Sinonimi | |
| Nomi comuni | |
|
rosa di macchia | |
Rosa canina L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee.
È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata rosa di macchia o rosa selvatica.
È l'antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute.[senza fonte]
Questa pianta deve il nome a Plinio il Vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.[senza fonte]

La forma biologica è NP - nano-fanerofita, cioè pianta legnosa con gemme svernanti poste tra i 30 cm e i 2 metri dal suolo. La rosa selvatica è un arbusto latifoglie e caducifoglie, spinoso, alto 100–300 cm, con fusti legnosi, privi di peli (glabri), spesso arcuati e pendenti, e radici profonde. Le spine rosse sono robuste, arcuate, a base allungata e compressa lateralmente. Le foglie, caduche, sono composte da 5-7 foglioline di 9-25 × 13–40 mm, ovali o ellittiche, con 17-22 denti sul margine. Hanno stipole lanceolate di 3 × 15 mm. I fiori, singoli o a 2-3, hanno 5 petali, un diametro di 4–7 cm, il colore di solito rosa pallido; sono poco profumati. Hanno un peduncolo di 20–25 mm e sono generalmente superati dalle foglie. I sepali laciniati, lunghi da 15 a 18 mm, dopo la fioritura si piegano all'indietro e cadono in breve tempo. La corolla è formata da grandi petali bilobi, rosati soprattutto sui lobi, di 19-25 × 20–25 mm. Gli stili, lanosi e allungati, sono fusi insieme in una colonnina cilindrica.
Fiorisce da maggio a luglio, la maturazione delle bacche si ha in ottobre-novembre.
Il falso frutto della rosa canina, detto anche grattaculo, ha un colore rosso e una consistenza carnosa; è edule ma aspro e non appetibile fresco. Deriva dalla modificazione del ricettacolo fiorale e contiene al suo interno degli acheni. Gli acheni sono i frutti veri e propri della rosa canina, sono risultato della modificazione dei carpelli ed ognuno di essi contiene un seme. La struttura nel suo insieme (di 1 o 2 cm) viene chiamata cinorrodo.
La specie è diffusa in una vasta area nelle zone temperate del Vecchio Mondo che include:
Il suo habitat sono le boscaglie di faggio, abete, pino e querce a foglie caduche, gli arbusteti e le siepi, fino ad una quota di 1900 m. Preferisce suoli abbastanza profondi, limosi e moderatamente aridi; è una specie pioniera. Resiste al freddo e tollera anche il caldo. È un arbusto rustico che non subisce attacchi da molti parassiti (a differenza delle rose coltivate).

La rosa canina è stata introdotta e si è naturalizzata anche in America del Nord ed in Australia e Nuova Zelanda.
Sono stati riportati i seguenti sinonimi:
Viene largamente usata per i suoi altissimi contenuti di vitamina C (2.250 mg per 100 g di porzione edule[senza fonte]) e di bioflavonoidi (fitoestrogeni). La rosa canina è un'erba officinale e un'erba medicinale.
I principi attivi (oltre alla vitamina C, tannini, acidi organici, pectine, carotenoidi e polifenoli) vengono adoperati dalle industrie farmaceutiche, alimentari e cosmetiche; i frutti, seccati e sminuzzati, si usano in erboristeria per la preparazione di infusi e decotti. È indicata come astringente intestinale, antidiarroico, vasoprotettore e antinfiammatorio; consigliata inoltre nei casi di debilitazione.
I semi vengono utilizzati per la preparazione di antiparassitari ed i petali per il miele rosato. Il decotto trova impiego in cosmetica per pelli delicate e arrossate.
Con i frutti freschi si preparano ottime confetture. Anche dai petali si ricava una marmellata, come la vartanush.
Sempre con i frutti è possibile preparare un liquore chiamato gratacül, dal nome dialettale delle bacche nel nord Italia (Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte).
La rosa canina può essere usata con successo per creare siepi interpoderali o difensive, quasi impenetrabili, grazie alle numerose spine robuste che possiede lungo tutti i rami.
È una pianta mellifera: i fiori sono molto bottinati dalle api, che ne raccolgono soprattutto il polline, ma produrre del miele uniflorale è molto difficoltoso perché è solo sporadica.
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