| Partito Comunista degli Stati Uniti d'America | |
|---|---|
| (EN) Communist Party of the United States of America | |
| Portavoce | Rossana Cambron e Joe Sims |
| Stato | |
| Sede | 235 W. 23rd Street, New York, NY 10011 |
| Abbreviazione | CPUSA |
| Fondazione | 1919 |
| Derivato da | Partito Socialista d'America |
| Ideologia | Comunismo Marxismo-leninismo Bill of Rights socialism |
| Collocazione | Estrema sinistra |
| Affiliazione internazionale | Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai |
| Seggi Camera | 0 / 435 (2019) |
| Seggi Senato | 0 / 100 (2019) |
| Testata | People's World |
| Organizzazione giovanile | Lega della Gioventù Comunista degli Stati Uniti d'America (YCL) |
| Iscritti | 20 000 (2024) |
| Colori | Rosso |
| Sito web | www.cpusa.org |
Il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America (in inglese Communist Party of the United States of America, abbreviato in CPUSA o Communist Party USA) è un partito politico comunista statunitense. Fu fondato a Chicago nel 1919 su ispirazione della Rivoluzione Russa, sorto dall'ala sinistra del Partito Socialista d'America (SPA). Il CPUSA cercò di instaurare il socialismo negli Stati Uniti attraverso i principi del marxismo-leninismo, allineandosi con l'Internazionale Comunista (Comintern), che era controllata dall'Unione Sovietica. Fu considerata la più importante organizzazione di sinistra negli Stati Uniti fino alla metà del ventesimo secolo.
I primi anni del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) furono caratterizzati da lotte intestine e attività clandestine. Il governo statunitense considerava il partito una minaccia sovversiva, il che portò ad arresti e deportazioni di massa durante i Palmer Raids del 1919-1920. Nonostante ciò, il CPUSA espanse la sua influenza, in particolare tra gli operai, gli immigrati e gli afroamericani. Negli anni '20, il partito rimase una forza piccola ma combattiva. Durante la Grande Depressione degli anni '30, il CPUSA acquisì maggiore importanza sotto la guida di William Z. Foster e successivamente di Earl Browder, svolgendo un ruolo chiave nell'organizzazione sindacale e nei movimenti antifascisti. Il coinvolgimento del partito negli scioperi contribuì a consolidarlo come una forza formidabile all'interno del movimento operaio americano, in particolare attraverso il Congresso delle organizzazioni industriali (CIO). A metà degli anni '30, il CPUSA seguì la linea del "fronte popolare" del Comintern, che caldeggiava le alleanze con progressisti e liberali. In questo periodo il partito attenuò la sua retorica rivoluzionaria e appoggiò le politiche del New Deal del presidente Franklin D. Roosevelt. Questo cambiamento permise al Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) di ottenere un consenso più ampio e il numero dei suoi membri aumentò vertiginosamente, raggiungendo circa 70 000 iscritti alla fine degli anni '30. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939, il CPUSA inizialmente si oppose al coinvolgimento degli Stati Uniti, ma cambiò posizione dopo l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel 1941, sostenendo con fervore lo sforzo bellico. L'era del Fronte Popolare del CPUSA durò fino al 1945, quando Earl Browder fu estromesso dal partito e sostituito da William Z. Foster.
Con la crescente consapevolezza del ruolo del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) nelle attività di spionaggio sovietiche, il partito subì un duro colpo all'inizio della Guerra fredda. La seconda ondata di paura rossa il partito fu perseguitato in base allo Smith Act, che criminalizzava l'incitamento alla rivoluzione violenta e portò a processi di alto profilo contro i suoi vertici. Questa caccia decimò il CPUSA, riducendo il numero dei suoi membri a meno di 10 000, la metà rispetto agli anni '50. Il disgelo di Chruščëv e le rivelazioni sui crimini di Iosif Stalin causarono ulteriori divisioni interne, con la delusione di molti membri che abbandonarono il partito. Il CPUSA faticò a mantenere la propria rilevanza durante i movimenti sociali degli anni '60 e '70. Pur sostenendo i diritti civili, l'attivismo sindacale e le iniziative contro la guerra del Vietnam, dovette affrontare la concorrenza delle organizzazioni della New Left, che rifiutavano la rigida adesione del partito al comunismo sovietico. La crisi sino-sovietica frammentò ulteriormente il movimento comunista, con alcuni ex membri del CPUSA che passarono a gruppi maoisti o trotskisti. Sotto la guida di Gus Hall (1959-2000), il Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) rimase fedele all'Unione Sovietica anche quando altri partiti comunisti presero le distanze dalle politiche di Mosca, il che lo emarginò all'interno della sinistra statunitense. Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 inflisse un colpo devastante al partito, causando difficoltà finanziarie e un ulteriore calo degli iscritti.
Nel XXI secolo, il Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) si è concentrato sui diritti dei lavoratori, la giustizia razziale, l'attivismo ambientale e l'opposizione al capitalismo delle multinazionali. Il CPUSA pubblica il giornale People's World e continua a impegnarsi nell'attivismo di sinistra.
Nel 2011, il CPUSA ha dichiarato di avere 2 000 membri. Nel 2017 e nel 2018, il CPUSA ha dichiarato di avere 5 000 membri. Nel 2019, l'ex membro del Partito Daniel Rosenberg ha affermato che "quasi la metà" dei nuovi iscritti dal 2000 non aveva "pagato alcuna quota" e si era semplicemente iscritto alla mailing list. Nel 2023, il CPUSA ha dichiarato di avere 15 000 membri. Nel 2024, il CPUSA ha dichiarato di avere 20 000 membri nella sua mailing list.

Negli Stati Uniti d'America, alcuni gruppi religiosi perseguirono una forma di comunismo già nel XVII secolo. Negli insediamenti di Plymouth e Jamestown, parte della terra era di proprietà comune. I labadisti del Maryland (1684-1722), la colonia di Johann Kelpius della "Donna nel deserto" (1605-1704) nell'attuale Filadelfia, i celibi Dunker (1713) a Ephrata, nella contea di Lancaster, in Pennsylvania, e una comunità a Snowhill, vicino a Harrisburg, in Pennsylvania (1820), praticarono qualcosa di simile al comunismo. Anche gli Shaker di New Lebanon, nello stato di New York, vissero in modo comunitario dal 1782 circa fino all'inizio del Novecento. Gli armoniti rappresentarono una successiva variante di comunismo religioso americano. La comunità di Oneida, o "Perfezionisti", fondata da John Humphrey Noyes e attiva dal 1848 al 1880, è un altro esempio di comunità comunista religiosa.
Forme di comunismo e socialismo furono anche adottate da una varietà di comunità utopiche laiche nella storia americana. Ciò include molte fondate dai movimenti fourieristi e owenisti. Anche la comunità di Kaweah (California) e la colonia di Ruskin (Tennessee) aderivano a principi comunisti.
In concomitanza con questi esperimenti sociali comunisti, i primi gruppi e partiti politici socialisti americani nacquero nella seconda metà del XIX secolo. Stephen Pearl Andrews e Victoria Woodhull frequentavano comunità utopiche e parteciparono anche alla Prima Internazionale del movimento comunista. Edward Bellamy e il suo libro "Looking Backward" diedero origine sia a un'ondata di comunità comuniste Bellamy in diversi punti degli Stati Uniti, sia a un movimento politico socialista degli anni '90 dell'800 chiamato i Nationalist Clubs, che fornì una guida al Partito Populista.

Il primo partito politico socialista degli USA fu il Partito Socialista Laburista d'America, costituito nel 1876, che per molti anni fu una forza vitale nel movimento socialista internazionale. Dalla metà degli anni novanta dell'Ottocento, tuttavia, il SLP passò sotto l'influenza di Daniel De Leon, il cui anarco-sindacalismo fu molte volte contestato da diversi membri del movimento: fu così che avvenne la scissione che portò l'ala riformista a fondare il Partito Socialdemocratico d'America nel 1898. Nel 1901 il Partito Socialdemocratico si unì ad alcuni membri fuoriusciti del Socialist Labor Party of America, portando alla nascita del Partito Socialista d'America. All'interno del Partito Socialista si sviluppò un'ala sinistra, con grande costernazione dei vertici del partito. Nel gennaio del 1919 Lenin invitò l'ala sinistra del Partito Socialista d'America a entrare nel Comintern e ciò contribuì a far emergere ancor di più le differenze ideologiche tra le due fazioni del PSA. La nuova ala sinistra dello PSA tentò di conquistare la maggioranza delle cariche esecutive nelle elezioni interne del partito; dopo i risultati elettorali, in cui l'ala sinistra del partito riuscì a eleggere molti candidati, i vertici moderati invalidarono le elezioni del 1919. Questa violazione della democrazia all'interno del partito creò le premesse per la scissione di fazioni che iniziarono a formare un nuovo Partito Comunista.

