Imola (Jomla in romagnolo) è un comune italiano di 69 856 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna. È il maggior comune della città metropolitana per estensione e il secondo per numero di abitanti, dopo Bologna. Geograficamente e culturalmente parte della Romagna, viene tradizionalmente considerata la sua porta d'accesso occidentale.
In epoca romana fu fondata come colonia lungo la via Emilia con il nome di Forum Cornelii; fu comune medievale, per poi passare alle signorie come gli Alidosi e i Riario-Sforza, infine allo Stato Pontificio. Conserva testimonianze del suo passato rinascimentale e barocco, tra le quali la Rocca Sforzesca e Palazzo Tozzoni. Ѐ celebre a livello internazionale per l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, storica sede di Gran Premi di Formula 1 e di competizioni automobilistiche e motociclistiche.
È sede amministrativa del Nuovo Circondario Imolese ed è sede vescovile della Diocesi di Imola. Tra gli elementi distintivi del tessuto economico locale figura una consolidata tradizione cooperativa, sviluppatasi nei settori industriale e meccanico, dell’edilizia, dei servizi, dell’agroalimentare e della distribuzione.
Il territorio del Comune di Imola si estende per circa 205 km² nella parte più occidentale della Romagna. Comprende una varietà di paesaggi che vanno dalla pianura fino alle prime propaggini dell'Appennino imolese, parte dell'Appennino tosco-romagnolo.
La porzione settentrionale è prevalentemente pianeggiante, caratterizzata da un reticolo agricolo regolare che conserva tracce della centuriazione romana. A sud, il territorio si fa collinare, con rilievi che raggiungono i 323 metri di altitudine.
La città è collocata lungo la via Emilia e attraversata da sud a nord-est dal fiume Santerno.
Il clima di Imola è di tipo temperato subcontinentale, classificato come Cfa secondo Köppen-Geiger, con estati calde e inverni freddi ma non estremi. Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l’anno, con un massimo in autunno e un minimo relativo in inverno.
La temperatura media annua è di circa 14,3 °C. Il mese più caldo è luglio, con medie di 25,3 °C e massime che superano spesso i 30 °C, mentre il mese più freddo è gennaio, con medie di 3,9 °C e minime prossime o inferiori a 0 °C. Le precipitazioni annue si attestano intorno a 900 mm, con valori medi mensili che variano da circa 54 mm a gennaio a oltre 100 mm a novembre.
L’umidità relativa è più elevata nei mesi invernali (oltre l’80% a dicembre-gennaio) e più bassa in estate (circa 54% a luglio). Le ore di sole variano dalle circa 5 ore giornaliere in inverno alle oltre 12 ore in estate.
l territorio di Imola risulta frequentato fin dalla preistoria e protostoria. Le prime evidenze significative riguardano l'età villanoviana, con un villaggio individuato a Pontesanto e una necropoli con corredi funerari ricchi. Tra VI e V secolo a.C. si attestano insediamenti con caratteristiche umbre, documentati dal villaggio di Monte Castellaccio e soprattutto dalla necropoli di Montericco, che rappresenta il limite più occidentale conosciuto della presenza umbra.
Nel V-IV secolo a.C. l'area fu interessata dalla presenza etrusca (la pista pedemontana tra Rimini e Bologna, futura via Emilia), ma senza evidenze di insediamenti urbani. Nello stesso periodo si insediarono popolazioni celtiche provenienti dall'Europa centrale, diffuse in tutta la pianura padana.
Dal III secolo a.C. iniziò la conquista romana, con la progressiva romanizzazione del territorio: centuriazione agricola, costruzione della via Emilia e di un ponte sul Santerno; in questo contesto nacque la colonia di Forum Cornelii, che divenne un centro agricolo e commerciale prospero, soprattutto nel I secolo a.C., e ottenne lo status di municipium in età augustea.
Nei secoli successivi la città perse progressivamente importanza. Il cristianesimo si diffuse probabilmente a partire dal III secolo, con il martirio di san Cassiano come evento fondante della comunità cristiana locale. In età tardoantica Forum Cornelii compare ancora nelle fonti, ad esempio in relazione al matrimonio tra Ataulfo e Galla Placidia, celebrato nel 412.

Il nome attuale deriva dalla locuzione Castrum Imolae, usata per la prima volta nel VII secolo per indicare l'insediamento sul monte Castellaccio; successivamente il nome passò alla città stessa.
Dopo l'invasione dei Longobardi della pianura Padana il Sillaro divenne il confine stabile tra possedimenti bizantini e longobardi. Il territorio sottoposto alla giurisdizione di Forum Cornelii restò legato al mondo romano per il tramite amministrativo e militare della città di Ravenna, sede dell'esarca bizantino. Nel IX secolo la città fu coraggiosamente difesa contro i Saraceni e gli Ungari da Fausto Alidosi. Nel X secolo la famiglia di Troilo Nordiglio acquisì grande potere.
Nei primi secoli dopo il Mille si susseguirono guerre contro i Ravennati, i Faentini e i Bolognesi, così come lotte interne tra gli abitanti di Forum Cornelii, quelli di Castrum Imolae e i Sancassianesi (da Castrum Sancti Cassiani). Nello stesso periodo venne redatto il primo Statuto comunale. Nella disputa tra il Papa e l'Imperatore, Imola fu generalmente ghibellina, sebbene essa ritornò spesso al Papa (per esempio nel 1248). Diverse volte i Signori locali tentarono di ottenere il controllo della città (gli Alidosi nel 1292, Maghinardo Pagani nel 1295).
Papa Benedetto XII consegnò la città e il suo territorio a Lippo II Alidosi, il quale venne insignito anche del titolo di vicario pontificio. Il potere rimase alla famiglia Alidosi fino al 1424, quando il condottiero Angelo della Pergola, "capitano" per Filippo Maria Visconti, la prese con la forza cacciando gli Alidosi. Nel 1426 la città fu riannessa allo Stato Pontificio; il legato papale Domenico Capranica inaugurò un nuovo regime negli affari pubblici.
In seguito Imola fu conquistata da diversi condottieri, tra cui i Visconti, dai quali derivano diverse fortezze di confine. Nel 1434, 1428 e 1470 Imola fu dominio degli Sforza, signori di Milano. La città fu riportata sotto l'autorità papale quando fu concessa in dote sotto Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario.

