| Balestrate comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Rizzo Vito (lista civica "Siamo Balestrate Rizzo sindaco") dall'11-6-2017 |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°03′04.5″N 13°00′26.06″E |
| Altitudine | 35 m s.l.m. |
| Superficie | 6,43 km² |
| Abitanti | 6 350 (31-5-2026) |
| Densità | 987,56 ab./km² |
| Comuni confinanti | Alcamo (TP), Partinico, Trappeto |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 90041 |
| Prefisso | 091 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 082007 |
| Cod. catastale | A592 |
| Targa | PA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona B, 650 GG |
| Nome abitanti | balestratesi |
| Patrono | Maria santissima Addolorata |
| Giorno festivo | 15 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Balestrate (Sicciara in siciliano) è un comune italiano di 6 350 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.i F
Fa parte dei comuni che si affacciano sul golfo di Castellammare.
È situata al centro del golfo di Castellammare, al confine con la provincia di Trapani, nella valle del fiume Cataldo, ai piedi del monte Ferricini.
Si trova in vicinanza dei comuni di Trappeto, Partinico e Alcamo, in posizione equidistante (circa 50 km) dai capoluoghi Palermo e Trapani.
Il clima a Balestrate è caldo e temperato, con inverni più piovosi rispetto al periodo estivo.
La temperatura media annuale è di 18,4 °C, essendo agosto il mese con temperature più alte (26,1 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (12,3 °C).
La piovosità media annuale è di 559 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di luglio e più abbondanti nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
| Mesi | Stagioni | Anno | |||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 15,0 | 15,2 | 16,5 | 19,2 | 22,6 | 26,0 | 29,0 | 29,4 | 27,1 | 23,3 | 19,6 | 16,3 | 15,5 | 19,4 | 28,1 | 23,3 | 21,6 |
| T. min. media (°C) | 9,6 | 9,6 | 10,4 | 12,2 | 15,3 | 19,1 | 22,1 | 22,8 | 20,8 | 17,2 | 13,8 | 11,0 | 10,1 | 12,6 | 21,3 | 17,3 | 15,3 |
| Precipitazioni (mm) | 71 | 61 | 53 | 45 | 19 | 9 | 3 | 13 | 38 | 82 | 83 | 82 | 214 | 117 | 25 | 203 | 559 |
I primi insediamenti antropici stabili nell’area risalgono alle epoche Elime, fenicia e punica seguite da quella greco-romana, periodo in cui presso la foce del fiume Jato sorsero impianti produttivi, come le fornaci, funzionali alla commercializzazione dell’olio, del vino e di tutte le derrate alimentari provenienti dall’antroterra. Successivamente, durante la denominazione bizantina, attorno ad un torrione difensivo - citato nei documenti notarili medievali come “Calatacupuni seu Sicciara” e inserito tra le torri di difesa del territorio del Golfo di Castellammare e della Sicilia occidentale - si sviluppo un piccolo insediamento costiero adagiato su tre promontori.
Nel IX secolo, con l’espansone avvenuta in epoca araba, il borgo crebbe. Gli arabi riorganizzarono lo sfruttamento agricolo locale introducendo sistemi di irrigazione basati sull’utilizzo di sorgenti, condotte (sìqayah ) e ruote idrauliche (senie), per la coltivazione degli orti. È ipotizzabile che il toponimo Sicciara tragga origine da questi dispositivi idraulici, rimasti a lungo riferimenti toponomastici per la popolazione locale.
All’epoca della dominazione normanna il paesaggio costiero si presentava caratterizzato da cordoni di dune sabbioso attorno ai promontori, mentre lungo la costa i caricatori rendevano il commercio marittimo florido.
A testimonianza del contesto ambientale medievale Federico II di Svevia, menziona nel suo trattato De arte venandi cum avibus la pratica della caccia ai conigli con il furetto all’interno della vasta Selva Parthenia posta a sud dell’attuale territorio di Balestrate, e fino al Settecento, si estendeva per circa 10 km verso sud, un grande foresta costituita prevalentemente da querce, che forniva prevalmentente risorse per la pastorizia, legnami ed altri materiali utili per la concia delle pelli, mentre le abitazioni locali costituite perlopiù da capanne in legno e canne.
Nel corso dell'alto e basso medioevo, accanto alle torri di difesa e ai caricatori, un ulteriore punto strategico era costituito dalla foce del fiume Jato (noto nelle fonti classiche come Hipsas e in altri testi storici “Batis”). Questo scalo, frequentato fin dall’epoca fenicia e romana, consentiva alle imbarcazioni mercantili e militari il rifornimento di acqua potabile e fungeva da via d’accesso commerciale verso l’entroterra, collegandosi all’insediamento di Jetas (l'odierna San Giuseppe Jato).
