| Rovenna frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°50′59″N 9°04′52″E |
| Altitudine | 435 m s.l.m. |
| Abitanti | 900 ca |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 22012 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | H603 |
| Patrono | san Michele Arcangelo |
| Giorno festivo | 29 settembre |
| Cartografia | |
Rovenna (Ruena in dialetto comasco) è una frazione del comune comasco di Cernobbio posta in altura a nord del centro abitato.
Attestato come comune autonomo già nel XII secolo, la località di "Roena" era un piccolo villaggio agricolo di origine celto-ligure della Pieve di Zezio, citato negli annessi agli Statuti di Como del 1335 come il comune incaricato della manutenzione del tratto di via Regina compreso tra un cantone di un certo muro e il capo del "pontis de Brezia versus Cardinam".
Nel 1419 furono concessi a Rovenna la cittadinanza comasca e i rispettivi privilegi.
Rovenna risultava compresa nella Pieve di Zezio anche nel XVI secolo, epoca a cui risalgono alcune monete provenienti da Gubbio e Bologna rinvenute in loco; questi ritrovamenti lasciano supporre che Rovenna fosse o un mercato di scambio con importanti città Italiane, oppure vincolata dal passaggio di potenti commercianti che, grazie alla vicinanza con la Svizzera, preferivano passare il confine dal Bisbino piuttosto che usare i punti di forte passaggio[senza fonte].


Nel 1652 Rovenna faceva invece parte delle cosiddette "Cinque terre unite alla città di Como".
Nel 1731 i comuni di Rovenna e Urio furono concessi in feudo alla famiglia dei Della Porta, che esercitarono i propri diritti feudali fino al 1784, quando Nicolò Della Porta morì senza eredi e il feudo tornò nelle disponibilità del demanio del Ducato di Milano.
Sempre facente parte delle "Cinque terre", nel 1751 la competenza del comune rovennese si estendeva ai cassinaggi di Porgino, Toldino, Stomaino, Casnedo e Stimianico. Nell'Ottocento, l'ultimo di quest'elenco di cassinaggi entrò temporaneamente a far parte della denominazione ufficiale del comune.
Un ordine di Napoleone permise a Rovenna di annettere Maslianico e Piazza, ma gli austriaci annullarono la decisione al loro ritorno nel 1815 con il Regno Lombardo-Veneto.
Dopo l'unità d'Italia, il paese salì da ottocento a mille quattrocento abitanti. Fu il fascismo a decidere la soppressione del comune unendolo a Cernobbio nel 1929.

La prepositura di Rovenna è parte della Comunità Pastorale Beata Vergine del Bisbino, istituita nel 2009 per volere dell'allora vescovo di Como mons. Diego Coletti. Sede della parrocchia è la chiesa di San Michele conosciuta per la sua croce astile risalente all'XI secolo. La Croce di Rovenna, in stile preromanico, secondo alcuni è rimasta fino alla seconda metà dell'Ottocento su una colonna all'esterno della chiesa, ma diverse persone mettono in dubbio questo fatto. Ora è custodita in un luogo non accessibile ai fedeli e viene esposta e portata in processione solo nelle solennità. Il 5 maggio 1996, la croce astile venne portata ed esposta in località Lazzago, durante la santa messa celebrata da papa Giovanni Paolo II in visita pastorale a Como. Un'immagine stilizzata della Croce di Rovenna è stata inserita nello stemma della Provincia di Como, diventando così una frazione importante per la provincia. Tra le altre opere artistiche conservate all'interno della chiesa, altari intarsiati da Francesco Borromini e statue di Giovan Battista Barberini.

Nella frazione di Rovenna sono presenti altre chiese, cappelle e un santuario:
A Rovenna hanno luogo varie feste sia profane che religiose, come la mostra della zucca del basso Lario, il Carnevale (che prevede una sfilata per le vie del paese con un carro addobbato a tema e, una volta arrivati in oratorio, il tradizionale rogo della strega con una piccola merenda), la sagra d'agosto, la fiera di San Michele Arcangelo (patrono del paese).
Numerose sono le tradizioni, alcune con il tempo anche andate perdute.
