Samuel Putnam (Rossville, 10 ottobre 1892 – Lambertville, 15 gennaio 1950) è stato un giornalista, scrittore e traduttore statunitense.
Samuel Putnam nacque in una piccola località rurale dell'Illinois in una famiglia di modeste condizioni economiche. Dopo aver interrotto gli studi letterari all'Università di Chicago per motivi di salute, lavorò come cronista per diversi giornali di Chicago. Queste prime attività giornalistiche, assieme alla sua conoscenza, da autodidatta, delle lingue francese, spagnola, portoghese e italiana, costituirono le esperienze fondamentali per il collegamento tra la sua incompiuta formazione accademica e sue successive attività in ambiti intellettuali; nel 1920 divenne critico letterario e artistico del Chicago Evening Post e in questa veste ebbe contatti fra gli altri con Aldous Huxley, Ford Madox Ford, e William Butler Yeats. Samuel Putnam ottenne grande notorietà per il suo saggio sulla scuola poetica di Chicago intitolato "Chicago: An Obituary" apparso nel 1925 sulla prestigiosa rivista The American Mercury.
L'amicizia con l'editore Pascal Covici lo portò a intraprendere la traduzione in inglese delle opere di Pietro Aretino e François Rabelais, a trasferirsi a Parigi e quindi a far parte degli esponenti della cosiddetta "Generazione perduta". Nel 1926 Samuel Putnam si trasferì infatti con la moglie Riva e il piccolissimo figlio Hilary (il futuro filosofo) a Parigi dove Putnam si impegnò come critico letterario, traduttore e scrittore: divenne direttore di The New Review (1930-1932), pubblicò una biografia di François Rabelais e numerose traduzioni, costruì rapporti con numerosi intellettuali. Durante gli anni della Grande depressione, inoltre, Putnam fu giornalista per il Daily Worker, l'organo quotidiano del CPUSA, e si dedicò alla causa del comunismo, fino alla sua fuoriuscita dal partito nel maggio del 1945.
Problemi finanziari costrinsero nel 1933 i Putnam a ritornare negli Stati Uniti; qui Samuel Putnam si guadagnò da vivere come traduttore dall'italiano e dal francese — sebbene i suoi veri interessi, come traduttore, si concentrassero su autori di lingua portoghese brasiliana che gli editori ritenevano poco attraenti sul mercato. In particolare, si dedicò alla letteratura latinoamericana, realizzando opere come una storia della letteratura brasiliana, un memoir sulla Parigi della "Generazione perduta e traducendo numerose opere da lingue romanze nell'inglese contemporaneo. Tradusse e commentò classici del passato — come le opere di Rabelais in tre volumi o la traduzione e il commento del Don Chisciotte a cui si dedicò per diciassette anni — ottenendo elogi dalla critica per la precisione e l'accessibilità. La sua attività di studioso della letteratura del Brasile gli valsero l'ammissione all'Accademia brasiliana delle lettere nel 1946 e il "Prêmio Pandiá Calógeras" dell'Associação Brasileira de Escritores nel 1947.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2520482 · ISNI (EN) 0000 0001 0862 7957 · LCCN (EN) n50049340 · GND (DE) 129672866 · BNF (FR) cb122076960 (data) · J9U (EN, HE) 987007276417105171 |
|---|