Gubbio

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Gubbio
comune
Gubbio – Stemma
Gubbio – Veduta
Gubbio – Veduta
Panorama del centro storico
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Umbria
Provincia Perugia
Amministrazione
SindacoVittorio Fiorucci (FdI) dal 24-6-2024
Territorio
Coordinate43°21′10.83″N 12°34′45.44″E
Altitudine522 m s.l.m.
Superficie525,78 km²
Abitanti30 177 (31-5-2026)
Densità57,39 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiCagli (PU), Cantiano (PU), Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Perugia, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide, Valfabbrica
Altre informazioni
Cod. postale06024, 06020
Prefisso075
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT054024
Cod. catastaleE256
TargaPG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 357 GG
Nome abitantieugubini o anche gubbiesi
Patronosant'Ubaldo
Giorno festivo16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gubbio
Gubbio
Gubbio – Mappa
Gubbio – Mappa
Posizione del comune di Gubbio all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Gubbio è un comune italiano di 30 177 abitanti della provincia di Perugia in Umbria.

Geografia fisica

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Panorama verso la valle di Gubbio

Da un punto di vista geologico il territorio Eugubino è noto per le ricerche sul campo di Walter Álvarez, e di suo padre Luis, riguardo alla teoria esplicativa, detta Ipotesi Alvarez, riguardante l'estinzione in massa dei dinosauri, formulata a seguito di rilevazioni sulle sequenze stratigrafiche visibili nella Gola del Bottaccione.

Territorio

Il territorio comunale è in prevalenza montuoso e collinare, posto all'estremo est della provincia di Perugia, in parte confinante a nord-est con la provincia di Pesaro-Urbino delle Marche. La città è posizionata alle falde del monte Ingino ed è attraversata dai torrenti Camignano e Cavarello. C'è poi il torrente Assino che «collega la conca di Gubbio con l'alta valle del Tevere, nel quale confluisce sotto Umbertide».

Nel territorio, di rilevante importanza dal punto di vista geologico, è in parte compresa la Serra di Burano, mentre poco più a sud-est è posta l'area del Monte Cucco.

Clima

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gubbio.

L'inverno ha delle variazioni climatiche tra il freddo e il mite, con prevalenza di clima rigido a causa dell'influenza del vicino Appennino umbro-marchigiano e le precipitazioni sono anche di carattere nevoso. L'estate è invece calda ma ventilata, con sporadiche piogge. Nell'ambito della Classificazione climatica dei comuni italiani Gubbio è stato identificato come E.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Ikuvium.

Le prime forme di insediamento nel territorio eugubino sono da collocarsi già nel paleolitico. Resti di un villaggio di età neolitica sono stati trovati in località San Marco. Nell'età del bronzo un abitato si sviluppò per più secoli sul soprastante monte Ingino; le relative tombe, scoperte limitatamente all'età del bronzo finale, si trovavano nell'area successivamente occupata dal centro.

Le Tavole eugubine

Gubbio fu una città umbra con il nome di Ikuvium o Iguvium, posta sulle vie di comunicazione tra il Tirreno e l'Adriatico. Testimonianze del periodo umbro sono le Tavole eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo e acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo redatte negli alfabeti umbro, latino ed etrusco ma sempre in lingua umbra, scoperte nei pressi del Teatro Romano e poi custodite nel museo civico del Palazzo dei Consoli.

L'opera di Giacomo Devoto, con le due edizioni di Tabulae Iguvinae del 1937 e del 1940, ha dato il via a studi sempre più approfonditi nonché all'edizione tascabile del 1977 dello stesso Devoto il cui incipit suona così: «Le Tavole di Gubbio, scoperte nel 1444, sono il più importante testo rituale di tutta l'antichità classica. Non possediamo nulla di simile né in lingua latina né in lingua greca: per trovare paralleli, bisogna ricorrere a letterature del vicino o lontano Oriente».

Periodo romano

Alleatasi con Roma nel 295 a.C., nel 167 a.C. vi fu custodito Genzio, ultimo re dell'Illiria fatto prigioniero dal pretore Lucio Anicio Gallo.