Il padre aveva sottratto la città a Taddeo Manfredi, feudatario pontificio. Quando Caterina non aveva ancora compiuto 10 anni, decise di darla in sposa a Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV. Imola costituì parte della dote nuziale di Caterina. La contessa, figlia di Galeazzo Maria Sforza, segnò un periodo della storia di Imola.
Girolamo Riario fu insignito del dominio sul Principato di Forlì e Imola. Questo portò diversi vantaggi alla città, che fu abbellita con splendidi palazzi, molti dei quali su progetto del celebre Melozzo da Forlì, e luoghi d'arte.
Dopo soli quattro anni Girolamo fu assassinato, a Forlì, il 14 aprile del 1488 per una congiura. Caterina stessa fu imprigionata, ma poi riuscì abilmente a tornare libera. Poté così recuperare il governo sia di Forlì che di Imola, anche grazie all'appoggio dello zio Ludovico il Moro, sempre interessato a garantirsi una certa influenza sulla Romagna, per contrastare la presenza di Venezia. Il 30 aprile del 1488 Caterina iniziò il suo governo in nome del figlio maggiore Ottaviano, legittimo erede del principato.
Nel 1494 scoppiò un conflitto tra Ducato di Milano e Regno di Napoli. Caterina inizialmente si mantenne in posizione neutrale. Poi scelse di sostenere il Re di Napoli, ma fu tradita dai partenopei, che al primo attacco dei francesi non la difesero. Si schierò quindi con il Re di Francia, lasciando al suo esercito via libera per raggiungere e conquistare il regno di Napoli.
Papa Alessandro VI decise di riprendere direttamente il dominio dei territori pontifici in Romagna. A questo scopo assoldò Cesare Borgia, cui affidò la guida di un esercito. Il 24 novembre 1499 Cesare Borgia arrivò a Imola. Per evitare il saccheggio, le porte della città vennero aperte dagli abitanti ed egli poté prenderne possesso (25 novembre), dopo averne espugnato la rocca dove il castellano resistette diversi giorni. Caterina, arroccata a Forlì, non poté fare altro che assistere agli eventi.
Con la morte di Alessandro VI (18 agosto 1503), Cesare Borgia perse tutto il suo potere. Caterina rivendicò la signoria su Imola e Forlì presso il nuovo papa Pio III. Il pontefice si mostrò favorevole al ripristino della Signoria dei Riario su Imola e Forlì, ma la popolazione delle due città si dichiarò in maggioranza contraria al ritorno della contessa, per cui lo Stato passò al forlivese Antonio Maria Ordelaffi, che si insediò il 22 ottobre del 1503. Ma le contese per il controllo della città non terminarono, come testimoniano l'aspra disputa tra le famiglie Vaini e Sassatelli.
Nel 1797 le forze rivoluzionarie francesi insediarono un governo provvisorio. Dopo la parentesi austriaca (1799), nel 1800 Imola fu annessa alla Repubblica Cisalpina. Con la Restaurazione tornò sotto lo Stato Pontificio, nella Legazione di Ravenna. Nel 1859, in seguito ai plebisciti d'annessione al Regno di Sardegna, fu annessa al Regno di Sardegna.
Dopo la creazione del Regno d'Italia, vennero abolite le Legazioni, sostituite dalle Province. La città, con i paesi della vallata del fiume Santerno fu tolta a Ravenna per essere annessa alla Provincia di Bologna, di cui fa parte tuttora.

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del Governo del 6 agosto 1928.
La bandiera è stata concessa con decreto del presidente della Repubblica del 27 gennaio 2020.
Imola è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione. Il 12 giugno 1984 è stata insignita della Medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua partecipazione alla lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Il patrimonio architettonico di Imola è caratterizzato dalla stratificazione di edifici e complessi appartenenti a diverse epoche, dal Medioevo all'età contemporanea. Il tessuto urbano conserva testimonianze dell'architettura medievale e rinascimentale, alle quali si affiancano edifici di età barocca e neoclassica e alcune realizzazioni del XX secolo. Il rinnovamento urbanistico e architettonico avviato nella seconda metà del Quattrocento sotto la signoria dei Riario-Sforza interessò sia l'edilizia civile e religiosa sia il sistema difensivo, con interventi sulle mura, sulle porte e sulle strutture fortificate. Chiese, conventi e oratori costituiscono una parte rilevante dell'edilizia religiosa, mentre l'architettura civile comprende palazzi e altri edifici distribuiti soprattutto nel centro urbano. A questi si aggiungono aree naturali e parchi, estesi anche alla fascia collinare.

Il più importante nucleo religioso della città altomedievale e medievale fu l'abbazia di Santa Maria in Regola.
Gli edifici religiosi di Imola sono:




Le principali piazze di Imola sono:
Comprende una vasta area al di là del fiume Santerno, attorno al monte Castellaccio, una delle prime colline prospicienti la città.
Le origini del parco risalgono al 1830, quando ai piedi del monte furono scoperte quattro sorgenti d'acqua altamente mineralizzata, due che contenevano zolfo e due ferro. Le mineralizzazioni avvenivano rispettivamente negli strati profondi della formazione gessoso-solfifera del Miocene e nelle ghiaie e sabbie dei terrazzamenti quaternari riccamente impregnate di sali di ferro. La scoperta fu opera di un medico condotto, Gioacchino Cerchiari. Già l'anno dopo il fratello Francesco creò il primo stabilimento idroterapico. L'area, che al tempo era utilizzata come fondo agricolo, cominciò ad essere frequentata dagli imolesi. Attorno alle sorgenti di acque minerali nacque il Parco.

Nell'estate 1873 vennero realizzati i primi due ponticelli in legno per l'attraversamento del rio che scorre alla base della collinetta. Venne inoltre decisa l'edificazione di uno chalet a beneficio dei visitatori, per favorire anche la frequentazione dell'area da parte dei forestieri. Fu il primo fabbricato costruito all'interno del parco. Nel 1924 il Comune d'Imola divenne proprietario dell'area. Nel 1931 venne realizzata la fontanella vicina al rio. Nel 1936 fu aperta la fontana a tre getti. Dal dopoguerra l'erogazione delle acque fu discontinua, tanto che nel 1988, dopo varie interruzioni temporanee, venne definitivamente sospesa per l'eccessiva presenza di acido solfidrico. La denominazione Parco delle Acque Minerali comprende tre aree: il monte Castellaccio, le acque minerali "propriamente dette" e lo Stadio "Romeo Galli" con annessi gli impianti tennistici.