Durante la primavera del 1919 i massimalisti del PS attuarono una campagna interna di propaganda che fruttò un referendum sull'approvazione dell'ingresso nell'Internazionale Comunista che riscosse l'appoggio del 90% dei membri, ma la leadership del partito decise d'autorità di invalidare le consultazioni. Nelle elezioni per la scelta dei membri del Comitato Esecutivo, l'ala più radicale ottenne 12 seggi su 15 e, forti del risultato elettorale, iniziarono a espellere dal partito gli esponenti più moderati. Questi ultimi tuttavia risposero a livello locale, allontanando dalle direzioni statali alcuni militanti estremisti: lo scontro, ormai, era al culmine.
Il 30 agosto del 1919 si tenne a Chicago un congresso straordinario del PS; l'ala sinistra era a un bivio: o forzare la mano e tentare un controllo diretto del partito (invitando a votare di soppiatto i delegati radicali precedentemente espulsi) oppure dare vita a una scissione. John Reed e Benjamin Gitlow supportarono la prima ipotesi, mentre Charles Ruthenberg e Louis C. Fraina optarono per la seconda e il 1º settembre essi presenziarono un congresso indipendente in cui si tenne il battesimo del Partito Comunista statunitense.

Nel frattempo il piano di Reed e Gitlow andò in frantumi, perché una soffiata alla polizia portò allo smascheramento e all'arresto dei delegati rivoluzionari. Questi ultimi preferirono, almeno in un primo momento, non aderire al CPUSA e creare un movimento tutto loro: nacque così, sempre il 30 agosto, il Communist Labor Party of America con a capo Alfred Wagenknecht.
La presenza di due partiti comunisti concorrenti, che potevano contare su circa 12 000 membri, non piacque al Comintern che invitò i due movimenti a fondersi per creare un partito comunista unito che seguisse le direttive di Mosca. All'interno del CPUSA il già citato Ruthenberg e Jay Lovestone accettarono questa direttiva mentre Nicholas I. Hourwich e Alexander Bittelman, capi della corrente indipendentista, mostrarono una certa insofferenza ma dovettero piegarsi a un successivo e ben più duro richiamo del Comintern: nel maggio del 1921 il CLP confluì nel CPUSA. In questi primi anni solo il 5% circa dei membri del partito erano autoctoni anglofoni: molti militanti infatti erano immigrati che provenivano dai ranghi dell'Industrial Workers of the World (IWW).

Fin dalla sua nascita, il Partito Comunista statunitense venne attaccato dai governi statali e federali e più tardi anche dall'FBI. Nel 1919, dopo una serie di attentati e omicidi di funzionari del governo e di giudici (che vennero poi fatti risalire a militanti anarchici legati a Luigi Galleani), il Dipartimento di Giustizia guidato dal procuratore generale A. Mitchell Palmer, che agì in virtù del Sedition Act del 1918, ordinò l'arresto di migliaia di membri stranieri del partito, molti dei quali vennero deportati nei loro stati d'origine. Il clima anticomunista, noto come "paura rossa" ("red scare" in inglese), che ne seguì costrinse il CPUSA alla clandestinità: i dirigenti del partito usarono degli pseudonimi e si riunirono segretamente nel tentativo di sfuggire alle autorità.
Il partito seppe comunque approfittare della clandestinità per aumentare il numero dei suoi membri finché, nel dicembre del 1921, risorse come movimento legale cambiando però temporaneamente nome in Partito dei Lavoratori d'America (Workers Party of America, WPA). Una parte dei membri del partito comunque preferirono continuare a operare in clandestinità (erano noti come l'"apparato comunista segreto"), riuscendo ad avere rapporti segreti con il Partito Comunista dell'Unione Sovietica: ciò consentì al PCUS di cooptare i membri del CPUSA.
Nei primi anni venti il CPUSA si ingrossò anche in conseguenza della massiccia immigrazione verso gli Stati Uniti; moltissimi ebrei provenienti dell'Europa orientale si iscrissero al partito e alcuni di essi riuscirono ad avere ruoli preminenti. La maggioranza dei membri del Partito Socialista erano immigrati e una percentuale "schiacciante" del Partito Comunista era composta da immigrati recenti. Di conseguenza si venne a creare un clima antisemita e xenofobo che portò alla promulgazione della restrittiva Immigration Act nel 1924.

Ora che il "partito aperto", così com'era conosciuto, era tornato legale i comunisti decisero che la loro prima missione era quella di radicarsi all'interno della classe operaia. Invitati al V congresso mondiale del Comintern nel 1925 i comunisti statunitensi sposarono la tesi secondo cui i marxisti-leninisti di tutto il mondo dovevano, la dove si fosse creata l'opportunità, allearsi con le forze socialdemocratiche cercando al tempo stesso di inglobarle: il periodo dal 1917 al 1924 aveva rappresentato una recrudescenza della rivoluzione ed era stato caratterizzato dalla stabilizzazione del capitalismo; pertanto dall'ottobre in poi i colpi di stato rivoluzionari erano stati respinti e la stessa sorte avrebbero avuto quelli eventualmente tentati in un futuro prossimo. I comunisti americani intrapresero da quel momento in poi un duro lavoro di individuazione di possibili alleati.
Questa ricerca venne resa più difficile da una lotta intestina al partito. Sorsero due fazioni: una parte del CPUSA si strinse intorno al segretario nazionale Ruthenberg e a Lovestone mentre l'opposizione interna guardava principalmente a William Z. Foster, fondatore e guida del sindacato Trade Union Educational League, e a James P. Cannon, anch'egli sindacalista e presidente del gruppo International Labor Defense.
Mentre Ruthenberg guidava l'ala filo-sovietica, Foster era il rappresentante della parte movimentista del partito: appassionato sindacalista, coinvolto nel cosiddetto "Steel Strike" del 1919 e membro dell'Industrial Workers of the World, aveva contatti con il Partito Progressista e vedeva di buon occhio i gruppi pro agrari che stavano sorgendo negli States. Sotto la pressione del Comintern, tuttavia, il partito ruppe i contatti sia con gli agrari che con i progressisti e Foster venne invitato a non ostacolare la rielezione di Ruthenberg alla segreteria. L'ex sindacalista accettò ma la lotta interna non smise e uno sciopero organizzato nel 1926 dalle donne lavoratrici di New York fallì anche a causa della rivalità tra le due fazioni.

Ruthenberg morì nel 1927 e il suo alleato Lovestone gli succedette come segretario del partito. L'anno seguente Cannon partecipò al VI Congresso dell'Internazionale Comunista sperando di usare i suoi collegamenti con i vertici del Comitaten e per riconquistare il vantaggio contro la fazione di Lovestone, ma Cannon e Maurice Spector del Partito Comunista del Canada trovarono accidentalmente una copia della "Critica al progetto di programma del Comintern" di Trotsky e leggendola aderirono alle tesi ivi espresse. Una copia del documento fu poi fatta uscire clandestinamente dal paese nascosta in un giocattolo per bambini. Tornato in patria Cannon e i suoi amici Max Shachtman e Martin Abern, divennero i rappresentanti dell'opposizione di sinistra e furono soprannominati i "tre generali senza esercito". I tre vennero espulsi dal partito con l'accusa di trotskismo e pertanto diedero vita alla Lega Comunista d'America, sezione statunitense della Quarta Internazionale.
Nello stesso congresso in cui si decise l'espulsione dei trotskisti, Lovestone aveva impressionato la dirigenza del Partito Comunista dell'Unione Sovietica come un forte sostenitore di Nikolaj Bucharin, il segretario generale del Comintern. Quando nel 1929 fu sconfitto da Stalin, venendo escluso dal Politburo e rimosso come capo del Comintern, la posizione di Lovestone si fece molto critica e una delegazione del Comintern gli chiese di dimettersi da segretario del partito in favore del suo rivale Foster, nonostante il sostegno precedentemente ricevuto della stragrande maggioranza dei membri del partito. Lovestone partì alla volta dell'URSS e fece un appello al Comintern implorando di rimanere segretario, visto il consenso di cui godeva, ma Stalin gli rispose che egli aveva la maggioranza solo perché era visto dai membri come il rappresentante più filosovietico della dirigenza comunista: persa questa caratteristica, sarebbe stata persa anche la fiducia dei militanti.
Lovestone non si piegò e venne successivamente espulso dal partito insieme a Benjamin Gitlow: teoricamente l'epurazione non avvenne per la sua insubordinazione all'"uomo d'acciaio" ma perché aveva pubblicamente sostenuto la tesi secondo cui il socialismo si sarebbe impiantato pacificamente negli Stati Uniti. Lovestone e Gitlow fondarono due gruppi pro-Bucharin che aderirono all'internazionalismo della "destra comunista"; essi tuttavia, nonostante dei discreti risultati iniziali (avevano più aderenti rispetto ai trotskisti), entrarono in crisi rapidamente e sparirono nel 1941.
Gli sconvolgimenti avvenuti nel 1928 dentro il CPUSA erano il sintomo di un cambiamento molto più significativo avvenuto dentro la galassia comunista: la decisione di Stalin di interrompere ogni forma di collaborazione con i partiti socialisti, che erano ormai tacciati di "Socialfascismo". Questa politica di solitaria ricerca della via del potere ha avuto conseguenze negative negli Stati Uniti: nel 1928 il Partito Comunista poteva contare su circa 24 000 membri, mentre nel 1932 la cifra era scesa a 6 000 iscritti. Nonostante i cambiamenti nell'URSS, l'Internazionale Comunista (Comintern) continuò a svolgere un ruolo importante nella selezione dei funzionari del CPUSA. Inoltre, il CPUSA e il Comintern continuarono a scambiarsi delegati durante gli anni '30 e il CPUSA continuò ad accettare finanziamenti da Mosca.
James P. Cannon si oppose alla politica del "Terzo Periodo" di Stalin e, per tale motivo, fu espulso dal partito. Cannon fondò successivamente la Lega Comunista d'America con Max Shachtman e Martin Abern e iniziò a la pubblicazione della testate The Militant, dalle cui colonne si dichiarò fuori dal CPUSA in quanto era sua opinione che la politica stalinista avrebbe aiutato Hitler a prendere al potere in Germania. A quel punto i tre fuoriusciti si diedero da fare per promuovere la Quarta Internazionale.
Negli Stati Uniti, l'impatto principale del "Terzo Periodo" fu quello di porre fine agli sforzi del Partito Comunista di organizzarsi all'interno dell'American Federation of Labor (AFL). Tra il 1928 e il 1935 lo sforzo principale del CPUSA fu quello di creare un sindacato indipendente, la Trade Union Unity League. Foster accettò questo cambiamento, anche se contraddiceva le politiche per cui aveva combattuto in precedenza. Nel 1928, il Partito Comunista degli Stati Uniti candidò William Z. Foster alle elezioni presidenziali, egli accettò con l'obiettivo di accrescere ulteriormente la coscienza di classe, e ottennero oltre 48 000 voti (nonostante avessero solo 9 000 membri). Molti dei leader del partito, incluso lo stesso Foster, sapevano che non avrebbero mai vinto le elezioni. Tuttavia, riuscirono a suscitare una certa coscienza di classe, ma si scontrarono anche con alcuni sindacati durante la campagna elettorale, tra cui l'AFL. Il partito fu ammesso alle elezioni a New York dal 1932 al 1936.