Calatacupuni rimase un punto di approdo e di riferimento commerciale della costa anche durante il periodo arabo-normanno. A partire dal 1290 e per tutto il XIV secolo, in concomitanza con le crisi demografiche, le epidemie (come la peste) e i conflitti tra Angioini ed Aragonesi, l’area subì un forte calo demografico e il piccolo borgo si spopolo progressivamente, un fenomeno che interessò molti insediamenti rurali minori della Sicilia medievale a vantaggio dei centri fortificati maggiori (vedi Alcamo e Castellammare).
Nel corso di queste trasformazioni, a testimoniare la continuità del sito rimasero i toponimi di Calatacupuni e di Secchiarìa (che nei secoli successivi, attraverso la naturale evoluzione fonetica del volgare e del dialetto locale, si stabilizzerà nella forma Sicciara). Di questi toponimi si riscontrano attestazioni documentarie: Calatacupuni compare frequentemente nelle carte nautiche e nei portulani dell’epoca come riferimento per la navigazione , mentre Secchiaria (o Secheria) e Sicciara emergono con regolarità nei documenti notarili e catastali del XVII secolo.
Di fatto in questo periodo non c’è una vera e propria urbanizzazione. La zona può essere attraversata dalle merci in direzione est-ovest solo in estate e i passanti in inverno a causa delle piene sono costretti a risalire fino al ponte romano vicino al santuario della Madonna del ponte e i traffici commerciali da li vengono dirottati direttamente verso il castello di Calatubo. Così il territorio perde di importanza rimandando luogo legato alla caccia e alla pesca.
Superato il periodo normanno, bisogna aspettare il 1307 per trovare una nuova denominazione dei territori "le balestrate”, precisamente nel decreto di istituzione dell'abbazia di Altofonte, Privilegio voluto dal re Federico II d'Aragona, con il quale assegna ai cistercensi anche la foresta di Partinico, riservando per se le terre demarcate per Jactum Balistae. Nel 1456 la denominazione Balestrate venne usata in senso stretto da Alfonso il Magnanimo in un documento che attesta la donazione del territorio tra i torrenti San Cataldo e Calatubo al camerlengo Nicolò de Leofante, anche se nei documenti notarili si fa riferimento ai due nomi con cui si chiamava in quel tempo il borgo: "Sicciara seu Calatacupuni".
Nel 1517 fu autorizzata da Carlo V a favore di Giacomo Fardella principe di Trapani la costruzione della tonnara. Ma la tonnara di Sìcchiara prese avvio nel 1599 dopo che Fardella e Bologna risolsero un lungo contenzioso per poi rimanere attiva per meno di due secoli.
Oltre a rendere produttivi i territori per ottenere più ricavi con le tasse, attraverso le enfiteusi e le concessioni demaniali, nel XVI secolo il Senato palermitano è impegnato ad assicurare alla Capitale dell'Isola e ai centri costieri ad essa vicini, un sistema di guardia a difesa del litorale. Dell'antico torrione di Calatacupone si occupano due ingegneri spagnoli che pensano di riattivarlo. Tanto Spannocchi nel 1578 che Camilliani nel 1583, propongono di costruire una nuova torre. Ma sarà la tonnara a diventare motivo dell'espansione ulteriore dell'abitato.
Nel 1678 Giacomo Santoro ricostruisce la fattoria leofantina (nei pressi dell'attuale piazzetta Sant’Anna, oggi San Pietro) per fornire una dimora ai contadini che lavoravano nelle terre vicine. A fine seicento venne costruita la chiesetta di Sant’Anna (1681), che venne riconosciuta dal Vescovo Papé nel 1744, divenne parrocchia nel 1800. Nel settecento la Sicciara rientra sotto la giurisdizione del vescovo di Mazara del Vallo. In loco la produzione agricola si incrementa e nasce l’interesse negli inglesi a commerciare i prodotti vitivinicoli delle terre delle Balestrate. Si vengono ad erigere le prime case fatte con le pietre della tonnara e della torre.

Il 29 marzo 1820, per volere del re Ferdinando di Borbone, fu istituito il comune di Balestrate, che comprendeva le borgate di Sicciara e Trappeto. Nello stemma del comune vi sono i richiami ai nomi Balestrate e Sicciara (al suo interno una seppia e una balestra. È molto probabile che, nel Settecento, i nuovi abitanti dei luoghi abbiano associato il nome Sícchiaria al presenza abbondante nel litorale di seppie di cui sono però pescosi tutti i litorali della Sicilia.
Nel periodo che va dal 1835 al 1840, nel territorio di Balestrate sorsero stabilimenti enologici dei Woodhouse, degli Ingham e dei Florio, che sono classificati come edifici di archeologia industriale. In particolare venivano prodotte uve a bacca rossa denominate "perricone", il cui mosto veniva trasportato in botti di legno fino alla città di Marsala, per la produzione dell'omonimo vino Marsala. Nel 1860 Giuseppe Garibaldi pernottò a Balestrate nella casa del sindaco di quel tempo, dove è visibile una lapide commemorativa dell'evento.