Situato in una vasta area collinare ai margini della zona urbana, il parco è aperto al pubblico dal 1º aprile 1978. La famiglia dei conti Tozzoni acquisì l'area nel 1882 e la utilizzò come riserva di caccia, conferendole il nome di "Parco del Monte". L'ultima erede del casato lo cedette al comune nel 1975.
Contiguo al parco Tozzoni è il bosco della Frattona, una riserva naturale regionale orientata di circa 19 ettari situata sulle colline di Imola, parte di un più ampio sito di conservazione di quasi 400 ettari. L’area è caratterizzata da boschi di querce, aceri e carpini, con una fauna ricca che include scoiattoli, caprioli e numerose specie di uccelli. È considerata riserva protetta perché rappresenta un residuo delle antiche forestazioni collinari precedenti allo sfruttamento agricolo, oltre che per il suo valore naturalistico, la biodiversità forestale e le caratteristiche “sabbie gialle” di origine quaternaria.
Abitanti censiti

Variazione della popolazione residente a Imola dal 2006 al 2010:
| Data | Abitanti | Variazione | Italiani | Variazione | Stranieri | Variazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-12-2006 | 66 658 | 63 251 | 3 407 (5,1%) | |||
| 31-12-2010 | 69 116 | + 3,7% | 62 932 | - 0,5% | 6 184 (8,9%) | + 81,5% |
Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.
Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 7 309, pari al 10,53% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
La lingua locale è il romagnolo. Imola forma, con Faenza, Forlì e Cesena, un'area linguisticamente omogenea, ma la variante imolese del romagnolo conserva una peculiarità: la negazione brisa (o briṡa), che è l'equivalente di "mica" o "per niente" in italiano. È usata per rafforzare espressioni negative e indicare la mancanza di qualcosa. Tale caratteristica accomuna l'imolese con i dialetti di Massa Lombarda, Conselice e Lugo.

Imola è sede di una diocesi della Chiesa cattolica. La diocesi di Imola comprende, oltre al comune di Imola, altri comuni romagnoli come Lugo, Conselice, Riolo Terme e Casola Valsenio.
Nel territorio di Imola esistono molti luoghi di devozione mariana:
In città hanno sede un monastero e un convento:
Nel campo dell'associazionismo laico, Imola ha una storia ricca di avvenimenti. L'Azione cattolica è presente sin dal XIX secolo. Gli scout sono presenti ad Imola dal 17 aprile 1922, giorno in cui venne pronunciata la prima promessa. Sciolti per ordine del regime fascista, furono rifondati nel 1958.
A Imola si svolge annualmente, dal 1991, il Festival Internazionale del Folclore, organizzato dal gruppo Canterini e Danzerini Romagnoli “Turibio Baruzzi”. L’evento, che coinvolge anche altri comuni limitrofi, ospita gruppi provenienti da diversi continenti e propone spettacoli di musica, danza e tradizioni popolari. Oltre a valorizzare il patrimonio culturale immateriale, il festival promuove lo scambio interculturale e la pace tra i popoli.
In campo sanitario, Imola dispone di una propria Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL). L'ente gestisce gli ospedali di Imola e Castel San Pietro Terme nonché i poli sanitari di Medicina e Borgo Tossignano.


Il primo ospedale psichiatrico della Romagna fu costruito a Imola nel 1844, su impulso del vescovo Giovanni Maria Mastai Ferretti. In quell'anno il direttore dell'ospedale cittadino, il medico Cassiano Tozzoli, aprì in un padiglione di S. Maria della Scaletta la sede del manicomio. Nel 1847 divenne «Asilo psichiatrico» e fu abilitato ad ospitare malati provenienti da tutte le diocesi della Romagna. La capienza della struttura raggiunse il numero di 80 posti letto. Nel 1862 Tozzoli lasciò la direzione dell'ospedale psichiatrico a Luigi Lolli (Riolo Terme, 1818-1896). Nominato "direttore permanente" dal 1º gennaio 1863, Lolli decise di disgiungere il manicomio dall'ospedale e fece costruire un edificio ex novo. I lavori presero avvio nel 1869 sotto la direzione dell'architetto romano Antonio Cipolla e terminarono nel 1880. Tutti i degenti furono trasferiti nella nuova struttura, nominata «Manicomio centrale», abilitata ad ospitare fino ad 800 pazienti. Nel giro di pochi anni i letti si rivelarono insufficienti: nuove richieste provenivano da tutte le regioni d'Italia. Lolli progettò allora la costruzione di un secondo edificio. Il progetto prevedeva che le due strutture avrebbero assunto due funzioni differenti: il Manicomio centrale (ridenominato "Villa dei Fiori") avrebbe ospitato i malati acuti e curabili, mentre nel nuovo edificio sarebbero andati i malati "incorreggibili", ovvero i soggetti affetti da patologie mentali croniche. Lolli trovò un terreno a soli 500 metri di distanza da Villa dei Fiori e lo acquistò: si trattava di un'area confinante con il convento «dell'Osservanza». I lavori di edificazione del secondo manicomio durarono dal 1881 al 1890, quando il Manicomio dell'Osservanza venne completato. Il nuovo complesso, come già il Manicomio centrale, venne concepito con una struttura a padiglioni: sei destinati al ricovero dei pazienti e gli altri adibiti a servizi (lavanderia, asciugatoio, officine artigiane, cucina, guardaroba), ambulatorio medico e alloggi del personale e del direttore.
La struttura assistenziale imolese divenne un modello architettonico e terapeutico, tanto che fu scelta come sede del primo congresso nazionale della Società italiana di freniatria (branca della psichiatria), tenutosi dal 22 al 29 settembre 1874. All'Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1876 Imola si classificò al terzo posto; a quella di Torino del 1884 la struttura imolese vinse la medaglia d'oro. Lolli fu direttore sia amministrativo che scientifico dell'istituzione fino al 1891 e direttore scientifico fino a poco prima della morte, avvenuta nel 1896. Alla fine dell'Ottocento i ricoverati superavano il migliaio.
Dopo la morte del Lolli, l'ospedale centrale venne messo in vendita. L'acquirente fu la Provincia di Bologna, che nel 1898 rinominò Villa dei Fiori «Manicomio provinciale di Bologna in Imola» e lo destinò ad accogliere i pazienti provenienti dalla sola Provincia di Bologna. La struttura fu diretta, in successione, da Raffaele Brugia, Giulio Cesare Ferrari e Luigi Baroncini. Il manicomio dell'Osservanza, invece, rimase nelle mani della Congregazione di carità e continuò ad ospitare i malati provenienti dalle altre province. Fu diretto da Raffaele Baroncini.