Nel 1930 il partito adottò il nome di Partito Comunista degli Stati Uniti e lo slogan "fronte unico dal basso". Durante la Grande depressione il partito dedicò gran parte della sua energia nella difesa dei diritti dei disoccupati, degli afroamericani, dei contadini e dei lavoratori dipendenti, riuscendo tuttavia a riscuotere consensi moderati. Vennero attirati dentro il CPUSA alcuni estremisti del Partito Socialista e i membri di un gruppo d'emancipazione afro-americana, l'African Blood Brotherhood: alcuni di loro, in particolare Harry Haywood, avrebbero poi giocato un ruolo importante all'interno del mondo del lavoro dei neri.
Intanto, già nel 1928 il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America cambiò la sua costituzione e chiese il diritto all'autodeterminazione degli afroamericani negli Stati Uniti meridionali. Il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America avrebbe poi contribuito a costruire l'Unione dei mezzadri dell'Alabama e la coscienza di classe nella "cintura nera" del Sud americano negli anni '30. L'autodeterminazione non fu mai un obiettivo realistico nel contesto del Sud americano, e un importante comunista nero lo ammise già nel 1935. Nel 1931, il partito iniziò a organizzare il sindacato dei mezzadri dell'Alabama nella contea di Tallapoosa. Tuttavia, i primi sforzi a Camp Hill, pagarono il prezzo di una scarsa organizzazione e di scontri con le autorità locali che portarono ad arresti e tensioni. Il partito vide la creazione del sindacato dei mezzadri come fondamentale nella lotta per l'autodeterminazione e alla fine si riorganizzò nel tentativo di mantenere vivo il movimento. L'area fu divisa in sezioni locali più piccole e si estese verso l'esterno in quattro diverse contee. Il sindacato era organizzata attorno a sette rivendicazioni di base che erano in gran parte economiche e incentrate sui diritti economici dei mezzadri. Nel 1935, quando il L'Alabama Sharecroppers Union contava 12 000 membri, indisse uno sciopero in 7 contee dell'Alabama, chiedendo un aumento dei salari da circa 35 centesimi a un dollaro. Lo sciopero ebbe successo in 35 piantagioni e i salari furono aumentati a 75 centesimi in altre piantagioni. La campagna del CPUSA in Alabama contribuì a gettare le basi per il movimento per i diritti civili. Quando il CPUSA chiese il diritto all'autodeterminazione e riconobbe le distinzioni nella lotta degli afroamericani, creò un nuovo alleato politico nella classe operaia e ebbe i mezzi per diventare un partito interrazziale che poteva opporsi chiaramente alla segregazione e all'ingiustizia razziale. Le azioni del CPUSA nel Sud rappresentarono un cambiamento nelle loro azioni e nei loro obiettivi che si sarebbero consolidati nella loro costituzione del 1938, mentre si muovevano verso obiettivi più locali.

Nel 1932 William Z. Foster scrisse Verso un'America Sovietica, opera che esponeva i piani del partito per la rivoluzione e la costruzione di una nuova società socialista basata sul modello dell'URSS. In quello stesso anno Earl Browder divenne segretario generale del Partito: inizialmente Browder rese il partito ancora più legato al PCUS e contribuì a sviluppare il suo apparato segreto di spionaggio; quest'ultima mossa è testimoniata anche dal fatto che egli favorì anche l'assunzione di agenti della Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del (la stessa sorella minore di Browder, Margerite, era una spia filo-sovietica in Europa sino a quando su richiesta del fratello tornò negli USA. Gli agenti dell'NKVD arrivati negli States fecero in modo che il PCUSA operasse sotto lo stretto controllo dei comunisti russi e di Stalin.
Durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, molti americani si disillusero del capitalismo e alcuni trovarono rifugio nel'ideologia comunista. Altri furono attratti dall'attivismo visibile dei comunisti americani a favore di una vasta gamma di cause sociali ed economiche, tra cui i diritti degli afroamericani, dei lavoratori e dei disoccupati. Altri ancora, allarmati dall'ascesa dei franchisti in Spagna e dei nazisti in Germania, ammirarono la precoce e ferma opposizione dell'Unione Sovietica al nazi-fascismo. Il numero degli iscritti al Partito Comunista crebbe da 6 822 all'inizio del decennio a 66 000 alla fine. Il partito organizzava raduni di massa che riempivano il Madison Square Garden.

La rigidità ideologica del "Terzo Periodo" venne messa in crisi, però, da due eventi: l'elezione di Franklin D. Roosevelt nel 1932 e l'ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1933. L'avvento al governo del rappresentante democratico e l'approvazione del National Industrial Recovery Act nel 1933 suscitò un ampio dibattito all'interno del partito, per ciò che concerneva la linea sindacale: mentre la linea ufficiale del partito era ancora rivolta alla formazione di sindacati autonomi d'impronta rivoluzionaria, molti attivisti biasimarono tale scelta e decisero di supportare le unioni del lavoro di sinistra moderata. La vittoria dei nazisti provocò un cambio di rotta all'interno del Comintern nel 1935: per combattere l'ascesa del fascismo a livello planetario, durante il settimo congresso venne deciso che i comunisti dovevano allearsi con gli altri movimenti di sinistra per dar vita a un fronte popolare che fosse in grado di respingere l'avanzata dell'estrema destra. A seguito dell'approvazione di questa strategia, il CPUSA smise di opporsi al New Deal e aderì al Congress of Industrial Organizations, un sindacato federale unitario a maggioranza democratica.
I comunisti cercarono anche alleanze con altri partiti e in vista delle elezioni presidenziali del 1936 Earl Browder, candidato presidente del CPUSA, propose al socialista Norman Thomas di fargli da vicepresidente. Thomas rifiutò e nelle consultazioni ottenne lo 0,4% dei voti contro lo 0,2% di Browder (che si era associato, così come aveva fatto Foster nel 1932, a James W. Ford, il primo afroamericano comparso in un ticket presidenziale statunitense).
È da notare che dal punto di vista pratico queste tattiche elettorali avevano un'importanza molto scarsa, in quanto il CPUSA è stato molto più attivo all'interno della lotta sindacale piuttosto che in quella politica. Fin dal 1936 il partito rappresentò un efficace supporto a Roosevelt all'interno del mondo del lavoro e, pur continuando a presentare propri candidati alla presidenza (e ciò tra l'altro non avveniva in tutti gli Stati), de facto si dava seppur tacitamente l'indicazione di votare per il candidato del Partito Democratico in quanto "male minore".

