Monreale (Muṛṛiàli in siciliano) è un comune italiano di 38 841 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Fa parte dell'area metropolitana di Palermo; con il capoluogo forma un unico agglomerato urbano. Il territorio circonda interamente quelli di San Giuseppe Jato e San Cipirello, tra loro confinanti, e quasi del tutto Camporeale; un'enclave più piccola è invece Ficuzza, frazione di Corleone.
La città è sede arcivescovile. Il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Monreale sorge all'interno della Conca d'Oro ad un'altitudine di circa 310 metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Caputo (765 metri). Il suo territorio risulta essere in prevalenza collinare. Dista circa 4 chilometri da Palermo, ed è il comune della città metropolitana di Palermo a possedere più frazioni.
Il clima è mediterraneo, caratterizzato da estati calde e afose e inverni miti, del resto simile a quello di Palermo e frazioni nei dintorni.
L'area sulla quale sorse Monreale era frequentata già in epoca islamica. Le fonti ricordano infatti un piccolo centro agricolo denominato Balharā, dal quale deriverebbe anche il nome del mercato palermitano di Ballarò. Non risultano tuttavia attestazioni di un vero e proprio centro urbano precedente alla fondazione normanna: l'abitato attuale si sviluppò principalmente attorno al complesso religioso voluto da Guglielmo II di Sicilia sulle pendici del Monte Caputo.
La costruzione del monastero benedettino di Santa Maria la Nuova ebbe inizio nei primi anni 1170, probabilmente nel 1172, e fu già sufficientemente avanzata nel 1174 perché papa Alessandro III potesse concedere alla nuova abbazia importanti privilegi e porla sotto la diretta dipendenza della Santa Sede. Nel 1176 Guglielmo II dotò riccamente il monastero di terre, castelli e diritti giurisdizionali e vi fece insediare una comunità di cento monaci benedettini provenienti dall'abbazia di Cava de' Tirreni, guidati dall'abate Teobaldo.
Alla fondazione del complesso è legata la tradizione secondo la quale la Vergine sarebbe apparsa in sogno a Guglielmo II mentre il sovrano riposava durante una battuta di caccia, indicandogli il luogo nel quale il padre avrebbe nascosto un tesoro e chiedendogli di utilizzarlo per la costruzione di una chiesa. Si tratta di una leggenda devozionale formatasi intorno alla fondazione del duomo; le ragioni storiche della costruzione sono invece ricondotte alla politica religiosa e territoriale della monarchia normanna e alla volontà di rafforzare il controllo regio sull'area circostante Palermo.
Il nome Mons Regalis, dal quale deriva Monreale, è documentato nel 1183. Il 5 febbraio dello stesso anno papa Lucio III, con la bolla Licet Dominus, elevò Santa Maria la Nuova ad arcidiocesi metropolitana, attribuendole inizialmente come suffraganea la diocesi di Catania; nel 1188 Clemente III vi aggiunse Siracusa. Primo arcivescovo metropolita fu il benedettino Guglielmo, successore di Teobaldo alla guida del monastero.
La fondazione monrealese ebbe fin dall'origine una duplice natura religiosa e temporale. Con il privilegio del 1176 Guglielmo II attribuì all'abate vastissimi possedimenti, comprendenti tra gli altri i castelli di Iato, Corleone e Calatrasi e numerosi casali e proprietà sparse nel Regno di Sicilia. Sulle terre sottoposte a Santa Maria la Nuova l'abate, e successivamente l'arcivescovo, esercitava non soltanto la signoria feudale, ma anche poteri civili e penali.
Particolarmente significativa fu l'attribuzione all'abate della funzione di giustiziere, espressa nel privilegio regio dalla formula sit iustitiarius omnium terrarum. Tale concessione conferì alla signoria monrealese ampie responsabilità amministrative e giudiziarie nei territori dipendenti dall'abbazia. Nel 1220 Federico II di Svevia confermò inoltre alla comunità monrealese i propri usi e privilegi consuetudinari.
Tra il XIII e il XIV secolo il territorio risentì delle guerre che opposero Angioini e Aragonesi, ma successivamente tornò a prosperare. Nei secoli seguenti l'arcivescovo di Monreale continuò a esercitare una peculiare combinazione di poteri spirituali e temporali. La documentazione dell'Archivio storico diocesano conserva infatti gli atti delle corti ecclesiastica, civile e criminale, oltre alla documentazione relativa all'amministrazione patrimoniale dell'arcivescovado.
La storiografia locale ha tradizionalmente sottolineato l'eccezionale ampiezza di tali prerogative. Concetti descriveva l'arcivescovo come titolare di poteri civili, criminali, militari e amministrativi particolarmente estesi, mentre già all'inizio del XVIII secolo Michele Del Giudice ricordava, tra le facoltà esercitate dagli arcivescovi, quelle di giudicare nei diversi gradi, concedere grazie, nominare e sospendere notai e designare il protomedico dello Stato arcivescovile.
Più propriamente, Monreale costituì una delle più vaste e potenti signorie ecclesiastiche del Regno di Sicilia, nella quale la medesima autorità arcivescovile esercitava funzioni religiose, civili e giudiziarie. È pertanto preferibile evitare la definizione di «Stato indipendente» o di «Stato nello Stato», utilizzata da parte della storiografia locale, ma non corrispondente alla posizione giuridica dell'arcivescovado all'interno del Regno.
Il potere temporale dell'arcivescovo terminò con la Costituzione siciliana del 1812, che abolì il sistema feudale nell'isola. Cessarono conseguentemente le funzioni civili e giudiziarie esercitate dall'arcivescovado, mentre rimasero quelle spirituali e l'amministrazione del patrimonio della mensa arcivescovile.
Durante i moti siciliani del 1820 il palazzo comunale fu incendiato e parte della documentazione degli antichi uffici civili e giudiziari subì gravi danni.
Monreale ebbe un ruolo anche negli avvenimenti che precedettero l'impresa garibaldina. Il 4 aprile 1860 vi scoppiò un'insurrezione contro il governo borbonico; poche settimane più tardi, il 21 maggio, Rosolino Pilo fu mortalmente ferito sulle alture di San Martino delle Scale mentre tentava di trattenere le truppe borboniche operanti nella zona di Monreale, favorendo l'avanzata di Giuseppe Garibaldi verso Palermo. Con l'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna e la successiva proclamazione del Regno d'Italia, Monreale entrò a far parte del nuovo ordinamento amministrativo unitario.
Nel XX e XXI secolo il ruolo storico e monumentale della città si è progressivamente legato alla valorizzazione del complesso della cattedrale. Nel 2015 il Duomo di Monreale è stato incluso, insieme ad altri monumenti normanni dell'area palermitana e alle cattedrali di Cefalù e Monreale, nel sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Nel 2024 al comune è stato inoltre conferito il titolo di città con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Ministro dell'interno.