Le due strutture conservarono tale funzione fino al 1978, quando la legge Basaglia sancì la cessazione dei ricoveri in manicomio. La chiusura formale dei due ospedali psichiatrici avvenne il 31 dicembre 1996. Villa dei Fiori è stata demolita nel 2011.
Fondato per assistere gli orfani imolesi della prima guerra mondiale, l'Istituto Artigianelli (intitolato a Santa Caterina) nasce il 2 luglio 1915, pochi mesi dopo l'entrata dell'Italia nel conflitto. I locali furono forniti dal cardinale Francesco Salesio Della Volpe che, come lascito testamentario, donò un fabbricato sito sulla via Emilia. Il vescovo Paolino Tribbioli prese contatto con il sacerdote don Angelo Bughetti, che avviò l'opera. Don Bughetti dedicò gli ultimi cinque anni della sua esistenza al completo servizio dell'istituto.
L'istituto ha continuato la sua attività assistenziale per tutto il resto del XX secolo. A partire dal XXI secolo la sua struttura si è modificata da orfanotrofio-collegio a casa d'accoglienza. Una delle attività che ha caratterizzato tale trasformazione è l'oratorio-doposcuola, che accoglie tutti i bambini dai sei anni d'età in poi.
Istituto ospedaliero specializzato nella cura e nella riabilitazione di pazienti con lesioni spinali e cerebrali. La vita dell'istituzione può essere suddivisa in tre fasi (foto dell'ingresso):
All'interno dell'area ospedaliera ha sede la casa di accoglienza “Anna Guglielmi”, una struttura dotata di 46 camere e 82 posti letto che accoglie i familiari dei pazienti ricoverati.
Il più antico e illustre sodalizio culturale imolese è l'«Associazione per Imola Storico-Artistica» (AISA). Fondata nel 1938 per iniziativa di Luigi Orsini (letterato), Gianluigi Poggiali (ingegnere) e Rezio Buscaroli (critico d'arte, zio di Piero), l'associazione ha come scopo la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Imola e del suo territorio. Il suo primo presidente fu Luigi Orsini (1938-1942), seguito da Rezio Buscaroli (1943-1946). L'attuale presidente è, dal 2000, lo storico Andrea Ferri.
Il più antico circolo cittadino imolese tuttora esistente è il «Silvio Pellico», nato nel 1911 a Palazzo Monsignani. Fu fondato da don Angelo Bughetti come centro di ritrovo e di crescita per i giovani dai 15 anni in su. Oggi il circolo (che dal 2008 ha sede all'ex convento dell'Osservanza) rappresenta un punto di riferimento nel panorama educativo e culturale cittadino.
La Biblioteca comunale è nata in seguito alla confisca napoleonica della biblioteca del convento dei frati minori conventuali, fondata all'inizio del XVII secolo da padre Cesare Lippi (1558-1622). La biblioteca è stata aperta al pubblico l'11 gennaio 1799; dal 1802 è di proprietà del comune. Dal 1898 al 1938 fu diretta da Romeo Galli (Imola, 1872 - ivi, 1945), il fondatore della SACMI.
Durante i due secoli di vita, il patrimonio librario si è arricchito grazie alle donazioni di privati cittadini, tra cui il fondo di Giovanni Codronchi Argeli (1843), l'archivio Sassatelli (1923) e il fondo Andrea Ponti (1957). Oggi la biblioteca comunale gestisce anche l'Archivio storico della città. Il patrimonio librario totale è di 480 000 volumi. Gli iscritti totali al prestito sono 11 880. Sedi decentrate della biblioteca comunale sono situate nelle frazioni di Ponticelli, Sasso Morelli e Sesto Imolese.
Nel 1990 è stata fondata «Casa Piani», la biblioteca comunale per ragazzi. È una delle prime biblioteche in Italia completamente dedicata ai bambini e ai ragazzi. Nel 2010 ha raggiunto il numero di 3 300 giovani lettori iscritti. Casa Piani ha due sedi decentrate, denominate "Pippi Calzelunghe" e "Zigo Zago".
Altre biblioteche di Imola aperte al pubblico sono:
I quattro istituti d'istruzione superiore presenti a Imola sono:
Dal 1997 Imola è una delle sedi distaccate dell'Università di Bologna. Oggi ospita undici corsi di laurea (a numero programmato) e sei master, nelle Facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina e Ingegneria. Dal 2008 la sede imolese dell'ateneo è palazzo Vespignani.
Sono circa un migliaio gli studenti della sede romagnola. Dal 1º novembre 2018 Imola è sede anche di un dottorato di ricerca ("Salute, sicurezza e sistemi del verde").

I musei di Imola sono sette, di cui tre civici e uno diocesano.
I tre musei civici, oltre ad ospitare esposizioni permanenti, sono anche luoghi attorno a cui ruotano attività, mostre e iniziative. L'elenco comprende:
Il Museo diocesano è intitolato a Papa Pio IX, che fu vescovo di Imola dal 1832 al 1846.
Gli altri musei di Imola sono:
Nel 2024 l'abitazione dello scultore Germano Sartelli, sita a Codrignano, è stata inclusa nell'elenco delle «Case e studi delle persone illustri dell'Emilia-Romagna».
Nel passato Imola è stata sede di diverse radio indipendenti. Radio Imola, fondata nel 1974, è stata la principale radio imolese. Trasmetteva informazioni, musica rock e leggera. Nel 2006 l'emittente è stata ceduta e le frequenze sono passate a Radio Bruno di Modena. Altre radio imolesi esistite nel passato: Radio Grifone Stereo, Radio Alba, Teleradio Centrale, Radio logica.
Il principale spazio teatrale della città è il Teatro Comunale Ebe Stignani, inaugurato nel 1914 e intitolato nel 1980 al mezzosoprano Ebe Stignani. La sala ospita ogni anno una stagione di prosa, musica e danza, con compagnie e artisti di rilievo nazionale e internazionale, oltre a rassegne dedicate al teatro amatoriale e dialettale. Oltre al teatro comunale, da segnalare il teatro dell'Osservanza e il teatro Lolli, con spettacoli di teatro contemporaneo e di avanguardia.
