| Ciminna comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Vito Filippo Barone (lista civica) dal 13-6-2017 |
| Territorio | |
| Coordinate | 37°54′N 13°34′E |
| Altitudine | 486 m s.l.m. |
| Superficie | 56,42 km² |
| Abitanti | 3 307 (31-5-2026) |
| Densità | 58,61 ab./km² |
| Comuni confinanti | Baucina, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Mezzojuso, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villafrati |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 90023 |
| Prefisso | 091 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 082030 |
| Cod. catastale | C696 |
| Targa | PA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 545 GG |
| Nome abitanti | ciminnesi |
| Patrono | san Vito |
| Giorno festivo | prima domenica di settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Ciminna (Čiminna in siciliano) è un comune italiano di 3 307 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Per molto tempo si è creduto erroneamente, e tutt’ora tanti insistono a crederci, che il toponimo "Ciminna" fosse di origine araba, da Soemin, teoria avanzata dal Dott. Vito Graziano nel 1911, con il significato di grasso, pingue, indicando la fertilità del territorio di Ciminna.
Già nel 1947, il Prof. G. Alessio aveva proposta una sua origine greca e di parere simile era per il Prof. Caracausi, che nel suo Dizionario Onomastico, riporta il seguente: Ciminna com. PA: l’uscita in –nna e l’accento iniziale di είς τήν κύμινναν CUSA 5 (a 1097) Τά κίμιννα ib. 471 (a. 1123), poi adattato alle regole latine in Chimigna RRS I 199 (a.1282), Chiminna De Citella II 382 (a. 1299), Ciminum RDS 128 e Cimina ib. 131 (aa. 1308-1310), terra Chimine Barberi I 205, fan pensare giustamente a Alessio (EG 48 e nota 4, II 15) che si tratta di un relitto del sostrato mediterraneo.
Mentre un grande esperto di toponomastica, il Prof. G.B. Pellegrini, nel Dizionario Toponomastico (UTET) riporta il seguente: 'Ciminna (PA): Nei diplomi figura come Κύμινναν, Κίμιννα (Cusa 4) e l’etnico era in – ίηζς. Cfr Rocca Ciminnita, Ciminniti (S. Angelo di Brolo). L’Alessio 1947 pensa ad una base del tipo *Ciminna da confrontare con Ciminius mons in Etruria e Cemenelum mons in Liguria, forse anche Κέμεννος / Cebenna (Cévennes) in Francia. È comunque verosimile che il tipo toponimico sia pre-greco.
Gli esperti di cui sopra non menzionano mai Soemin e tanto meno Graziano, perché il toponimo non è di origine araba. L'archeologo e storico A. Masi nel suo lavoro Ciminna. Notizie storiche e archeologiche, 2017, ed. Kalós, a tale proposito ha avanzato l'ipotesi che il toponimo potrebbe derivare da Chimenna, nome documentato a Termini su due lapidi (oggi esiste solo una) di epoca romana dove vengono riportati i nomi di due donne, Domitia Chimenna (CIL X 7400) e Coponiae Chimenna (CIL X 7394).
Secondo la Prof.ssa Livia Bivona, queste donne possono essere dei liberti delle rispettive "gens" e sottolinea che il nome Chimenna non compare fra i nomi greci delle iscrizioni urbane.
Un altro studioso, Kalle Korhonen, sostiene che il suffisso -εννα (-enna) di Chimenna, non ha una chiara classificazione linguistica ma è molto comune nell’onomastica etrusca, soprattutto nei gentilizi maschili. È anche presente tra le donne, per esempio Perpenna, Sisenna, Vibenna. Inoltre, il prof. Korhonen mette in evidenza un fattore molto interessante, infatti, sostiene che dal punto di vista fonologico il suffisso - εννα (- enna) è molto vicino nell’onomastico greco al suffisso dei nomi femminili –ιννα (-inna), per esempio Corinna, Erinna, Glycinna. Considerando ciò, Masi propone che il “cognomen” “Χίμεννα”, Chimenna, si sia trasformato successivamente in “Χίμιννα”, Chiminna, un passaggio di “ellenizzazione”, tipico nell’onomastico indigeno, sia Siculo che Sicano ed Elimo. Il Prof. Korhonnen conclude sostenendo che il cognome Chimenna “può essere un raro rappresentante dell’onomastica indigena sicula.".
L'archeologo Masi ha avanzato l'ipotesi che Chimenna potrebbe essere, certamente di origine indigena sicula come sostiene Korhonen, ma più precisamente di origine elima. Tale ipotesi si basa sugli studi del prof. Agostiniani sulle iscrizioni Elime. Il professore Agostiniani mette in evidenza una ricorrenza di “grecizzare” nomi locali aggiungendo un suffisso greco al nome elimo. Inoltre, il Prof. Agostiniani mette in evidenza che i nomi Elimi richiamano formule onomastiche Latine e Italiche. Nelle iscrizioni Elime la sequenza finale dei nomi è composta da una serie di segni ricorrenti che trova analogie con l’onomastica Italica dove la ricorrenza di queste sequenze finali sono pure attestati nei nomi individuali. Tra i graffiti studiati sui frammenti ceramici un frammento di kylix riporta la sequenza finale -ννα (-nna), che ci rimanda al nostro nome Chimenna.