Gubbio ottenne nell'89 a.C. la cittadinanza romana: fu eletta a municipium e ascritta alla tribù Clustumina.

Alto medioevo

Invasa dagli Eruli, fu nel 552 distrutta dai Goti di Totila, ma venne ricostruita con due potenti torri difensive dai Bizantini di Narsete, generale di Giustiniano, non più in pianura, ma alle pendici del monte Ingino. Nel corso dell'VIII secolo, Gubbio fu interessata a più riprese dall'espansione dei re longobardi Liutprando, Astolfo e Desiderio nei territori bizantini dell'Italia centrale.

San Francesco a Gubbio

Veduta della città dal campanile del Palazzo dei Consoli

La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo a un evento della sua vita citato nel XXI capitolo dei Fioretti di san Francesco, cioè l'incontro con il "lupo" avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina; l'episodio miracoloso è uno dei più conosciuti al mondo e sulla veridicità storica si è dibattuto a lungo: è possibile che il lupo, o la lupa, sia metafora di un bandito riconciliato con la città da Francesco, ma molti studiosi parlano di un animale vero.

Scrivono le fonti francescane: "Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamollo a sé e disse così «Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona». Mirabile cosa a dire! Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere."

A Gubbio, Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga, e proprio qui avvenne la vera conversione, in quanto l'aver vissuto insieme ai poveri e ai lebbrosi del posto cambiò radicalmente la sua vita. Proprio per questo motivo, la città è attraversata da diversi sentieri percorsi ogni anno da migliaia di pellegrini, tutti nel nome del santo. Uno di questi è chiamato il cammino di Assisi.

Libero comune

Palazzo dei Consoli

Ceduta alla Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, la città, pur assoggettata ai vescovi, si costituì in Libero comune di fazione ghibellina e, nell'XI secolo, iniziò una politica espansionistica. Distrutta Luceoli, posta sulla via Flaminia nei pressi dell'odierna Cantiano, il suo vasto territorio fu inglobato in quello eugubino e, in posizione più strategica, fu fondata Pergola (poi città autonoma dal 1752). La creazione di Pergola fu considerata pericolosa dalla vicina città di Cagli, che già si sentiva minacciata da Gubbio, in quanto gli eugubini avevano ottenuto la concessione imperiale sullo strategico castello di Cantiano, controllando di fatto, agevolmente, i collegamenti sulla via Flaminia; ne nacquero una serie di scontri che coinvolsero, in forza delle alleanze promosse dai cagliesi, anche Perugia. Le continue guerre di confine portarono Gubbio ad avere più di cento castelli sotto il suo dominio ma, nello stesso tempo, ad entrare in forte conflitto con Perugia, allarmata dal suo espansionismo.

Nel 1151 undici città confederate, capeggiate da Perugia, attaccarono Gubbio con l'intento di spazzarla via. La città resse all'urto e il seguente contrattacco portò ad una schiacciante vittoria degli assediati. L'evento fu attribuito all'intervento ritenuto miracoloso di sant'Ubaldo (1080-1160), allora vescovo della città. La potenza militare e commerciale che Gubbio andava sempre più ostentando portò ad altri scontri con Perugia, finché nel 1257 i perugini occuparono parte dei territori eugubini, che furono poi restituiti con il trattato di pace del 1273.

L'intervento del vescovo Ubaldo che portò a sbaragliare le undici città capitanate Perugia «parve miracolosa», è scritto in una guida del Touring Club. In realtà a Gubbio così come a Perugia e in altre città la figura del vescovo aveva assunto, contemporaneamente alle invasioni barbariche e fino all'età precomunale, «il ruolo di difensore della città, caricandosi di competenze civili, oltre che religiose». L'aspetto militare è quindi determinante nella celebre vittoria «riportata nel 1151 dagli Eugubini con a capo il vescovo Ubaldo sulle forze di ben 11 città coalizzate».