Sono attive diverse associazioni e compagnie teatrali che animano la vita culturale cittadina, tra cui:
La prima sala permanente di Imola fu il Cinema Marconi, aperto nel 1907. Dagli anni venti fu conosciuto come Cinema Modernissimo. Poi in successione aprirono il «Centrale» (1925), il «Cristallo» (1960), il «Jolly» e (nel quartiere Pedagna) l'«Astoria». Alla fine degli anni trenta fu avviata la realizzazione di un cinema sotterraneo nel centro cittadino. I lavori furono interrotti con l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale e poi non furono più ripresi.
Nel 1959 il Circolo del Cinema ideò il «Premio Città di Imola», riservato al miglior film italiano presente alla Mostra del cinema di Venezia (in concorso o meno). Il film prescelto veniva premiato con il Grifone d'oro (l'animale mitologico è presente nel gonfalone della città). La giuria, tutta composta da critici cinematografici, era appositamente nominata dai soci del Circolo. Il premio fu assegnato fino al 1968, quando - nel vivo della contestazione, fu dapprima sospeso e poi soppresso. Nel 1980 nacque il cineforum presso il cinema-teatro "Cappuccini".
Fino ai primi anni novanta esistevano a Imola cinque cinema di prima visione. Oggi sono attivi quattro cinema: il «Cristallo», il «Centrale» (che dopo anni di chiusura ha riaperto nel settembre 2011) e due sale parrocchiali: il «Don Fiorentini», riaperto nel 2002 ed intitolato alla memoria del sacerdote imolese don Romano Fiorentini, e il «Pedagna», nell'omonimo quartiere, inaugurato nel 2017.
Dal 1994 al 2016 si è tenuto in città il «Corto Imola Festival», un festival del cortometraggio d'autore. I premi assegnati: miglior corto italiano e miglior corto internazionale.
L’associazione musicale più antica di Imola è la Banda Musicale Città d’Imola, fondata nel 1823 come Filarmonica Imolese. Oltre alle esibizioni pubbliche svolge attività di educazione musicale nelle scuole; nel 2011 contava 150 iscritti, di cui 100 effettivi nella Filarmonica.
La Fondazione Accademia Internazionale di Imola “Incontri col Maestro”, creata da Franco Scala nel 1981 e divenuta accademia nel 1989, è oggi un istituto di eccellenza con otto insegnamenti (tra cui pianoforte, violino e composizione). Ha sede nel complesso dell'Osservanza e in palazzo Monsignani. Riconosciuta e sostenuta dal Ministero dei Beni Culturali, nel 2014 ha ricevuto il Premio nazionale Presidente della Repubblica, nel 2018 è stata tra i fondatori di Aifart, nel 2019 i suoi titoli sono stati equiparati a lauree triennali e magistrali, nel 2020 ha contribuito alla nascita della Federazione accademie musicali italiane di tradizione (Famit), e dal 2022 ha assunto l'attuale denominazione. Nel 2025, dopo 36 anni ininterrotti di direzione da parte di Franco Scala, la guida dell'Accademia pianistica è passata ad André Gallo.
Per la musica popolare, il Gruppo canterini e danzerini romagnoli “Turibio Baruzzi”, fondato nel 1927 da Pietro Tarabusi con l’aiuto di Francesco Balilla Pratella, ebbe dal 1928 la direzione del maestro Turibio Baruzzi, che lo rese tra i più prestigiosi della Romagna. Il repertorio è costituito da cante popolari romagnole, affiancato dal dopoguerra da orchestrali e ballerini. Nel 1984 fu tra i fondatori dell’Unione Folclorica Italiana e nel 2002, per il 75º anniversario, ricevette la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
La cucina imolese rientra nella gastronomia romagnola, con alcune influenze dell’area bolognese. Nel territorio sono documentate alcune preparazioni tradizionali, tra cui i tortelli di patate. L’area comunale rientra inoltre nella zona di produzione di vini quali Sangiovese di Romagna e Trebbiano, sotto la denominazione Colli d'Imola DOC.
Dal 1998 al 2006 Imola ha ospitato l'Heineken Jammin Festival presso gli spazi dell'autodromo. In diverse occasioni l'autodromo è stato ed è sede, oltre di eventi sportivi e motoristici, di eventi musicali e concerti dal vivo per artisti nazionali e internazionali.
Dal 1946 al 1978 si svolsero le sedici edizioni della Mostra nazionale d'arte figurativa, ideata e organizzata dal pittore Anacleto Margotti. Nel corso delle edizioni il pubblico poté ammirare le opere dei maggiori pittori figurativi italiani; furono inoltre allestite retrospettive dedicate ad Achille Funi, Domenico Rambelli, Giuseppe Romagnoli, Fausto Pirandello, Alfredo Romagnoli, e Giovanni Brancaccio e Antonio Corazza.
A Imola esistono le antiche divisioni dei quartieri storici della città dentro le mura, che nel 1300 erano:
Questi quartieri furono associati a stendardi e stemmi ideati nel 1965 per le manifestazioni e i giochi storici, anche se le divisioni territoriali più moderne sono suddivise in quadranti basati sulle direttrici principali come la Via Emilia. Il territorio esterno era suddiviso in borghi, e ancora oggi si possono identificare le aree periferiche che potrebbero essere associate a questi quartieri storici.
I quartieri di Imola sono:
Secondo il regolamento comunale, le frazioni di Imola sono:
Ognuna di queste frazioni è rappresentata nella Consulta Comunale delle Frazioni, un organismo che ha funzioni consultive e propositive, fungendo da strumento di partecipazione dei cittadini residenti nei territori delle frazioni del Comune di Imola.
Notabili anche le località di Balìa di Sesto Imolese e Cantalupo.
L’economia imolese si distingue da sempre per il peso della cooperazione, accanto a un tessuto diffuso di piccole e medie imprese e a un settore agricolo specializzato, sostenuto da una rete bancaria e di servizi che storicamente hanno favorito lo sviluppo locale.
Secondo i dati del Ministero dell'economia e delle finanze relativi alle dichiarazioni presentate nel 2025 e all'anno d'imposta 2024, a Imola il reddito complessivo medio dichiarato era di circa 28679 € per contribuente. Il dato collocava il comune al 52º posto tra i 330 comuni dell'Emilia-Romagna, preceduto da Ferrara e seguito da Guastalla.