La stella a otto punte d'oro in campo azzurro costituisce da secoli l'elemento caratteristico dell'araldica civica monrealese: lo stemma coronato con la stella è documentato anche in rappresentazioni storiche dell'arcivescovado risalenti almeno all'inizio del XVIII secolo.
Prima del riconoscimento del titolo di città lo statuto comunale identificava il Comune con il tradizionale stemma, definito come lo «stemma di Guglielmo II», costituito da una stella gialla, araldicamente d'oro, a otto punte posta al centro di uno scudo azzurro sormontato dalla corona propria dei comuni. In termini araldici l'arma era quindi descrivibile: d'azzurro, alla stella di otto raggi d'oro; ornamenti esteriori da Comune.
Dopo il conferimento del titolo di città nel 2024, il Comune avviò l'adeguamento formale dello stemma e del gonfalone alla nuova dignità civica. Con il successivo decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 2025 furono formalmente concessi i nuovi emblemi. Lo stemma conserva l'antica arma — la stella d'oro a otto punte in campo azzurro — sostituendo gli ornamenti esteriori da comune con quelli propri delle città, e dunque con la relativa corona muraria.
Il gonfalone precedentemente utilizzato era costituito da un drappo di azzurro, recante lo stemma comunale e gli ornamenti previsti per il gonfalone civico. A seguito della concessione del titolo di città e del decreto araldico del 2025 il gonfalone è stato adeguato alla nuova qualifica dell'ente, mantenendo l'azzurro quale colore fondamentale e recando lo stemma cittadino con gli ornamenti esteriori da città.
La bandiera tradizionalmente utilizzata dal comune è costituita da un drappo azzurro caricato al centro dello stemma civico. Dopo la concessione dei nuovi emblemi nel 2025 essa reca lo stemma nella versione propria della città, con la stella d'oro a otto punte e i nuovi ornamenti esteriori.
| Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale | |
|---|---|
| Tipo | architettonico |
| Criterio | C (ii) (iv) |
| Pericolo | no |
| Riconosciuto dal | 2015 |
| Scheda UNESCO | (EN) Arab-norman Palermo and the cathedral churches of Cefalù and Monreale (FR) Scheda |

La costruzione più rappresentativa di Monreale è il Duomo costruito, sempre per volontà di Guglielmo II, fra il 1172 e il 1176. Lo stile di questo monumento è composito, poiché si uniscono gusti differenti che rimandano all'architettura dell'Europa del Nord e all'arte araba.
Le due torri massicce e solenni, fiancheggianti il portico d'ingresso (costruito nel XVIII secolo) non conservano la forma originale, poiché in seguito a un fulmine (1807) una è rimasta mutilata.

Molto importanti sono le porte bronzee in stile romanico: quella principale, eseguita da Bonanno Pisano, è composta da quaranta pannelli con scene tratte dalle narrazioni bibliche.
L'interno, illuminato dai magnifici mosaici rilucenti d'oro che creano l'illusione di trovarsi in un luogo paradisiaco, è a croce latina, con le navate divise da colonne sormontate da una sequenza ritmica d'archi ogivali. L'intero edificio è rivestito da mosaici risalenti al tempo di Guglielmo II il Buono e forse di Tancredi (1194). La narrazione, che s'estende per ben 7584 m², racconta l'intera storia del cristianesimo nei momenti dell'attesa di Cristo, della sua vicenda terrena e di ciò che è avvenuto dopo la sua morte e risurrezione.
Pur rimandando alla cultura bizantina, questi mosaici (soprattutto quelli più recenti) risentono del linguaggio romanico di quelli di San Marco a Venezia. Uno dei momenti più alti è costituito dall'immagine del Cristo Pantocratore (nel catino absidale) che sembra dominare l'intera aula sacra.