Via Dante Alighieri

Nel XIII secolo Gubbio prosperò in pace, crescendo dal punto di vista sia urbanistico, sia economico, sia demografico. Nel 1263, i guelfi presero il potere, che detennero fino al 1350 tranne brevi parentesi, come quando, il 23 maggio 1300, Gubbio fu occupata dalle truppe ghibelline del conte di Ghiacciolo (Uberto Malatesta) e di Uguccione della Faggiola, rovesciate il 24 giugno successivo, giorno di san Giovanni, dalle milizie di Cante Gabrielli, affluite nella città in festa sotto le spoglie di pellegrini.

Infine, caduta il 7 agosto 1350 sotto la signoria di Giovanni Gabrielli, nel 1354 fu assediata ed espugnata dal cardinale Albornoz, legato pontificio, che l'assoggettò alla Chiesa concedendo, però, alla città gli antichi privilegi e statuti propri. La pace fu di breve durata poiché il governo pontificio non mantenne le promesse fatte dal cardinale Albornoz: gli eugubini nel 1376 insorsero e instaurarono un autogoverno. La forza dei cittadini veniva dalle loro organizzazioni, le Corporazioni delle Arti, tra le quali quella dei Fabbri fu la madre di tutte le altre in quanto forniva «gli utensili necessari a tante altre»: falegnami, contadini, muratori e lapicidi, artigiani della lana, calzolai, barbieri, macellai, mobilità. Il Breve dei Fabbri di Gubbio (1346) è il più antico dell'Alta Umbria e l'unico consultabile in originale.

Pochi anni dopo, nel 1381, il vescovo Gabriello Gabrielli, appoggiato dal papa, si autoproclamò signore di Agobbio, nome medioevale di Gubbio, provocando la ribellione dei cittadini che, ridotti alla fame, nel 1384 si levarono in armi contro il vescovo. Impossibilitati a resistere al battagliero vescovo, che non voleva perdere il dominio sulla città, gli eugubini si "consegnarono" spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, perdendo così il titolo di libero comune, ma ottenendo un lungo periodo di tranquillità. I Montefeltro, signori amanti dell'arte, restituirono a Gubbio i privilegi e gli ordinamenti civili, la città tornò così a fiorire culturalmente e artisticamente; in quel periodo fu ricostruito il Palazzo dei Consoli. Salvo brevi interruzioni per le signorie dei Malatesta e di Cesare Borgia, la città rimase ai Montefeltro fino al 1508 quando subentrarono, nel dominio della città, i Della Rovere, che lo tennero fino al 1631 quando, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo erede della casata, tutti i beni e tutti i feudi passarono, come da volontà testamentaria, allo stato pontificio.

Federico, definito «uno di più grandi capitani del suo tempo» alla Storia di Gubbio di Mons. Origene Rogari, aveva combattuto contro Sigismondo Malatesta, acerrimo nemico dei Montefeltro, e lo aveva sconfitto nella Battaglia del Cesano nel 1462. A Gubbio, sua città natale, dove «aveva celebrato il suo primo matrimonio con Gentile Brancaleoni nel 1437», Federico istituisce, contro l'usura, il «Monte di Pietà, uno dei primissimi della benefica opera che il beato Bernardino da Feltre aveva fondato in quegli anni e che avrebbe stroncato l'ignobile furto usuraio».

Vescovo di Gubbio e quindi cardinale, a Gubbio muore Federigo Fregoso, uno dei protagonisti della questione della lingua, preponderante agli inizi del Cinquecento, «prodotto delle riflessioni nate dall'incertezza della norma linguistica nei primi decenni del secolo e dal desiderio di porvi rimedio». Nei Capitoli 28 -39 del Cortegiano di Baldassarre Castiglione si immagina «di riferire certi ragionamenti tenuti alla corte di Urbino nel 1507: (...). I principali interlocutori sono il Conte Ludovico di Canossa, che interpreta le opinioni del Castiglione, e Federico Fregoso, che sostiene le idee molto affini a quelle del Bembo».

Regno d'Italia

Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e, per effetto del decreto Minghetti, il 22 dicembre 1860 fu distaccata dalle Marche e aggregata all'Umbria, distaccandola dalla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro e aggregandola alla neo-costituita Provincia di Perugia.