Il Comune di Imola coordina le pratiche amministrative legate all'agricoltura attraverso il SUAP associato del Nuovo Circondario Imolese, occupandosi in particolare di attività agrituristiche, mercato ortofrutticolo e autorizzazioni agricole. Sul territorio è attivo il Consorzio Agrario dell'Emilia, con sede in via Provinciale Selice, che fornisce servizi quali vendita di prodotti agricoli, stoccaggio di carburanti e lubrificanti, e un centro di ritiro cereali con capacità di circa 8 300 tonnellate.
In ambito sperimentale e di ricerca, il Consorzio Provinciale “Mario Neri”, con sede operativa nei dintorni di Imola, gestisce circa 45 ettari totali di S.A.U. (Superficie Agricola Utilizzata) suddivisi in aree collinari, pedecollinari e di pianura, dedicati a progetti su frutticoltura, cerealicoltura, orticoltura e colture proteoleaginose, oltre a iniziative per l'agricoltura sostenibile.
L'Istituto Tecnico Agrario “G. Scarabelli” di Imola dispone di circa 23 ettari coltivati, tra cui vigneti (6,5 ha) e colture arboree da frutto, contribuendo alla produzione di vini tipici come Romagna Sangiovese DOC, Romagna Albana DOCG e Colli d'Imola DOC.
Per quanto riguarda l'artigianato, Imola è rinomata non solamente per la produzione di ceramiche e maioliche, ma anche per la lavorazione del ferro battuto.

Il territorio imolese ha un sistema economico articolato (cooperazione industriale e sociale, PMI, terziario), caratterizzato soprattutto dalla forte presenza di cooperative. La Società Cooperativa Ceramica Imola (S.C.C.), fondata nel 1874 da Giuseppe Bucci, fu la prima cooperativa di produzione e lavoro in Italia. Nei decenni successivi sorsero numerose altre cooperative, tra cui 3elle (1908), SACMI (1919), CTI (1930) e Cefla (1932), che segnarono lo sviluppo industriale imolese.
Dopo il dopoguerra, l’economia locale crebbe nei settori metalmeccanico, ceramico e tessile, con realtà come la Cogne e, dal 1978, la CESI (edile). Tra i protagonisti spicca Renato Bacchini, fondatore di imprese come il Gruppo Benati, la Cerim e l’Avicola Selice.
Oggi le principali centrali cooperative sono Legacoop e Confcooperative. Tra le aziende non cooperative emergono IRCE (conduttori elettrici) e Case (gruppo FIAT), che negli anni Ottanta ha rilevato il Gruppo Benati.
Negli ultimi anni l’economia imolese ha subito gravi crisi:
Il sistema dei servizi a Imola è articolato e comprende attività commerciali, professionali, amministrative e spazi per il tempo libero. Il Centro Commerciale Leonardo, con circa 31000 m² di superficie, ospita negozi, ipermercato e aree ricreative, rappresentando un polo commerciale di riferimento per la città e l'intera provincia.
I servizi professionali e amministrativi sono garantiti da cooperative e enti locali. La CNA Imola offre consulenze del lavoro e supporto alle imprese, mentre il Comune gestisce online gran parte dei procedimenti SUAP, comprese licenze e autorizzazioni.
I servizi sanitari pubblici comprendono prenotazioni online, gestione ticket e consultazioni digitali tramite l'Azienda USL di Imola.
Credito e risparmio
La prima banca di Imola fu la Cassa di Risparmio, fondata nel 1855 grazie all’iniziativa di cittadini con l’approvazione del cardinale Baluffi; primo presidente fu Giuseppe Scarabelli. Negli anni successivi sorsero la Banca Popolare di Credito di Imola (1871), le prime casse rurali e varie cooperative di credito, tra cui la Società Anonima Cooperativa fra gli Operai Birocciai (1892).
All’inizio del Novecento nacquero realtà ancora oggi rilevanti, come la Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese e, nel 1905, la sede imolese del Piccolo Credito Romagnolo. Dopo la chiusura del Monte di Pietà nel 1941, la Cassa di Risparmio, la Banca Cooperativa di Imola e il Credito Romagnolo divennero i principali sostenitori dello sviluppo economico locale nel dopoguerra.
Dagli anni Novanta il sistema bancario imolese cambiò profondamente per effetto delle fusioni:
Nel comune di Imola, i musei civici (Museo San Domenico, Palazzo Tozzoni e Rocca Sforzesca) nel 2024 hanno accolto 35.745 visitatori, segnando un aumento significativo rispetto al periodo precedente; l’incremento è tale da evidenziare una crescente attrattività culturale anche in confronto ad altre città dell'Emilia-Romagna di dimensioni simili.
L’aspetto sportivo conta molto nel traino turistico locale: l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospita eventi di richiamo nazionale e internazionale come il "Historic Minardi Day", il "Walking Tour" del circuito e il calendario gare del campionato di Velocità Motociclistica.
Il potenziamento delle strutture ricettive è testimoniato dal raddoppio circa delle strutture presenti tra il 2019 e il 2024 e dal sensibile aumento della tassa di soggiorno che nel medesimo periodo è passata da circa 237000 € a 410000 €.
La principale infrastruttura viaria di Imola è rappresentata dalla Via Emilia; su di essa sono svolte autocorse suburbane in servizio di trasporto pubblico a cura della società TPER. In città è inoltre presente un servizio urbano svolto dalla medesima società.
Un'altra importante via di comunicazione, l'ex strada statale 610 Selice o Montanara Imolese, ora strada provinciale 610, attraversa la città da nord-est a sud-ovest per poi risalire la valle del Santerno. La strada collega Imola con l'omonimo casello autostradale sull'A14.
La città è servita dalla omonima stazione ferroviaria, posta lungo la linea Bologna-Ancona, nella quale osservano fermata i servizi regionali svolti da Trenitalia Tper nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la regione Emilia-Romagna.
Dal 1885 al 1935 nella periferia occidentale sorgeva la stazione capolinea della tranvia Bologna-Imola la quale svolgeva un servizio con trazione a vapore gestito dalla Società Veneta.
Dal 1916 al 1944, nell'area antistante all'attuale, sorgeva una seconda stazione, gestita dalla Santerno Anonima Ferroviaria (SAF), dalla quale partivano i treni della linea per Fontanelice e Massalombarda.