Nel territorio di Contessa Entellina (PA), area Elima, furono raccolti durante ricognizioni archeologiche 4 frammenti di tegole con bolli che riportano il nome "Sisenna". Secondo il Prof. Garozzo si tratta di un nome attestato in Tarquinia (Etruria) non solo sui laterizi ma anche su anfore Dressel 6B rinvenute in Veneto, e aggiunge che “…il nome Sisenna rimanda all’onomastica Etrusca e a questo proposito si ricorda che a Termini è documentato il “cognomen” Chimenna”
Qualunque sia l'origine del nome Chimenna, Etrusca o Elima, è chiaro che siamo di fronte ad un nome e ad un toponimo raro se non addirittura unico ma certamente non è di origine araba come tanti ancora sostengono. Per motivi culturali il nome Chimenna (Χίμεννα), divenne Chiminna (Χίμιννα), e infine Ciminna. Tre passaggi semplici di un toponimo che ha origini nel nome di una donna e che affonda le sue radici e le sue origini nel passato più profondo della nostra storia.
Il toponimo Chiminna compare per le prime volte in documenti scritti in greco del 1098, 1123, 1176 alludenti ad un centro abitato che con molta probabilità si trova in contrada Cernuta, e che intorno al 1230 si spostò per cause che si ignorano sull'attuale sito, in prossimità di un castello esistente sul colle Santa Anania. Nel Trecento sotto la signoria di Matteo Sclafani è citata come Terra (cittadina). Intorno al 1490 il centro abitato si trovava in parte diroccato a causa delle frane, e ciò causò nel corso del Cinquecento un notevole sviluppo edilizio verso occidente. Tra il '400 e il '600 furono eretti numerose chiese e conventi dotate di numerose e preziose opere d'arte, che fecero meritare al paese l'appellativo di Palermu lu nicu. Nell'Ottocento i ciminnesi parteciparono numerosi ai moti risorgimentali e antiborbonici. L'emigrazione degli inizi del Novecento portò ad un primo spopolamento del paese e fino agli anni cinquanta era sede della Pretura, del Carcere, dell'Ufficio imposte, dell'Ufficio registro.
Lo stemma comunale è stato concesso con regio decreto del 31 agosto 1928. È uno scudo troncato: la parte superiore è d'oro, al grifone di nero passante sopra una scala orizzontale; nella parte inferiore, d'azzurro, una mammella femminile. Lo stemma è composto dall'unione del grifone nero, simbolo dei nobili Grifeo (campo color di oro, con tre sbarre d'azzurro, abbassate sotto una fascia dello stesso, sormontata da un Grifone nero passante con la branca erta combattente), ultima famiglia ducale che ebbe in signoria feudale il comune, e il campo color oro della famiglia Ventimiglia. La fusione dei due blasoni avvenne con il matrimonio tra Mario III Grifeo e Antonia Ventimiglia agli inizi del XVII secolo. La mammella, simbolo di fertilità e di abbondanza della Universitas Terrae Ciminnae, potrebbe anche derivare da minna che in siciliano significa "seno". Questo stemma venne introdotto ufficialmente quando Mario III Grifeo, II principe di Partanna, divenne il primo duca di Ciminna con privilegio concesso nel 1634 dall'imperatore spagnolo Filippo IV.
Il gonfalone è un drappo di bianco.



Fra le varie chiese di Ciminna scomparse o adibite nei secoli ad altri utilizzi si ricordano:
Abitanti censiti

La Chiesa Madre e alcuni luoghi del paese, sia dentro che fuori dall'abitato, sono stati scelti da Luchino Visconti per girare alcune scene del film Il Gattopardo: il ringraziamento in chiesa dopo l'arrivo a Donnafugata, le scene di caccia, la partenza del cavalier Chevalley. Per l'occasione il paese fu trasformato in set cinematografico; in piazza Matrice fu costruita la facciata del palazzo dei Salina, in cartapesta davanti alle abitazioni esistenti e numerosi furono gli abitanti coinvolti come comparse.
Inoltre la chiesetta di San Vito venne utilizzata per girare una scena nel film Baarìa, di Giuseppe Tornatore.
Il Comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Da | a | Primo cittadino | Partito | Carica |
|---|---|---|---|---|
| 4 giugno 1985 | 29 maggio 1990 | Michelangelo Barone | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 14 giugno 1990 | 10 febbraio 1994 | Michelangelo Barone | Democrazia Cristiana | Sindaco |
| 22 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Rosa Maria Brancato | Partito Popolare Italiano | Sindaco |
| 25 maggio 1998 | 15 gennaio 2001 | Rosa Maria Brancato | lista civica | Sindaco |
| 15 gennaio 2001 | 26 novembre 2001 | Calogero Ricciardo | Comm. straordinario | |
| 26 novembre 2001 | 15 maggio 2007 | Vito Catalano | lista civica | Sindaco |
| 15 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Giuseppe Leone | centro-sinistra | Sindaco |
| 8 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Vito Catalano | lista civica | Sindaco |
| 11 giugno 2017 | In corso | Vito Filippo Barone | lista civica | Sindaco |
Fa parte del triplice gemellaggio che lega anche Ventimiglia di Sicilia e Baucina a comuni francesi della Bretagna, rispettivamente Bohars e Guilers.
La principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Ciminna 1977 che milita nel girone B siciliano di 1ª Categoria. È nata nel 1977.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 245448448 · GND (DE) 7610714-0 |
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