| Monterenzio comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Davide Lelli (lista civica Bene Comune) dall'8-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°17′46.59″N 11°25′38.85″E |
| Altitudine | 207 m s.l.m. |
| Superficie | 105,26 km² |
| Abitanti | 6 149 (31-5-2026) |
| Densità | 58,42 ab./km² |
| Frazioni | Bisano, Cà di Bazzone, Cà Corradini, Cà Merla, Cà del Vento, Cassano, Castelnuovo di Bisano, Farneto, Fiumetto, Pizzano, Rignano, San Benedetto del Querceto, San Clemente, Sassuno, Savazza, Vignale, Villa Sassonero, Villa di Cassano. |
| Comuni confinanti | Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel San Pietro Terme, Firenzuola (FI), Loiano, Monghidoro, Ozzano dell'Emilia, Pianoro |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 40050 |
| Prefisso | 051 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 037. 037042 |
| Cod. catastale | F597 |
| Targa | BO |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 490 GG |
| Nome abitanti | Monterenziesi |
| Patrono | Cristo Re |
| Giorno festivo | terza domenica di novembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Monterenzio (Måntränz in dialetto bolognese cittadino, Muntarènzi in dialetto bolognese montano medio) è un comune italiano di 6 149 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna. È uno dei cinque comuni membri dell'Unione dei comuni Savena-Idice.
Il territorio comunale, partendo dalla sua estremità meridionale dal confine con la Toscana, si estende principalmente lungo il crinale che divide la vallata del fiume Idice e la vallata del fiume Sillaro, oltrepassandolo ad est in prossimità del Poggio del Falchetto e del Sasso Nero; A occidente, sulla sinistra idrografica del fiume Idice si stendono i gruppi montuosi del Monte Bibele e del Monte delle Formiche, quest’ultimo facente parte però del territorio del Comune di Pianoro. L’estremità settentrionale, infine, in località Cà del Vento e Farneto costituisce l’origine del bacino idrografico del torrente Quaderna.
Diversi sono i geositi presenti nel territorio comunale:
Il territorio comunale è caratterizzato da varie aree archeologiche che attestano la presenza di popolazioni etrusche e celtiche.
Le due più importanti sono l’insediamento Etrusco Celtico di Monte Bibele, poco a sud dell’abitato di Bisano sulla sinistra del fiume Idice e la Necropoli di Monterenzio Vecchio alcuni chilometri più a sud posta sul crinale tra Idice e Sillaro testimonianza della vita travagliata di questo territorio, importante asse di collegamento tra la Etruria settentrionale e la Pianura Padana in epoca pre-romana.
Questo periodo terminerà con la conquista definitiva dell’Appennino da parte del Console Gaio Flaminio nel 187 a.C. piegando definitivamente le popolazioni Liguri.
Proprio sul crinale dove si colloca la Necropoli di Monterenzio vecchio si trova uno dei tracciati proposti per la strada costruita dal console nel 187 a.C e citata da Tito Livio nella sua opera Ab Urbe Condita, la via Flaminia Minor.
Il territorio sarà poi conteso nell’alto medioevo tra i Longobardi, attestati verosimilmente nel territorio di Loiano e Monghidoro, e i Bizantini dell’esarcato di Ravenna.
Il primo documento che attesta in modo indiretto l'esistenza di un insediamento detto Monte Renzolo (Mons Renzuli) risale al 998. In un documento attestante un placito di Olderico quale messo dell'imperatore Ottone III, nella allora civitas Corneliensi, attuale Imola, si nomina fra i giudici chiamati anche un Teucio di Monte Renzolo.
Sul territorio, come in tutta Europa, in quell’epoca di grande instabilità, determinate dalle profonde incursione degli Ungari, stavano sorgendo numerosi fortilizi, castrum, e attorno a queste postazioni militari si radunavano le piccole comunità locali.
Il castrum di Monterenzio nacque proprio in quell’epoca, probabilmente preceduto da un altro fortilizio a Sassuno e forse a Cassano. Le ultime vestigia di questo fortilizio e della sua origine rimangono in una casa colonica chiamata Torre dei Pagani..
Lo stemma del Comune di Monterenzio è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 2 ottobre 1939.
Il capo d'Angiò è tipico di molti comuni del contado di Bologna.

Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 862, pari al 14,02% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Nel comune è ricompresa l'Area archeologico-naturalistica di Monte Bibele, con i siti archeologici di Pianella di Monte Savino e la necropoli di Monte Tamburino, risalenti all'epoca etrusca e celtica. Nel capoluogo è stato istituito il museo archeologico Luigi Fantini allo scopo di conservare e illustrare i reperti rinvenuti nel territorio, tra cui quelli di Monte Bibele e di Monterenzio Vecchio.
Appartengono al comune di Monterenzio le frazioni e località di
Sede dell'Amministrazione comunale, di un museo etrusco-celtico, della piscina e dei principali servizi comunali, in anteguerra la frazione, attualmente definita Monterenzio Vecchio, costituita in case sparse, era del tutto rurale e si trovava in alta collina, dato che in loco era presente un castello, di cui rimane come ultima vestigia una torre a pianta quadrata inserita in una casa colonica detta Torre dei Pagani. Gradualmente, e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, il capoluogo si è insediato lungo il torrente Idice (come peraltro le altre principali frazioni), in quella frazione che fino ad allora era definita La Siberia.
Durante il basso medioevo i proprietari del castello furono parte della nobiltà bolognese e uno di essi, Bertrando da Monterenzio (o Monterenzoli o Monterenzi), ereditando titoli e cognome dello zio materno, Giovanni, morto senza eredi, proseguì la potente dinastia dei Ludovisi che potrà annoverare anche un papa, Gregorio XV.

La frazione è a monte di Savazza e a valle di San Benedetto del Querceto.
Il nucleo antico (del tutto rurale) sorge attorno ad una chiesa che è l'ultima evoluzione di un antico castello medievale già attestato al 1109 e credibilmente più antico, oramai totalmente scomparso. Nell'800 si estraeva il rame in una miniera che rimase attiva vari anni. Sono tuttora presenti sorgenti sulfuree a ciò collegate.

La frazione è costituita da due località principali:

Da quest'ultima parola (s'avvazza, in italiano "s'avvezza")
deriverebbe il nome della località.


La frazione di San Benedetto del Querceto è situata al confine sud del territorio comunale, appena a sud del Rio Querceto, da cui prende il nome. La comunità cattolica presente venera la Madonna della Cintura, cui è dedicata l'ultima domenica di agosto con la tradizionale Festa Grossa.
Il 23 dicembre 2006 un'esplosione dovuta a una fuga di gas metano ha causato la morte di cinque persone e il crollo di alcuni edifici.
È la frazione più popolosa e più a nord del territorio comunale e comprende principalmente le località di Cà di Bazzone e Cà Merla. In origine la frazione era collocata sulle alture sulla destra del fiume, col dopoguerra, complici gli eventi bellici e la rovina della Chiesa locale, l'abitato si è sviluppato lungo l'asse viario nel fondovalle. È nota anche perché legata alla figura di Christine de Pizan (in italiano Cristina da Pizzano), famosa letterata francese figlia di Tommaso da Pizzano, proprietario terriero del luogo.
Abitato di origini molto antiche, si trova sulla sinistra del Torrente Sillaro. L’origine verosimilmente può essere ricondotta alla presenza di una ‘’curtis’’ o ‘’Villa’’ altomedievale. Durante il basso medioevo fu sede di un importante castello, ora scomparso, posto sul Sasso Nero, formazione rocciosa presente sulla destra idrografica del torrente . La frazione presenta due edifici di culto antichi, l’Oratorio di San Mamante, e la Chiesa di San Pietro in Santa Maria Assunta, la cui doppia intitolazione è retaggio della presenza del castello medioevale. La festa più sentita dalla comunità e la Festa di San Mamante che si tiene a metà Agosto.

Costituita dalle località di San Clemente e Fornace, attualmente la frazione si sviluppa lungo la fondovalle Sillaro. Nel territorio della frazione è presente una importante struttura termale, a poca distanza dalla Salsa del Dragone.

L’economia è legata principalmente al turismo e all’agricoltura.
Sono presenti però anche alcune attività, principalmente collocate nella zona artigianale nei pressi della frazione di Bisano, tra cui spicca il Consorzio Nazionale Apicoltori azienda leader nel settore.
Sul versante del comune insistente sulla valle del Sillaro, presso la frazione di Rignano, è presente una stazione termale.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune. Dal 08/06/2024 il sindaco è Davide Lelli (lista civica) che succede a Ivan Mantovani
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1985 | 26 maggio 1990 | Luciano Menestrina | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 26 maggio 1990 | 16 febbraio 1993 | Luciano Menestrina | PCI, PDS | Sindaco | |
| 15 marzo 1993 | 24 aprile 1995 | Oriano Leoni | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Liviano Malaguti | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Liviano Malaguti | centro-sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Giuseppe Venturi | lista civica: La Tua Monterenzio | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Giuseppe Venturi | lista civica: La Tua Monterenzio | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Pierdante Spadoni | centro-sinistra: PSI-PD-SEL | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Ivan Mantovani | lista civica: Monterenzio Aperta | Sindaco | |
| 10 maggio 2024 | in carica | Davide Lelli | Lista civica Bene Comune | Sindaco | |
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| Controllo di autorità | VIAF (EN) 142747108 · LCCN (EN) n87899876 · GND (DE) 4271051-0 · BNF (FR) cb13604974m (data) · J9U (EN, HE) 987007562572805171 |
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