A seguito della depressione economica del 1873-1895, conseguente alla crisi agraria che si ebbe in Italia verso il 1880, numerosi abitanti emigrarono alla ricerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Tale fenomeno è continuato per circa un secolo, in varie ondate condizionate dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, per esaurirsi negli anni settanta. Le mete furono essenzialmente i paesi europei, quali ad esempio Lussemburgo, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, i paesi dell'America del Nord (Canada e Stati Uniti) e dell'America del Sud (Argentina e Brasile), e anche Sudafrica e Australia.

Durante la seconda guerra mondiale, si verificarono nel territorio di Gubbio alcuni eccidi di civili. Il primo episodio riguarda l'uccisione di tre giovani ebrei livornesi il 27 marzo 1944 catturati durante un rastrellamento nella frazione di Villamagna dove vivevano nascosti con le loro famiglie. Di dimensioni ancor più tragiche quanto avvenne il 22 giugno 1944. A seguito dell'assassinio di un ufficiale medico germanico e del ferimento di un altro in un bar cittadino, i tedeschi attuarono una feroce rappresaglia, rastrellando e successivamente trucidando, a colpi di mitragliatrice, 40 cittadini innocenti, nei pressi della chiesa della Madonna del Prato, dove oggi un mausoleo ricorda i 40 martiri. Inoltre, per circa trenta giorni, fino al 25 luglio 1944, giorno della liberazione, la città fu duramente bombardata dalle artiglierie tedesche che, dai monti circostanti, battevano la vallata per contrastare l'avanzata delle truppe di liberazione.

Simboli

Il gonfalone comunale

Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con Decreto del Capo del Governo (DCG) del 20 settembre 1934.

«Di rosso, al monte d'argento a cinque cime caricato del lambello a sei pendenti con cinque gigli d'oro in campo azzurro. Ornamenti esteriori da Città»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 2 giugno 1970.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo
Chiesa di San Francesco
La chiesa di San Giovanni

Architetture civili

Il cortile del Palazzo Ducale.
Il Palazzo dei Consoli visto da Piazza Grande.
Palazzo Ranghiasci-Brancaleoni

Siti archeologici

Teatro romano

Appena oltre le mura romane, si trova il teatro romano, risalente al I secolo a.C. Costruito tra il 55 e il 27 a.C., una lapide qui ritrovata menziona una serie di lavori fatti in epoca augustea da Gneo Satrio Rufo, quattuorviro di Gubbio. Sono ben conservate le arcate inferiori, parte di quelle superiori, la cavea (che poteva contenere anche 6 000 spettatori) e la scena con nicchie curve e rettangolari.

Scavi e conseguenti opere di recupero e restauro si sono succedute fin dal Quattrocento, e hanno portato alla luce diversi mosaici di pregevole fattura. In particolare un grande emblema rappresentante un leone che attacca un leopardo fu rinvenuto a metà del Cinquecento durante la campagna di scavi promossa dai conti Gabrielli, proprietari dei terreni su cui sorge il teatro. Trasportato a Roma dal conte Girolamo Gabrielli (1513-1587), il mosaico fu sistemato prima nel giardino del suo palazzo sotto la Trinità dei Monti, e poi in una sala interna. Descritto in situ fino alla metà del Settecento, fu in seguito acquistato da Thomas Coke, I conte di Leicester per la propria residenza di Holkham Hall, dove tuttora si trova.

Antiquarium

Vicino al teatro romano si trova un piccolo ma ricco museo archeologico, costruito sui resti di una domus con bei pavimenti mosaicati, che custodisce interessanti reperti, provenienti da varie zone di Gubbio, riferibili ad epoca preromana (fase umbra) e romana. Il biglietto di 3,00 € dà diritto all'accesso al museo, al sito del teatro romano e ai mosaici della domus del banchetto" nella vicina area Guastuglia.

Mausoleo

Si tratta di un rudere di tomba romana, localizzata nei pressi del teatro, originariamente rivestita di grossi blocchi di pietra squadrati, avente una camera sepolcrale ancora ben conservata con volta a botte e una piccola finestra. Fu ritenuta nei secoli passati come il sepolcro di Genzio, ultimo re dell'Illiria. È in realtà il mausoleo di Pomponio Grecino, prefetto di Gubbio nel I° secolo a.C.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Il comune di Gubbio dal 2001 ad oggi un aumento di 1 347 unità, le famiglie sono 13 291 con 2,47 componenti.