Fra i tesori della cattedrale sono da ricordare le cappelle di San Castrense, di San Benedetto e del SS. Crocifisso: quest'ultima splendido esempio di barocco a marmi mischi. La chiesa custodisce anche le tombe reali del primo e del secondo Guglielmo.
È interessante anche il tesoro, al quale si accede per la cappella del Crocifisso, realizzata in periodo barocco. Il chiostro, altro luogo di delizie per gli occhi e il cuore, è un vero capolavoro dell'arte della scultura e dell'intarsio di pietre dure. Le 228 colonnine gemine, ognuna delle quali presenta decori differenti, sono sormontate da elaboratissimi capitelli che sostengono archi d'ispirazione araba.
Anch'esso coevo alla costruzione del duomo, il chiostro ha forma quadrangolare e racchiude, in un piccolo spazio, un intero campionario di forme e di culture desunti dall'arte provenzale, borgognona, dal classicismo dell'area salernitana e, come sempre in questa zona della Sicilia, dall'arte araba. Nell'angolo meridionale è il recinto quadrato con la fontana con alto stelo, che evoca la forma del tronco di una palma, e rimanda, con la delicatezza delle forme e dei colori, alle magiche e sensuali atmosfere delle dimore orientali.
Il 3 luglio del 2015 è stato inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.
Abitanti censiti

La Zampogna di Monreale, intonata nella tonalità minore, è la zampogna tradizionale più grande della Sud Italia[senza fonte]. Ora è una tradizione quasi estinta.
Emittenti Scomparse :
Emittenti Scomparse

Data la sua vastità territoriale, Monreale presenta un elevato numero di frazioni e di borghi. Le frazioni sono:
Sono presenti anche alcuni borghi, tipo:
Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, che si distinguono per l'arte della ceramica, del mosaico, del ricamo e del vimini.
La principale infrastruttura stradale di collegamento con il capoluogo è la strada statale 186, che serve Monreale quale circonvallazione. L'abitato è inoltre servito dalle provinciali 69, percorso longitudinale più antico, e 68.
Fra il 1900 e il 1946 la cittadina era servita da un originale sistema tranviario che la collegava con piazza Bologni, a Palermo, e la cui tratta intermedia superava la forte pendenza presente per mezzo di una sezione a trazione funicolare.
A Monreale è inoltre ancora facilmente individuabile l'area della stazione ferroviaria, che sorgeva lungo la progettata ferrovia Palermo-Salaparuta, poi realizzata solo in parte.
Monreale è raggiungibile dalla linea Amat 389 che parte da Piazza Indipendenza dal centro cittadino di Palermo.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 11 aprile 1989 | 11 giugno 1990 | Antonino Sirchia | DC | Sindaco | |
| 11 giugno 1990 | 16 ottobre 1991 | Francesco Mortillaro | DC | Sindaco | |
| 5 novembre 1991 | 20 gennaio 1993 | Stefano Gorgone | DC | Sindaco | |
| 24 febbraio 1993 | 17 maggio 1993 | Angelo Filippo Marceca | DC | Sindaco | |
| 29 giugno 1993 | 10 febbraio 1994 | Castrenze Giangreco | DC | Sindaco | |
| 26 giugno 1994 | 8 giugno 1998 | Salvatore Caputo | AN | Sindaco | |
| 8 giugno 1998 | 13 maggio 1999 | Salvino Pantuso | PPI | Sindaco | |
| 13 maggio 1999 | 13 dicembre 1999 | Carlo Pecoraro | Commissario | ||
| 13 dicembre 1999 | 28 giugno 2004 | Salvatore Caputo | AN | Sindaco | |
| 28 giugno 2004 | 23 giugno 2009 | Salvatore Gullo | CdL | Sindaco | |
| 25 giugno 2009 | 10 giugno 2014 | Filippo Di Matteo | PdL | Sindaco | |
| 10 giugno 2014 | 13 maggio 2019 | Pietro Capizzi | PD | Sindaco | |
| 13 maggio 2019 | in carica | Alberto Arcidiacono | FI | Sindaco | |
La principale squadra di calcio a 5 della città era l'A.S.D. Monreale Calcio a 5 che milita nel girone H della Serie B nazionale.
Monreale è stata sede della cosiddetta "Grande Partenza" del Giro d'Italia nell'edizione del 2020, con il via ufficiale della corsa dato il 3 ottobre davia Strada Ferrata alla volta di Palermo, dove si concluse la prima tappa (cronometro individuale) con la vittoria di Filippo Ganna. L'evento rimane l'unico in cui la città è stata sede di tappa della "Corsa Rosa".
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