La seconda metà degli anni trenta vide anche lo scatenarsi della guerra civile spagnola: i membri del CPUSA, in sinergia coi militanti della sinistra di tutto il mondo, si schierarono in difesa della Repubblica Spagnola e lo fecero tramite la Brigata Lincoln, una delle Brigate Internazionali. La Brigata Lincoln, che si occupò anche di raccolta fondi e aiuto sanitario oltre che di battaglie, è stata la prima organizzazione militare statunitense che accolse sia i neri che i bianchi su base paritaria.
Intellettualmente, il periodo del Fronte Popolare vide l'affermarsi di una forte influenza comunista nella vita intellettuale e artistica degli USA. Questo fenomeno, assolutamente inedito nella storia americana, avvenne attraverso varie organizzazioni controllate direttamente o indirettamente dal partito (che gli anticomunisti chiamavano dispregiativamente "i fronti") che riuscirono spesso a imporre il loro punto di vista nell'ambito di vari dibattiti.
Durante la segreteria di Browder il CPUSA sostenne acriticamente Stalin; il rappresentante dei comunisti definì le Grandi Purghe "un segnale significativo per la causa del progresso dell'umanità", il trotskismo era assimilabile ai "germi del colera" mentre i dirigenti bolscevichi che vennero condannati a morte furono paragonati a Benedict Arnold, Aaron Burr (che durante la guerra d'indipendenza si schierarono con l'Impero Britannico), i traditori della guerra del 1812 e ai confederati della guerra di secessione; allo stesso modo coloro che criticavano Stalin furono comparati a quegli uomini politici che avevano infangato il nome di Roosevelt e di Abraham Lincoln.

Proprio quando la politica del Fronte Popolare cominciava a dare i suoi buoni frutti (nel 1938 gli iscritti al partito erano saliti a oltre 75 000) giunse la notizia che l'URSS e il Terzo Reich si erano alleati tramite il patto Molotov-Ribbentrop; la strategia del blocco antifascista non aveva quindi più senso e molti militanti, disorientati, abbandonarono il partito. Il 1º settembre del 1939, quando la Germania attaccò la Polonia dando così il via alla seconda guerra mondiale, Browder sparò a zero contro il governo nazista ma l'11 giunse da Mosca una direttiva in cui si ribadivano le responsabilità del governo polacco. Quando il 17 anche la Russia sovietica attaccò Varsavia tutti i principali comunisti europei abbandonarono la linea del Fronte Popolare per abbracciare quella pacifista; così fece anche il CPUSA, che insieme a Hitler criticò anche l'azione del primo ministro britannico Neville Chamberlain e del leader francese Édouard Daladier, egualmente responsabili dello scoppio delle ostilità. Roosevelt non venne additato di nessuna colpa particolare (in caso contrario l'immediato passato del CPUSA sarebbe stato contraddetto) ma vennero condannati i suoi collaboratori per la politica estera.
Nei mesi di ottobre e novembre, il CPUSA approvò gli attacchi dell'URSS contro le Repubbliche Baltiche, giudicati inevitabili per garantire la sicurezza russa. Poco dopo il leader del Comintern Georgi Dimitrov chiese a Browder di non appoggiare più Roosevelt e dal 23 ottobre partito cominciò i suoi attacchi al presidente. Il CPUSA propose di abrogare il boicottaggio delle merci tedesche, mise in scena delle "veglie perpetue" per la pace e sostenne che Roosevelt era il capo "del partito guerrafondaio della borghesia statunitense". Fino all'aprile del 1940, la linea pacifista della testata comunista Daily Worker sembrava avere venature filo-tedesche: venne per esempio scritto che gli ebrei avevano da temere tanto in Francia e Gran Bretagna che in Germania. Nel frattempo in agosto l'agente dell'NKVD Ramón Mercader uccise Trotsky a picconate e Browder diffuse l'idea che a uccidere il teorico della rivoluzione permanente era stato un suo ex seguace ora deluso.

Le cose cambiarono quando il 22 giugno del 1941 la Germania attaccò l'Unione Sovietica dando il via all'operazione Barbarossa: da questo momento in poi il CPUSA fu molto critico verso il Terzo Reich e venne reclamato a gran voce l'ingresso in guerra degli USA a fianco dell'URSS in nome dell'unità antifascista ancor prima di Pearl Harbor. La nazione si doveva stringere in questo sforzo bellico contro l'Asse e, almeno finché Hitler e Mussolini avrebbero costituito una minaccia per il mondo intero, la prospettiva rivoluzionaria doveva essere accantonata: per questo il partito fu favorevole al perseguimento dei dirigenti del Partito Socialista dei Lavoratori e contrario alla marcia su Washington organizzata da Asa Philip Randolph in rappresentanza del popolo di colore. Lo scrittore Dalton Trumbo e il cantante Pete Seeger, simpatizzanti del partito, accettarono questa linea e pertanto dovettero abiurare la loro condotta anti-bellica precedente.
Secondo Earl Browder l'alleanza tra le potenze Occidentali e l'URSS avrebbe prodotto, a guerra ultimata, un perpetuo periodo di armonia sociale. Per meglio integrare il movimento comunista nella vita americana il partito venne ufficialmente sciolto nel 1944 e sostituito dall'"Associazione Politica Comunista" (alle presidenziali del 1944, quindi, i comunisti non si presentarono). L'armonia tuttavia durò poco, il movimento comunista internazionale oscillò a sinistra al termine del conflitto e la tesi di Browder venne duramente criticata dal Partito Comunista Francese; in conseguenza di ciò, Browder venne espulso dal partito nel 1946 e sostituito al vertice dall'anziano William Z. Foster, che rimase il leader onorario del CPUSA fino al 1958, anno in cui abbandonò la vita politica.
In linea con gli altri partiti comunisti del mondo, anche il CPUSA virò a sinistra e, di conseguenza, per un breve periodo un certo numero critici interni sostenne una linea politica ancora più rivoluzionaria e progressista, che però la leadership non era disposta a tollerare. Il risultato fu l'espulsione di un manipolo di "anti-revisionisti prematuri", come vennero definiti questi militanti.

Dal 1947 in poi si assistette a una nuova persecuzione del CPUSA; in quell'anno l'amministrazione Truman introdusse il giuramento di fedeltà: i lavoratori federali dovevano garantire di non essere comunisti. Ciò portò al licenziamento di molti militanti del CPUSA e in tal modo venne legittimata l'idea che i comunisti fossero dei sovversivi e non avessero diritto al lavoro né nell'ambito pubblico né in quello privato. Il Comitato per le attività anti-americane mise in atto delle audizioni dove i simpatizzanti per il comunismo furono costretti, sotto la minaccia della rovina della loro carriera, a elencare gli altri militanti marxisti, inclusi gli affiliati al CPUSA; questo clima ispirò le amministrazioni locali ad adottare i giuramenti di fedeltà e a creare commissioni d'indagine proprie. L'industria cinematografica hollywoodiana si dimostrò ad esempio particolarmente solerte in questa crociata anticomunista: molti attori, registi e sceneggiatori iscritti nella controversa "lista nera" dei filocomunisti furono ostracizzati.
Anche nel movimento sindacale si assistette a qualcosa di analogo: l'opposizione del partito al Piano Marshall e l'appoggio alla candidatura del progressista Henry A. Wallace alle presidenziali del 1948 (il quale ottenne il 2,4% dei voti) furono le motivazioni adottate per giustificare l'espulsione dei comunisti dal CIO nel 1949. I dirigenti sindacali che si opposero a queste misure furono epurati o costretti con la forza a cambiare la propria posizione.

A partire dal 1949, quando l'URSS fece esplodere la sua prima bomba atomica e venne scoperta la presenza di spie sovietiche negli Stati Uniti, il clima d'odio anti-comunista si fece più violento: i repubblicani Richard Nixon e Joseph McCarthy denunciarono la presenza di militanti comunisti nella pubblica amministrazione, nell'esercito e addirittura nel gabinetto Truman. I militanti comunisti Julius ed Ethel Rosenberg vennero condannati a morte a seguito di un celeberrimo caso politico-giudiziario. Gruppi liberali come l'Americans for Democratic Action di Eleanor Roosevelt furono costretti, se non volevano essere sciolti, a dichiarare pubblicamente di essere anticomunisti e infine nel 1954 il Congresso emanò il Communist Control Act, che impose al CPUSA lo scioglimento.
Al culmine del maccartismo, nella seconda metà degli anni cinquanta, il partito poteva contare solo su 5 000 militanti (erano circa 80 000 nel 1944), di cui 1 500 erano informatori dell'FBI: i servizi segreti statunitensi favorivano l'infiltrazione e la delazione all'interno del partito comunista al fine di poterne controllare ogni movimento. Il movimento riuscì tuttavia, seppur a stento, a sopravvivere e l'azione di queste spie interne venne paralizzata: con questa motivazione il capo dell'FBI, J. Edgar Hoover, pagò alcuni gruppi comunisti nella speranza di corromperli e di averli sotto controllo. "Se fosse stato per me" disse Hoover nel 1963 "non ci sarebbe un partito comunista degli Stati Uniti. L'ho finanziato solo al fine di poterlo controllare meglio". Il capo delle operazioni d'intelligence dell'FBI in quel periodo, William Sullivan, dichiarò che Hoover era un bugiardo ben consapevole del fatto che il CPUSA fosse un partito ormai moribondo; nonostante ciò fosse sotto gli occhi di tutti, McCarthy continuò quotidianamente ad attaccarlo per favorire la sua carriera politica.