Imola è gemellata con le seguenti città:
È stata gemellata con:
Inoltre sono stati sottoscritti patti di cooperazione con le seguenti città:
Imola, pur non essendo a capo di una provincia, gestisce in autonomia alcuni servizi di livello provinciale, nei seguenti campi: amministrativo, multiservizi e sanità.
In campo amministrativo l'autonomia è data dal Nuovo Circondario Imolese, istituito con una legge regionale del 2004. Nato nel 1995, il Circondario Imolese è l'erede dell'Assemblea dei Comuni dell'Imolese (1985-1995), che a sua volta ha preso il posto del "Comprensorio di Imola" (1976-1984). Imola, quindi, ha una storia di autonomia amministrativa più che decennale. Il Circondario, ente pubblico territoriale, si estende su una superficie di 787 km² (tutta interna alla provincia di Bologna) e ha una popolazione di 131.984 abitanti (al 1º gennaio 2011). Ne fanno parte 10 Comuni, di cui sette sono romagnoli (Imola, Dozza, Mordano, Castel del Rio, Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese) e tre sono emiliani (Castel San Pietro Terme, Medicina e Castel Guelfo di Bologna). In base a un'intesa stipulata nel 2006 con la Provincia di Bologna, l'Ente Circondario gestisce "in concorso" con l'Ente Provincia alcune importanti funzioni, quali: Pianificazione territoriale ed ambientale; Viabilità; Sviluppo delle attività produttive; Politiche della casa; Edilizia scolastica; Formazione professionale; Parchi territoriali; Turismo e sport. Presidente dell'Ente è il sindaco di Imola.
Dalla fondazione del Regno d'Italia fino al 2013 Imola è stata sede di tribunale (sezione distaccata del Tribunale di Bologna).
Gli iscritti agli enti di promozione sportiva sono 20 000; in città ci sono 96 impianti sportivi, che ogni anno vengono utilizzati da oltre 9 000 utenti.

L’Associazione Motoristi Imolesi nacque nel 1926, organizzando nello stesso anno il Circuito dei Tre Monti; nel 1931 si trasformò in Moto Club Imola, che negli anni successivi divenne Moto Club Santerno. Nel 1946 cominciò la lunga presidenza di Francesco “Checco” Costa (1911-1988), storico patron dell'associazione. Il Moto Club Santerno organizzò gare di velocità cittadine e dal 1948 al 1965 ospitò nel Parco delle Acque Minerali il Gran Premio internazionale di motocross, primo in Italia e valido anche per il campionato mondiale (1957-1965). Nel 2013 il Moto Club Santerno è stato intitolato allo storico presidente Checco Costa. Nel 2026 ha festeggiato i 100 anni dalla fondazione. Nelle parole di Giovanni Copioli, presidente della Federazione Motociclistica Italiana, è uno dei 5-6 motoclub più longevi d'Italia.
Nel 1947 nacque l’Ente Sport e Turismo Imola (ESTI), che promosse la costruzione dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, inaugurato nel 1953. Qui si disputarono la celebre 200 Miglia (1972-1985) e le gare di Formula 1: inizialmente due edizioni non valide per il mondiale (1963 e 1979), poi il Gran Premio d’Italia 1980, seguito dal Gran Premio di San Marino (1981-2006). Dopo 14 anni di assenza, la F1 è tornata a Imola nel 2020 con il Gran Premio dell’Emilia-Romagna.
Oggi le principali realtà motoristiche imolesi sono, oltre al Moto Club Santerno “Checco Costa”, il Club romagnolo auto e moto d’epoca (CRAME), il Moto Club Imola, il Moto Club “La Stalla”, lo Sport Club “Il Velocifero”, l’Associazione “Otello Buscherini”, il Panathlon International e il Gruppo ex-motocrossisti imolesi.
I motociclisti imolesi più titolati sono Fausto Gresini (campione del mondo 125 nel 1985 e 1987), Andrea Bartolini (campione del mondo motocross 1999, classe 500/Open), Loris Capirossi (campione del mondo classe 125 e 250), Alex Salvini (vicecampione mondiale MX3 2010 e campione del mondo Enduro E2 2013) e Filippo Suzzi (campione italiano 1983).
La pallacanestro a Imola nasce negli anni ’30 con squadre scolastiche: la prima fu femminile, creata dalla professoressa Torrini; nel 1934 il prof. Caleffi fondò la prima maschile. Nel 1936 nacque la Virtus Imola Sportiva Pallacanestro, che nel 1960 raggiunse la seconda serie nazionale.
Nel 1967 venne fondata la Andrea Costa Imola Basket, protagonista della scena cittadina dagli anni ’80. Dopo la rivalità con la Virtus, culminata nei derby della stagione 1986-87, l’Andrea Costa si affermò come principale squadra imolese, conquistando la Serie A2 nel 1995 e la Serie A nel 1998. Nel campionato 1998-99, guidata da Francesco Vitucci e con Vincenzo Esposito come trascinatore, raggiunse i quarti playoff: il miglior risultato di sempre per una squadra imolese. L’Andrea Costa disputò complessivamente quattro stagioni in Serie A, fino al 2002.
Il 2005 segnò il fallimento della Virtus, rifondata come Virtus 1936 e poi, nel 2009, confluita nella Virtus Spes Vis. Nel frattempo, nel 1996 era nata la Grifo Basket Imola, che oggi milita in Serie C regionale.
Attualmente, le principali società sono:
Tutte disputano le partite al PalaRuggi (2 000 posti).
Le società ciclistica imolese più blasonata è stata l'«Unione Sportiva Imolese» (nata il 20 marzo 1920), organizzatrice della storica Coppa Placci. La società si è sciolta il 30 marzo 2014. Nel 1995 è nata la «Ciclistica Santerno Fabbi Imola», che dallo stesso anno organizza il Gran Premio Fabbi Imola, manifestazione giovanile (dai 6 ai 16 anni) di livello interregionale. Una particolarità della competizione è che i ciclisti circolano all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari.
Imola ha ospitato per due volte il campionato del mondo di ciclismo su strada: la prima volta fu nel 1968, con il trionfo dell'italiano Vittorio Adorni al termine di una lunga fuga; la seconda volta fu nel 2020, quando a vincere fu il francese Julian Alaphilippe.
Imola ha una lunga tradizione di rapporti con il Giro d'Italia: la “Corsa rosa” passò da Imola sin dalla prima edizione (tappa Bologna-Chieti, 381 km, 16 maggio 1909). Successivamente, la città è stata sede di arrivo di tappa per quattro volte:
Imola ha ospitato due volte i Campionati italiani di ciclismo su strada:
Storicamente, la manifestazione ciclistica più importante organizzata a Imola è stata la Coppa Placci, che si è disputata dal 1922 al 2013.