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 1 992 cittadini stranieri, pari al 6,6% della popolazione residente.

Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:

Cultura

Palazzo dei Consoli

Molti scrittori hanno lasciato testimonianza su Gubbio. A partire da Dante che nel Canto XI del Purgatorio, verso 79, ricorda Oderisi l'onor d'Agobbio, Gubbio si ritrova in testimonianze di Guido Ceronetti, Gabriele D'Annunzio, Herman Hesse, Giovanni Papini, Guido Piovene, Giacomo Puccini e tanti altri.

Istruzione

Per la prima infanzia, numerosi sono gli asili nido presenti sul territorio.

Per il Primo Ciclo d'Istruzione vi sono tre Circoli Didattici; è presente inoltre anche la Scuola Secondaria di Primo Grado “Mastro Giorgio – Nelli”.

Per quanto riguarda il Secondo Ciclo d'Istruzione troviamo due istituti: l'Istituto d'Istruzione Superiore “G. Mazzatinti” e l'Istituto d'Istruzione Superiore “Cassata Gattapone”.

Musei

Porta Romana

Media

Televisione

Gubbio è stata fino al 2013 la sede principale delle riprese della serie televisiva Don Matteo, prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, con Terence Hill nel ruolo del protagonista da cui prende il nome. La serie è trasmessa in Italia da Rai 1, Rai Premium e TV2000.

Eventi

Lingue e dialetti

Il dialetto eugubino appartiene al gruppo dialettale mediano italiano; è dotato inoltre di cospicui influssi galloitalici ed ha in aggiunta fortemente influenzato, per motivi storici, i vicini centri marchigiani di Cantiano, Pergola, Serra Sant'Abbondio e Frontone, ovvero le uniche zone della Provincia di Pesaro-Urbino dove oggi non si parlano i dialetti gallo-piceni, ma bensì quelli di origine umbra.

Geografia antropica

Frazioni

Il Comune di Gubbio è tra i più estesi d'Italia per superficie e comprende le seguenti frazioni: Belardello, Bellugello, Belvedere, Birello, Bevelle, Biscina, Borgo Torre, Branca, Caibelli, Caicambiucci, Caimariotti, Caisabatini, Camporeggiano, Canalecce, Carbonesca, Carestello, Carpiano, Casacce, Casamorcia, Casanova di Torre, Case Colle, Case Fontarcano, Case Mocaiana, Case Monteleto, Case Santa Maria Maddalena, Case Sant'Erasmo, Case Vignoli, Cima San Benedetto, Cipolleto, Colombara, Colonnata, Colpalombo, Corraduccio, Decima, Febino Casacce, Ferratelle, Fontanelle, Fonte Cese, Fonte della Salsa, Ghigiano, Goregge, Intonacato Basso, Lastreto, Le Trosciacce, Loreto Basso, Madonna del Ponte, Mengara, Mocaiana, Molino di Camporeggiano, Montanaldo, Monteleto, Montelovesco, Monteluiano, Morena, Murcie, Nerbisci, Nogna, Padule, Padule - San Marco, Palazzaccio, Petazzano, Petroia, Piaggiola, Pian Grande, Piccola Piaggiola, Pieve di Agnano, Pisciano, Ponte D'Assi, Raggio, Raggioli, Ritirata, Salia, Salia Parrocchia, San Bartolo, San Bartolomeo, San Bartolomeo di Burano, San Benedetto Vecchio, Santa Maria di Burano, San Cristoforo Basso, San Marco, San Martino in Colle, Santa Cristina, Santa Margherita di Burano, Sant'Ubaldo, San Vittorino, Scritto, Semonte, Semonte Castello, Serrabrunamonti, Sorbo, Spaccio Monteluiano, Spada, Stazione di Camporeggiano, Stazione di Padule, Torre Calzolari, Torre dell'Olmo, Troppola, Valderchia, Valdichiascio, Vallingegno, Venata, Vignoli, Villamagna, Zangolo, Zappacenere.