La rivolta ungherese del 1956 e il discorso di Nikita Sergeevič Chruščëv al XX Congresso del PCUS ebbero degli effetti disastrosi sulla leadership precedentemente stalinista del CPUSA. Molti militanti abbandonarono il partito mentre il giornalista John Gates, direttore del Daily Worker, propose al partito di svecchiarsi e cambiare completamente struttura. Proprio il Daily Worker, quotidiano fondato nel 1924, fu nel 1958 costretto a chiudere i battenti a causa del drastico calo dei lettori.
La crisi del partito proseguì senza sosta: una lunga diaspora ridusse al minimo gli iscritti e demoralizzò quei pochi che restarono. Tuttavia in molti si impegnarono in nuove cause civili, il CPUSA contribuì alla creazione della New Left negli anni sessanta e alla pubblicazione delle testate progressiste National Guardian e Monthly Review. Seppur ormai ridotto al rango di movimento minuscolo, il partito ritrovò negli anni sessanta una certa unità.
Nel 1959 divenne leader del partito l'ex operaio siderurgico Gus Hall; pur essendo molto vicino alle idee del suo mentore Foster, Hall era favorevole a un partito ancora più ortodosso che facesse dell'anti-revisionismo la sua bandiera: pertanto il CPUSA prese posizione contro Chruščёv e rimase per molti anni ancorato all'ideologia stalinista. Il continuo sostegno acritico a un'Unione Sovietica, sempre più ottusa e militarista, allontanò ulteriormente il partito dal resto della sinistra negli Stati Uniti, che considerava questo ruolo di sostegno obsoleto e persino pericoloso. Allo stesso tempo, l'invecchiamento della base di iscritti al partito lo allontanò dalla Nuova Sinistra negli Stati Uniti.

Di conseguenza il partito subì due scissioni: i revisionisti diedero vita al Partito Laburista Progressista nel 1961 mentre i maoisti si distaccarono per creare il Nuovo Movimento Comunista nel 1969. Venne coinvolto in queste scissioni anche Jack Shulman, che era il principale collaboratore di Foster: Shulman non venne espulso dal partito, ma si dimise da ogni incarico che aveva all'interno del CPUSA. Durante questo periodo il partito prese posizione contro la guerra del Vietnam durante il movimento per i diritti civili negli anni '60. Nonostante l'esodo dei sostenitori di Chruščёv e di Mao, il partito registrò un miglioramento e negli anni settanta poté contare su 25 000 iscritti.
A seguito delle presidenziali del 1984 (vinte dal politico forse più anticomunista dello scacchiere statunitense, Ronald Reagan) Gus Hall, che così come quattro anni prima aveva scelto come candidata vicepresidente l'insegnante afroamericana nonché femminista Angela Davis, decise che il partito non si sarebbe mai più presentato alle consultazioni elettorali.
Durante la seconda metà degli anni ottanta e tutti gli anni novanta, il partito si impegnò fortemente in una campagna di proselitismo nei quartieri più poveri e degradati degli States: di conseguenza, ci sono molti giovani, ispanici e neri tra i membri dell'organizzazione.

L'ascesa di Michail Gorbaciov alla guida del PCUS portò cambiamenti senza precedenti nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Inizialmente, i comunisti americani accolsero con favore le iniziative di glasnost e perestrojka di Gorbaciov volte a ristrutturare e rivitalizzare il socialismo sovietico. Tuttavia, con l'attuazione delle riforme, i leader neoliberisti Ronald Reagan e Margaret Thatcher iniziarono a lodare Gorbaciov, spingendo i comunisti a riconsiderare il loro giudizio. Quando la liberalizzazione del sistema sovietico iniziò a introdurre sempre più aspetti della società occidentale nell'Unione Sovietica, il leader del partito Gus Hall condannò queste riforme nel 1989, definendole una controrivoluzione per restaurare il capitalismo. Ciò pose fine di fatto alle relazioni tra i due partiti comunisti, che sarebbero stati sciolti meno di due anni dopo.
L'interruzione dei finanziamenti provocò una crisi finanziaria, che costrinse il Partito Comunista a ridurre la pubblicazione, nel 1990, del giornale di partito, il People's Daily World, a una pubblicazione settimanale, il People's Weekly World. In seguito allo dissoluzione dell'Unione Sovietica, si verificò una crisi dottrinale. La visione del Partito Comunista sullo sviluppo futuro del socialismo dovette essere completamente modificata a causa dell'estremo cambiamento nell'equilibrio delle forze globali. I riformisti più moderati, tra cui Angela Davis, lasciarono completamente il partito, formando una nuova organizzazione chiamata Committees of Correspondence for Democracy and Socialism (CCDS). In un'intervista, Charlene Mitchell, una delle membre che lasciarono il partito con Angela Davis, spiegò come lei e altri ritenessero che il partito fosse rimasto chiuso e non fosse riuscito ad aprire discussioni tra gli iscritti. Molti consideravano il partito lento e imparziale nell'adattarsi, in particolare per quanto riguardava il suo approccio a una forza lavoro che negli Stati Uniti stava diventando sempre meno industrializzata. Dopo il tentato omicidio di Gorbaciov e i successivi commenti di Gus Hall in cui si schierava dalla parte del colpo di Stato, molti, anche quelli a lui vicini, iniziarono a mettere in discussione la sua presa di posizione.
I comunisti rimasti si confrontarono con questioni di identità nel mondo post-sovietico, alcune delle quali sono ancora presenti nella politica del Partito Comunista odierno. Il partito fu profondamente scosso dalla scissione, pur mantenendo Gus Hall come segretario generale.

Negli ultimi anni, il partito si è impegnato in una dura opposizione al Partito Repubblicano, giudicato di estrema destra e fascista. Come conseguenza di questa linea strategica, il CPUSA sostiene con forza la vittoria dei candidati del Partito Democratico contro i repubblicani: il Partito Comunista continua a sostenere che entrambi i partiti sono di natura capitalistica, ma l'appoggio ai democratici è necessario se si vuole bloccare il dominio conservatore negli USA. In molti, contrari a questa scelta del "male minore" (recepita come una resa del partito al capitalismo), hanno lasciato il CPUSA per legarsi ad altri movimenti.
Ideologicamente, il partito non appare più unito come una volta. Un recente articolo della rivista marxista Political Affairs ha espresso sostegno verso il Partito Comunista Cinese, di cui veniva apprezzata anche la scelta di mantenere delle strutture capitaliste: nell'articolo vi era infatti scritto che la Cina aveva bisogno, prima di approdare al comunismo, della transizione dal feudalesimo al capitalismo che, come Lenin aveva affermato, poteva durare vari decenni. Altri articoli pubblicati nello stesso foglio però avevano un taglio completamente diverso e la dirigenza cinese veniva criticata in quanto revisionista e non comunista.
Negli ultimi tempi sembra essersi affermata la linea filo-cinese: nel 2002 due militanti del partito, Marilyn Bechtel e Debbie Bell, andarono in Cina e descrissero in toni entusiastici le loro impressioni sul governo della repubblica popolare su People's World, il nuovo quotidiano ufficiale del CPUSA. Nell'articolo vennero elogiate "l'energia e la compattezza dimostrate dal PCC e dal popolo cinese nella costruzione del socialismo in un paese in via di sviluppo costretto a confrontarsi con un'economia sempre più globalizzata".

Una panoramica della linea politica corrente del CPUSA si trova nella relazione di Sam Webb, presidente del partito dal 2000, intitolata Riflessioni sul socialismo. L'articolo espone il sostegno del Partito a una società democratica, anti-razzista, anti-sessista e di estrema sinistra. Il rapporto parla anche della caduta del comunismo in Europa orientale: la caduta dei regimi sarebbe dovuta al non sufficiente sviluppo della democrazia in essi. Nel testo si può leggere che "il socialismo ha trasformato e modernizzato società arretrate, garantito importanti diritti economici e sociali, aiutato molti paesi a liberarsi dal giogo colonialista, contribuito in modo decisivo alla vittoria sul nazismo, costituito con la sua presenza una pressione sulle classi dominanti del mondo al fine di fare concessioni alla classe operaia e ha agito come un contrappeso alle ambizioni aggressive dell'imperialismo degli Stati Uniti per quasi cinquanta anni".
La relazione sottolinea la dedizione del partito alla lotta rivoluzionaria, ma gli americani dovrebbero cercare di fare la rivoluzione in maniera pacifica. Inoltre Webb afferma che il capitalismo non può risolvere problemi come la stagnazione economica, il razzismo, il sessismo e la povertà. Nella relazione si parla di molte fasi di transizione dal capitalismo al socialismo e infine al comunismo. Sulla questione del mercato in una società socialista, Webb scrive: "i meccanismi di mercato in una società socialista sono in grado di generare disuguaglianze, sproporzioni e gli squilibri. Ma questo non è motivo sufficiente per concludere che i mercati non hanno posto in una economia socialista".
Il CPUSA sostiene i diritti degli Stati e dei popoli attaccati dall'imperialismo statunitense, ma è un partito votato alla filosofia della non violenza e predica l'astensione da ogni manifestazione aggressiva e di forza. Per il CPUSA la violenza manifestatasi nella storia moderna è il risultato del tentativo della classe dominante di fermare il progresso sociale.