A partire dal 1881 diventò operativa una linea ferroviaria che passa attraverso il territorio di Balestrate, crocevia di un intenso scambio commerciale del vino prodotto dai balestratesi. Balestrate si espande fino ad arrivare ad una popolazione di 5 000 anime.
Durante il ventesimo secolo Balestrate continua ad espandersi ma è a partire dal 1970 che subisce, con una violenza inaudita, l’abuso edilizio da parte di tutta la comunità e di coloro che a Balestrate vogliono villeggiare in estate. Il fenomeno dell’abuso edilizio cambia tutte le previsioni urbanistiche. Nel 1994, il comune avvia l'iter per l'approvazione di una Piano regolatore ma ancora oggi questo strumento non è stato approvato. Nel 2002 è stato ultimato un porto allo scopo di rilanciare il settore turistico della zona.
Lo stemma di Balestrate si presenta come uno scudo troncato: il primo d'argento, a quattro bande di rosso, alla balestra armata di nero, posta in banda, attraversante; il secondo di azzurro, alla seppia d'oro. Il gonfalone è un drappo di rosso.
Tra il XVIII e XIX secolo furono costruiti a Balestrate molti palazzi e dimore di particolare interesse storico e artistico, appartenuti alle famiglie Barretta, Bommarito, Chimenti, Clemente, Evola-Velez, Farina-Viviano, Finazzo, Garofalo, Giordano, Petruso, Morici, Rizzo, Rocca, Taormina, Tuzzo e Valenti.
A questi si aggiungono diversi edifici industriali storici, tra cui:
Sono inoltre da ricordare le scuole elementari "Principe di Napoli", della prima metà del XX secolo.

Le architetture religiose a Balestrate comprendono:
Nel territorio di Balestrate sono presenti i ruderi di un antico castello, chiamato castello di Calatacupuni, che fu edificato probabilmente dai bizantini. di cui rimangono tracce nelle carte fino al 1781
Esisteva inoltre una torre di guardia (detta "torre della Sicciara"), i cui ruderi probabilmente erano visibili fino al 1920.
La maggiore attrazione di Balestrate è il suo mare smeraldo e la sua spiaggia dorata, che si affaccia sul Golfo di Castellammare, gradita ai visitatori per le sue acque, chiare, basse e calde, ideali per le famiglie. include al suo interno la cosiddetta "spiaggia dei pescatori", di particolare interesse geologico per la presenza di una falesia con fossili di Pecten. Nel litorale ovest vi sono diverse baie e cale. Partendo dal porto verso ovest: la cala di Sicciara detta anche dello scalo vecchio, baia delle Grotte, la Cala del Drago prospiciente la foce del torrente Lupo; la cala dei Petrazzi, la baia dei Fenici in prossimità della foce del torrente Calatubo e Baia Gaia al confine con Alcamo Marina. Nel litorale est vi si trovano andando dal porto verso est: cala Paliscarmi; baia dello Iato detta anche baia foce. La cala del Porto invece è l’antica cala del Capone (che deriva probabilmente da punta Calatacupuni che era ubicata dove oggi insiste villa Europa).
Inoltre in prossimità della spiaggia, in direzione Alcamo Marina, sorge un sito di interesse comunitario costituito da più di 50 ettari di boscaglia pini marini, eucaliptus e tamerici.
Abitanti censiti

Le festività religiose che si svolgono a Balestrate includono:
L'economia del territorio di Balestrate si fonda principalmente sulla produzione e lavorazione enologica e sulle attività cerealicole, alle quali si aggiungono altre attività di agricoltura (Alle quali si aggiungono altre attività agricole, in particolare la coltivazione di ulivi, agrumi e frutta tropicale, tra cui spicca il mango, di recente introduzione ma già particolarmente prolifica), pesca e turismo data la vicinanza al mare.
Balestrate è collegata alla SS 187, all'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo e alla linea ferroviaria Palermo-Trapani.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 30 giugno 1988 | 16 settembre 1989 | Paolo Valenti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 10 novembre 1989 | 27 febbraio 1991 | Gino D'Anna | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 2 marzo 1991 | 20 agosto 1992 | Salvatore Campo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 20 agosto 1992 | 7 giugno 1993 | Sebastiano Orlando | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 7 giugno 1993 | 21 gennaio 1994 | Salvatore Vescovo | lista civica | Sindaco | |
| 27 giugno 1994 | 1º dicembre 1997 | Girolamo Di Benedetto | lista civica | Sindaco | |
| 1º dicembre 1997 | 28 maggio 2002 | Raffaele Tuzzo | lista civica | Sindaco | |
| 28 maggio 2002 | 15 maggio 2007 | Salvatore Bonaviri | insieme | Sindaco | |
| 15 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Tonino Palazzolo | lista civica | Sindaco | |
| 8 maggio 2012 | 13 giugno 2017 | Salvatore Milazzo | lista civica | Sindaco | |
| 13 giugno 2017 | in carica | Vito Rizzo | lista civica | Sindaco | |
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