I Gabrielli (anche conosciuti come Gabrielli di Gubbio) sono una famiglia feudale originaria di Gubbio (Umbria), considerata una delle più antiche d'Italia.
Origini
Alcuni genealogisti fanno risalire le loro origini all'epoca romana, sostenendo che i Gabrielli discendano e traggano il nome da sant'Eudossia Gabriella, nipote dell'ImperatoreCaracalla. Ciò tuttavia non è supportato da alcuna prova, e i primi documenti storici che menzionano la famiglia sono del X secolo, quando Cante Gabrielli ottenne da papa Stefano VII alcuni castelli nell'Italia centrale, tra i quali quello di Luceoli, che fu ribattezzato Cantiano (da Cante).
Personaggi
La famiglia accrebbe nei secoli il suo potere e prestigio, e molti suoi membri si distinsero nei campi della politica, della sfera militare, della diplomazia, della scienza, dell'arte, della religione:
Ippolito Gabrielli, della "nobilissima città d'Eugubbio", abiurò l'"idolatra papistica religione" e abbracciò il Protestantesimo in Basilea, per entrare poi al servizio della casa d’Orange e stabilirsi ad Arnhem, in Olanda, dove morì dopo il 1653. Gli fu dedicato un libretto di Carmina Gratulatoria (1652), in latino, greco, italiano, francese e tedesco, connesso al suo insegnamento nell'Academia Basileense (Università di Basilea), uno dei più antichi centri di propagazione della Riforma.
Pompeo Gabrielli (1780-1861) dei principi di Prossedi, militare e politico, fu il primo laico a entrare nel governo pontificio in qualità di Ministro delle Armi, ricoprendo tale carica dal gennaio al marzo 1848.
Dal ceppo principale di Gubbio, la famiglia si divise in vari rami:
Gabrielli di Roma, cosiddetti Gabrielli della Regola, trasferitisi nella Città eterna con Francesco di Necciolo Gabrielli, da cui discendono, mossero dal feudo storico di Cantiano e da Gubbio, verso la fine del XIV secolo; Giovanni Gabrielli, figlio di Francesco, consolidò i rapporti col papato e il suo potere in Urbe, acquisendo - tra l'altro - le storiche proprietà nel rione Colonna; questo ramo acquisì grande importanza ed ebbe tra i suoi membri diversi cardinali di cui uno che fu Segretario di Stato. Molti membri furono senatori di Roma ed ebbero molte cariche civili e militari concesse dalla Sede Apostolica. Essendo dunque casata benemerita dello Stato Pontificio ottenne dal Papa prima il titolo di marchese, poi il titolo di principe romano. Due membri di questo ramo sposarono due principesse appartenenti alla famiglia Bonaparte. Questo ramo, estintasi nel 1911 con Placido Gabrielli la linea dei principi di Prossedi, è perpetuato nei di Carpegna-Falconieri-Gabrielli, che ne sono i primogeniti in linea maschile e che rinunciarono nel 1741 al proprio cognome e titolo per divenire conti sovrani di Carpegna: in seguito anche questo ramo fu rinnovato del titolo principesco già concesso come del S. R. I. nel 1685, riunendo in questo modo i nomi e i titoli delle tre famiglie principesche romane Carpegna Gabrielli Falconieri.
Gabrielli di Montevecchio, stabilitisi prima a Pergola e poi a Fano, portano i titoli di duca e conte; nel 1746 questo ramo ereditò nome, titolo, stemma e patrimonio della casa Martinozzi di Fano, da cui un secolo prima era uscita Laura, duchessa consorte di Modena (1655-1662), poi reggente il Ducato (1662-1674), e madre di Maria Beatrice, regina d'Inghilterra dal 1685 al 1688; nel 1804 lo stesso ramo ereditò dalla casa Benedetti di Spoleto i titoli di principe di Umbriano, duca di Ferentillo e conte di San Michele; nel 1847, a seguito della vendita di alcuni territori, quest'ultimo titolo comitale, con breve di papa Pio IX in data 1º ottobre, passò a Louis Désiré de Montholon-Sémonville, unitamente a quello di principe di Umbriano e di Precetto;
Gabrielli della Quercita, ramo che si stabilì nel Regno delle Due Sicilie e proveniente da quello romano; porta i titoli di conte Gabrielli e barone di Quercita;
un ultimo ramo, infine, si stabilì in epoca medievale in laguna, dove talvolta sono indicati col cognome di Gabriel o Cabriel: a Venezia risultano aggregati al patriziato almeno dal 1297 e rimasero in Maggior Consiglio per mezzo millennio, fino alla caduta della Repubblica. Nel 1506 questo ramo ereditò dai Mauruzi da Tolentino la contea di Aviano, avendo i fratelli Angelo e Cristoforo sposato le sorelle Vittoria e Bortola da Tolentino, figlie di Lancillotto di Cristoforo di Niccolò da Tolentino, celebre condottiero rinascimentale. Un ramo collaterale si portò a Capodistria, dove diede alla città vari vescovi.
Tutti i rami portano il titolo originario di patrizio di Gubbio.
↑Carlo Gabrielli, I Gabrielli di Gubbio, Archivio storico gentilizio del Napolitano, anno I, volume I, fascicolo I, Napoli, Ruggiano e Figlio, 1894.
↑Piero Luigi Menichetti, Storia di Gubbio dalle origini all'unità d'Italia, Città di Castello, Petruzzi, 1987.
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↑Giorgio Viviano Marchesi Buonaccorsi. Antichità ed eccellenza del Protonotariato Appostolico Partecipante: Colle più scelte notizie de' santi, sommi pontefici, cardinali, e prelati che ne sono stati insigniti fino al presente, opera di Monsignore Giorgio Viviano Marchesi Buonaccorsi forlivese. In Faenza per Benedetti Impress. vescovile. 1751.
↑I Chigi augusti. Historia di F. Giuseppe Buonafede agustiniano. Alla Santità di N. Sig. Alessandro VII. In Venezia, per Francesco Valvasense, 1660.
↑Christoph Luitpold Frommel, La Villa Farnesina a Roma - The Villa Farnesisa in Rome, Modena, Franco Cosimo Panini, 2003.
↑Copia della Lettera Scrita dal' Ilustrissimo, & Eccellentissimo Signor' Ipolito Gabrielli al' Ilustrissimo, & Eccellentissimo Signore Filippo Cesarini, suo intrinsichissimo amico e fratello del Signor' Duca Cesarini per le sue giuste Cause, che lo mossero à separarsi per sempre dalli Amici, Parenti, Patria, è Italia tutta, stampato in Arnhem, presso Giovanni Giacomo, 1653.
↑Carmina gratulatoria illustrissimo & generosissimo Dn. Dn. Hippolyto Gabriellio Senogalliâ-Italo, cùm in illustri & perantiqua Academia Basileensi, magno piorum applausu, Ecclesiae Reformatae Catholicae nomen daret: […] ab Amicis, Anno Christi M. DC. LIII die 4 Decembre. Basileae, Typis Joan.Jacobi Genathi.
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Bibliografia
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Pio Pecchiai, Famiglie romane estinte. I Gabrielli principi di Prossedi, in "Archivi d'Italia e rassegna internazionale degli archivi", Rome: Instituto di Studi Romani, 1961.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, XXII edizione, Roma, 2000
Annuario della Nobiltà Italiana, XXX edizione, 2006