Gli archivi del Partito Comunista statunitense sono stati donati nel marzo del 2007 alla Biblioteca Tamiment della New York University. La donazione di massa, in 12 000 cartoni, include la storia dalla fondazione del partito, 20 000 libri e opuscoli e un milione di fotografie provenienti dagli archivi del Daily Worker. La Biblioteca Tamiment detiene inoltre una copia dei microfilm del Partito Comunista, dei documenti tratti da archivi sovietici posseduti dalla Biblioteca del Congresso, nonché di altri materiali che documentano la storia dei movimenti radicali e di sinistra.
Alle elezioni presidenziali del 2008 il CPUSA ha appoggiato la candidatura di Barack Obama, definito da Webb "avvocato difensore del popolo".
Secondo la costituzione del partito adottata alla 30º Congresso Nazionale nel 2014, il Partito Comunista opera secondo il principio del centralismo democratico, la cui massima autorità è la Convenzione Nazionale quadriennale. L'articolo VI, sezione 3 della Costituzione del 2001 ha stabilito alcune posizioni non negoziabili:
Tra i punti del "Programma Immediato" del partito figurano un salario minimo di 15 dollari l'ora per tutti i lavoratori, un sistema sanitario nazionale universale e l'opposizione alla privatizzazione della previdenza sociale. Misure economiche come l'aumento delle tasse sui "ricchi e sulle società, una forte regolamentazione del settore finanziario, la regolamentazione e la proprietà pubblica dei servizi di pubblica utilità" e sono incluse nel "Programma immediato" anche un aumento degli aiuti federali a città e stati, così come l'opposizione alla guerra in Iraq e ad altri interventi militari; l'opposizione ai trattati di libero scambio come il NAFTA (Accordo nordamericano per il libero scambio); il disarmo nucleare e una riduzione del bilancio militare; varie disposizioni sui diritti civili; la riforma del finanziamento delle campagne elettorali, compreso il finanziamento pubblico delle campagne; e la riforma della legge elettorale, compreso il voto a ballottaggio istantaneo.
Il Partito Comunista enfatizza una visione del socialismo come estensione della democrazia americana. Cercando di "costruire il socialismo negli Stati Uniti sulla base delle tradizioni e delle lotte rivoluzionarie" della storia americana, il partito promuove una concezione di "socialismo della Carta dei Diritti" che "garantirà tutte le libertà che abbiamo conquistato in secoli di lotte ed estenderà la Carta dei Diritti per includere la libertà dalla disoccupazione" così come la libertà "dalla povertà, dall'analfabetismo, dalla discriminazione e dall'oppressione".
Ribadendo l'idea dei diritti di proprietà nella società socialista così come delineata nel Manifesto del Partito Comunista (1848) di Karl Marx e Friedrich Engels, il Partito Comunista sottolinea:
Piuttosto che rendere tutti i salari completamente uguali, il Partito Comunista sostiene che la costruzione del socialismo comporterebbe "l'eliminazione della ricchezza privata derivante dalla speculazione azionaria, dalla proprietà privata delle grandi imprese, dall'esportazione di capitali e posti di lavoro e dallo sfruttamento di un gran numero di lavoratori".
Tra le principali preoccupazioni del Partito Comunista vi sono i problemi della disoccupazione, della sottoccupazione e della precarietà del lavoro, che il partito considera la naturale conseguenza degli incentivi orientati al profitto dell'economia capitalista:
Il Partito Comunista degli USA ritiene che "la lotta di classe inizi con la lotta per salari, orari, benefici, condizioni di lavoro, sicurezza del posto di lavoro e occupazione. Ma include anche un'infinita varietà di altre forme per combattere battaglie specifiche: resistere all'aumento dei ritmi di lavoro, picchettare, negoziare contratti, scioperi, manifestazioni, fare pressione per una legislazione a favore dei lavoratori, elezioni e persino scioperi generali". I programmi nazionali del Partito Comunista negli USA considerano parte della lotta di classe i lavoratori che lottano "contro la classe capitalista o qualsiasi sua parte su qualsiasi questione con l'obiettivo di migliorare o difendere le proprie vite".
Il Partito Comunista sostiene che gli sviluppi della politica estera degli Stati Uniti – come si evince dall'ascesa dei neoconservatori e di altri gruppi associati alla destra – si siano sviluppati di pari passo con gli interessi del grande capitale, come le multinazionali. Lo Stato si trova quindi a svolgere un ruolo di cameriere e prestanome, essenzialmente volto a facilitare "il controllo di una parte della classe capitalista su tutte le altre e sull'intera società".
Di conseguenza, il Partito Comunista ritiene che i politici di destra, come i neoconservatori, allontanando lo Stato dagli interessi della classe lavoratrice a favore di una classe capitalista sproporzionatamente potente, abbiano "demonizzato gli oppositori stranieri degli Stati Uniti, finanziato segretamente la guerra civile in Nicaragua, iniziata dalla destra, e fornito armi alla dittatura di Saddam Hussein in Iraq. Hanno scelto piccoli Paesi da invadere, tra cui Panama e Grenada, testando nuove attrezzature e strategie militari e stroncando la resistenza, sia interna che esterna, all'invasione militare statunitense come opzione politica". Dal suo quadro ideologico, il Partito Comunista intende l'imperialismo come l'apice dello sviluppo capitalistico: lo Stato, operando per conto dei pochi che detengono un potere sproporzionato, assume il ruolo di fornire "false giustificazioni" per le ambizioni imperialiste di natura economica, al fine di promuovere gli interessi economici settoriali delle grandi imprese.
In opposizione a quello che considera il programma ultimo dell'ala conservatrice della politica americana, il Partito Comunista respinge le proposte di politica estera come la Dottrina Bush, rifiutando il diritto del governo americano di attaccare "qualsiasi paese voglia, di condurre guerre senza fine fino al successo ovunque, e persino di usare armi nucleari 'tattiche e militarizzare lo spazio. Chiunque non sostenga la politica degli Stati Uniti viene condannato come un oppositore. Ogniqualvolta le organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, non sostengono le politiche del governo degli Stati Uniti, queste vengono tollerate a malincuore finché il governo degli Stati Uniti non è in grado di subordinarle o ignorarle".
Mettendo a confronto il sostegno dei Repubblicani e dell'ala destra del Partito Democratico all'invasione dell'Iraq guidata dall'amministrazione Bush con i milioni di americani che si opposero all'invasione dell'Iraq fin dall'inizio, il Partito Comunista sottolinea lo spirito di opposizione alla guerra proveniente dall'opinione pubblica americana:
Oltre 150 risoluzioni contro la guerra furono approvate dai consigli comunali. Risoluzioni furono approvate da migliaia di sindacati locali e organizzazioni di comunità. Azioni locali e nazionali furono organizzate su Internet, tra cui la "Marcia Virtuale su Washington DC"... I funzionari eletti furono sommersi da milioni di telefonate, e-mail e lettere.
In uno sviluppo senza precedenti, ampie fasce del movimento sindacale statunitense si opposero ufficialmente alla guerra. Al contrario, ci vollero anni per costruire l'opposizione sindacale alla guerra del Vietnam... Ad esempio, a Chicago, i leader sindacali formarono Labor United for Peace, Justice and Prosperity. Giunsero alla conclusione che l'istruzione di massa dei loro membri era essenziale per contrastare la falsa propaganda e che la lotta per la pace, la sicurezza economica e i diritti democratici erano interconnessi»
Il partito si è costantemente opposto al coinvolgimento americano nella guerra di Corea, nella guerra del Vietnam, nella prima guerra del Golfo e nei conflitti successivi all'11 settembre sia in Iraq che in Afghanistan. Il Partito Comunista non crede che la minaccia del terrorismo possa essere risolta attraverso la guerra.
La Costituzione del Partito Comunista definisce la classe operaia statunitense come "multirazziale e multinazionale. Essa unisce uomini e donne, giovani e anziani, omosessuali ed eterosessuali, nativi e immigrati, urbani e rurali". Il partito estende ulteriormente la sua interpretazione includendo occupati e disoccupati, sindacalizzati e non, e appartenenti a tutte le professioni.
Il Partito Comunista si batte per la parità dei diritti delle donne, la parità salariale a parità di lavoro e la tutela dei diritti riproduttivi, nonché per la fine del sessismo. Sostiene il diritto all'aborto e i servizi sociali che ne garantiscano l'accesso, sostenendo che le gravidanze indesiderate sono discriminatorie nei confronti delle donne povere. Tra le fila del partito si trova una Commissione per la Parità delle Donne, che riconosce il ruolo delle donne come risorsa per la costruzione del socialismo.
Di notevole importanza storica nella storia americana come uno dei primi difensori dei diritti degli afroamericani e protagonista delle proteste contro i linciaggi degli afroamericani nel Sud, il Partito Comunista USA, nel suo programma nazionale odierno, definisce il razzismo la "classica tattica del dividi et impera" Dalla sua sede di New York, il Ben Davis Club del Partito Comunista e altre organizzazioni del partito sono state coinvolte nell'attivismo locale a Harlem e in altre comunità afroamericane e di minoranza.[67] Il Partito Comunista ha avuto un ruolo determinante nella fondazione del progressista Black Radical Congress nel 1998, così come dell'African Blood Brotherhood.
Storicamente significativo nella storia della classe operaia latina come organizzatore di successo della classe operaia messicano-americana nel sud-ovest degli Stati Uniti negli anni '30, il Partito Comunista considera i lavoratori latini come un altro gruppo oppresso preso di mira da un razzismo palese e da una discriminazione sistemica in settori come l'istruzione e vede la partecipazione degli elettori latini a un movimento di massa generale sia nel lavoro di partito che in quello apartitico come un obiettivo essenziale per un grande progresso della sinistra.
Il Partito Comunista sostiene che la discriminazione razziale ed etnica non solo danneggia le minoranze, ma è perniciosa per i lavoratori di ogni provenienza, poiché qualsiasi pratica discriminatoria tra le diverse fasce demografiche della classe operaia costituisce una pratica intrinsecamente divisiva, responsabile di "ostacolare lo sviluppo della coscienza di classe, creare spaccature nell'unità di classe per distogliere l'attenzione dallo sfruttamento di classe e generare profitti extra per la classe capitalista".
Il Partito Comunista sostiene la fine della profilazione razziale. Il partito sostiene la continua applicazione delle leggi sui diritti civili e delle azioni positive.
Il Partito Comunista ottenne sostegno in comunità specifiche, sviluppando una geografia unica. Invece di un ampio consenso a livello nazionale, il sostegno al partito si concentrò in diverse comunità in momenti diversi, a seconda della strategia organizzativa adottata in quel preciso istante.
Prima della Seconda Guerra Mondiale, il Partito Comunista godeva di un sostegno relativamente stabile a New York, Chicago e nella contea di St. Louis, in Minnesota. Tuttavia, a volte il partito aveva roccaforti anche in contee più rurali come la contea di Sheridan, nel Montana (22% nel 1932), la contea di Iron, nel Wisconsin (4% nel 1932), o la contea di Ontonagon, nel Michigan (5% nel 1934). Persino nel Sud, all'apice delle leggi Jim Crow, il Partito Comunista ebbe una presenza significativa in Alabama. Nonostante la privazione del diritto di voto agli afroamericani, il partito ottenne l'8% dei voti nella contea rurale di Elmore. Ciò fu dovuto principalmente alla riuscita organizzazione birazziale dei mezzadri attraverso la Sindacato dei mezzadri
A differenza di organizzazioni di massa aperte come il Partito Socialista o la NAACP, il Partito Comunista era un'organizzazione disciplinata che esigeva un impegno rigoroso e spesso espelleva i propri membri. Il numero degli iscritti rimase inferiore a 20 000 fino al 1933, per poi impennarsi alla fine degli anni '30, raggiungendo quota 66 000 nel 1939 e il picco massimo di oltre 75 000 iscritti nel 1947.
Il partito presentò candidati alle elezioni presidenziali e a molte elezioni statali e locali, senza aspettarsi di vincere, ma confidando nel voto dei fedelissimi. Condusse campagne simboliche ma energiche durante ogni elezione presidenziale dal 1924 al 1940 e in molte elezioni per governatori e membri del Congresso dal 1922 al 1944.
Il partito attrasse anche una significativa adesione ebraica che iniziò a consolidarsi negli anni '30. Una parte significativa del CPUSA alla sua fondazione nel 1919 non era composta da ebrei, sebbene questo numero iniziò ad aumentare con la scissione della Federazione ebraica all'interno del Partito Socialista nel 1921, che attirò numerosi ebrei ad aderire. Negli anni '20, il 15% dei membri del CPUSA erano ebrei americani. Circa il 50% del partito proveniva dalla federazione di lingua finlandese nel 1925, con jugoslavi e bulgari che costituivano un quarto e anglofoni solo il 10%.
Al Patto Molotov-Ribbentrop, il partito aveva raggiunto una percentuale del 40% di iscritti ebrei; tuttavia, la posizione del partito sulla questione della Germania nazista causò un crollo dopo che il partito manifestò il suo sostegno alla politica estera dell'URSS, perdendo circa il 15-40% dei suoi 50 000 iscritti. Il sostegno al sionismo dopo la guerra riconquistò una parte del sostegno ebraico. Alle elezioni presidenziali del 1948, il 30% dei voti per Henry Wallace proveniva da ebrei e il 10% di tutti gli ebrei votò per lui, contro il 2% dei non ebrei.
Tra il 1921 al 2004, circa un terzo del Comitato Centrale del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) era composto da ebrei nel corso della sua storia, dal 1921 al 2004.
Il Partito Comunista organizzò il paese in distretti che non coincidevano con i confini statali, dividendolo inizialmente in 15 distretti identificati con una città capoluogo, con un ulteriore "Distretto Agricolo". Diverse riorganizzazioni negli anni '30 ampliarono il numero dei distretti.
Il Partito ha sempre avuto la sua sede centrale a New York e questa città rappresentava una parte significativa degli iscritti a livello nazionale, di solito almeno un terzo, a volte quasi la metà del totale. Nel 1930, 3 084 dei 6 822 iscritti risiedevano nel Distretto 1 (stato di New York). Nel 1939, 25 327 dei 66 000 iscritti totali erano newyorkesi; e 25 000 su 54 000 nel 1949. Il Distretto 8, con sede a Chicago, rappresentava solitamente circa il 10% dei membri negli anni '20 e all'inizio degli anni '30, ma poi fu superato dal Distretto 13 (California) a partire dalla fine degli anni '30.