Economia

Nel territorio di Gubbio hanno sede medie e piccole attività le cui principali fanno parte del settore turistico e dell'artigianato, quest'ultimo rinomato soprattutto per la tradizionale produzione di ceramiche (tra cui spicca il ceramista futurista Polidoro Benveduti), per la lavorazione del ferro battuto e orafa, oltreché per i laboratori di oreficeria, di intarsio, di intaglio, di scultura, di ebanisteria, di restauro, di liuteria e di modellismo. A livello industriale Gubbio, pur essendo una piccola cittadina, presenta molte aziende affermate sul mercato nazionale e internazionale per quanto riguarda principalmente il settore cementiero.

Infrastrutture e trasporti

Tre livelli della città sono collegati con ascensori pubblici e una funivia a due posti collega Gubbio (532 m) alla Basilica di Sant'Ubaldo (803 m).

Ferrovie

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Gubbio e Ferrovia Arezzo-Fossato di Vico.

La città è servita dalla stazione di Fossato di Vico-Gubbio situata a Fossato di Vico; fino al 1945 era in funzione anche la Ferrovia Appennino Centrale a scartamento ridotto che partiva da Arezzo e arrivava fino a Fossato di Vico e a Gubbio aveva la sua stazione ferroviaria situata in via Beniamino Ubaldi 2, oggi completamente demolita.

Amministrazione

Sindaci dal 1946

Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1993)
Nominativo Partito Mandato Elezione
Inizio Fine
1 Fernando Nuti Partito Socialista Italiano 1946 1952 1946
2 Giuseppe Bei Clementi Partito Comunista Italiano 1952 1956 1952
1956 1960 1956
3 Fernando Nuti Partito Socialista Italiano 1960 1965 1960
4 Giuseppe Bei Clementi Partito Comunista Italiano 1965 1968 1964
- Mario Tria Commissario prefettizio 1968 1968 -
- Salvatore Ricceri Commissario prefettizio 1968 1968 -
5 Pier Luigi Neri Partito Comunista Italiano 1968 1973 1968
1973 1975 1973
6 Sanio Panfili Partito Comunista Italiano 1975 1979
1979 1983 1979
1983 1985 1983
7 Paolo Barboni Partito Comunista Italiano 1985 1988
1988 1993 1988
Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1993)
Nominativo Partito Coalizione Mandato Elezione
Inizio Fine
8 Paolo Barboni Partito Democratico della Sinistra PDS 1993 1997 1993
9 Ubaldo Corazzi Partito Democratico della Sinistra PDS/DS-PPI-Lista civica 1997 2001 1997
10 Orfeo Goracci Partito della Rifondazione Comunista PRC-FdV-Lista civica 2001 2006 2001
PRC-FdV-Lista civica 2006 2010 2006
11 Maria Cristina Ercoli
(Vicesindaca f.f.)
Partito della Rifondazione Comunista 2010 2011
12 Diego Guerrini Partito Democratico PD-FdS-PSI-SEL-IdV 2011 2013 2011
- Maria Luisa D'Alessandro Commissario prefettizio 2013 2014 -
13 Filippo Mario Stirati Partito Socialista Italiano Liste civiche-PSI-SEL 2014 2019 2014
Liste civiche-PSI 2019 2024 2019
14 Vittorio Fiorucci Indipendente di centro-destra Liste civiche-FdI-Lega-FI 2024 in carica 2024

Enti e istituzioni

Gemellaggi

Gubbio è gemellata con le seguenti città:

Sport

Il Gubbio affronta il Brasile in amichevole al "Barbetti", durante la preparazione della Seleçao al campionato del mondo 1990

Tradizionalmente lo sport più praticato e seguito in città è il calcio: la prima squadra cittadina è il Gubbio, che vanta come maggior successo alcune partecipazioni alla Serie B.

Nel calcio a 5 Gubbio era invece rappresentata dalla Vis Gubbio Calcio a 5 che, nel corso della sua esistenza, ha militato fino al campionato di Serie A2 2020-2021, la seconda serie del campionato italiano.