Nella categoria non professionisti spicca la «Granfondo Città di Imola». Si tiene in giugno e fa parte del Circuito romagnolo.
A livello giovanile sono due le principali competizioni che hanno luogo nel territorio:
Nel 1912, in occasione del Congresso Socialista Regionale tenutosi ad Imola, fu creata l'Organizzazione Nazionale dei Ciclisti Rossi, un'associazione dallo scopo prevalentemente politico, nata in seno ai militanti del Partito Socialista Italiano.

Nel 1972 nasce la società Libertas Nuoto Nautica di Imola. Nel 1989 viene rifondata con il nome di Associazione Sportiva Imolanuoto. Nel 1997 approda per la prima volta al Campionato di Serie A. Nel 2018 la società ha conseguito il suo miglior risultato nella Coppa Brema (il campionato italiano a squadre) classificandosi seconda assoluta. Dal 2020 è Centro tecnico federale per gli specialisti della rana.
Dal 2018 si tiene nella piscina comunale il «Trofeo Città di Imola - Memorial Mattia Dall'Aglio». Il meeting, che si disputa in giugno, fa parte del «Circuito Nuoto Italia», serie di meeting di livello internazionale.
L'«Atletica Sacmi Avis Imola» è la principale società cittadina di atletica leggera. Nata dalla fusione, nel 1994, dell'"Atletica Sacmi Imola" (fondata il 1º gennaio 1964) e della "Polisportiva Avis Imola", è tra le società più importanti della regione. Ha ottenuto significativi piazzamenti anche in ambito nazionale. Nel 2013 ha conseguito per la prima volta nella sua storia la promozione in Serie A1, ovvero la massima serie nazionale della disciplina. Nel febbraio 2016 ha vinto il titolo italiano ai campionati juniores maschili. La Sacmi ha vinto il titolo italiano di società di Decathlon per due anni consecutivi: il 2019 e il 2020. L'impianto di riferimento per gli sport in questione è il già citato stadio Galli.
Dal 1993 si disputa in giugno il «Memorial Claudia Cavulli», meeting di livello nazionale dedicato alla mezzofondista imolese prematuramente scomparsa.
La pallavolo femminile è presente in città dal 1969, anno di nascita della Csi Clai.
Imola ha ospitato i campionati Europei dal 23 settembre al 1º ottobre del 1971 un girone maschile con Belgio, Francia, Turchia e Unione Sovietica (vincitrice del campionato e allora la più forte rappresentativa mondiale) ed un girone femminile con Gran Bretagna, Israele e Ungheria. Il comitato organizzatore era composto da dirigenti ed allenatori della "Libertas".
L'A.s.d. Imola Rugby è il club cittadino di rugby a 15. Il Club è stato fondato nel 1978. Negli anni trenta l'imolese Angelo Becca vinse tre scudetti con la maglia degli Amatori Milano (1938, 1939 e 1940). Becca (1917-1996) rimane l'unico imolese ad aver vestito la maglia della Nazionale. Tornando all'Imola Rugby, nella stagione 2012/2013 la prima squadra milita nel Campionato di Serie C ÉLITE. Il club gestisce anche le squadre cadette del Minirugby (Propaganda), per i ragazzini dai 6 ai 14 anni, e delle Giovanili, per i ragazzi dai 15 ai 18 anni; la "giovane", neonata formazione imolese dei giocatori con più di 35 anni. Dal 2011 è presente anche un club tutto al femminile, le Scarlet ("scarlatte" in inglese).
La più importante manifestazione della città sono gli «Internazionali di Imola», un torneo internazionale femminile del circuito ITF che si svolge in luglio. Nato nel 2004, è organizzato dalla Tozzona Tennis Park su campi in sintetico. Dal 2011 gli organizzatori hanno aumentato la durata (8 giorni) e il montepremi, che è stato portato a 25000 dollari USA.
La Pallamano Romagna è una società sportiva nata nel 2019 dalla fusione di Romagna Handball (società espressione di Imola e Mordano) con Handball Faenza, a cui si è successivamente aggiunta Pallamano Lugo. Le sue origini nel territorio imolese risalgono al 1973, anno di fondazione della società di pallamano di Imola.
Gestisce due squadre senior di pallamano che militano in Serie A Silver e in Serie B. Le società confluite nella Pallamano Romagna hanno origini risalenti al 1973 per Imola, al 1981 per Mordano e al 1983 per Faenza.

La città è sede dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, dove si disputa dal 2020 il Gran Premio dell'Emilia-Romagna di Formula 1.
L'autodromo è tristemente famoso per la morte del campione brasiliano Ayrton Senna e dell'esordiente Roland Ratzenberger. La morte di Ayrton Senna fu assai criticata perché la legge italiana stabilisce che non si possono disputare manifestazioni sportive dopo la morte di un atleta durante la competizione. Infatti, Ratzenberger era morto sul circuito il sabato prima della gara durante le qualifiche (30 aprile 1994), mentre Senna morì durante la gara, il 1º maggio 1994; per aggirare la legge fu dichiarato che Roland Ratzenberger era deceduto in ospedale anziché nell'autodromo. Per quanto riguarda gli sport motoristici, l'autodromo ha ospitato gare del Motomondiale fino all'anno 2000, riuscendo però a mantenere la Superbike fino al 2019. Tra il 2007 e il 2019 il Gran Premio di Formula 1 non si è disputato. Ciò ha causato problemi economici alla società di gestione della struttura. Tre delle società che hanno avuto in gestione l'autodromo, di proprietà del Comune, hanno dichiarato fallimento.
Lo Stadio Romeo Galli è sito all'interno del Parco delle Acque Minerali, il campo (105x56 m) ospita le partite della locale squadra di calcio. Comprende una pista di atletica leggera a sei corsie. L'impianto, che può contenere 4 000 spettatori, è dotato di illuminazione. La struttura comprende anche un antistadio (100x56 m) per allenamenti. Nel 2011 ha ospitato la Finale del Campionato europeo femminile Under 19 di calcio.
Si compone di:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 154765157 · SBN RAVL001456 · LCCN (EN) n80038197 · GND (DE) 4235717-2 · J9U (EN, HE) 987007564225405171 |
|---|