Il Partito Comunista ha cercato di svolgere un ruolo attivo nel movimento operaio sin dalle sue origini, nell'ambito del suo impegno a costruire un movimento di massa di lavoratori americani per realizzare la propria liberazione attraverso la rivoluzione socialista.
Dal 1959 al 1989, anno in cui Gus Hall condannò le iniziative intraprese da Mikhail Gorbachev nell'Unione Sovietica, il Partito Comunista ricevette un consistente sussidio dai sovietici. Negli archivi del KGB si trova almeno una ricevuta firmata da Gus Hall. Partendo da 75 000 dollari nel 1959, la somma aumentò gradualmente fino a raggiungere i 3 milioni di dollari nel 1987. Questo ingente importo rifletteva la lealtà del partito alla linea di Mosca, in contrasto con i partiti comunisti italiano e, successivamente, spagnolo e britannico, il cui eurocomunismo si discostò dalla linea ortodossa alla fine degli anni '70. Documenti provenienti dagli archivi sovietici dimostrano che tutti i partiti comunisti nazionali che si conformavano alla linea sovietica venivano finanziati allo stesso modo. Dal punto di vista comunista, questo finanziamento internazionale derivava dalla natura internazionalista del comunismo stesso, in quanto fornire aiuto ai propri alleati in altri paesi, era considerata un dovere di assistenza fraterna dai comunisti di qualsiasi paese. Dal punto di vista anticomunista, questi finanziamenti rappresentavano un'ingerenza ingiustificata di un paese negli affari di un altro. L'interruzione dei fondi nel 1989 provocò una crisi finanziaria, che costrinse il partito a ridurre la pubblicazione, nel 1990, del giornale del partito, il People's Daily World, a una pubblicazione settimanale, il People's Weekly World.

Un aspetto alquanto più controverso del semplice finanziamento è il presunto coinvolgimento di membri del Partito Comunista nello spionaggio per l'Unione Sovietica. Whittaker Chambers sostenne che Sandor Goldberger, noto anche come Josef Peters (che scriveva comunemente con lo pseudonimo di J. Peters), avesse diretto l'apparato segreto clandestino del Partito Comunista dal 1932 al 1938 e fosse stato il pioniere del suo ruolo di ausiliario delle attività di intelligence sovietiche. Si ritiene che Bernard Schuster, Segretario Organizzativo del Distretto di New York del Partito Comunista, fosse il responsabile del reclutamento e del passaggio di membri del partito nelle file dell'apparato segreto, o "Linea A del Gruppo".
Stalin sciolse pubblicamente il Comintern nel 1943. Un messaggio dell'NKVD di Mosca a tutte le stazioni, datato 12 settembre 1943, forniva istruzioni dettagliate su come gestire le fonti di intelligence all'interno del Partito Comunista dopo lo scioglimento del Comintern.
Esistono numerosi messaggi sovietici decifrati risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, scambiati tra gli uffici dell'NKVD negli Stati Uniti e a Mosca, noti anche come cavi Venona. I cavi Venona e altre fonti pubblicate sembrano confermare che Julius Rosenberg fosse responsabile di attività di spionaggio. Theodore Hall, un fisico formatosi a Harvard che si unì al partito solo nel 1952, iniziò a trasmettere informazioni sulla bomba atomica ai sovietici poco dopo essere stato assunto a Los Alamos all'età di 19 anni. Hall, noto come Mlad ai suoi referenti del KGB, sfuggì al processo. La moglie di Hall, consapevole del suo spionaggio, afferma che il loro referente dell'NKVD aveva consigliato loro di dichiararsi innocenti, come fecero i Rosenberg, se formalmente accusati.