La Pallavolo Gubbio che prese parte al campionato di Serie A2 1978-79: fu la prima società umbra a raggiungere la Serie A di volley femminile

La pallavolo è allo stesso modo molto praticata: la società femminile più importante è la Pallavolo Gubbio, spintasi – prima squadra della regione a riuscirci – fino alla Serie A2, la seconda serie del campionato italiano.

Nella pallacanestro la città è infine rappresentata dalla EMI Basket Gubbio, che vanta come maggior successo la partecipazione alla Divisione C.

Nel tennis esiste il Circolo Tennis Gubbio, che è arrivato fino al campionato nazionale di Serie B.

Impianti sportivi

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Gubbio - Enciclopedia - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 9 agosto 2026.
  5. ↑ Redazione, Gli Álvarez a Gubbio e l’asteroide che causò l’estinzione dei dinosauri, in The Edge, Roma, Wallife, 16 luglio 2024. URL consultato il 18 maggio 2024.
  6. ↑ Comunicato stampa, Lavori di Comune di Gubbio, Regione e Forestale su fossi e torrenti locali: consolidamento alveo e prevenzione, in Cronaca Eugubina, Gubbio, 21 gennaio 2025. URL consultato il 20 aprile 2025.
  7. ↑ Redazione, Gubbio, degrado e rifiuti nelle sponde dei fiumi. Un residente: "Il torrente Cavarello va ripulito", in Corriere dell'Umbria, Perugia, 14 marzo 2024. URL consultato il 20 aprile 2025.
  8. ↑ Roberto Ruozi (presidente T.C.I.), Umbria, in Supplemento a La Repubblica, L'Italia. 1 L'Umbria, Roma, dicembre 2004, p. 255.
  9. ↑ M. Menichetti, R. Coccioni, A. Montanari, The Stratigraphic Record of Gubbio: Integrated Stratigraphy of the Late Cretaceous–Paleogene Umbria-Marche Pelagic Basin, The Geological Society of America 2016.
  10. ↑ Classificazione climatica di Gubbio, tuttitalia.it, https://www.tuttitalia.it/umbria/58-gubbio/classificazione-climatica/. URL consultato il 27 agosto 2026.
  11. ↑ Achille Bertini Calosso, Prefazione, in Attraverso l'Italia, Umbria, n. 12, Milano, Consociazione Turistica Italiana, 1944, p. 7.
  12. ↑ Giacomo Devoto, Le Tavole di Gubbio, Sansoni Studio, Firenze, G.C.Sansoni editore nuova S.p.A, ottobre 1977, p. 3.
  13. ↑ Giuseppe Cardinali, Genzio, in Enciclopedia Italiana (1932), Treccani. URL consultato il 27 agosto 2026.
  14. ↑ Umbria, Guida d'Italia, Milano, Touring Club Italiano, 1966, p. 150.
  15. ↑ M. Grazia Nico Ottaviani, Breve storia di Perugia, Piccola Biblioteca, n. 30, Pisa, Pacini Editore, giugno 2009, p. 19.
  16. ↑ E S, Gubbio, in Le Vie d'Italia e del Mondo, Anno III, numero 2, Milano, Touring Club Italiano, Febbraio 1935-XIII, p. 203.
  17. ↑ Mario Tosti, Gli Statuti delle Corporazioni delle Arti dei Fabbri, in AA.VV., L'industria meccanica in Altotevere, Edimond, Città di Castello 2008, p. 23.
  18. ↑ Piero Luigi Menichetti, L'arte dei Fabbri in Gubbio, Arti Grafiche Gentile da Fabriano, Comune di Gubbio, 1980.
  19. ↑ Origene Rogari, Storia di Gubbio, Gubbio, Tipografia "Oderisi" Editrice, maggio 1964, pp. 129-145.
  20. ↑ Bruno Migliorini, Storia delle lingua italiana, in Universale Sansoni, n. 11, Firenze, Sansoni, febbraio 1966, pp. 321-342.
  21. ↑ Alberto Guetta (22 anni), Pierluigi Guetta (19 anni) e Piero Viterbo (22 anni). Strage di Villamagna.
  22. ↑ Gubbio, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 5 aprile 2025.
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Bibliografia

Geological Society of America 2016.

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