Nel 1952, Jack e Morris Childs, noti con il nome in codice SOLO, divennero informatori dell'FBI. In quanto alti funzionari del partito, fornirono informazioni sul Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) per tutto il resto della Guerra fredda, monitorando i finanziamenti sovietici. Si recarono anche a Mosca e Pechino per incontrare i vertici dell'URSS e della Repubblica Popolare Cinese. Sia Jack che Morris Childs ricevettero la Medaglia presidenziale della libertà nel 1987 per il loro lavoro di intelligence. Il figlio di Morris dichiarò: "La CIA non poteva credere alle informazioni in possesso dell'FBI perché il Partito Comunista degli Stati Uniti aveva legami diretti con il Cremlino".
Secondo l'analista di intelligence Darren E. Tromblay, l'operazione SOLO e il Comitato Ad Hoc facevano parte di un progetto dell'FBI volto a "sviluppare la consapevolezza geopolitica" riguardo a fattori come la crisi sino-sovieticaa. Il Comitato Ad Hoc era un gruppo interno al CPUSA che diffondeva un bollettino filo-maoista con la voce di un "compagno devoto ma ribelle". Si dice che sia stata un'operazione, che ha causato uno scisma all'interno del CPUSA.

Quando il Partito Comunista USA fu fondato nel 1919, il governo degli Stati Uniti era impegnato nella persecuzione dei socialisti che si erano opposti alla Prima Guerra Mondiale e al servizio militare. Questa persecuzione continuò nel 1919 e nel gennaio del 1920 con le incursioni di Palmer, nell'ambito della Prima Paura Rossa. I membri della base del Partito Comunista nati all'estero furono presi di mira e il maggior numero possibile venne arrestato e deportato, mentre i leader furono processati e, in alcuni casi, condannati al carcere. Alla fine degli anni '30, con l'autorizzazione del Presidente Franklin D. Roosevelt, l'FBI iniziò a indagare sia sui nazisti che sui comunisti presenti sul territorio nazionale. Nel 1940, il Congresso approvò lo Smith Act, che rendeva illegale sostenere, favorire o insegnare l'opportunità di rovesciare il governo.
Nel 1949, il governo federale processò Eugene Dennis, William Z. Foster e altri dieci leader del Partito Comunista per aver incitato al rovesciamento violento del governo. Poiché l'accusa non poteva dimostrare che alcuno degli imputati avesse apertamente incitato alla violenza o fosse stato coinvolto nel reperimento di armi per una proposta rivoluzione, si basò sulla testimonianza di ex membri del partito secondo cui gli imputati avevano privatamente sostenuto il rovesciamento del governo e su citazioni dalle opere di Marx, Lenin e altre figure rivoluzionarie del passato. Nel corso del processo, il giudice dichiarò diversi imputati e tutti i loro avvocati colpevoli di oltraggio alla corte. Tutti gli undici imputati rimanenti furono giudicati colpevoli e la Corte suprema confermò la costituzionalità delle loro condanne con un voto di 6 a 2 in Dennis contro Stati Uniti (1951). Il governo rese quindi esecutivi i procedimenti penali contro oltre 140 membri del partito.

Presi dal panico per questi arresti e temendo che il partito fosse pericolosamente compromesso dagli informatori, Dennis e altri leader decisero di passare alla clandestinità e di sciogliere molti gruppi affiliati. Questa mossa accentuò l'isolamento politico della leadership, rendendo al contempo quasi impossibile il funzionamento del partito. L'ampio sostegno all'azione contro i comunisti e i loro associati iniziò a diminuire dopo che il senatore Joseph McCarthy si spinse troppo oltre nella udienze Army-McCarthy, provocando una reazione contraria. Anche la fine della guerra di Corea nel 1953 contribuì a ridurre le ansie relative alla sovversione. La Corte Suprema pose fine ai procedimenti penali basati sullo Smith Act nel 1957 con la sentenza Yates contro Stati Uniti (1957), che imponeva al governo di dimostrare che l'imputato avesse effettivamente intrapreso azioni concrete per il rovesciamento forzato del governo, anziché limitarsi a sostenerlo nella teoria.

Il Partito Comunista ebbe un ruolo importante nella difesa dei diritti degli afroamericani durante il suo periodo di massimo splendore negli anni '30 e '40. La sezione dell'Alabama del Partito Comunista degli Stati Uniti contribuì a organizzare i lavoratori neri disoccupati, il sindacato dei mezzadri dell'Alabama e numerose campagne contro il linciaggio. Inoltre, la sezione dell'Alabama organizzò giovani attivisti che in seguito sarebbero diventati membri di spicco del movimento per i diritti civili, come Rosa Parks. Nel corso della sua storia, molti dei capi e pensatori politici del partito sono stati afroamericani. James W. Ford (che fu il primo afroamericano presentato alle elezioni presidenziali), Charlene Mitchell, Angela Davis e Jarvis Tyner, l'attuale vicepresidente esecutivo del partito, si sono tutti candidati alla presidenza o alla vicepresidenza con il partito. Altri come Benjamin J. Davis, William L. Patterson, Harry Haywood, James E. Jackson, Henry Winston, Claude Lightfoot, Alphaeus Hunton, Doxey Wilkerson, Claudia Jones e John Pittman contribuirono in modo significativo agli approcci del partito alle principali questioni, dai diritti umani e civili, alla pace, all'uguaglianza delle donne, alla questione nazionale, all'unità della classe operaia, al pensiero socialista, alla lotta culturale e altro ancora. Pensatori, artisti e scrittori afroamericani come Claude McKay, Richard Wright, Ann Petry, W. E. B. Du Bois, Shirley Graham Du Bois, Lloyd L. Brown, Charles Wilbert White, Elizabeth Catlett, Paul Robeson, Gwendolyn Brooks e altri furono in passato membri o sostenitori del partito, e il Partito Comunista ebbe anche una stretta alleanza con il deputato di Harlem Adam Clayton Powell Jr..

Harry Hay sviluppò le sue idee politiche come membro attivo del Partito Comunista. Nei primi anni '50 fondò la Mattachine Society, la seconda organizzazione americana per i diritti dei gay. Tuttavia, i diritti dei gay non erano considerati un tema che il partito dovesse sostenere a livello organizzativo. Molti membri del partito consideravano l'omosessualità una pratica tipica di chi aveva tendenze fasciste (seguendo l'esempio dell'Unione Sovietica, che aveva criminalizzato la pratica per questo motivo). Hay, insieme a tutti gli altri membri omosessuali, fu espulso dal partito in quanto considerato un rischio, con la dirigenza che li riteneva "vulnerabili al ricatto dell'FBI". Nel 2004, più di un decennio dopo la caduta dell'Unione Sovietica e dopo che la Russia aveva legalizzato le relazioni omosessuali maschili, i redattori di Political Affairs pubblicarono articoli in cui criticavano apertamente le prime posizioni del partito sui diritti di gay e lesbiche e lodavano il lavoro di Hay.
Il Partito Comunista approvò i diritti LGBT in una dichiarazione del 2005. Il partito ha confermato la risoluzione con una dichiarazione un anno dopo in onore del mese dell'orgoglio gay nel giugno 2006.
Il Partito Comunista si oppose al coinvolgimento degli Stati Uniti nelle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale (fino al 22 giugno 1941, data dell'invasione tedesca dell'Unione Sovietica), alla Guerra di Corea, alla Guerra del Vietnam, all'invasione di Grenada e al sostegno americano alle dittature militari anticomuniste e ai movimenti in America centrale. Nel frattempo, alcuni esponenti del movimento pacifista e della New Left rifiutarono il Partito Comunista per quella che consideravano la sua rigidità burocratica e per la sua stretta associazione con l'Unione Sovietica.
Il Partito Comunista si oppose costantemente alla guerra in Iraq condotta dagli Stati Uniti tra il 2003 e il 2011. United for Peace and Justice (UFPJ) include tra i suoi membri la sezione di New York del Partito Comunista, con la comunista Judith LeBlanc che ha ricoperto la carica di co-presidente dell'UFPJ dal 2007 al 2009.
| Anno | Candidato Presidente | Candidato Vice president | Voti | Percentuale | Nome |
|---|---|---|---|---|---|
| 1924 | William Z. Foster | Benjamin Gitlow | 38,669 | 0.1% | Partito dei lavoratori d'America |
| 1928 | William Z. Foster | Benjamin Gitlow | 48,551 | 0.1% | Workers (Communist) Party of America |
| 1932 | William Z. Foster | 103,307 | 0.3% | Communist Party USA | |
| 1936 | Earl Browder | 79,315 | 0.2% | ||
| 1940 | Earl Browder | 48,557 | 0.1% | ||
| 1948 | Nessun candidato; appoggio a Henry Wallace | Nessun candidato; appoggio a Glen H. Taylor | N/A | ||
| 1952 | Nessun candidato; appoggio a Vincent Hallinan | Nessun candidato; appoggio a Charlotta Bass | |||
| 1968 | Charlene Mitchell | Michael Zagarell | 1,077 | nil% | |
| 1972 | Gus Hall | Jarvis Tyner | 25,597 | nil% | |
| 1976 | Gus Hall | Jarvis Tyner | 58,709 | 0.1% | |
| 1980 | Gus Hall | Angela Davis | 44,933 | 0.1% | |
| 1984 | Gus Hall | Angela Davis | 36,386 | nil% | |
N.B. Secondo il sito del partito: "Il Partito Comunista non sostiene candidati di altri partiti, ma siamo profondamente coinvolti nella mobilitazione delle persone a partecipare alle elezioni".[senza fonte]
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